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Anima pugliese, spirito romano: Biskè Pizza e Brace conferma il binomio all’insegna del gusto

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Si è concluso con grande entusiasmo l’evento “Anima pugliese, spirito romano” che ha visto protagonista Biskè Pizza e Brace: un viaggio enogastronomico che ha saputo unire la maestria della friggitoria romana all’eccellenza delle materie prime pugliesi, tracciando un ponte ideale tra la Capitale e il tacco d’Italia.

L’Arte del supplì di Giuseppe Todaro

L’apertura è stata affidata alla sapienza di Giuseppe Todaro che pizzaiolo e anima di Biskè, che ha proposto una “Verticale di fritti” artigianali. Il momento più atteso è stato il servizio del suo celebre supplì al telefono, un’icona della tradizione romana, eseguito con una tecnica impeccabile: panatura croccante e asciutta che racchiude un cuore filante, confermando Todaro come uno dei grandi interpreti di questa specialità romana nel panorama capitolino.

Il menù pugliese con ingredienti d’eccellenza

Il cuore della serata ha visto protagoniste le pizze di Giuseppe Todaro, realizzate con le rinomate Farine Casillo, simbolo di qualità e legame profondo con il territorio pugliese, una selezione che ha spaziato dall’innovazione alla tradizione: 

Pizze gourmet: come la pizza “Gourmet del nord” con provola, gorgonzola e pere e la stagionale “Cardoncella” con funghi cardoncelli e crema di tartufo nero, dove il topping diventa un’esperienza di alta cucina.

I classici: una “Diavola con bufala” dal carattere deciso, seguita dalle intramontabili “Margherita” e “Marinara”, dove la semplicità delle materie prime scelte da Giuseppe Todaro ha esaltato la qualità dell’impasto.

Abbinamenti d’autore: La cantina Due Palme

Ad accompagnare le portate, un percorso di degustazione curato dalla Cantina Due Palme, che ha esaltato ogni morso con i profumi dei vitigni autoctoni pugliesi. Dalla freschezza del Vermentino Passo a due e del rosato Melarosa, alla struttura dei grandi rossi come il Primitivo Don Cosimo e il Negroamaro Canonico, l’abbinamento vino-pizza è stato il vero protagonista del racconto sensoriale della serata.

Biskè: un nuovo punto di riferimento su via Nomentana

Biskè Pizza e Brace si conferma una destinazione per gli amanti della buona tavola, oltre che un progetto di ricerca gastronomica che non dimentica le radici dei proprietari Maria e Giuseppe Todaro. La chiusura in dolcezza con la Torta Pasticciotto, dolce simbolo della tradizione pugliese, ha suggellato una cena che ha celebrato l’autenticità e la convivialità.

Rientrati oggi in Italia 1.770 italiani, tra loro anche Big Mama

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BIG MAMA CANTANTE

Anche la cantante Big Mama, che era rimasta bloccata a Dubai, è rientrata oggi in Italia insieme ad altri 1.770 italiani

ROMA – Con uno dei 7 voli arrivati oggi in Italia dagli Emirati Arabi Uniti, è atterrata a Bergamo anche la cantante “Big Mama” (Marianna Mammone). L’artista è una dei 1.770 italiani che hanno viaggiato oggi dal Golfo, molti dei quali assistiti dal Ministero degli Esteri che continua a lavorare con le linee aeree di Dubai e Abu Dhabi per permettere il decollo di altri voli. Lo riferiscono fonti della Farnesina.

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Armi da guerra avvistate in Autostrada tra lo stupore degli automobilisti

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Traffico eccezionale in A14 e A13 e il dibattito sull’uso delle basi militari in Italia: forse la guerra non è così vicina, ma fa già molta paura

di Cristina Rossi

ROMA – Non succede tutti i giorni di incrociare due convogli militari, a distanza di un’ora, lungo un tratto autostradale di 230 chilometri. Soprattutto se poi i convogli in questione trasportano due mezzi di artiglieria pesante ciascuno. E soprattutto se, esattamente una settimana dopo, succede di tutto: Stati uniti e Israele iniziano ad attaccare l’Iran e l’Iran reagisce inondando i Paesi vicini di missili e droni. E scoppia così il panico globale.

