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Bauli in piazza: Pezzopane (Pd), governo dia risposte a lavoratori e imprese

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“Sono scesi in piazza con i loro bauli, senza urla e strepiti, ma comunque il grido di dolore è forte e deve giungere al governo, perché tutti gli sforzi fatti finora per queste categorie di imprese e lavoratori non sono stati sufficienti. Ho sollecitato più volte i ministeri competenti, Mic e Mise, e torno a farlo. Va dato atto al ministro Franceschini di aver coinvolto queste imprese nel tavolo aperto al ministero, ma occorre una azione più incisiva del Mise. Temo che si stia sottovalutando il problema: le imprese che operano attorno allo spettacolo ed agli eventi sono ferme totalmente da 419 giorni. Un tempo lunghissimo perché lo spettacolo dal vivo, così come i grandi eventi, non sono mai ripartiti, nemmeno per pochi giorni”. 

Lo dichiara Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera. 

“Le imprese – prosegue l’esponente dem – temono di dover aspettare ancora molto per ripartire. Nel 2021 sono stati annullati praticamente tutti gli eventi nazionali e locali, e si teme di dover aspettare la primavera del 2022. Ho incontrato Carlo Volpe, Valter Alfonsetti, l’Ars Abruzzo ed altre imprese, e torno a sollecitare la dovuta attenzione. Solo in Abruzzo ci sono centinaia di imprese colpite direttamente dalla crisi del settore dei service: servizi tecnici, audio, video e luci per teatro, spettacolo dal vivo, fiere, convegni, eventi dal vivo. In Italia sono oltre 10.000 imprese, si contano 500mila addetti, tutti fermi da oltre un anno e preoccupati perché sui grandi eventi chissà quando si potrà tornare a programmarli. Si calcola via una perdita del 60% del fatturato in Abruzzo”. 

“Il  ministro Dario Franceschini ha ragione a porre il problema delle riaperture in sicurezza dal 26 aprile di spettacoli, cinema e teatri almeno in zona gialla. Mi sento di sostenere questa sua proposta, e penso che il Ministero delle attività produttive debba incontrare queste imprese e trovare le giuste forme di ristoro, di abbattimento di costi, sui mutui e le imposte. Tanti eventi sono rimandati direttamente al 2022, un tempo infinito per questo settore che rischia di morire. Io invece – conclude Pezzopane – credo che bisogna puntare anche su cultura, spettacolo, eventi per il rilancio e la ripresa del Paese”.

ZTL, DE VITO: BENE APERTURA PARZIALE PER IL TRASPORTO MERCI

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MA AUSPICHIAMO COMPLETA APPLICAZIONE DELLA MOZIONE APPROVATA IN AULA

Apprendiamo con soddisfazione che la mozione approvata nelle scorse settimane in Aula Giulio Cesare, con la quale si chiedeva di sospendere la chiusura delle ZTL tra il 6 e il 30 aprile, sia stata applicata sia pure solo parzialmente per il trasporto merci. Resta il fatto che in una fase come quella che stiamo attraversando, con il centro storico della Capitale semivuoto e una pesante desertificazione commerciale, purtroppo si debba quotidianamente constatare che gli autobus viaggiano oltre i limiti di capienza previsti e in condizioni non sicure per la presenza di tracce di Covid 19, come è stato rilevato dagli ultimi accertamenti dei Nas“. E’ quanto dichiara in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.
Cogliamo l’occasione per auspicare una completa applicazione della mozione approvata dall’Assemblea Capitolina al fine di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini attraverso le sanificazioni dei mezzi pubblici e la possibilità di preferire l’uso del mezzo privato per evitare assembramenti, accogliendo allo stesso tempo il grido di aiuto che gli operatori del commercio lanciano da tempo alla città per poter dare inizio a quella ripresa economica che tutti attendiamo da oltre un anno” ha concluso il presidente.

Ergastolo ostativo: Miceli (Pd), No festival qualunquismo, aberrante proposta Meloni

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“Dichiarazioni del tipo ‘difendiamo la legittimità dell’ergastolo ostativo modificando la Costituzione’ non aiutano a risolvere la delicata questione posta al Parlamento dalla Corte Costituzionale ma, anzi, rischiano di trasformarla in un pericoloso festival del qualunquismo”.

