Home Blog Page 12

Sequestrati beni per 200 milioni nel “tesoro” della droga di Messina Denaro

0

Si indaga in Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna

di Salvo Cataldo

ROMA – Una indagine di respiro internazionale ha portato alla luce il tesoro del boss trapanese Matteo Messina Denaro, morto in carcere il 25 settembre del 2023. Scoperti e sequestrati beni per duecento milioni di euro. Tre persone sono finite in cella per ordine del gip del tribunale di Palermo.

about:blank

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e portata avanti dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo, supera i confini italiani: diverse attività sono in corso ad Andorra, a Gibilterra, alle Isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (nelle città di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banus). Ricostruito un imponente patrimonio di Messina Denaro, frutto del reimpiego di grossi capitali derivanti dal traffico di droga avviato già a partire dagli anni ottanta dal clan dei Messina Denaro e da Cosa nostra trapanese. Investimenti che sono avvenuti attraverso società off-shore.

Riteniamo di avere individuato una parte importante degli investimenti fatti in diversi decenni da Cosa nostra“. Lo ha detto il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli del sequestro.

De Lucia ha evidenziato la cooperazione tra le magistrature e le forze di polizia dei diversi paesi interessati dal sequestro. “Davanti a mafie che non conoscono frontiere anche gli sforzi delle magistrature e delle forze di polizia europee stanno cercando di superare queste frontiere”.

“Quella di oggi è una operazione di grande importanza dal punto di vista strategico. Non si tratta semplicemente di individuare e sottrarre a Cosa nostra una parte importante di ricchezze accumulate in decenni ma anche di una mossa che consente di ostacolare il tentativo dei clan di ricostruirsi una organizzazione sulla base di quel modello unitario che è stato estirpato molti anni fa”, ha detto il procuratore nazionale Antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, a Palermo.

DE LUCIA: “CLAN COLPITI NEL BISOGNO SOLDI”

Un’attività straordinaria per la quantità dei beni e del denaro individuati ma ordinaria rispetto ai valori del contrasto alla mafia. Abbiamo sempre detto che la droga, e in particolare la cocaina, è la merce con il valore aggiunto più alto al mondo e questa ne è una testimonianza”. Così il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, a margine della conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’indagine che ha portato a tre arresti e al sequestro di una parte del tesoro del boss Matteo Messina Denaro.
“Quando riusciamo a rispettare il principio del ‘Follow the money’, e quindi a trovare i soldi, possiamo dire, vista la quantità di quanto scoperto, che l’operazione, da questo punto di vista, è importante – ha aggiunto de Lucia -. L’indagine di oggi, inoltre, impoverisce la struttura della mafia in un momento nel quale Cosa nostra ha un profondo bisogno di cambiamento e di denaro per ristrutturarsi“.

PARLANO DUE NUOVI PENTITI

Due nuovi collaboratori di giustizia hanno contribuito con le loro dichiarazioni a portare a termine il sequestro di beni per oltre duecento milioni di euro riferibili al clan Messina Denaro e i tre arresti da parte della guardia di finanza. La conferma è arrivata dal procuratore aggiunto di Palermo, Vito Di Giorgio, nel corso della conferenza stampa convocata nella caserma Mazzarella della guardia di finanza.
“Si tratta di collaborazioni risalenti al settembre 2025 e al febbraio 2026 – ha spiegato il magistrato -. Uno dei due collaboratori arriva dall’area di Bagheria (Palermo, ndr), l’altro dalla famiglia di Campobello di Mazara (Trapani, ndr). I due collaboratori hanno confermato che il traffico di droga era gestito per conto della famiglia Messina Denaro di Castelvetrano.