LA GUERRA CHE SI AVVICINA E I CANNONI IN A14…

Insomma, da quel sabato 28 febbraio, il mondo è con il fiato sospeso per quello che già molti esperti apocalittici giudicano il preambolo della Terza guerra mondiale. Il conflitto in pochi giorni si è esteso in tutta l’area del Medio Oriente ed è arrivato alle porte dell’Europa, a Cipro e in Turchia. Perciò, a posteriori, a distanza di 15 giorni, fa un po’ pensare quell’avvistamento di obici semimoventi M109 (sempre che Gemini non sbagli nel riconoscimento automatico delle foto..). Li hanno incrociati, non senza stupore misto a un po’ di pelle d’oca, gli automobilisti in A13, tra Ferrara e Bologna, e poi in un secondo convoglio, in A14, tra Imola e Forlì, diretti “verso Sud”, solo una settimana prima dello scoppio del conflitto, il 20 febbraio scorso. E fa pensare anche oggi, perché in queste ore si parla di un possibile coinvolgimento delle basi statunitensi presenti nel nostro Paese, in primis quelle in Sicilia.

LA PREMIER RASSICURA: “NON SIAMO IN GUERRA”

La premier Giorgia Meloni ha rassicurato tutti: “L’Italia intende inviare aiuti ai paesi del Golfo, in termini di difesa aerea e le basi concesse all’utilizzo americano in Italia non saranno usate per bombardare”, ha detto in un intervista oggi stesso, giovedì 5 marzo. Aggiungendo anche: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”. In Sicilia però un lungo elenco di sigle sindacali e associazioni, inclusa Anpi, si stanno mobilitando per protestare perché “l’Isola non deve diventare una portaerei del Mediterraneo” e rischiare così di diventare un possibile bersaglio.

FARI SULLA SICILIA: OSSERVATI SPECIALI LA BASE DI SIGONELLA E LA STAZIONE MUOS

A destare “sconcerto e preoccupazioni”, in particolare, sono l’uso della base di Sigonella e della stazione Muos di Niscemi. Dalla base dell’Us Navy nel Siracusano sarebbero infatti partiti dal 25 al 28 febbraio- secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica- i droni ricognitori e gli aerei spia che hanno preparato l’attacco congiunto Usa-Israele. Mentre nella stazione satellitare di Muos sarebbero coordinate le azioni di terra, le navi e l’aviazione americana impegnata nel conflitto in Medioriente. E quindi, anche se finora nessun velivolo d’attacco è decollato dalla Sicilia, l’Isola potrebbe essere considerata comunque “un obiettivo sensibile di massima allerta”, secondo quanto detto dal Viminale ai questori siciliani.Insomma, non è detto che quegli “incontri ravvicinati” con il traffico eccezionale di natura militare di diversi giorni fa siano collegabili a una, diciamo, premonizione degli avvenimenti in corso. Ma di certo alimentano un clima di incertezza, confusione e preoccupazione nei cittadini, in tutto il Paese. Ps: Occhio quando siete al volante!

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Tensione in Aula tra Tajani e Renzi, il vicepremier attacca: “Più facile partecipare a conferenze ben pagate che tutelare gli Italiani”

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Il leader di Iv replica: “Interevnto del ministro raccapricciante. Nessuno lo paga per parlare ma per tacere”

di Ugo Cataluddi

ROMA – Tensione in Aula del Senato durante le comunicazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il gruppo di Italia viva in particolare il leader Matteo Renzi. Quest’ultimo ha interrotto il capo della Farnesina durante il suo discorso. Tajani era infatti tornato sulle polemiche scaturite dai suoi ‘consigli’, in caso di attacco con i droni nei paesi del Golfo. “Qualcuno- ha detto Tajani- non conoscendo le misure di sicurezza, ha ironizzato sulle indicazioni di massima date in caso di attacco. Quando c’è un’esplosione si rompono i vetri e possono formarsi schegge. Come quando in caso di terremoto si dice di non prendere l’ascensore, così abbiamo detto di stare lontani dalle finestre a terra”. Dopo l’interruzione dell’ex premier è quindi insorto il ministro: “Renzi lo vedo un po’ nervoso. La nostra priorità è stata e continuerà ad essere la sicurezza degli italiani. Capisco sia più facile partecipare a conferenze ben pagate che tutelare i cittadini italiani”.

RENZI: MI PAGANO PER PARLARE? A TAJANI LO PAGANO PER TACERE

A me pagano per parlare alle conferenze? Non più perchè la legge italiana lo vieta. A Tajani nessuno lo paga per parlare, ma per tacere”, ha detto Matteo Renzi durante la discussione generale sulle comunicazioni dei ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto in Aula del Senato e poi ha aggiunto: “Oggi la premier ha parlato di Iran dalle frequenze di Rtl piuttosto che venire in parlamento, sostituita dal ministro Tajani il cui intervento lo definisco raccapricciante per la sua mediocrità”.