Lo dichiara il deputato Pd Carmelo Miceli, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia. 

“Pensare di risolvere le criticità evidenziate dalla Corte con una modifica degli articoli 3 e 27 della Carta Costituzionale – prosegue l’esponente dem –  significa prospettare uno scenario nel quale, dinanzi alla mancata conformità di una norma ordinaria al dettato e ai principi della Costituzione, il legislatore dovrebbe intervenire per rimuovere tale difformità modificando la Costituzione e non la norma ad essa subordinata, ovverosia dando luogo ad una tanto inammissibile quanto pericolosa sovversione del principio dell’obbligatorietà della gerarchia delle fonti. Niente di più aberrante”.

“Se davvero vogliamo dare una risposta unitaria e corale al problema, cosa che anch’io auspico – conclude Miceli – lo si faccia facendo lo sforzo di capire che ciascuno deve cominciare con l’adeguare le proprie dichiarazioni alla dignità delle questioni giuridiche sottese al dibattito, astenendosi dal proporre, per demagogia spicciola, soluzioni palesemente impraticabili”.

RISTORANTI E ALBERGHI: NEL BIENNIO 2020/21 IL COVID BRUCIA 38,5 MILIARDI DI EURO

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Nel 2021 si stima una riduzione del fatturato del -35% contro il -44,2% del 2020 

Il settore ristoranti e alberghi a causa dell’emergenza Covid-19 brucia nel biennio 2020-2021 oltre 38miliardi di euro. In particolare le oltre 74 mila società di capitali di questo comparto realizzerebbero complessivamente una perdita di 38,503 miliardi di euro, pari a circa la metà dell’intero settore. Il settore dell’alloggio registrerebbe un calo complessivo di 17,5 miliardi di euro, mentre quello della ristorazione una flessione di 21 miliardi di euro. Il 2021 si presenta però leggermente migliore del 2020 rispetto al 2019. Quest’anno, infatti, il fatturato complessivo delle società di capitali è previsto ridursi del -35% contro il -44,2% del 2020.  

Sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui Bilanci 2019 del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

Il campione analizzato è formato da quasi 75 mila società con oltre 670 mila dipendenti e quasi 49 miliardi di fatturato a valori 2019. In termini di fatturato, le società di capitali esaminate in queste simulazioni coprono più del 50% dell’intero settore che presenta, sempre a valori 2019, un fatturato complessivo vicino ai 90 miliardi di euro con circa un milione e mezzo di occupati.  La stragrande maggioranza delle società prese in esame dall’Osservatorio non supera i 10 milioni di euro di fatturato. Sono appena 410 le società di capitali che superano i 10 milioni di fatturato con ricavi però superiori a 14 miliardi di euro, il 29% del totale ed occupano quasi 144 mila dipendenti, il 21% del totale.  

Le simulazioni sono state condotte tenendo conto degli andamenti congiunturali di settore del 2020 così come rilevati dall’Istat e dal Mef e dalle proiezioni condotte sul 2021. Queste ultime sono state elaborate tenendo conto della stagionalità del comparto turistico e dell’impatto delle misure restrittive adottate dal governo per il primo trimestre dell’anno. Per la restante parte dell’anno, le simulazioni sono state condotte prevedendo una graduale, ma parziale, ripresa del settore man mano che le vaccinazioni proseguono e gli indicatori permettono la riapertura delle attività. In ogni caso, si prevede un forte recupero nel terzo trimestre che, in alcuni casi, raggiunge il 90% dei livelli pre-covid, e un buon recupero anche nel quarto trimestre che, però, soprattutto per il settore degli alberghi, dovrebbe risentire ancora in maniera fortemente negativa il crollo degli arrivi dall’estero. 