TRA GLI ARRESTATI UN NARCOTRAFFICANTE DEL BOSS

È Giacomo Tamburello, considerato un narcotrafficante vicino a Matteo Messina Denaro, uno dei tre arrestati dalla guardia di finanza nell’operazione che ha portato ad un maxi sequestro di beni riconducibile al clan trapanese. In arresto anche l’ex moglie di Tamburello, Antonina Bruno, e il figlio, Luca.
Un arresto è scattato in Italia, gli altri due a Malaga. Tamburello, secondo gli investigatori che in conferenza stampa hanno illustrato i dettagli dell’indagine, avrebbe gestito negli anni diversi traffici di droga dal Marocco e dalla Spagna per conto di Matteo Messina Denaro.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Clamoroso al Roland Garros: Sinner eliminato dal caldo (e da Cerundolo)

0

Ad un solo game dall’ennesima vittoria, il malore: l’argentino, 56 Atp, fa fuori al quinto set il numero 1 del mondo

di Mario Piccirillo

ROMA – Il caldo, quello fuori scala di Parigi. O un virus, un batterio – poi ce lo diranno con precisione, quando faranno l’autopsia della più impronosticabile eliminazione di questa stagione tennistica: Jannik Sinner lascia il Roland Garros, al secondo turno, contro il Cerundolo minore, Juan Manuel, 56 Atp.

Il dominatore assoluto, accasciato, le gambe frolle per un malore fisico sempre più evidente, spuntato dal nulla quando era ad un solo game da una vittoria scontata: due set e 5-2 avanti. Poi il buio. “Non mi sento bene, ho bisogno di vomitare”. Una resa che prende forma un pezzettino alla volta, mentre Cerundolo si arrampica sulla fatica dell’altro, fino a rimontarlo: vinto il terzo, il quarto è solo un parziale agonico. Sinner cerca di restare in campo nella speranza di sentirsi meglio, o semplicemente per non ritirarsi, per tigna. Per giocarsi tutto al quinto. Ma il tutto è quasi niente, e non basta. Finisce 6-3, 6-2, 5-7, 1-6, 1-6.

Sinner così vede sfumare, impotente o quasi, la possibilità storica di vincere l’unico Slam che gli manca, quello ormai maledetto che Alcaraz gli aveva negato annullandogli tre match point nell’epica finale dell’anno scorso. Proprio la contumacia del suo unico e grande avversario avevano reso il cammino di Sinner una discesa libera che solo un incidente avrebbe potuto rovinare. E’ arrivato il climate change, ad infiammare l’Europa e i campi di parigini.

Il Roland Garros si conferma – per fisiologia del tennis su terra – lo Slam che più degli altri uccide i numeri 1: sono 14 a non averlo mai vinto dalla vetta del mondo (come faceva notare la newsletter Lo Slalom). John Newcombe, Jimmy Connors, John McEnroe, Stefan Edberg, Boris Becker, Pete Sampras, Marcelo Rios, Patrick Rafter, Marat Safin, Lleyton Hewitt, Andy Roddick, Andy Murray, Daniil Medvedev. E Jannik Sinner.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

“Stimigliano: Carabinieri denunciano autrice di truffa online su telefono cellulare”

0

I Carabinieri della Stazione di Stimigliano hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti una 32enne residente nell’hinterland campano, ritenuta responsabile del reato di truffa aggravata.

L’indagine è scaturita dalla denuncia presentata da un cittadino residente nella Bassa Sabina. Quest’ultimo, avendo la necessità di sostituire il motore della propria autovettura, aveva individuato un annuncio relativo a un ricambio compatibile su una nota piattaforma di compravendita online.

A seguito di contatti telefonici, l’acquirente ha concordato i dettagli della transazione con la venditrice, provvedendo al pagamento della somma di circa 1.000 euro tramite bonifico bancario, a fronte della promessa di immediata spedizione della merce. Una volta incassato il denaro, tuttavia, la donna si è resa irreperibile, omettendo la consegna del bene.

I tempestivi accertamenti investigativi condotti dai militari dell’Arma, sviluppati attraverso l’analisi dei flussi finanziari e dei tabulati telefonici, hanno permesso di identificare compiutamente la presunta autrice del reato. È stato infatti appurato che sia l’utenza cellulare utilizzata per le trattative, sia il conto corrente bancario sul quale era stata accreditata la somma, erano intestati alla ragazza.

L’occasione si rivela propizia per richiamare l’attenzione dei cittadini sulla necessità di adottare la massima cautela negli acquisti in rete, privilegiando canali verificati e sistemi di pagamento tutelati.