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Guidonia – Proseguono i lavori di riqualificazione dello skate park di Colle Fiorito

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Sono in corso di svolgimento i lavori di riqualificazione dello skate park di Colle Fiorito, nella Città di Guidonia Montecelio. Un intervento atteso da anni dalla comunità locale, che punta a restituire alla collettevità uno spazio aggregativo moderno, sicuro e fruibile da tutti.

L’area ha vissuto un lungo periodo di abbandono, degrado strutturale, accumulo di rifiuti e ripetuti atti vandalici. Lo testimoniano le condizioni riscontrate durante i primi interventi di pulizia, che hanno preceduto l’avvio vero e proprio del cantiere.

A sbloccare la situazione è stato un finanziamento di 900.000 euro stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ottenuto grazie all’impegno del Ministro per lo Sport Andrea Abodi. La progettazione e il coordinamento dell’intervento sono affidati a Sport e Salute Spa, la società pubblica di riferimento per la promozione dello sport in Italia.

Il progetto prevede la completa rigenerazione dell’impianto: nuove superfici, strutture per la pratica dello skateboard e delle discipline affini, interventi di illuminazione e messa in sicurezza del perimetro, con l’obiettivo di rendere lo spazio vivibile.

“Una volta conclusi i lavori – sottolinea la Consigliera comunale Veronica Cipriani – quest’area sarà finalmente fruibile. Si restituirà alla città uno spazio di aggregazione completamente riqualificato per i nostri ragazzi e non solo.”

L’intervento si inserisce in un più ampio piano nazionale di valorizzazione degli impianti sportivi di prossimità, con l’obiettivo di contrastare il degrado urbano attraverso la cultura dello sport e il coinvolgimento delle comunità locali.

Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”

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“Per le basi americane ci atteniamo agli accordi bilaterali. L’Italia manderà aiuti per la difesa aerea, in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani che vogliamo proteggere. Divergenze con il Quirinale? Fantascienza”

di Emanuele Nuccitelli

ROMA – “Non siamo in guerra, non vogliamo entrare in guerra”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni intervistata su Rtl 102.5 parlando della situazione in Medioriente.

Le basi militari americane in Italia? “Mi pare che tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi. Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”.

“L’Italia come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, parliamo chiaramente di difesa, e particolarmente di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche, ma soprattutto perché in quell’area come dicevamo ci sono decine di migliaia di italiani e ci sono circa 2000 militari italiani che noi vogliamo e dobbiamo proteggere. Tra l’altro il Golfo è anche vitale per l’approprionamento energetico dell’Italia e dell’Europa”.La voce di presunte divergenze tra il Governo e il Quirinale? “La considero totale fantascienza. Sono stata a parlare anche ieri con il Presidente Mattarella in questa delicata situazione internazionale. Abbiamo, come spesso accade, condiviso le stesse preoccupazioni. Quindi mi pare che ci sia sempre un tentativo di creare delle divaricazioni che però io non vedo nel mio quotidiano”.

“Posso sempre contare sulla presenza del Presidente della Repubblica, che è molto preziosa, particolarmente in una fase come questa. Quindi direi che questo continuo tentativo di creare delle divergenze sia studiato per interessi di alcuni, che però non sono né i miei né presumo quelli del Presidente della Repubblica”, conclude Meloni.

Sul terrorismo non bisogna mai abbassare la guardia. Siamo totalmente mobilitati, sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, il ministro Piantedosi ha già convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza, il comitato analisi strategica antiterrorismo si riunisce in modo cadenzato. Non siamo distratti, la guardia è altissima”.

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“Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell’energia, i prezzi dei generi alimentari, queste sono le priorità sulle quali stiamo ovviamente incessantemente lavorando in queste ore”. “Abbiamo gia’ sentito in queste ore il presidente di Arera, che ha gia’ attivato meccanismi che servono a controllare il mercato, verificare l’andamento dei prezzi, evitare fenomeni speculativi”.

“Per questo obiettivo, Arera istituito una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas: anche se non dipende solo dall’Italia, faremo quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione: sono pronta anche a reagire, se necessario, e anche ad aumentare le tasse a aziende che eventualmente dovessero speculare per proventi sul taglio delle bollette”, ha aggiunto.
“Contemporaneamente il ministro Urso ha attivato il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, in particolare alla pompa di benzina e sui generi alimentari: faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi”, ha concluso.