L’Osservatorio analizza anche l’epoca precovid. Nel 2019, rispetto all’anno precedente, le Srl del settore ristoranti e alberghi erano in crescita.  In particolare, a fronte di un aumento degli addetti dell’1,4%, si registrava un incremento dei ricavi del 6,3% e del valore della produzione del 6,1%, che si traducevano in una crescita del valore aggiunto del 5,3%. A livello geografico le performance migliori in termini di fatturato si registravano nel Sud (+6,5%), mentre la crescita più bassa al Centro (+3,5%). 

Simulazione fatturato Società di capitali Servizi di alloggio e ristorazione. Anni 2019, 2020 e 2021 (Valori in migliaia di euro)  

COMPARTISOCIETA’RICAVI  2019RICAVI  2020RICAVI  2021PERDITA BIENNIO  2020-2021
ALLOGGIO19.72918.6639.25610.624-17.444
RISTORAZIONE54.70129.95517.88320.968-21.059
TOTALE74.43048.61827.14031.593-38.503

Scuola, con i bambini aspettare significa guadagnare tempo

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“Rivedere l’insegnamento sui loro bisogni e non in base alle prestazioni”

ROMA – Imparare, o meglio reimparare, ad aspettare (e rispettare) i tempi dei bambini perché, come insegnano i vecchi presupposti della pedagogia, “quando si parla di bambini aspettare significa guadagnare tempo”. Lo sottolinea Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), nel corso del convegno per i 50 anni dell’Istituto, in programma fino a domenica. Sulla stessa scia Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore IdO, evidenzia come trent’anni fa “i bambini potevano sbagliare, potevano metterci più tempo a fare le cose, e per questo avevamo meno disturbi d’apprendimento. Dunque- si chiede- perché accelerare per poi doversi fermare? L’anticipo di una prestazione, e non di un processo di apprendimento, è una delle cose per cui ci battiamo da tempo”.

A dimostrazione di quanta importanza abbia ‘l’attesa’, Castelbianco propone un excursus storico che mette a confronto come si siano evoluti nel tempo gli screening sui prerequisiti 3-5 anni. “Nel 1987 gli apprendimenti erano più graduali e rispettosi delle tappe di sviluppo- sottolinea- Oggi ai bambini si insegna in anticipo e, siccome riescono, si pensa che siano pronti ad andare in prima elementare”. Ma la realtà la fotografa un confronto tra lo screening su 1.058 bambini e bambine nel 1987 e lo screening su 1.089 bambini e bambine del 2019. “Innanzitutto 34 anni fa gli anticipatari, ossia quelli che andavano a scuola a 5 anni, erano lo 0%, oggi sono il 12%. Un dato su cui bisogna riflettere perché il fatto che magari sappiano scrivere non vuol dire che siano pronti per cambiare ciclo scolastico”, spiega Castelbianco.

Per quanto riguarda poi lo screening psicomotorio, in particolare la coordinazione oculo-manuale, la coordinazione dinamica e l’equilibrio, lo screening del 1987 evidenziava come i bambini di 4 anni avessero le capacità come quelli di 5 e i piccoli di 5 anni avessero le capacità come quelli di 6. Mentre nel 2019 sia a 4 che a 5 anni i bambini avevano capacità in linea con la loro età. A 6 anni poi, sia nel 1987 che nel 2019, i bambini avevano capacità pari a 6 anni. “Vuol dire che 30 anni fa erano in grado di andare un anno avanti nella coordinazione, cosa che, invece, i bambini di oggi non sono più capaci di fare. Dunque l’educazione psicomotoria sarebbe una delle cose da rivalutare perché consente la maturazione e i processi di sviluppo esperienziali e cognitivi”, sottolinea il direttore IdO.

Così come, “abituati a utilizzare tablet e altri device elettronici già da 1 anno, i bambini sviluppano un’intuizione iconica che non aiuta né la creatività né l’elaborazione della fantasia”, sottolinea ancora Castelbianco. Secondo una ricerca effettuata dall’IdO, intervistando 670 genitori, il 4% dei bambini di 1 anno utilizza il tablet per più di 3 ore al giorno. Questo significa che “nei bambini di oggi abbiamo prestazioni razionali migliori, ma prestazioni creative peggiori, sanno gestire tablet o telefonino ma se devono inventare qualcosa non lo sanno fare perché nessuno li ha stimolati come si faceva una volta”, evidenzia ancora Di Renzo.

