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Intelligenza Artificiale e governance globale: alla Camera la presentazione del libro di Giovanni Spinapolice

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Si è svolta presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Via della Missione, la conferenza stampa di presentazione del libro “IA – L’Ultimo Uomo e la Macchina. Pensieri dal Transumanismo Inverso” dell’avvocato e saggista Giovanni Spinapolice, studioso del rapporto tra diritto, tecnologia ed etica. L’incontro, ospitato dall’On. Giorgia Latini, Vicepresidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha riunito studiosi e professionisti per una riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea e sulle prospettive di una governance globale della tecnologia. Nel corso dell’evento è emersa la necessità di andare oltre il solo quadro normativo nazionale o europeo per affrontare una tecnologia che incide sempre più profondamente su economia, informazione, processi decisionali e comportamenti collettivi. “L’Intelligenza Artificiale ha una portata sistemica globale: serve un organismo giuridico internazionale capace di coordinare regole comuni e fondato su un’etica condivisa”, ha dichiarato l’autore Giovanni Spinapolice. “La questione non è soltanto tecnica o regolatoria, ma giuridica, politica e antropologica: dobbiamo chiederci quali limiti e quali responsabilità debbano guidare lo sviluppo dell’IA affinché l’essere umano resti il centro e il fine dell’innovazione”. Spinapolice ha inoltre sottolineato come l’intelligenza artificiale, pur non essendo dotata di coscienza, stia trasformando profondamente il modo in cui gli individui prendono decisioni e accedono alle informazioni. “La macchina non ha coscienza, ma ci costringe a interrogarci su cosa sia davvero la coscienza. Non prova paura, ma ci obbliga a riflettere sulla natura delle nostre responsabilità. Ho sentito la necessità di scrivere non solo un saggio, ma una forma di resistenza culturale: un invito a restare umani anche nel cuore del codice”. L’On. Giorgia Latini, che ha ospitato l’iniziativa alla Camera dei Deputati, ha sottolineato l’importanza di aprire un confronto pubblico su una tecnologia destinata a incidere profondamente sulla società. “L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e sta modificando i paradigmi su cui si fondavano molte delle nostre certezze. Ci troviamo di fronte a un’invenzione senza precedenti e non sappiamo ancora fino a dove potrà spingersi. Per questo è necessario interrogarsi sul ruolo della coscienza e della responsabilità umana nello sviluppo tecnologico”. Latini ha ricordato inoltre come ogni grande innovazione porti con sé opportunità e rischi. “L’intelligenza artificiale è uno strumento neutro: può essere utilizzata per il bene o per il male. Dipende dall’uso che ne facciamo e dalla consapevolezza con cui governiamo questi processi, come già abbiamo visto con la rivoluzione di Internet e con le sfide che la tecnologia pone soprattutto alle nuove generazioni”. Il Prof. Vincenzo Pepe, professore ordinario di Diritto pubblico comparato, ha evidenziato la dimensione filosofica ed etica della riflessione proposta nel volume. “Il libro di Spinapolice è un’opera tanto affascinante quanto complessa, perché attraversa filosofia, arte ed etica e ci riporta alle domande fondamentali dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando. È proprio da queste domande che nasce la creatività e la ricerca di senso, e quindi anche la riflessione etica”, ha osservato. “L’etica, nella sua dimensione più profonda, è il processo attraverso cui si forma la coscienza morale dell’uomo. È quella dimensione che guida le nostre scelte anche quando non esiste una norma scritta. Di fronte alle nuove tecnologie, e in particolare all’intelligenza artificiale, questa dimensione diventa centrale: il vero tema non è soltanto ciò che la tecnologia può fare, ma ciò che l’uomo sceglie di fare con essa”. Il dibattito ha toccato anche il rapporto tra intelligenza artificiale, creatività e cultura. La storica dell’arte e art advisor Mariella Casile ha evidenziato come il volume offra una chiave di lettura originale per comprendere le trasformazioni artistiche nell’era algoritmica. “Il lavoro di Spinapolice non è solo un esercizio teorico: traccia mappe culturali che attraversano filosofia, etica e arte. L’arte resta uno spazio di libertà, perché non obbedisce a un codice ma lo infrange. In questo senso ogni artista è un sabotatore della forma e un traditore creativo delle regole”. L’incontro è stato moderato dal Dr. Sergio Cinelli, consulente di strategia d’impresa. La presentazione si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla regolazione dell’intelligenza artificiale, dove emerge sempre più l’esigenza di evitare una frammentazione normativa e di costruire una governance multilivello dell’IA capace di coniugare innovazione tecnologica, responsabilità giuridica e tutela della persona.