Referendum, il sì al 50,5% e il 21% non voterà: il sondaggio per ‘Porta a porta’

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C’è ancora una buona fetta, di italiani, il 41 %, che sono indecisi su cosa votare al referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo

ROMA – Il 38% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, non andrà il 21%, indecisi il 41 %. In particolare, il 47,9% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge di riforma della giustizia, erano il 47,2% nella scorsa rilevazione del 16 febbraio, mentre il 47% voterebbe no, quindi per l’abrogazione (erano il 43,1%). In percentuale il sì è dato al 50,5% mentre il no si attesta al 49,5% (0,3% le schede bianche, 4,8% ancora non sa se voterà si, no o bianca). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’Istituto ‘Only Numbers’ (Alessandra Ghisleri) per “Porta a Porta”.

Alla domanda: la legge prevede l’introduzione di due diversi Consigli superiori della magistratura, composti rispettivamente da pubblici ministeri e da magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, lei è favorevole o contrario? Favorevole il 43,4% degli intervistati, contrario il 39,8%, non sa il 16,8%.

Alla domanda, invece: i due Consigli superiori saranno composti per due terzi da magistrati sorteggiati all’interno della categoria e per un terzo da professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività professionale, sorteggiati all’interno di un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune, sono favorevoli il 41,2% degli intervistati, contrari il 41%, indecisi o non sanno il 17,8%.

Alla domanda, infine: la legge prevede che i magistrati vengano giudicati da un’alta corte disciplinare, composta da 15 membri, tre nominati dal presidente della Repubblica, tre da professori universitari e avvocati con almeno 20 anni di anzianità estratti a sorte in un elenco approvato dal Parlamento in seduta comune e a nove magistrati estratti a sorte tra i pubblici ministeri e i magistrati giudicanti è favorevole il 43,9% degli italiani, contrario il 38,4%, non sa il 17,7%.

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Guerra in Iran, Tajani e Crosetto riferiscono alla Camera: “Il rischio di allargamento del conflitto è concreto”

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Il ministro degli Esteri e quello della Difesa hanno riferito ai deputati dell’evoluzione della guerra in Medio oriente

di Alessandra Fabbretti e Mirko Gabriele Narducci

ROMA – “La situazione ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione non positiva” e stamani gli attacchi iraniani hanno raggiunto “anche contro l’Azerbaigian”. Parte da qui il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, riferendo alla Camera dei Deputati dell’evoluzione della guerra in Medio oriente insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto. Per Tajani “È concreto il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto”. Il ministro riferisce di essere “in costante contatto col ministro degli Esteri cipriota” dopo il drone che ha raggiunto il Paese nelle ultime ore, “per esprimere vicinanza: un paese dell’Ue a cui è doveroso garantire solidarietà ed assistenza”. Prima di ringraziare le Forze dell’Ordine e il personale diplomatico che “lavora senza sota anche rinunciando al riposo” il ministro degli Esteri ha spiegato che gli italiani presenti sia nelle aree interessate direttamente e indirettamente dal conflitto “sono oltre 100mila”.

TAJANI: A RUBIO HO CONFERMATO ACCORDI ITALIA-USA

“La scomparsa di Khamenei apre una nuova fase di pace” e “ieri con il segretario di Stato americano Rubio abbiamo sottolineato le enormi responsabilità del regime sia sul dossier nucleare che sul programma balistico, evidenziando anche la necessità di contenere la spirale di violenza avviata da Teheran nei giorni scorsi”, ha aggiunto Tajani. Il sottosegretario Rubio, ha detto ancora Tajani, ha dato dell’operazione statunitense contro l’Iran “una valutazione positiva: le forze americane stanno raggiungendo rapidamente e con efficacia i loro obiettivi. Rubio ha ribadito che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni di Teheran. Ho ribadito la validità degli accordi esistenti tra Italia e Stati uniti”.

TAJANI: ENERGIA È PRIORITÀ, NE DISCUTEREMO A VERTICE UE-CCG

“Il tema della sicurezza energetica è un tema prioritario che ho già sollecitato a Bruxelles e che ribadiremo tra poco con li sottosegretario Tripodi nel corso del vertice dei ministri degli Esteri europei e coi ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), che abbiamo fortemente voluto e ottenuto: un dialogo fondamentale e abbiamo incoraggiato la commissione europea a rafforzarlo”, ha spiegato il ministro ai deputati.Tajani ha ribadito che “il governo è pronto a intervenire anche sul fronte economico: preoccupa il blocco dello Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio e del gas hanno già fatto registrare rialzi significativi, così come i premi assicurativi sulle rotte marittime”, un aumento dei prezzi al consumo “a volte anche ingiustificati”. Questa situazione, avverte il ministro degli Esteri, “rischia di pesare anche su tante materie prime e su grano e cereali. L’attacco a una petroliera statunitense di stamani non agevola certamente la situazione”. Per evitare l’inasprirsi di tensioni anche interne, “sosteniamo i nostri partner del Mediterraneo allargato anche attraverso il Piano Mattei”.TAJANI: NOSTRA STELLA POLARE È DE-ESCALATION