Dunque gli esperti IdO si chiedono, in conclusione, se “non sarebbe opportuno rivedere alcune modalità di insegnamento partendo dal presupposto di cosa recepiscono meglio i bambini, cosa serve loro e non quali siano le prestazioni”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Open Arms, dopo il rinvio a giudizio Salvini attacca: “Decisione politica”

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Il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario di Governo per la bonifica delle discariche abusive, al convegno ‘Siti Contaminati’

ROMA – Sul fronte delle bonifiche delle aree inquinate c’è “un investimento crescente per un’attenzione crescente” anche “in termini di risorse umane ed economiche”. Ciò si è verificato “in questa legislatura, anche nel susseguirsi dei governi, ed è un dato di fatto importantissimo che non solo va registrato ma è di grande utilità”. Il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario di Governo per la bonifica delle discariche abusive, lo dice partecipando al convegno ‘Siti Contaminati. Le procedure di caratterizzazione e bonifica alla luce del Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76’ organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi e da RemTechExpo.

“Sappiamo bene che risanare il territorio, restituirlo e recuperarlo a vari utilizzi è una delle cose più importanti”, ricorda Vadalà, “le bonifiche sono sempre importanti, anche in caso di bonifica di ambienti naturali come le paludi, come avvenuto in passato”, mentre “oggi continuiamo con una nuova opera di recupero da ferite inferte al territorio”.

In questa legislatura, segnala il commissario alle bonifiche, “c’è stata una messa a disposizione di finanziamenti, di cui anche questo commissariato sta godendo, che èimportante”, perché “senza fondi, che molte volte sono europei, non si può riuscire a iniziare le opere”. Inoltre, “con lo scorso governo e il ministro Costa è stata istituita al ministero (allora dell’Ambiente, oggi della Transizione ecologica, ndr) una direzione ad hoc”, ricorda Vadalà, “e una direzione specifica che pensi solo alle bonifiche, ai Siti di interesse nazionale (SIN) ma non solo ai SIN, con a tutte le attività a supporto degli STIR (Stabilimento di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti, spesso oggetto di bonifiche, ndr) è importante ed è da registrare come una grandissima concretizzazione che vedrà frutti nei prossimi anni“.

Per quanto riguarda il dl Sempificiazioni ogetto del convegno si tratta di “un importante strumento di semplificazione, uno strumento intelligente” perché semplificare “non significa semplificare a tutti i costi, dobbiamo portare a casa disinquinamento”, che è “un’opera importantissima ma faticosa, non semplice”, ricorda il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario di Governo per la bonifica delle discariche abusive.

E’ importante poter “distinguere, nella parte di avvenuta bonifica, tra la parte suolo e quella acqua, con criteri che rendano possibile una divisione”, così come è “importante poter racchiudere in una unica procedura, in un’unica richiesta” varie procedure, dice Vadalà. C’è poi, conclude, “la progettazione pilota, un argomento sempre detto e ribadito a RemTechExpo, su quelle che sono le numerose capacita’ di produrre tecnologie pilota o sperimentali”.

VADALA’: ESSENZIALI SOSTEGNO TECNICO A COMUNI E ACCELERAZIONE

Nel risanamento dei siti inquinati “per fare le bonifiche, e portarle a termine con la restituzione del territorio, servono strutture di coordinamento regionale, in primis di ausilio ai Comuni quali stazioni appaltanti, che in molti casi non ce la fanno” dal punto di vista della loro dotazione di figure tecniche. Quindi “l’ausilio presso i Comuni è del tutto essenziale per portare a termini lavori specialistici, dove la professionalità serve” continua il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadala’.