La Maremma dei geologi e degli astrofili: un viaggio tra le profondità della terra e l’infinito del cielo

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Un laboratorio a cielo aperto tra rocce millenarie e notti stellate

C’è una Maremma che si svela lentamente, come una stratificazione rocciosa: colline, scogliere e vallate raccontano antichi mari e trasformazioni che hanno modellato il territorio. Quando il sole tramonta sul Tirreno, le luci artificiali si spengono e il cielo diventa uno degli spettacoli più suggestivi d’Italia, meta ideale per geologi e astrofili. È un laboratorio a cielo aperto dove scienza e natura si incontrano. Per esplorare queste meraviglie con comodità, la base perfetta è il The Sense Experience Resort 5*L, oasi di benessere immersa nella pineta e affacciata sul mare, pronto a riaprire in primavera come punto di partenza per scoprire la Maremma tra escursioni, natura e relax.

Il viaggio nella storia della Terra inizia al Museo di storia naturale della Maremma, nel cuore di Grosseto. Qui minerali scintillanti, fossili marini e ricostruzioni paleoambientali raccontano quando gran parte del territorio era sommerso dal mare. Una curiosità, molti fossili rinvenuti nell’area testimoniano la presenza di antichi fondali ricchi di vita, oggi trasformati in dolci colline coltivate. Il museo non è solo esposizione, ma punto di partenza per escursioni guidate e serate di divulgazione che uniscono geologia e astronomia. A pochi chilometri si estende il Parco Naturale della Maremma, un mosaico di ambienti che va dalle spiagge sabbiose alle falesie rocciose, dalle pinete alle zone umide. Qui la geologia è visibile a occhio nudo: le stratificazioni lungo la costa raccontano antichi movimenti tettonici, mentre le dune testimoniano il continuo dialogo tra vento e mare. All’interno del parco si innalzano i Monti dell’Uccellina, rilievi calcarei che conservano grotte e testimonianze di insediamenti antichi. Secondo la tradizione, alcune cavità furono rifugio di eremiti medievali, attratti dall’isolamento e dalla maestosità del paesaggio.

Verso la costa, la Riserva naturale Diaccia Botrona rappresenta ciò che resta dell’antico Lago Prile, un vasto bacino lagunare che in epoca etrusca e romana era navigabile. Oggi è una delle zone umide più importanti d’Italia: oltre al valore naturalistico, è un esempio straordinario di evoluzione sedimentaria, dove il lento deposito di materiali trasportati dai fiumi ha trasformato il paesaggio nei secoli. La Casa Rossa Ximenes, edificio simbolo della bonifica lorenese, ricorda l’ingegno umano nel dialogo con la natura.

Addentrandosi nell’entroterra emergono le celebri Colline Metallifere, un vero paradiso per i geologi. Qui affiorano rocce ricche di minerali metalliferi sfruttati fin dall’epoca etrusca. Il Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane, riconosciuto Geoparco UNESCO, tutela e valorizza miniere storiche, geositi e musei diffusi. In queste colline si trovano antichi siti estrattivi di pirite, rame e argento: un patrimonio che ha influenzato economia, cultura e perfino l’assetto urbanistico dei borghi circostanti. Dalla sommità di Poggio Ballone, uno dei punti panoramici più suggestivi, si domina un paesaggio che racconta milioni di anni di evoluzione geologica e secoli di attività mineraria.