“La nostra stella polare è la de escalation. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare moderazione tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione. L’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e dotarsi di sistemi missilistici che possano rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, la regione e l’Europa”. Lo dice alla Camera il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito al conflitto in Medio oriente. “Abbiamo sostenuto i negoziati” continua Tajani, “ma l’Iran non ha mostrato nessun segnale di marcia indietro rispetto alle sue ambizioni nucleare ed è inaccettabile la scelta di attaccare paesi come Cipro, Turchia o Azerbaigian che non avevano mai condotto operazioni contro Teheran”, azioni “insensate che il governo italiano ha condannato senza esitazione”.

EXPORT, TAJANI: PRONTO PACCHETTO MISURE A SOSTEGNO IMPRESE

“Il Golfo è un’area cruciale per il nostro export: per il Mar Rosso transita il 40% del nostro commercio e per questo siamo in prima linea con le missioni Aspides e Atalanta per proteggere il traffico commerciale” e in questo quadro “la nostra priorità resta la protezione del tessuto economico italiano e del potere d’acquisto delle famiglie. Per questo co le agenzie per l’internazionalizzazione – Ice, Sace, Simes e Cdp – Stiamo finalizzando un pacchetto di misure per sostenere le nostre imprese esportatrici colpite dagli effetti della crisi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendo alla Camera del conflitto in medio Oriente.

Dopo Tajani alla Camera è intervenuto il ministro della Difesa Crosetto che ha ribadito quanto detto stamattina dalla premier Giorgia Meloni: “L’Italia non è in guerra, non è stata coinvolta in questa guerra. Sta cercando di gestire e mitigare in stretto contatto con le nazioni unite, le conseguenze, perché questo conflitto è dirompente”.

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CROSETTO: IN ATTO TRASFERIMENTO MILITARI DA BASI IN PAESI CONFLITTO

“Avevamo nell’area del Golfo prima che scoppiasse il conflitto 2.576 persone, e avevamo già iniziato degli spostamenti per mettere in sicurezza il personale e nei giorni scorsi ci sono stati altri spostamenti per adeguare la postura”, ha affermato Crosetto. Nello specifico, ha spiegato che “in Kuwait presso la base di Ali Al-Salem c’è il movimento in atto di 239 militari verso l’Arabia Saudita per alleggerire il dispositivo pur mantenendo una capacità operativa essenziale, rimarranno 82 militari su 321. In Qatar il discorso è analogo, 7 dei 10 militari sono in corso di spostamento. Lo stesso in Bahrein, dove c’erano 5 militari a supporto della Marina Usa. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte a un’emergenza sia rimodulando il personale che con un dispositivo navale ove si rendesse necessaria l’evacuazione anche del personale civile. In Iraq avevamo già ridotto il personale prima del conflitto con il rientro di 102 militari e il trasferimento in Giordania di altri 75”.

CROSETTO: IN AREA 100MILA ITALIANI, 400MILA FRANCESI E 300MILA INGLESI

“I nostri connazionali” nei Paesi del Golfo “sono quasi 100mila, ma ricordo che i francesi sono 400mila e gli inglesi 300mila, nelle stesse condizioni degli italiani, e l’unico ad aver attivato dispositivi come quelli della Farnesina è il Governo italiano, con molti Paesi stranieri che li stanno sfruttando, compresa l’assistenza e l’aiuto delle forze armate”, ha detto Crosetto.

CROSETTO: SE ATTACCHI A UE O NATO SAREMMO OBBLIGATI A INTERVENIRE

Durante l’informativa, il ministro ha spiegato che “la preoccupazione è che questi attacchi hanno colpito, e sono stati fermati, basi europee e Nato, quelle in Turchia e a Cipro. In entrambi i casi, qualora si trattasse di un vero e proprio attacco alle nazioni, l’articolo 5 della Nato e l’articolo 7 della Ue ci obbligherebbero a essere al loro fianco. Finora non sono stati indicati come tali e non è ancora così”. E ancora: “Questo conflitto sta avendo un’evoluzione diversa, basti pensare che il Paese più colpito è l’Arabia Saudita e non Israele. La strategia del’Iran è creare caos e difficoltà economiche, basti pensare alla chiusura dello Stretto di Hormuz”.