Giornata Bioeconomia, Confeuro: “Più organico e meno fossile per agricoltura green”

0

Giornata Bioeconomia, Confeuro: “Più organico e meno fossile per agricoltura green”

“Si celebra oggi la Giornata Nazionale della Bioeconomia, una ricorrenza di grande importanza per accendere i riflettori sul rapporto sempre più profondo tra innovazione, sostenibilità ed economia. Si tratta di un’iniziativa significativa perché coinvolge il mondo accademico e scolastico, le istituzioni, le imprese e le associazioni agricole nella costruzione di una maggiore conoscenza e consapevolezza sull’utilizzo di biomasse, rifiuti organici e scarti agricoli, con l’obiettivo di sostituire progressivamente le risorse fossili e generare un impatto positivo sull’ambiente e sui territori. L’impiego di sostanze organiche rappresenta inoltre uno strumento fondamentale per la tutela della biodiversità, che negli ultimi anni ha subito una forte riduzione, soprattutto nelle aree di pianura del nostro Paese, anche a causa dell’espansione di modelli di agricoltura intensiva rispetto ai quali Confeuro ha sempre espresso una posizione critica e contraria. In questo contesto, l’innovazione tecnologica applicata all’agricoltura – dai droni all’intelligenza artificiale, fino alla sensoristica avanzata – può contribuire in maniera decisiva allo sviluppo di pratiche agricole più sostenibili, favorendo l’utilizzo di sostanze organiche per la concimazione e la coltivazione, in sinergia con i metodi agroecologici. Un percorso virtuoso che può produrre effetti positivi concreti in termini di tutela ambientale, salvaguardia della natura e sostenibilità delle produzioni agricole”.

Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione degli Agricoltori Europei.

ETI Viaggi: programmazione record per il Mar Rosso a Sharm El Sheikh

0


Voli da 6 città italiane, offerte all inclusive competitive e un posizionamento sempre più forte come player europeo del turismo organizzato

ETI – Express Travel International, rafforza in modo deciso la propria presenza sul mercato del Mar Rosso e annuncia una programmazione estiva su Sharm El Sheikh ampia, strategica e capillare, con partenze da Napoli, Bari, Roma, Milano, Venezia e Verona. Un’operazione che testimonia la solidità e la crescita costante del brand, frutto di un investimento strutturato sulle principali basi di traffico italiane e su una programmazione sempre più integrata e competitiva. Eti Viaggi si conferma un protagonista consolidato del turismo europeo, in grado di coniugare capacità operativa, forza contrattuale e un’offerta articolata sulle principali destinazioni leisure del Mediterraneo e del Mar Rosso.

All’interno del piano operativo complessivo, emergono alcune direttrici commerciali particolarmente significative. Particolare rilevanza è riservata ai mercati di Napoli e Verona, considerati i più performanti della programmazione, sia in termini di volumi che di continuità di domanda. Due basi strategiche che si confermano trainanti all’interno del network voli, grazie a una risposta particolarmente solida da parte del trade e del pubblico finale. Su queste direttrici si concentra un’attenzione dedicata, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente risultati già altamente positivi e rafforzare la presenza del brand nei bacini di riferimento.

Tra le proposte più competitive della stagione spiccano i pacchetti speciali di agosto con partenze da Napoli e Verona, pensati per offrire un’esperienza completa nel Mar Rosso con un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Il pacchetto con partenza ogni venerdì da Napoli parte da 818,00 Euro prezzo finito e include:

  • volo A/R
  • transfer
  • bagagli
  • assicurazione
  • soggiorno all inclusive

Da Verona, invece, il pacchetto con partenza ogni giovedì è disponibile a partire da 828,00 Euro prezzo finito, con gli stessi servizi inclusi:

  • volo A/R
  • transfer
  • bagagli
  • assicurazione
  • soggiorno all inclusive

Due proposte altamente competitive che confermano la volontà di Eti Viaggi di offrire al mercato italiano soluzioni complete, trasparenti e ad alto valore aggiunto per una delle destinazioni più richieste dell’estate.

Eti Viaggi introduce inoltre un vantaggio distintivo per chi sceglie un pacchetto volo + soggiorno presso i Red Sea Hotels: il late check-out gratuito, un benefit raro e un plus esclusivo nel panorama attuale del Mar Rosso e pensato per migliorare sensibilmente l’esperienza del cliente finale.