Ma quando cala la notte, la Maremma cambia volto. Lontana dai grandi centri urbani, offre condizioni ideali per l’osservazione astronomica. Le iniziative del Museo di storia naturale della Maremma in collaborazione con l’Associazione Maremmana di Studi Astronomici Galileo Galilei e l’Osservatorio Astronomico di Roselle permettono di puntare i telescopi verso Saturno, Giove e le nebulose più luminose, con guide esperte che accompagnano il pubblico tra miti e spiegazioni scientifiche. Non è raro, nelle notti più limpide, distinguere chiaramente la Via Lattea come una scia lattiginosa che attraversa il cielo.

Le aree rurali attorno a Scansano, celebri per il Morellino ma anche per l’assenza di inquinamento luminoso, sono mete ideali per astrofotografi e appassionati di deep sky. Qui il silenzio è totale, interrotto solo dai suoni della natura, mentre sopra la testa si dispiega uno spettacolo cosmico che ricorda quanto l’uomo sia parte di un universo immenso.

La Maremma dei geologi e degli astrofili è un’esperienza culturale e scientifica, un viaggio tra le profondità del tempo geologico e le distanze siderali. Un territorio dove le rocce raccontano la nascita dei continenti e il cielo invita a esplorare galassie lontane. Un luogo dove, camminando di giorno su antichi fondali marini e osservando di notte ammassi stellari remoti, si percepisce con chiarezza il legame profondo tra Terra e Universo.

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – ALESSIA BELVISO

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SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026

ALESSIA BELVISO

1) Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?

Sono Alessia Belviso, sono di Bari e sono un ufficiale della Marina Militare Italiana.

2) Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?

La mia prima Spartan Race risale all’inizio del 2024, ma ho scoperto questo mondo partecipando inizialmente a una gara OCR alla fine del 2023. Da quel momento mi sono appassionata sempre di più a questo tipo di stide, che mettono alla prova non solo il fisico ma anche la mente.

3) Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?

Il mio primo Trifecta Weekend è sicuramente da ricordare per la fatica, la stida, l’adrenalina e l’emozione. Ma la gara che mi è rimasta più nel cuore è stata sicuramente quella di Tenerife, dove ho partecipato alla Beast insieme alla mia migliore amica che vive lì da tantissimi anni. È stata speciale perché sono riuscita a coinvolgerla: non aveva mai partecipato a una gara del genere, ma ha deciso comunque di mettersi in gioco, correndo al mio fianco e divertendosi tantissimo. Tutto questo mi ha emozionata molto. Lo sport unisce davvero le persone e dimostra che, se ci credi, tutto è possibile.

4) Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

Essere una Spartan Brand Ambassador per me è un privilegio immenso. Significa rappresentare e condividere valori profondi come il sacrificio, lo spirito di squadra, l’unione, la fiducia in se stessi e il superamento dei propri limiti. Sono principi che non appartengono solo alla gara, ma che entrano nella vita di tutti i giorni e diventano una vera e propria mentalità.

Da quest’anno anche il mio compagno è diventato Ambassador e l’idea che entrambi facciamo parte di questo mondo mi rende davvero euforica. Condividere le stesse passioni, le stesse sfide e le stesse emozioni è qualcosa di speciale. Abbiamo già vissuto tante esperienze insieme e sono sicura che ne arriveranno molte altre, sempre con lo stesso spirito di determinazione e divertimento.

La Spartan per me è anche questo: unire lepersone. Spero sempre che questa passione possa coinvolgere compagni, amiche, amici e familiari, perché affrontare una Spartan Race significa mettersi alla prova, ma anche sostenersi a vicenda. Anche quando si corre individualmente, in realtà non si è mai davvero soli.

A chi vuole avvicinarsi a questo mondo direi semplicemente di provarci, senza paura.

Basta avere il coraggio di fare il primo passo.

Da li in poi si scopre qualcosa di incredibile: una sfida continua con se stessi, una comunità straordinaria e uno stile di vita che difficilmente si riesce ad abbandonare.

