Ventunesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Giappone e Canada si sono impegnano a “sforzi adeguati per garantire il passaggio sicuro”. Ucciso il portavoce dei Pasdaran. Erdogan: “Che Dio distrugga Israele”. Tutti gli aggiornamenti
ROMA – Oggi è il ventunesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Al centro della crisi restano gli attacchi alle infrastrutture energetiche e la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il petrolio mondiale. Tutte le notizie principali man mano che arrivano:
15:30 – TRUMP: LA NATO E’ UNA TIGRE DI CARTA
Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Giappone e Canada si sono impegnati con una dichiarazione congiunta a “sforzi adeguati per garantire il passaggio sicuro” attraverso lo stretto di Hormuz. Senza scendere nel dettaglio operativo.
Nel frattempo Trump è tornato ad attaccare nuovamente i membri della Nato, con un post sui social:
“Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta! Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella lotta è stata vinta militarmente, con pochissimi rischi per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica causa degli alti prezzi del petrolio. Così facile per loro, con così pochi rischi. CODARDI, e noi non dimenticheremo!“
Trump ha affermato che alcuni paesi sono disposti ad aiutare a scortare le navi attraverso lo stretto, ma non li ha nominati.15:15 – UCCISO ANCHE IL CAPO DELL’INTELLIGENCE DEI BASIJ
Un altro nome nella lista, sempre più lunga, dei vertici iraniani colpiti. Secondo Israele, è Esmail Ahmadi il capo dell’intelligence militare dei Basij, ucciso nei raid degli ultimi giorni. Se verificata, sarebbe l’ennesima tessera della cosiddetta “strategia della decapitazione”: colpire i vertici per disarticolare il sistema di comando. Una linea che Israele e Stati Uniti stanno seguendo con precisione chirurgica dall’inizio del conflitto.
15:10 – L’IRAN VUOLE UN BLOCCO SELETTIVO E PAGAMENTO DELLO STRETTO
L’Iran starebbe mettendo a punto un meccanismo di verifica e registrazione per implementare un “passaggio sicuro” e “a pagamento” alle navi che richiedano l’autorizzazione ad attraversare il canale di Hormuz, così da realizzare “un blocco selettivo” al passaggio lungo questa arteria strategica per il mercato energetico mondiale: lo riferisce la testata Lloyd’s List, specializzata in traffico e commerci marittimo.
La stessa testata sostiene che già alcuni Paesi avrebbero avviato le trattative con le autorità di Teheran per ottenere tale autorizzazione, tra cui figurerebbero Cina, India, Pakistan, Iraq e Malesia. Dall’avvio dell’offensiva militare di Stati Uniti e Israele, l’Iran ha parzialmente chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico navale, che è crollato del 95%, con gravi conseguenze su petrolio, gas naturale e altri prodotti fondamentali alle economie mondiali come i fertilizzanti, per costringere i prezzi a salire e quindi spingere la comunità internazionale a fare pressioni su Washington e Tel Aviv affinché cessino gli attacchi.
Da allora, le autorizzazioni vengono accordate caso per caso e soltanto a navi di Paesi che non sostengono militarmente Israele e Stati Uniti, i primi ad essere stati banditi da Hormuz.
Tuttavia, i rischi di incorrere in attacchi o mine fa schizzare anche i costi dei premi assicurativi, lasciando le navi cargo ferme in porto. Il nuovo meccanismo sarebbe invece un modo per garantire un flusso continuativo. Una fonte dei Pasdaran, che saranno incaricati di gestirlo, al Lloyd’s List ha spiegato: “Le navi che intendono utilizzare la rotta pre-approvata devono aver comunicato in anticipo al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dettagli esaustivi sia sulla proprietà della nave che sulla destinazione del carico. Tali dettagli vengono comunicati tramite una serie di individui affiliati all’Iran che operano al di fuori dell’Iran”.
14:50 – LA SVIZZERA ‘NEUTRALE’ BLOCCA L’EXPORT DI ARMI AGLI USA
Stop all’invio di armi agli Stati Uniti, nazione impegnata nella guerra contro l’Iran: lo ha stabilito il Consiglio federale, che ha stabilito l’interruzione alle esportazioni di tutti gli armamenti e componenti belliche verso quel Paese, facendo appello al “principio di neutralità” e alla legge che regolamenta l’export di suddetti materiali. Il governo di Berna, stando ai media locali, ha dichiarato: “Al momento non è possibile autorizzare esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti, in virtù della loro implicazione in un conflitto armato internazionale”.
Dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno avviato l’offensiva sull’Iran, non si registrano vendite di armi agli Stati Uniti, che hanno anche chiesto – senza successo – l’autorizzazione a utilizzare lo spazio aereo svizzero. Quanto alle autorizzazioni già concesse, è stato chiarito che non comprendono quel tipo di materiali. Con Israele e Iran, la Repubblica elvetica da anni ha interrotto l’export di armamenti, come ha tenuto a chiarire l’esecutivo.