Hurghada strategica: da Lubiana e apertura al solo soggiorno

La programmazione su Hurghada si articola su due direttrici innovative:

  • Voli da Lubiana, soluzione strategica e altamente comoda per il bacino del Nord-Est Italia (Friuli Venezia Giulia incluso)
  • Vendita solo land (solo soggiorno), che consente a tutte le agenzie italiane di prenotare hotel e resort senza obbligo di pacchetto volo

Eti Viaggi sottolinea con forza un messaggio chiave al mercato: l’offerta non si limita ai Red Sea Hotels. Grazie alla storica collaborazione con il proprio DMC CET, il gruppo dispone di contratti con le principali catene alberghiere del Mar Rosso, garantendo sempre le migliori condizioni economiche disponibili sul mercato internazionale.

Il tour operator consolida il suo posizionamento di colosso europeo del turismo organizzato, con una capacità contrattuale e operativa che va ben oltre la dimensione di operatore emergente sul mercato italiano.

Un posizionamento supportato da:

  • ampiezza della programmazione voli
  • forza contrattuale alberghiera
  • pricing competitivo e trasparente
  • flessibilità commerciale per le agenzie

Eti Viaggi ribadisce così la propria visione: non solo vendere destinazioni, ma costruire un ecosistema di prodotto stabile, competitivo e riconoscibile a livello europeo nel segmento Mar Rosso.

Nebula Collective: quando l’AI diventa sistema di produzione visiva

0

Dalla moda al design, fino allautomotive: Silvio De Rossi, lancia un’autentica rivoluzione nella produzione di visual content, eliminando set, location e produzioni tradizionali grazie allintegrazione tra AI e direzione creativa

Un’idea, un brief, un bozzetto. Da oggi basta questo per arrivare a immagini e video finiti, pronti per ogni canale. Nasce Nebula Collective, il primo sistema integrato in Italia che unisce modelli virtuali, direzione creativa e intelligenza artificiale in un unico processo produttivo.

In un panorama ancora frammentato, Nebula si posiziona oltre il concetto di agenzia di modelli virtuali: non solo identità digitali, ma sviluppoproduzione e supervisione di progetti AI applicati a settori diversi – dalla tecnologia al beauty, dall’automotive al design – eliminando la necessità di set, location e prototipi fisici.

Oggi i brand devono raccontare prodotti che spesso non esistono ancora, oppure devono farlo in tempi che la produzione tradizionale non riesce a sostenere” commenta Silvio De Rossi, amministratore di THE ROW e founder di Nebula Collective. “Nebula nasce proprio da questa esigenza: costruire un sistema che permetta di partire da un’idea e arrivare direttamente a un contenuto finito, mantenendo qualità, controllo e coerenza”.

Alla base di ogni progetto c’è la direzione creativa di THE ROW, che garantisce un linguaggio visivo riconoscibile e coerente indipendentemente dal settore. Dallo still life per e-commerce alle campagne prodotto, l’approccio è scalabile e trasversale.

Nebula rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui si costruisce un’immagine” afferma Tina Talina, AI Creator e Creative Director tra le più qualificate nel panorama italiano ed europeo. “Non si tratta di ottimizzare i processi, ma di progettare contenuti con una libertà e una precisione che fino a oggi erano difficili da ottenere. Questo apre scenari completamente nuovi per i brand”.

Accanto alla fotografia, Nebula sviluppa contenuti video con approccio cinematografico, permettendo di lavorare anche su prodotti in fase di sviluppo o non ancora realizzati.

Il valore di Nebula non è solo nella tecnologia, ma nel modo in cui viene integrata in un processo creativo strutturato” aggiunge Nico Lanubile, regista, founder di Oroboro Productions e partner del progetto. “Questo consente ai brand di costruire contenuti già pensati per essere utilizzati su più canali, in modo coerente e strategico fin dall’inizio“.

Per informazioni e collaborazioni visita il sito www.nebulacollective.it.

La Notte dei Cantautori: Marcello Romeo porta a Roma il racconto della grande canzone d’autore

0

Ci sono serate che vanno oltre il semplice concerto e diventano luoghi della memoria. È questo lo spirito de “La Notte dei Cantautori”, l’appuntamento in programma il 29 maggio al Circolo Pini Spettinati di Roma, dove Marcello Romeo guiderà il pubblico in un percorso dedicato alle emozioni e alle storie custodite dalla canzone d’autore italiana.