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MICHELE CECCARELLI

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1 Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?

Mi chiamo Michele Ceccarelli, ho 28 anni, vivo a Gubbio e dopo essermi laureato in Cybersecurity ho intrapreso la mia carriera lavorativa come impiegato informatico.

2 Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?

Ho iniziato a frequentare la palestra Cross Rulez di Gubbio nel 2019 e c’era sempre un ragazzo che si allenava al massimo e che tutti lo guardavano con ammirazione.
Poco dopo ho scoperto perchè era così rispettato: si trattava di Manuel Moriconi, uno dei più vincenti del circuito Spartan a livello europeo.
Incuriosito dai suoi allenamenti mi ha invitato a provarli e ad allenarmi con lui, contemporaneamente era stata annunciata la prima tappa di Gubbio e quindi mi sono messo in gioco.
è stato amore a prima vista: mi ricordo solo del fango e di quanto mi fossi divertito, infatti il pensiero a fine gara è stato “ho finalmente trovato il mio mondo”.

Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?

Difficile sceglierne una in particolare perchè ogni Spartan è un’avventura a sè. Ovviamente oltre la primissima, che ho corso tra le montagne e le mura di casa, ricorderò sempre con piacere la sprint di Malta 2024.
Per me quel weekend fu Trifecta Weekend e corsi la sprint con il vestito da Dinoasuro insieme ai miei amici Valerio e Alejandro. Da li nacque il mito di “Mauro il Dinosauro” che ancora oggi riesce a strappare un sorriso sia ai giovani che ai meno giovani.
Nessuno mi conosce per il mio vero nome, oramai mi chiamano tutti “Mauro”!

Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

Poter far parte della famiglia dei Brand Ambassador è un onore, essere scelto come rappresentante per divulgare i valori di Spartan è motivo di grande orgoglio.
Per me Spartan significa mettersi alla prova, superare i propri limiti, viaggiare e vivere esperienze uniche. I weekend Spartan rappresentano occasioni per conoscere persone e condividere momenti con gente fantastica, pazza ma fantastica, che condivide la mia stessa passione.
A chi si vorrebbe approcciare a questo mondo gli consiglierei di fare attenzione, perchè il divertimento crea dipendenza!

Ponte di Nona – la prima sgambata della Nazionale Argos Soccer Team Forze di Polizia – Il calcio delle Buone Azioni

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Lo scorso mercoledì presso il centro sportivo GDC Ponte di Nona vi è stata la prima sgambata della Nazionale Argos Soccer Team Forze di Polizia, squadra di calcio formata da soci appartenenti alle Forze di Polizia in servizio congedo e soci che hanno un grado di parentela con appartenenti alle Forze dell’Ordine e che sono in possesso del requisito della buona condotta. La particolarità di questa squadra di calcio che scendono in campo con lo scopo di giocare per beneficenza per solidarietà. Il presidente GDC Ponte di Nona Mimmo Gaglio persona molto sensibile e attento alle tematiche sociali, da subito ha messo a disposizione l’impianto per i ragazzi dell’associazione Argos Forze di Polizia affiliata all’ASI ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI.

A tal proposito il 13 e 14 giugno pv vi sarà il torneo Nazionale “Calcio & Amore” un evento unico nel suo genere che adunera’ ben 15 Rappresentative di diversi Settori operativi del nostro Paese,dallo Sport alla Cura e Prevenzione ,passando per il Trasporto, lo Spettacolo e il Mondo istituzionale. Una kermesse che coinvolgerà circa 300 atelti tra volti noti e comuni cittadini impegnati nei diversi comparti, un appuntamento a carattere nazionale che per la sua importanza sociale e spirito inclusivo vedrà la raccolta fondi a sostegno della Fondazione Bambino Gesù per la ristrutturazione della Ludoteca dei Bambini di Palidoro, organizzato in collaborazione con GESIS Italia (Associazione di Categoria degli Impianti Sportivi), OPES Italia e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play. 

