venerdì, Gennaio 23, 2026

salute

Ultime notizie

Sventato un altro caso Saman a Reggio Emilia: “Vai in Pakistan a sposarti o finisci come lei”

“Sei musulmana e devi avere comportamenti adeguati”: una ragazza 20enne che vive a Reggio Emilia è stata salvata da una situazione che rischiava di diventare una fotocopia di quella che ha portato alla morte di Saman Abbas, la 18enne pakistana uccisa dai familiari perchè rifiutava un matrimonio combinato

di Mattia Caiulo

REGGIO EMILIA – Diversamente da quella di Saman Abbas, la pakistana 18enne uccisa dai familiari nel 2021, si è conclusa in modo positivo la vicenda di una sua giovane connazionale, anche lei residente a Novellara. Una ragazza poco più che 20enne che, dopo la morte della madre in Pakistan (allo stato ufficialmente per cause naturali) viveva con il padre -all’epoca 52enne- la moglie dell’uomo e i fratellastri nati dal secondo matrimonio del genitore. Almeno dal 2008 al 2023 però, secondo quanto appurato dai Carabinieri reggiani, la sua non era più una vita. La ragazza non era infatti libera di uscire di casa, di cercarsi un lavoro, di avere contatti con il mondo esterno e di proseguire gli studi interrotti in occasione dell’esame di terza media per volontà del padre. Gli adulti di riferimento le dicevano che era musulmana e che per questo doveva tenere “comportamenti adeguati”, invitandola poi a diffidare degli assistenti sociali da cui era seguita. Gli stessi operatori, infine, l’hanno collocata in una comunità dopo che il padre le aveva prospettato un viaggio in Pakistan che la giovane aveva rifiutato.

La vittima temeva infatti per la sua incolumità avendo più volte sentito durante l’infanzia trascorsa nel Paese d’origine, racconti di come la madre naturale fosse in realtà stata uccisa dallo zio, fratello maggiore del padre. Ma soprattutto non voleva tornare in patria per suggellare il matrimonio con un cugino mai visto prima (figlio del presunto omicida della madre) che il padre l’aveva costretta a contrarre nel 2021. Al rifiuto della giovane il 52enne l’avrebbe minacciata con frasi come: “Se non ti sposi fai la fine di Saman Abbas“. Per questo nel 2023, i Carabinieri di Novellara avevano denunciato il padre e la matrigna per maltrattamenti e il capofamiglia anche per costrizione al matrimonio. Per entrambi i coniugi -lui 52enne lei 37enne- il Gip aveva disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima con applicazione del braccialetto elettronico. L’iter giudiziario è proseguito fino alla condanna del padre, emessa a fine luglio, a poco meno di due anni di reclusione. Sentenza che è divenuta esecutiva l’11 dicembre scorso ed eseguita dai Carabinieri nel pomeriggio di martedì. Il condannato, oggi 54enne, è detenuto nel carcere di via Settembrini.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Articoli popolari