Serve poi “un’accelerazione violenta sull’operatività” oltre che una semplificazione e una dotazione che va dagli strumenti ai fondi, spiega. “Dal nostro punto di vista come operatori in campo da quattro anni, per fare bene e poter operativamente lavorare e riuscire a portare a casa risultati, quindi la bonifica, uno dei primi punti è lavorare insieme“, spiega Vadalà, “e qui ecco l’importanza dei professionisti”, perche’ “senza qualità non ci sono risultati, e per la qualità servono gare per selezionare i migliori professionisti e progetti”.

Ciò detto, segnala il Commissario alle bonifiche, “non si può portare a casa una buona bonifica se non c’è una grande sinergia tra la stazione appaltante”, quindi spesso i Comuni, “e Responsabili unici del procedimento (RUP), Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), quindi Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA)”, perché “senza non porteremo mai a casa buoni risultati in tempi normali per le bonifiche”.

Sul ruolo dei tecnici, precisa Vadalà, “senza buoni professionisti privati e pubblici ci ritroveremmo caratterizzazioni” delle aree da bonificare “che non hanno centrato un obiettivo preciso di tempo, e ci troveremmo a dover ricominciare dopo anni“. Quindi i rapporti tra “professionisti, ARPA e privato devono funzionare e per funzionare devono dialogare” perché “se non avviene dall’inizio non avremmo risultato sperato”, conclude il Commissario.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Astrazeneca, Johnson & Johnson, Pfizer e Moderna: vaccini a confronto

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Ecco le caratteristiche dei quattro vaccini approvati in Italia per combattere il Covid

https://vimeo.com/537248896

ROMA – In Italia sono quattro i vaccini autorizzati: Astrazeneca, Johnson e Johnson, Pfizer e Moderna. Quali sono le differenze?

Astrazeneca, prodotto in Svezia e Uk, è un vaccino a vettore virale che sfrutta una versione indebolita dell’adenovirus degli scimpanzè per inserire materiale genetico della proteina spike nelle cellule umane per la produzione di anticorpi. Indicato per la fascia d’età over 60, si conserva fra i 2 e gli 8 gradi e ha bisogno di due dosi per raggiungere l’80% di efficacia.

Pfizer, di produzione statunitense e tedesca, usa la tecnica dell’Rna messaggero. Il codice genetico correlato alla produzione della proteina Spike viene portato alla cellula in modo che questa abbia le informazioni per individuare e distruggere il virus. Indicato per la fascia d’età 16 – over 75 anni, deve essere conservato a -70 gradi e ha bisogno di due inoculazioni per raggiungere il 90% di efficacia.

Moderna, di produzione statunitense, ha la stessa tecnologia del vaccino Pfizer con l’Rna messaggero; l’Italia ne sta ricevendo quantitativi ridotti perchè molte delle dosi sono riservate per il mercato Usa. Indicato per gli over 18, va conservato fra i -25 e i -15 gradi, ha bisogno di due dosi intervallate da 4 settimane per raggiungere un’efficacia del 95%.

Johnson e Johnson è un vaccino a vettore virale, la stessa tecnica utilizzata per produrre il vaccino contro l’ebola. Da pochi giorni è stato ritirato dal mercato americano. Indicato per la fascia d’età over 18, si conserva fra i 2 e gli 8 gradi, è l’unico vaccino monodose ed è efficace al 72% nel prevenire tutti i casi di Covid 19 all’86% nel prevenire forme acute della malattia.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Voler Bene a Latina su rifiuti e discariche

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Discariche si e discariche no

Il tempo stringe e non avendo questa Amministrazione programmato nulla in questi anni, rischiamo  seriamente di perdere le risorse del Next Generation Eu, destinate alla transizione ecologica. Risorse che farebbero fare un salto di qualità a questa città. 

La tutela della salute e dell’ambiente, per contenere la produzione e lo smaltimento dei rifiuti,  richiede l’adozione di politiche di prevenzione.

Lo smaltimento dei rifiuti, infatti, è ormai fonte di problemi economici, ambientali, sociali e sanitari, oltre che di preoccupazioni e tensioni nella popolazione che abita vicino agli impianti di trattamento. 

La chiusura di Borgo Montello e l’alternativa che non c’è

 Dopo anni di intensa attività, la discarica di Borgo Montello è stata chiusa senza però cercare delle valide alternative. 