Per la cronaca si sono radunati una parte della rosa (in vista dei tanti impegni lavorativi), presenti il DG Gianluca Guerrisi, DS Fausto Zilli , il capitano Fabio Badolato, il mister Germano Donnini, Dirigente Accompagnatore Andrea Cannistraci, Giovanni Scardella, Simone Murzilli, Christian Carrozzo, Alessandro Viscoli, Gabriele Del Brocco, Gabriele Agrimi.

La Lupa di Verga rinasce in Abruzzo: debutta il primo spettacolo teatrale ad Intelligenza Artigianale

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Nasce in Abruzzo un nuovo progetto teatrale che guarda al futuro senza rinunciare alla forza della tradizione: “La Lupa”, dal celebre racconto di Verga, debutta come primo spettacolo teatrale ad “intelligenza artigianale”, un’idea innovativa che rimette al centro il lavoro umano, la cura dei dettagli e la costruzione viva del teatro, lontana da ogni automatismo tecnologico.

Lo spettacolo vede la regia di Franco Mannella, uno dei nomi più solidi e riconosciuti del panorama teatrale nazionale, con un curriculum che attraversa decenni di regia, drammaturgia, doppiaggio e formazione, collaborazioni con importanti teatri italiani e una costante attenzione alla riscrittura dei classici in chiave contemporanea. Un ritorno alle origini, il suo, che parte dall’Abruzzo per rilanciare un’idea di teatro necessaria e popolare.

Nel ruolo della protagonista, Rosmunda D’Amico, attrice affermata a livello nazionale, apprezzata per l’intensità delle sue interpretazioni e per un percorso artistico che spazia dal teatro di ricerca ai grandi testi del repertorio, con esperienze significative anche nel cinema e nella televisione. La sua Lupa promette di essere una figura potente, carnale e profondamente contemporanea.

La direzione artistica del progetto è affidata a Fausto Costantini, figura di riferimento per la progettazione culturale in Abruzzo. Costantini ha curato per più edizioni la direzione artistica dello Spoltore Ensemble, varie edizioni della Settimana Della Cultura di Montesilvano e ha portato importanti produzioni estive al Teatro D’Annunzio di Pescara, contribuendo negli anni alla valorizzazione del territorio e alla circuitazione di spettacoli di qualità.

“La Lupa” partirà dalla nostra regione prima di una tournée nazionale, confermando la volontà di far nascere in Abruzzo un modello produttivo nuovo. “Intelligenza Artigianale” non è solo un’etichetta, ma una visione: un modo di fare teatro che lavora sulle idee e le realizza con metodo artigianale, come il teatro ha sempre chiesto.

A breve, “Intelligenza Artigianale” diventerà anche centro di formazione, con sede in Abruzzo, aperto alla partecipazione di artisti provenienti da tutto il territorio nazionale e dall’estero. Un luogo di incontro, studio e creazione, pensato per ridare impulso all’intero movimento teatrale. Tre eccellenze abruzzesi unite in un progetto nuovo e coraggioso, che sceglie di ripartire dal territorio per riportare il pubblico in sala e riaffermare il valore del teatro come esperienza viva, condivisa e necessaria.

Il viaggio de “La Lupa” partirà dall’Abruzzo per attraversare l’Italia.
Date e tappe della tournée nazionale saranno presto disponibili sui canali ufficiali della compagnia e sul sito del progetto: www.generazionispettacolari.it

Annia Regilla, femminicidio nell’antica Roma: lo spettacolo “Potere e Veleno” in scena a Roma

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“POTERE E VELENO – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano”

uno spettacolo scritto e diretto da Angela Turchini

Un’indagine teatrale potente e necessaria, che affonda le sue radici nella Roma imperiale per parlare con lucidità e forza al nostro presente. POTERE E VELENO – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano è il nuovo spettacolo scritto e diretto da Angela Turchini, autrice e regista affermata nel panorama romano e nazionale, da anni impegnata in una drammaturgia attenta allo sguardo femminile e alla rilettura storica in chiave contemporanea.

