I Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina hanno portato alla luce circa 60 raggiri
ROMA – I Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina hanno denunciato in stato di libertà 71 persone, individuate e gravemente indiziate di aver commesso circa 60 truffe on-line, nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2025. Un giro che li avrebbe portati a sottrarre indebitamente, alle ignare vittime, centinaia di migliaia di euro.
L’attività investigativa è stata condotta attraverso accertamenti bancari e sulle carte di pagamento utilizzate per le transazioni, accertamenti sulle banche dati delle Forze di Polizia, attraverso i gestori telefonici, l’analisi dei tabulati, la testimonianza di persone informate sui fatti, accertamenti sui social network utilizzati dai truffatori. consentito di raccogliere gravi elementi indizi di colpevolezza circa le modalità con le quali gli indagati avevano convinto le vittime, anche attraverso la cosiddetta tecnica dello ‘spoofing’, a effettuare indebite transazioni di pagamento su conti correnti a loro riconducibili.
COME AVVENIVANO LE TRUFFE
Sono stati raccolti elementi indiziari su come gli indagati si fingevano promoter finanziari per proporre polizze assicurative sulla persona o ‘Rca’ vantaggiose rispetto alle stime del mercato corrente, oppure si presentavano come appartenenti alle forze dell’ordine e così richiedevano alle ignare vittime di effettuare versamenti, necessari per interrompere fantomatiche indagini che le riguardavano. Oppure proponevano piani di investimento di trading online con richiesta dei dati della carta di credito o del codice pin. In alcuni casi si fingevano familiari delle vittime e richiedevano loro urgenti versamenti di denaro sui loro conti bancari per saldare determinate scadenze, promettendo un ingente capitale in cambio di un bonifico bancario.
Pubblicavano annunci per la vendita di cosmetici, borse, capi di vestiario, biglietti di concerti, stanze d’albergo e veicoli su vari siti online, chiedendo in anticipo un corrispettivo in denaro senza poi dare corso alla vendita.Si fingevano operatori di aziende e chiedevano bonifici istantanei in cambio di offerte vantaggiose illustrate e mai corrisposte, oppure si fingevano operatori di poste italiane o banche e, alludendo a movimenti sospetti sul conto della vittima, riuscivano a farsi dare i dati relativi alle carte di pagamento col simulato fine di bloccare i pagamenti per poi invece utilizzarli per impossessarsi indebitamente di somme di denaro.
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