Non solo. Ma se dovesse prendere corpo l’ipotesi che l’Ama di Roma possa acquistare la Rida Ambiente, noi perderemo pure l’opportunità di poter smaltire i nostri rifiuti. 

Siamo sull’orlo del disastro e questa amministrazione si sta occupando unicamente di individuare siti improbabili per aprire una nuova discarica.  Siti già scartati dalle precedenti amministrazioni commissariali.

Borgo Montello, tra l’altro, è ancora da bonificare e si rischia un contenzioso enorme con il privato che ha acquisito le quote del Comune. E di fronte a possibili e ventilate scelte da parte della Regione, potrebbe tornare ad essere lo sversatoio del Lazio.

 La raccolta differenziata e il fallimento di Latina Ambiente

 Dieci anni fa, il sindaco Vincenzo Zaccheo portò la raccolta differenziata a Latina dal 7 al 37 per cento, tanto che la nostra città risultò PRIMA nel Lazio nell’edizione di “Comuni Ricicloni” , potendo poi partecipare alle Olimpiadi della “carta”. Il presidente Marrazzo premiò il conseguimento di questo importante obiettivo consegnando 100mila euro alla nostra città.

Oggi questo fallimento è sotto gli occhi di tutti, pur sapendo che i costi di smaltimento sono cresciuti in maniera abnorme. Le bollette infatti dal 2010 hanno registrato  un + 80%.  

Il cittadino paga tanto e troppo senza avere in cambio un servizio dovuto.

La società Latina Ambiente è stata  lasciate  fallire per poi acquistare per 800mila euro un ramo d’azienda e riconoscergli, attraverso debiti fuori bilancio, ben 4.8 milioni di euro.

Pensate sia finita? No, perchè oggi siamo ancora in attesa di ulteriori decisioni da parte del tribunale per una somma che si aggira intorno ai 10milioni di euro.

 Esisteva un programma discusso e concordato dall’allora sindaco Zaccheo e dall’allora presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo e che prevedeva la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti sotto il controllo pubblico. Programma bellamente ignorato.

Le nostre proposte

Noi di Voler Bene a Latina, pensiamo che sia necessario e urgente, tornare a programmare per dare una prospettiva seria e concreta al nostro territorio. 

Con questi criteri:

Sviluppare una filiera del recupero, stimolandola con il potenziamento del Green Public Procurement, (GPP),  strumento di politica ambientale che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica, contribuendo, in modo determinante, al raggiungimento degli obiettivi delle principali strategie europee come quella sull’uso efficiente delle risorse o quella sull’Economia Circolare. 

Definire le regole sulla raccolta differenziata per elevarne non solo la quantità ma anche la qualità.

Superare la logica della discarica con una  tipologia di impianto per la gestione dell’umido, chiarendo se si intende valorizzare il rifiuto in energia, in metanolo, in idrogeno o se si vuole invece proseguire nell’attuale costosa soluzione di smaltimento dello stesso.

Non c’è più bisogno di rimpalli. C’è bisogno invece di essere propositivi, affrontando il problema nella sua interezza e che tenga conto del ciclo completo. Dalla raccolta allo smaltimento, evitando inutili spezzatini che fanno solo aumentare i costi. 

Chiediamo pertanto alle forze politiche di fermare questo ignobile scaricabarile e di pensare, per una volta, ai cittadini del nostro territorio, programmando un nuovo sistema di gestione dei rifiuti in grado di rispettare sia la gerarchia dei rifiuti sia i principi di territorialità e di prossimità. 

La nostra richiesta include  un servizio di igiene urbana qualitativamente elevato che tenga conto di soluzioni tecnologiche avanzate, in grado di ridurre, nel tempo, le tariffe attualmente praticate.