Attraverso una scrittura rigorosa e visionaria, lo spettacolo riporta alla luce la vicenda di Annia Regilla, figura storica realmente esistita, vittima di un destino segnato dal potere, dalla violenza e dal silenzio della storia. Un racconto che assume i contorni di un caso antico di femminicidio, drammaticamente attuale, capace di interrogare lo spettatore sul rapporto tra dominio, cultura e responsabilità individuale.

In scena Antonella Giuzio e Alberto Bucco, interpreti di intensa presenza scenica, danno corpo e voce ad Annia Regilla ed Erode Attico in un confronto serrato, intimo e politico al tempo stesso.
Antonella Giuzio è attrice attiva nel teatro di prosa contemporaneo, apprezzata per la profondità interpretativa e l’attenzione al lavoro sul personaggio femminile. Alberto Bucco, attore di solida formazione teatrale, alterna ruoli classici e contemporanei, distinguendosi per rigore espressivo e forza drammatica.

I costumi sono firmati da Laura Antonelli, tra le più autorevoli costumiste della scena italiana. Nel corso della sua carriera ha realizzato costumi per importanti produzioni teatrali e musicali, tra cui “Pinocchio – Opera Rock”, ed è stata insignita nel 2024 del Premio Pellicola d’Oro, riconoscimento che ne celebra l’eccellenza artistica e artigianale.

SINOSSI

POTERE E VELENO
Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano

Annia Regilla è una giovanissima donna di appena quindici anni che vive in un’aristocratica famiglia della Roma imperiale. Ha tutto ciò che desidera e la vita per lei, seppure rigorosamente finalizzata ad acquisire le competenze e le virtù nella gestione della casa e dei figli, le riserva una certa libertà sociale. Promessa in sposa ad un uomo molto più grande di lei, il filosofo e retore greco Erode Attico, è costretta ad accettare il volere del padre. Il matrimonio si celebra con una lussuosa cerimonia nel 140 d.C. suggellando il favorevole accordo tra l’aristocratico romano, padre della sposa, e il ricco e ambizioso filosofo greco Erode Attico, giunto a Roma per conquistare onori e gloria nella città eterna. La differenza di età e di cultura rendono la vita matrimoniale sempre più difficile per Annia Regilla che subisce le decisioni di Erode Attico fino al culmine del conflitto che si trasformerà nel tragico episodio della morte della giovane nobildonna romana. Di lei poco si conosce, se non che la sua vita spezzata si ferma alla soglia dei trentacinque anni, nel silenzio della storia che la ricorda solo attraverso la figura del suo sposo, Erode Attico, accusato della morte di Annia Regilla su denuncia del fratello di lei, Bradua, il promettente giovane destinato all’alta carriera politica a Roma.
Quello di Annia Regilla è un caso antico di femminicidio drammaticamente attuale che si lascia raccontare tra realtà e suggestione. Drammatico perché accaduto realmente in una lontana Roma imperiale. Inquietante perché la violenza si insinua maligna nelle pieghe della vita e possiamo solo immaginare quali sono gli attimi che si susseguono in una morte innaturale. Ma quella che si racconta è anche una storia di integrazione, di speranza, di culture che si confrontano con dinamiche profonde per imporre i propri valori, stili di vita e visioni del mondo in una lotta senza vincitori.
La storia di Annia Regilla sembra uscita da un quotidiano di oggi, il cui titolo sovrasterebbe tutti gli altri nel taglio alto della pagina della sezione della cronaca, quella nera.