Più che uno spettacolo musicale, l’evento si presenta come un racconto collettivo. Un intreccio di parole, ricordi e melodie che riporta al centro quella tradizione cantautorale capace di trasformare esperienze personali in patrimonio condiviso. Sul palco, accanto a Romeo, ci saranno Roberto Funaro e un gruppo di musicisti e interpreti che contribuiranno a costruire un affresco sonoro dedicato a una stagione irripetibile della musica italiana.

A fare da filo conduttore sarà la narrazione di Carlotta Rondana, che accompagnerà il pubblico tra suggestioni, frammenti di vita e canzoni che hanno attraversato decenni senza perdere la loro forza espressiva.

L’universo musicale di Marcello Romeo affonda le proprie radici proprio in quella tradizione. Nomi come Franco Califano, Lucio Dalla, Gino Paoli e Bruno Lauzi rappresentano riferimenti dichiarati, artisti dai quali ha ereditato il gusto per il racconto e l’attenzione alla dimensione umana delle canzoni.

Una sensibilità che emerge anche nel suo ultimo lavoro discografico, Fino all’alba a cantare, progetto realizzato insieme a Roberto Costa. Non è un caso che tra i brani più rappresentativi trovi spazio La Fatina dei Fiori, dedicata alla storia vera di Sara Marinelli, capace di trasformare una vicenda personale in una ballata intensa e universale. Allo stesso modo, la nuova interpretazione di Ritornerai restituisce attualità e profondità a una delle pagine più amate del repertorio di Bruno Lauzi.

In un panorama musicale sempre più veloce e orientato all’immediatezza, “La Notte dei Cantautori” sceglie una strada diversa: quella dell’ascolto, del racconto e della condivisione. Un invito a riscoprire il valore delle canzoni che sanno ancora fermare il tempo e dare voce alle emozioni più autentiche.

Lazio. Salute mentale nei giovani: perché il problema riguarda tutti

0
Infografica sulla crescita del disagio mentale nei giovani nel Lazio tra ansia, isolamento sociale, scuola e supporto psicologico

Dagli studi internazionali ai dati italiani cresce un quadro sempre più chiaro sulla salute mentale: ansia, isolamento e fragilità psicologica non sono più casi individuali. E mentre il caso del professore aggredito a Parma riaccende il confronto sul rapporto tra scuola, educazione e fragilità relazionali, nel Lazio il tema entra ormai nella vita quotidiana di famiglie e territori.

La salute mentale tra adolescenti e giovani adulti non è più un tema che riguarda soltanto specialisti, ospedali o servizi sanitari. Sta entrando nelle scuole, nelle famiglie, nelle relazioni quotidiane e perfino nel modo in cui ragazzi e adulti affrontano conflitti, stress e fragilità emotive.

Anche nel Lazio il tema emerge sempre più spesso attraverso richieste di supporto psicologico, difficoltà scolastiche, isolamento sociale e senso di disorientamento che coinvolge una parte crescente delle nuove generazioni. Non si parla soltanto di diagnosi cliniche, ma di un malessere diffuso che attraversa la vita quotidiana.

Nelle ultime settimane Il Giornale del Lazio ha già affrontato il tema del disagio adolescenziale, dell’ansia sociale e della difficoltà di accesso alle cure psicologiche. Gli studi e le analisi pubblicate tra il 18 e il 24 maggio sembrano oggi confermare che il problema non riguarda episodi isolati ma un cambiamento più profondo.

Uno dei dati più discussi arriva dalla University College London. L’università britannica ha pubblicato uno studio secondo cui le difficoltà legate alla salute mentale tra i giovani adulti sarebbero raddoppiate nell’ultimo decennio. La ricerca si concentra soprattutto sulla fascia di passaggio tra adolescenza ed età adulta, una fase in cui aumentano pressione sociale, incertezza e senso di solitudine.

Anche in Italia il quadro appare sempre più complesso. Il Sole 24 Ore, Repubblica e Sanità Informazione hanno rilanciato nelle ultime settimane dati internazionali secondo cui i disturbi mentali coinvolgerebbero oggi circa 1,2 miliardi di persone nel mondo. Ansia e depressione risultano tra le condizioni più diffuse, con un’accelerazione evidente soprattutto dopo la pandemia.