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CROSETTO: DOBBIAMO ADEGUARE DISPOSITIVO ESISTENTE CON ASSETTI DIFENSIVI

“Dobbiamo rivalutare complessivamente i nostri assetti nella regione con alcuni obiettivi: la protezione delle nostre missioni e dei nostri connazionali, la tutela degli interessi nazionali e rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà. Lo strumento con cui possiamo rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà è quello delineato e autorizzato da questo Parlamento nell’attuale pacchetto missioni internazionali”, ha spiegato Crosetto. “Mi riferisco, in coerenza con la scheda 4/2025 del citato provvedimento, alla possibilità di ‘dispiegare un dispositivo multidominio nazionale in Medio Oriente al fine di contribuire alla realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale’- ha spiegato il ministro- Oggi, alla luce dei recenti avvenimenti, intendiamo adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi – sistemi di difesa aerea, anti-drone, anti-missilistica – nel perimetro di quanto già autorizzato e nei limiti geografici e funzionali della missione”. Per il ministro “occorre infatti disporre nell’area di ulteriori presidi per i nostri contingenti e per i nostri connazionali, per contribuire a contrastare un’incipiente crisi finanziaria ed energetica. Non possiamo ignorare infatti che la crisi in corso mette in pericolo il Medio Oriente, ma sta già producendo effetti economici concreti e immediati e incide sul benessere e sull’economia di tutte le nostre nazioni”, ha chiosato Crosetto.

CROSETTO: ALZATA AL MASSIMO PROTEZIONE AEREA, PUÒ ACCADERE TUTTO

“Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”, ha spiegato Crosetto.

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Valutazione di Impatto generazionale, dieci raccomandazioni al Governo per renderla operativa

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Il Future Paper di ASviS e Save the Children individua principi, approcci e strumenti per rendere la valutazione degli effetti delle nuove leggi uno strumento efficace per tutelare gli interessi dei giovani e delle future generazioni

Giovannini: “Siamo alle soglie di una potenziale rivoluzione nelle politiche del nostro Paese:
non si potranno più scaricare sui giovani e sulle generazioni future i costi di uno sviluppo insostenibile”
Tesauro: “La valutazione di impatto è un grande banco di prova per investire sul futuro mettendo finalmente al centro delle scelte i diritti fondamentali dei giovani e delle generazioni che verranno”

Dieci raccomandazioni per evitare che la Valutazione di impatto generazionale (VIG) delle nuove leggi resti solo sulla carta. È questo il cuore del Future Paper, presentato oggi a Roma da ASviS e Save
the Children, realizzato nell’ambito della partnership Ecosistema Futuro, che individua principi, approcci e
strumenti per rendere efficace la normativa approvata a novembre 2025, anche in vista della prossima adozione del DPCM del Governo, da cui dipenderà la reale efficacia della VIG nel processo legislativo e amministrativo.


L’introduzione della VIG rappresenta l’esito di un percorso istituzionale, a cui ha contribuito in modo
determinante l’Alleanza sin dalla sua fondazione dieci anni fa: è stata tra i principali sostenitori della riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che nel 2022 ha introdotto “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse della future generazioni”, ponendo per la prima volta il futuro tra i compiti espliciti della Repubblica. Coerentemente con la modifica costituzionale, l’ASviS ha proposto anche l’introduzione della VIG, inserita ora nella Legge n.167/2025, frutto dell’iniziativa governativa e approvata lo scorso novembre, la quale impone un salto culturale nel processo legislativo. Richiamando la politica alla sua espressione più alta, cioè quella di riscoprirsi custode, e non proprietaria assoluta, delle risorse del nostro tempo, la nuova normativa afferma che “le leggi della Repubblica promuovono il principio dell’equità intergenerazionale” e introduce l’obbligo di svolgere in via preventiva una valutazione sugli effetti sociali e ambientali delle nuove normative proposte dal Governo sui giovani e sulle future generazioni, insieme alla Valutazione di impatto di genere (VIGE). L’auspicata adozione del DPCM attuativo e l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’Impatto generazionale delle leggi rappresentano i prossimi passaggi decisivi per tradurre la norma in pratica amministrativa. Il Rapporto, elaborato grazie al contributo di esperte ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari, propone dieci raccomandazioni per evitare che la VIG sia interpretata come un atto puramente formale: assumere la VIG come “un’infrastruttura cognitiva permanente” del processo normativo e garantire l’indipendenza tecnica degli organismi chiamati ad effettuare la valutazione; rafforzare le capacità del Parlamento di utilizzare la VIG anche nella fase emendativa e assicurare tempestività nella sua applicazione anche ai decreti-legge che determinano importanti effetti sui giovani e sulle future generazioni; potenziare dati, indicatori e modelli per valutare in modo
accurato gli effetti delle leggi, tenendo conto anche degli scenari demografici; promuovere la partecipazione dei
giovani in tutte le fasi del processo. Si sottolinea, infine, la necessità di una forte spinta culturale a sostegno delle
iniziative che si stanno attivando a livello locale.
Nel corso dell’evento, dal titolo “La Valutazione d’impatto generazionale delle politiche pubbliche: una sfida
senza precedenti per l’Italia”, svoltosi presso l’Auditorium di Save the Children, il Future Paper è stato discusso da rappresentanti del mondo accademico e della società civile, esponenti politici nazionali e locali, tra cui la Ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione amministrativa, Maria Elisabetta Casellati.