NOTE DI REGIA

POTERE E VELENO
Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano

I due personaggi di questa storia, Annia Regilla e Erode Attico, si presentano dapprima raccontando se stessi. Sono sul proscenio e li vediamo in questa prima fase chiusi nelle loro vite parallele. Hanno urgenza di dirci ciò che sono e utilizzano la lettura come uno strumento introspettivo che fissa in una zona neutra le loro personalità fortemente influenzate dal periodo in cui sono vissuti. Il proscenio è solo il punto di partenza. Lontano da questo primo segmento di spazio scenico utilizzato si apre la loro vita quotidiana suggellata dalla cerimonia nuziale che introduce Annia Regilla nel luogo domestico dal quale non potrà più liberarsi. Il matrimonio non è solo il passaggio dalla giovinezza di Annia Regilla all’età adulta. È l’evento scatenante dei destini, ciò che avvia il racconto. Il viaggio, emblematico e sfortunato, di Annia Regilla lungo le vicende che la vedono moglie e madre è condiviso con Erode Attico, un uomo sospeso tra la vita pubblica e una parte oscura inconfessabile. I loro rapporti conflittuali si delineano in un crescendo dialettico e di contesto. La morte accade, inesorabile, in una scena che è annunciata da atmosfere cupe e vibranti aprendo la visione sull’ultima parte del racconto che ci proietta in un’altra dimensione, inattesa, dove i personaggi si disvelano in una nuova identità: anime senza tempo che osano sfidare il giudizio della storia e degli uomini, già scritta su di loro ma non per questo scontata. Ad accompagnare la trama di questo racconto ci si affida alle ambientazioni di luce che tracciano le zone di confine in cui si muovono i personaggi. La musica di sottofondo è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, segno che la modernità trova il suo giusto ruolo nelle vicende umane di ogni tempo.

INFORMAZIONI EVENTO

POTERE E VELENO – Annia Regilla, delitto ai tempi dell’Impero Romano non è solo un racconto del passato, ma un atto teatrale necessario, che interroga il presente e scuote le coscienze. Una storia antica che torna a parlare oggi, chiedendo ascolto, responsabilità e memoria. Perché il silenzio della storia, quando viene spezzato, può ancora diventare verità.

📅 Sabato 14 marzo 2026 – ore 18.00
📍 Teatro Torpignattara
Via Amedeo Cencelli, 68 – Roma

📩 Info e prenotazioni: teatrotorpignattara@gmail.com
📞 Telefono: 335 1027670

FRATTO_X. Il cult di Antonio Rezza e Flavia Mastrella in scena al Teatro Palladium

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Il 13 e 14 marzo al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre è in scena Fratto_X di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, uno spettacolo cult lontano dalle scene romane ormai da qualche anno che continua ancora oggi a interrogare lo spettatore a distanza di oltre 10 anni dal suo debutto.

Insieme sulle scene da oltre trent’anni Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono tra gli artisti più apprezzati nel panorama teatrale contemporaneo. Fratto_X è uno dei loro spettacoli più celebri, anticonvenzionale come chi lo ha concepito.

In scena, due entità interpretate da Antonio Rezza e da Ivan Bellavista, discorrono sull’esistenza. Sullo sfondo dell’habitat creato da Flavia Mastrella, tra drappeggi e oggetti di scena che sono sculture, si susseguono i numerosi personaggi e le tante personalità di Rezza in un dialogo esilarante, allo stesso tempo lucido e sfrontato.

Così Antonio Rezza e Flavia Mastrella raccontano la storia dello spettacolo: “Il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d’eco. Torna e se ne va. L’eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E a imitar se stessi c’è sempre da imparare. Ma chi imita se stesso è la cancrena nell’orecchio di chi ascolta. E marcisce l’ambizione. L’ansia non è uno stato d’animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole. Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall’arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l’altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato.“

Note di Antonio Rezza

Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda? Due persone discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza. La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire, ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più.

Note di Flavia Mastrella

L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione. Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento.

RezzaMastrella non sono nuovi al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, un atteso ritorno sia per la comunità universitaria che per quella del quartiere Garbatella, così come per tutta la città di Roma.

Antonio Rezza: “E’ importante per noi ritornare al teatro Palladium dopo un po’ di anni di assenza, l’ultima volta è stato qualche anno fa all’interno del progetto “Audience Revolution”, ed è stato molto emozionante. Per due giorni viviamo il quartiere Garbatella con un occhio diverso, quando siamo in scena, abbiamo un occhio diverso.”