13:30 – “LA CRISI ENERGETICA PIU’ GRAVE DELLA STORIA”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha detto in un’intervista al Financial Times che “il mondo si trova ad affrontare quella che potrebbe essere la più grave crisi energetica della storia”.
“Alcuni siti saranno operativi tra sei mesi, altri tra molto più tempo”, ha aggiunto.
12:30 – TRUMP VUOLE INVADERE L’ISOLA DI KHARG?
Kharg è un’isola di sedici chilometri quadrati nel Golfo Persico, a ventiquattro chilometri dalla costa iraniana. Gestisce il novanta per cento delle esportazioni di petrolio greggio dell’Iran. L’amministrazione Trump sta valutando di invaderla. Lo riferiscono quattro fonti ad Axios. Per ora è ancora solo una valutazione, ma è considerata molto seria. Gli avvocati del Pentagono sono già stati consultati sulla legalità dell’operazione. Tre unità dei Marines sono in viaggio verso la regione.
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11:00 – L’IRAN HA COLPITO UN’ALTRA RAFFINERIA IN KUWAIT
Ancora petrolio nel mirino. Nelle prime ore di venerdì nuovi attacchi hanno colpito la raffineria di Mina al-Ahmadi, uno degli snodi chiave dell’economia del Kuwait. Incendi visibili a distanza, ma sotto controllo nel giro di poche ore. Nessun ferito. Non è un episodio isolato. La stessa raffineria era già stata presa di mira il giorno prima, insieme all’impianto di Abdullah Refinery, una decina di chilometri più a sud. Due colpi ravvicinati, stesso bersaglio: il cuore energetico del Paese.
10:45 – ANCHE I PASDARAN CONFERMANO: NAINI E’ STATO UCCISO
Anche i Pasdaran confermano l’uccisione, in un attacco delle forze israelo-statunitensi, del generale Ali Mohammad Naini, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione. Lo hanno confermato in una nota, pubblicata sulla loro agenzia di stampa, Sepah News, in cui si legge che Naini “è caduto da martire nel vile e criminale attacco terroristico perpetrato all’alba dal campo sionista americano”.
L’agenzia di stampa filo-governativa Tasnim ha confermato la notizia, senza tuttavia specificare se il generale, 68 anni, portavoce dal 2024, sia rimasto ucciso nell’ondata di attacchi che Stati Uniti e Israele hanno lanciato a partire dalla mezzanotte scorsa contro la zona orientale della capitale Teheran e su altre località del Paese, tra cui Karaj, Kerman, il porto di Bandar Lengh e Kashan.
10:30 – ERDOGAN: POSSA DIO DISTRUGGERE ISRAELE
“Possa Egli, il dominatore, schiacciare e distruggere Israele”. Lo avrebbe detto – secondo quanto riportato dall’agenzia turca Anadolu, il presidente turco Erdogan durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, in una moschea di Rize. “Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone. Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo”. “Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti”.
10:15 – GUTERRES: “CRIMINI DI GUERRA DA ENTRAMBE LE PARTI”
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, ha detto in un’intervista a Politico che vi sono “ragionevoli motivi” per credere che entrambe le parti in guerra possano aver commesso crimini di guerra. “Se ci saranno attacchi contro l’Iran o dall’Iran contro le infrastrutture energetiche, ritengo che ci siano validi motivi per pensare che possano costituire un crimine di guerra. Non vedo alcuna differenza. Non importa chi prende di mira i civili. È assolutamente inaccettabile”, ha aggiunto.
ORE 9.27 – TAJANI: ARRIVARE A UN ACCORDO TRA IRAN E STATI UNITI SU HORMUZ
“Dobbiamo dire all’Iran di non attaccare più paesi come quelli del Golfo che sono nostri amici, nostri alleati, che non hanno nulla a che vedere con gli attacchi che ci sono stati da parte israeliana e da parte iraniana. Tutte e due le parti devono comprendere che bisogna fare un passo in avanti. L’Iran deve chiudere la stagione del nucleare, cioè la bomba atomica non può essere più parte del progetto, e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con la guerra, compresa la Turchia che è un paese NATO, compreso Cipro che è un paese dell’Unione Europea. Il tentativo di creare il caos nell’area è inaccettabile da parte di un regime autoritario”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a “Mattino 5”. Ieri, aggiunge, “sono stati arrestati nel Golfo alcuni terroristi di una cellula iraniana. E gli americani credo che poi debbano comprendere che a un certo punto si deve costringere l’Iran ad arrivare a un accordo e trovare una soluzione per Hormuz”.
ORE 9.23 – PASDARAN: “UCCISO IL PORTAVOCE NEGLI ATTACCHI USA-ISRAELE”
Ali Mohammad Naini, portavoce e responsabile delle pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), i cosiddetti Pasdaran, è stato ucciso negli attacchi condotti da Usa e Israele, secondo quanto riportano i media iraniani. Naini ha prestato servizio nell’Irgc per quarant’anni e ricopriva il ruolo di portavoce dell’organizzazione da due anni, riferisce l’agenzia di stampa Fars, affiliata ai Pasdaran.«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»
«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