“Nel nostro lavoro quotidiano in Italia, avvertiamo tutto il peso delle ingiustizie generazionali, soprattutto nei territori più svantaggiati, dove incontriamo ragazzi e ragazze presto indotti a rinunciare ai loro sogni e ai loro talenti. La Valutazione di impatto generazionale rappresenta uno strumento per tutelare concretamente i loro diritti e quelli delle generazioni che verranno”, ha affermato Claudio Tesauro, presidente di Save the Children nel suo intervento di apertura. “È una sfida che dobbiamo raccogliere non solo a favore dei giovani ma con i giovani, facendo in modo che siano autentici protagonisti di questo percorso, in ogni sua fase”.

Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS ha illustrato il Rapporto notando che: “Quella dell’equità
intergenerazionale non è una questione simbolica, ma un principio che cambia il modo di disegnare e attuare le politiche pubbliche. Se applicata in modo rigoroso, impedirà che i costi economici, sociali e ambientali delle scelte di oggi vengano trasferiti automaticamente sui giovani e sulle generazioni future. Integrare stabilmente la prospettiva intergenerazionale nelle decisioni pubbliche non è solo una scelta etica, ma una condizione di razionalità economica e sostenibilità finanziaria”. Le tendenze di medio-lungo periodo e gli squilibri strutturali, come l’invecchiamento della popolazione e la crisi climatica producono impatti che si distribuiscono nel tempo tra le generazioni. L’Italia rischia una stagnazione prolungata legata a declino demografico, bassa produttività e ritardi nell’innovazione, ma dispone anche di concrete opportunità di sviluppo fondate su istruzione, lavoro di qualità, transizione ecologica, digitalizzazione e
inclusione sociale. Le scelte di oggi determineranno il futuro del Paese; per questo è fondamentale integrare l’equità intergenerazionale nei processi decisionali e legislativi, così da affrontare in modo sistemico rischi e opportunità. Il Rapporto illustra le esperienze maturate in diversi Paesi europei dove la prospettiva intergenerazionale è stata integrata strutturalmente nei processi decisionali, come ad esempio in Finlandia, Galles e Germania. A livello delle Nazioni Unite nel settembre del 2024 è stata adottata la Dichiarazione sulle future generazioni nell’ambito del Patto per il Futuro, mentre in ambito europeo si stanno affrontando diversi aspetti tematici e trasversali legati alla Strategia per l’equità intergenerazionale in fase di definizione. Tra gli obiettivi della Commissione vi è
l’introduzione di strumenti di analisi e valutazione già nella fase di disegno delle politiche e delle iniziative
legislative, nonché il rafforzamento di quelli esistenti, in un’ottica sistemica e di lungo periodo. In questa direzione, l’Italia può valorizzare anche le esperienze già avviate a livello territoriale da alcune amministrazioni locali, che hanno integrato la prospettiva intergenerazionale nei propri strumenti di programmazione.
“A partire dall’incontro di oggi, ci impegneremo affinché questo Rapporto sia la base di un confronto aperto tra le istituzioni e tutti gli attori sociali su un tema cruciale per il nostro Paese – ha dichiarato, concludendo i lavori, la Direttrice Ricerche di Save the Children Raffaela Milano -. La collaborazione tra ASVIS e Polo Ricerche di Save the Children proseguirà per accompagnare con altre analisi e proposte questo delicato processo di trasformazione delle politiche pubbliche”.
Il Rapporto è stato pubblicato come “Future Paper” nell’ambito dell’iniziativa Ecosistema Futuro, una
partnership nata a maggio 2025 che coinvolge oltre 60 soggetti, con l’obiettivo di mettere il futuro – o meglio, i futuri – al centro del dibattito pubblico (www.ecosistemafuturo.it). I Future Paper sono approfondimenti su tematiche relative agli studi di futuro, sulle opportunità e gli scenari futuri di specifici settori, territori, o aree tematiche.