Flavia Mastrella: “Tornare al Palladium è sempre un piacere. È un ambiente interessante, e soprattutto il pubblico, anche quello di studenti e studentesse è molto attento ed esigente.”

13 e 14 marzo, ore 20.30 – Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma RM

Prevendite: https://www.boxol.it/next/it/TeatroPalladium/select-seat/608975/biglietti-fratto-x

Biglietti 20 intero, 16 ridotto gruppi di min. 10 persone, 12 ridotto studenti.


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Medio Oriente, Confeuro: “Aumento costi negativo per agricoltura europea”

“Condanniamo con fermezza l’uso della forza per la risoluzione delle controversie, soprattutto se adottato in violazione del diritto internazionale. Crediamo invece fortemente nella risoluzione diplomatica dei conflitti, unica strada in grado di garantire stabilità, sicurezza e sviluppo per i popoli coinvolti”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei, interviene sulla nuova escalation di tensione in Medio Oriente, dove da qualche giorno è scoppiato un nuovo conflitto che desta grande preoccupazione non solo per l’area interessata ma per l’intero scenario globale. La nuova guerra del Golfo – prosegue Tiso – fa paura. Oltre al drammatico bilancio di morti e feriti, esiste il concreto rischio che questo conflitto produca effetti economici devastanti a livello internazionale, con un possibile aumento dei costi dell’energia, dei trasporti e dei fertilizzanti. Dinamiche che potrebbero incidere negativamente e in modo diretto sulla competitività delle piccole e medie imprese agricole italiane ed europee, mettendo a rischio la stabilità dell’intero comparto agroalimentare. Per questo – conclude il presidente nazionale Confeuro Andrea Tiso – riteniamo fondamentale che l’Italia e l’Unione Europea agiscano con responsabilità e visione strategica. In una fase di grande complessità globale e geopolitica, con il rischio di nuove crisi economiche, servono programmazione, prevenzione e politiche di lungo respiro capaci di tutelare le famiglie, il settore primario e soprattutto i piccoli e medi agricoltori, che rappresentano il cuore produttivo dell’agricoltura e della economia europee”.

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Salute, Tiso(Accademia Ic): “Giornata obesità importante ma serve impegno quotidiano”

“Il 4 marzo si celebra il World Obesity Day, la Giornata Mondiale dell’Obesità promossa dalla World Obesity Federation in collaborazione con partner internazionali tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF. L’edizione 2026 richiama l’attenzione sulla questione di agire in modo coordinato e veloce al fine di contrastare una delle principali criticità di salute pubblica a livello globale, ponendo al centro non solo le scelte individuali ma anche i sistemi sanitari, alimentari, educativi e urbani che influenzano la salute delle persone. L’obesità infatti continua a crescere in tutte le fasce di età e rappresenta un importante fattore di rischio per numerose patologie croniche. La Giornata Mondiale dell’Obesità – dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca – rappresenta dunque un momento fondamentale per accendere i riflettori su una problematica che riguarda milioni di cittadini. Tuttavia non può essere soltanto una ricorrenza simbolica: serve un impegno quotidiano, concreto e coordinato per promuovere prevenzione, corretti stili di vita e maggiore informazione È necessario – prosegue Tiso – rafforzare le politiche di prevenzione, investire nella cultura dell’alimentazione sana, sostenere le famiglie e promuovere percorsi educativi fin dall’infanzia. Allo stesso tempo bisogna contrastare lo stigma sociale che troppo spesso colpisce le persone che convivono con l’obesità, una condizione complessa che richiede attenzione, supporto e un approccio multidisciplinare. Per questo – conclude Tiso – rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché la lotta all’obesità diventi una priorità stabile nell’agenda sanitaria e sociale del Paese. Servono politiche pubbliche più incisive, investimenti nella prevenzione e programmi strutturati che coinvolgano scuola, sanità e territorio. Solo con un impegno condiviso e continuativo sarà possibile affrontare davvero questa emergenza e tutelare la salute delle future generazioni”.