Ma il dato più importante riguarda forse il modo in cui il disagio viene ormai interpretato. Quotidiano Sanità, parlando del nuovo Piano sanitario nazionale, ha definito la salute mentale una questione con “radici sociali”. È un passaggio importante perché sposta l’attenzione non soltanto sulle cure, ma anche sui contesti in cui le persone vivono: scuola, lavoro, relazioni, famiglia, precarietà economica, pressione sociale e sovraesposizione digitale.

Questo non significa trasformare ogni difficoltà quotidiana in un problema clinico. Significa però riconoscere che molte fragilità nascono dentro ambienti sempre più complessi, veloci e spesso poco capaci di offrire ascolto.

Nel Lazio il tema riguarda direttamente anche il mondo scolastico. Sempre più istituti segnalano richieste di ascolto psicologico e bisogno di supporto relazionale. Molti insegnanti raccontano una crescente difficoltà nella gestione dell’ansia, dell’insicurezza e della pressione emotiva che attraversa una parte degli studenti.

È in questo clima che episodi come quello avvenuto a Parma riaprono un confronto pubblico sul rapporto tra scuola, educazione e fragilità relazionali.

Il professore aggredito da uno studente ha scelto di non presentare denuncia, definendo la propria decisione un “intervento educativo”. Una frase che ha diviso l’opinione pubblica ma che mostra quanto il dibattito oggi non riguardi soltanto la disciplina scolastica, bensì il ruolo degli adulti nella gestione dei conflitti e delle fragilità.

Il punto non è usare la cronaca come prova automatica di un disagio generazionale. Sarebbe una semplificazione pericolosa. Ma ignorare il clima emotivo che molte scuole raccontano sarebbe altrettanto superficiale.

Negli ultimi anni psicologi, educatori e ricercatori osservano un aumento delle difficoltà legate alla gestione dello stress, della frustrazione e delle relazioni sociali. L’AGI ha rilanciato in questi giorni uno studio che descrive un “circolo vizioso” tra ansia, insonnia e depressione nei giovani adulti. Stress continuo, isolamento e difficoltà emotive tendono spesso ad alimentarsi reciprocamente.

Anche il rapporto con la tecnologia entra sempre più nel dibattito. Una meta-analisi pubblicata su Nature Digital Medicine ha studiato il collegamento tra comportamenti digitali e salute mentale adolescenziale. La ricerca non sostiene che lo smartphone sia automaticamente la causa del disagio, ma evidenzia come alterazioni del sonno, iperconnessione e isolamento online possano diventare segnali utili da osservare.

Nel frattempo nel Lazio cresce anche il confronto sull’accesso alle cure psicologiche. RomaToday ha riportato nelle ultime settimane l’appello sullo psicologo di base nella Regione Lazio, definendo la salute mentale una delle emergenze sociali più sottovalutate.

Ed è probabilmente questo uno dei punti più delicati. Molte famiglie si trovano sole davanti ai primi segnali di fragilità: insonnia persistente, chiusura sociale, ansia, difficoltà scolastiche o dipendenza digitale. Spesso il supporto arriva tardi oppure resta difficile da raggiungere economicamente e territorialmente.

Per questo sempre più studi insistono sul valore della prevenzione e dell’ascolto precoce. The Conversation, in un approfondimento dedicato alla salute mentale infantile, sottolinea ad esempio quanto il sostegno emotivo ai genitori possa incidere positivamente anche sul benessere psicologico dei figli.

Il punto centrale che emerge dalle ricerche italiane e internazionali delle ultime settimane è chiaro: la salute mentale non può più essere trattata come un tema separato dalla vita sociale.

Servono reti territoriali più forti. Servono scuole capaci di ascoltare. Servono famiglie meno isolate e servizi più accessibili prima che il disagio diventi emergenza.

Perché oggi il benessere psicologico dei giovani non riguarda soltanto la sanità. Riguarda la qualità delle relazioni, delle comunità e della capacità di un territorio di non lasciare sole le persone più fragili.

