Classe 1984, di Velletri, farmacista e assaggiatore certificato di olio extravergine d’oliva, atleta della Roma Ocr. Ma soprattutto, per la community Spartan, un volto ormai riconosciuto: Giampiero Pastina. Dopo un incidente domestico che lo ha tenuto lontano dall’attività sportiva per anni, nel 2019 ha deciso di rimettersi in gioco e ha trovato nella Spartan Race il terreno ideale per rinascere. Da allora ha collezionato 35 gare, 10 trifecta, 3 partecipazioni ai Mondiali di Sparta e l’Europeo in Finlandia, fino a diventare nel 2025 Ambassador Spartan Italia. Adesso è pronto per una nuova sfida: la trifecta di Misano Adriatico.
Lo abbiamo intervistato per ripercorrere la sua storia e raccogliere le sue riflessioni sul movimento Spartan.
L’intervista
Giampiero, cominciamo dall’inizio: come sei entrato nel mondo Spartan?
«Dopo il mio incidente ero rimasto fermo a lungo. Non era facile ripartire: avevo perso motivazione e fiducia nel mio corpo. Poi, quasi per sfida personale ed ispirato dalle parole di una persona che ho amato, nel 2019 ho deciso di provare una Spartan Race. È stato un colpo di fulmine. Ho capito subito che non si trattava solo di una gara, ma di un modo di vivere, fatto di fatica, resilienza e soprattutto di comunità.»
Hai già collezionato numeri importanti: 35 gare, 10 trifecta, tre Mondiali a Sparta e un Europeo in Finlandia. Cosa ti è rimasto più impresso?
«Ogni gara lascia un segno. Ma se devo scegliere, direi proprio i Mondiali a Sparta: correre nella culla della storia, con atleti da tutto il mondo, è un’emozione che non dimentichi, e poi la formazione classica ha reso tutto più magico. L’Europeo in Finlandia, invece, è stato un test di resistenza diverso: freddo, pioggia e fango hanno reso il percorso una vera battaglia, ma anche un’esperienza che ti segna dentro.»
Ora sei pronto per la trifecta di Misano Adriatico. Che gara ti aspetti?
«Sarà una sfida tosta ma entusiasmante. La trifecta è sempre un banco di prova completo, perché racchiude tutte le distanze Spartan. A Misano mi aspetto di trovare un mix di mare, sabbia e ostacoli che metteranno alla prova non solo le gambe ma soprattutto la testa. Ed è proprio lì che si vede lo spirito Spartan: quando pensi di non farcela, e invece vai avanti.»
Cosa significa per te essere Ambassador Spartan nel 2025?
«Un riconoscimento che va oltre la medaglia. Significa rappresentare una comunità, trasmettere valori di disciplina, inclusione e resilienza. Vuol dire motivare chi si avvicina per la prima volta e allo stesso tempo continuare a crescere insieme agli altri atleti. Sono convinto che questo gruppo, fatto da atleti ma soprattutto da donne e uomini straordinari possa fare la storia di questo movimento sia da un punto di vista sportivo che culturale»
Come descriveresti il mondo Spartan a chi non lo conosce?
«È una famiglia. Ti alleni, ti sporchi, cadi, ti rialzi. Ma non sei mai solo. Ogni ostacolo diventa metafora della vita: non conta quante volte cadi, conta quante volte riesci a rialzarti. Per me Spartan è stato ed è una rinascita.»
Considerazioni finali
Il percorso di Giampiero Pastina è la dimostrazione di come lo sport possa diventare una chiave di riscatto personale. Dal silenzio forzato dopo un incidente, al fragore delle campane di Sparta, dalle sfide estreme della Finlandia fino alla nuova avventura di Misano Adriatico: un cammino che unisce passione, determinazione e voglia di non arrendersi mai.