Intelligenza Artificiale e governance globale: alla Camera la presentazione del libro di Giovanni Spinapolice

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Si è svolta presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in Via della Missione, la conferenza stampa di presentazione del libro “IA – L’Ultimo Uomo e la Macchina. Pensieri dal Transumanismo Inverso” dell’avvocato e saggista Giovanni Spinapolice, studioso del rapporto tra diritto, tecnologia ed etica. L’incontro, ospitato dall’On. Giorgia Latini, Vicepresidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha riunito studiosi e professionisti per una riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea e sulle prospettive di una governance globale della tecnologia. Nel corso dell’evento è emersa la necessità di andare oltre il solo quadro normativo nazionale o europeo per affrontare una tecnologia che incide sempre più profondamente su economia, informazione, processi decisionali e comportamenti collettivi. “L’Intelligenza Artificiale ha una portata sistemica globale: serve un organismo giuridico internazionale capace di coordinare regole comuni e fondato su un’etica condivisa”, ha dichiarato l’autore Giovanni Spinapolice. “La questione non è soltanto tecnica o regolatoria, ma giuridica, politica e antropologica: dobbiamo chiederci quali limiti e quali responsabilità debbano guidare lo sviluppo dell’IA affinché l’essere umano resti il centro e il fine dell’innovazione”. Spinapolice ha inoltre sottolineato come l’intelligenza artificiale, pur non essendo dotata di coscienza, stia trasformando profondamente il modo in cui gli individui prendono decisioni e accedono alle informazioni. “La macchina non ha coscienza, ma ci costringe a interrogarci su cosa sia davvero la coscienza. Non prova paura, ma ci obbliga a riflettere sulla natura delle nostre responsabilità. Ho sentito la necessità di scrivere non solo un saggio, ma una forma di resistenza culturale: un invito a restare umani anche nel cuore del codice”. L’On. Giorgia Latini, che ha ospitato l’iniziativa alla Camera dei Deputati, ha sottolineato l’importanza di aprire un confronto pubblico su una tecnologia destinata a incidere profondamente sulla società. “L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e sta modificando i paradigmi su cui si fondavano molte delle nostre certezze. Ci troviamo di fronte a un’invenzione senza precedenti e non sappiamo ancora fino a dove potrà spingersi. Per questo è necessario interrogarsi sul ruolo della coscienza e della responsabilità umana nello sviluppo tecnologico”. Latini ha ricordato inoltre come ogni grande innovazione porti con sé opportunità e rischi. “L’intelligenza artificiale è uno strumento neutro: può essere utilizzata per il bene o per il male. Dipende dall’uso che ne facciamo e dalla consapevolezza con cui governiamo questi processi, come già abbiamo visto con la rivoluzione di Internet e con le sfide che la tecnologia pone soprattutto alle nuove generazioni”. Il Prof. Vincenzo Pepe, professore ordinario di Diritto pubblico comparato, ha evidenziato la dimensione filosofica ed etica della riflessione proposta nel volume. “Il libro di Spinapolice è un’opera tanto affascinante quanto complessa, perché attraversa filosofia, arte ed etica e ci riporta alle domande fondamentali dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando. È proprio da queste domande che nasce la creatività e la ricerca di senso, e quindi anche la riflessione etica”, ha osservato. “L’etica, nella sua dimensione più profonda, è il processo attraverso cui si forma la coscienza morale dell’uomo. È quella dimensione che guida le nostre scelte anche quando non esiste una norma scritta. Di fronte alle nuove tecnologie, e in particolare all’intelligenza artificiale, questa dimensione diventa centrale: il vero tema non è soltanto ciò che la tecnologia può fare, ma ciò che l’uomo sceglie di fare con essa”. Il dibattito ha toccato anche il rapporto tra intelligenza artificiale, creatività e cultura. La storica dell’arte e art advisor Mariella Casile ha evidenziato come il volume offra una chiave di lettura originale per comprendere le trasformazioni artistiche nell’era algoritmica. “Il lavoro di Spinapolice non è solo un esercizio teorico: traccia mappe culturali che attraversano filosofia, etica e arte. L’arte resta uno spazio di libertà, perché non obbedisce a un codice ma lo infrange. In questo senso ogni artista è un sabotatore della forma e un traditore creativo delle regole”. L’incontro è stato moderato dal Dr. Sergio Cinelli, consulente di strategia d’impresa. La presentazione si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla regolazione dell’intelligenza artificiale, dove emerge sempre più l’esigenza di evitare una frammentazione normativa e di costruire una governance multilivello dell’IA capace di coniugare innovazione tecnologica, responsabilità giuridica e tutela della persona.