 Scuola Forestale Carabinieri :DA HIROSHIMA UN ALBERO DELLA PACE ALLA SCUOLA FORESTALE CARABINIERI DI CITTADUCALE

0

Cittaducale (RI) – 27 maggio 2026 – Si è svolta questa mattina presso la Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale la cerimonia di messa a dimora di un clone di Hibakujumoku, termine giapponese coniato per indicare un albero che è stato esposto ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki ed è sopravvissuto o ha rigermogliato dalle medesime radici. Si tratta di un piccolo esemplare di “Gingko biloba” di elevato valore simbolico che è stato piantato in un’aiuola a fianco del Sacrario che commemora il sacrificio dei caduti durante i conflitti nell’attività di servizio, corredato da un pannello illustrativo. 

Ad oggi, in Italia sono stati affidati appena 51 alberi Hibakujumoku. 

All’evento ha partecipato una rappresentanza di studenti dell’Istituto Comprensivo “Alta Valle del Velino” Scuola primaria di Cittaducale in provincia di Rieti. 

Oggi sono 160 gli alberi, classificati in più di 30 specie, ufficialmente registrati come Hibakujumoku (hibaku ovvero bombardato, esposto a radiazione nucleare, e jumoku ovvero albero o bosco). e identificati da un contrassegno univoco, da cui vengono raccolti i semi che daranno vita alle nuove piantine affidate in tutto il mondo. 

L’idea è nata nel 2011 con la fondazione della “Green Legacy Hiroshima” (GLH), organizzazione di volontariato che svolge un ruolo fondamentale nella raccolta e distribuzione globale dei semi degli Hibakujumoku, promuovendo la consapevolezza e la riflessione sulle conseguenze delle armi nucleari e sull’importanza del rapporto tra natura e umanità. 

Dopo lo sgancio delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki per mantenere viva la testimonianza di chi ha subito l’atroce realtà delle armi nucleari nacque l’organizzazione giapponese “Nihon Hidankyo” composta dagli Hibakusha, ovvero i sopravvissuti alle bombe atomiche. L’organizzazione ha ricevuto per il suo operato il Premio Nobel per la Pace 2024. Con il passare del tempo, purtroppo, gli Hibakusha, che hanno saputo trasformare la loro dolorosa esperienza in campagne educative diffuse per contrastare le armi nucleari in tutto il mondo, non saranno più presenti per narrare direttamente la loro storia. Se in Giappone le nuove generazioni stanno già raccogliendo il testimone, nel resto del mondo questo ruolo lo stanno assumendo anche gli alberi, o meglio: gli Hibakujumoku. 

La Scuola Forestale Carabinieri è impegnata da anni nella diffusione della “cultura della Legalità” promuovendo progetti di educazione ambientale negli Istituti scolastici del territorio e ospitando migliaia di studenti all’interno della struttura in cui è presente una Mostra Naturalistica e un antico arboreto didattico che custodisce oltre 100 esemplari arborei appartenenti a specie di interesse forestale. 

Labro (RI): i Carabinieri Forestali sanzionano il conferimento errato di rifiuti

0

Nell’ambito delle attività di vigilanza sul territorio e di contrasto agli illeciti ambientali, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Rivodutri (RI) hanno portato a termine una serie di controlli mirati alla verifica del corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Labro (RI).

I controlli effettuati hanno fatto emergere violazioni che hanno riguardato l’utilizzo improprio degli “ecobox” in legno, strutture destinate a specifiche finalità di raccolta rifiuti e inserite nel contesto ambientale per minimizzarne l’impatto visivo. In particolare, il deposito del secco residuo è avvenuto all’esterno di tali contenitori, in violazione del vigente Regolamento Comunale di Igiene Urbana.

Tre le persone sanzionate amministrativamente dai militari, per un importo complessivo di euro 150,00.

Le condotte sanzionate contravvengono ai principi fondamentali di smaltimento, il quale deve avvenire senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora e senza causare inconvenienti da rumori o odori e senza danneggiare il paesaggio.

L’attività di controllo dell’Organizzazione Forestale dell’Arma prosegue in modo sistematico su tutto il territorio per prevenire ulteriori violazioni e per assicurare che la gestione dei rifiuti avvenga nel pieno rispetto degli ecosistemi e della normativa ambientale vigente.