Sisma: Pezzopane (Pd), Avanti con stabilizzazioni precari della ricostruzione

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“I lavoratori che da 12 anni operano per la ricostruzione dal terremoto del 2009 nei Comuni, nell’Usrc ed all’Usra, hanno diritto alla loro stabilizzazione. Sono 72 persone splendide, li conosco uno per uno, li ho visti al lavoro, li ho incontrati. Ho faticato per ottenere ogni proroga dei loro contratti, li ho incoraggiati a non mollare. Ho preso con loro un impegno, e l’ho onorato. Ora loro hanno un diritto sancito ed il Sindaco dell’Aquila non può trasformarlo in un favore, né in un gesto di clemenza. I lavoratori hanno la loro dignità! E questo in virtù di una legge approvata questa estate, il Decreto Agosto, votata solo dal centrosinistra, che prevede in una specifica norma la stabilizzazione dei lavoratori della ricostruzione del 2009, del 2012 e del 2016/17. La norma inoltre assegna le risorse: 5 milioni per il 2020, 31 per il 2021 e oltre 80 milioni dal 2022 in poi. È assurdo buttarla in propaganda elettorale. Questa norma è a disposizione subito per L’Aquila e per oltre 150 tra comuni, regioni, enti locali, persino enti parco. Il governo Conte e la maggioranza che lo ha sostenuto hanno votato questa norma in piena emergenza sanitaria. La premessa è stata la riforma Madia del 2017 che ha di fatto annullato il blocco delle stabilizzazioni inserito nella Legge Brunetta approvata da un governo in cui anche la Meloni era Ministro. Ho fatto incontri, riunioni, emendamenti, ordini del giorno, mi sono impegnata con i sindacati che hanno avuto un ruolo decisivo e che ringrazio. Grazie al presidente Conte ho portato a casa una norma che è un grande risultato. La gita a Roma della delegazione di Fratelli d’Italia, che va da Brunetta a farsi la foto teatrale, è l’ennesimo tentativo di occultare il nulla della sua litigiosa ed inconcludente gestione. Brunetta, ministro di un governo a cui Fratelli d’Italia fa una opposizione efferata e ostruzionistica, è tenuto a chiudere il percorso nel più breve tempo possibile, ed io seguirò passo passo come sempre ho fatto. Alla conclusione di tutto, quando i lavoratori firmeranno i contratti, sarà una festa per il territorio, uno scatto di dignità, non una concessione pre elettorale di Fratelli d’Italia”.

Così Stefania Pezzopane, dell’ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, nella conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Stefano Palumbo capogruppo Pd in Consiglio Comunale e Luciano Mucciante ex sindaco di Castel del Monte.

Ecco il calendario delle riaperture decise dal governo

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Il governo ha messo a punto un calendario che possa portare alla graduale ripresa delle attività. Ecco, punto per punto, le date annunciate dal premier Draghi.

ROMA – L’Italia riparte. Grazie alla creazione di un pass per spostarsi liberamente e partecipare agli eventi, il governo ha messo a punto un calendario che possa portare alla graduale ripresa delle attività. Ecco, punto per punto, le date annunciate dal premier Draghi.

LEGGI ANCHE: Draghi: “Dal 26 aprile tornano le zone gialle, rischio ragionato per rilanciare il paese”

Ecco la road map delle principali riaperture decise dal governo:

• Anticipo del ripristino delle zone gialle dal 26/4.
• Consentiti gli spostamenti tra regioni gialle e con il pass anche tra regioni di diverso colore.
• Scuole (dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico): nelle zone gialle e arancioni aperte con didattica in presenza tutte le scuole di ogni ordine e grado.
• Dal 26/4 in zona gialla riaprono ristoranti a pranzo e a cena solo con tavoli all’aperto.
• Dal 26/4 nelle zone gialle Musei riaperti automaticamente.
• Dal 26/4 nelle zone gialle teatri, cinema e spettacoli aperti con misure di limitazione della capienza.
• Dal 15 maggio piscine solo all’aperto.
• Dal 1 giugno ristoranti con tavolo al chiuso solo a pranzo con nuove linee guida.
• Dal 1 giugno palestre con nuove linee guida.
• Dal 1 luglio Fiere e congressi con nuove linee guida
• Dal 1 luglio stabilimenti termali e parchi tematici con nuove linee guida.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Alfonso Raimo