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Unità Cinofila Antiveleno in forza ai Carabinieri Forestali di RietI

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Sempre più numerose sono le richieste di intervento dell’Unità Cinofila Antiveleno (UCA) operante alle dipendenze del Gruppo Carabinieri Forestale di Rieti.

Il cane protagonista è Asia, un pastore belga Malinois femmina, il cui conduttore è un Sottufficiale dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri. Il binomio opera in perfetta simbiosi: mentre il cane segnala la presenza dell’esca avvelenata, il Carabiniere Forestale mette in sicurezza l’area, repertando il materiale per le successive analisi, fondamentali per risalire ai responsabili.

Proprio negli ultimi giorni, l’Unità Cinofila Antiveleno (UCA) ha conseguito risultati operativi eccellenti. Durante una serie di ispezioni eseguite sia in ambito provinciale che fuori provincia, nate da attività investigative e da segnalazioni, i Carabinieri Forestali, grazie al fiuto del cane Asia, hanno repertato e posto sotto sequestro alcune carcasse di animali, il cui decesso è presumibilmente riconducibile all’ingestione di veleno, un boccone probabilmente avvelenato, confezionato sotto forma di polpetta, pronta per essere ingerita da predatori o animali da affezione e una sostanza di colore giallastro verosimilmente nociva, sparsa sul terreno.

Il ritrovamento dei reperti è di essenziale importanza perché, nel caso in cui venisse confermata la presenza di veleno, sarebbe il punto di partenza per le indagini volte all’identificazione dei responsabili, ma anche per la salvaguardia sia della biodiversità sia della salute pubblica.

L’uso del veleno, difatti, non colpisce mai un solo bersaglio. L’animale avvelenato, morendo, diventa a sua volta una trappola mortale per gli animali necrofagi e per altri predatori che si cibano della carcassa. L’intervento dell’Unità Cinofila Antiveleno ha lo scopo di spezzare questa catena di morte. Inoltre, il rischio di contatto accidentale per i bambini e per gli animali da compagnia con sostanze tossiche, durante una passeggiata nei boschi o nei parchi cittadini, è un pericolo reale che le ispezioni e le bonifiche mirano ad azzerare.

I Carabinieri Forestale invitano la cittadinanza a segnalare tempestivamente qualsiasi rinvenimento sospetto (carcasse di animali, uova o pezzi di carne anomali) contattando il numero di emergenza ambientale 1515.

MONTOPOLI DI SABINA. I CARABINIERI HANNO ARRESTATO UN UOMO PER VIOLENZA SESSUALE E ATTI PERSECUTORI

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I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto hanno tratto in arresto un 38enne, originario della Bassa Sabina, già noto alle Forze dell’Ordine, raggiunto da un’Ordinanza di Carcerazione per violenza sessuale e atti persecutori.

Il provvedimento scaturisce da una sentenza di condanna, irrevocabile, della Corte di Cassazione, arrivata dopo 10 anni circa dai gravissimi fatti commessi nei Comuni di Castelnuovo di Farfa e Fara in Sabina a seguito di indagini svolte dai militari dell’Arma.   

Gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Poggio Mirteto, lo hanno rintracciato presso il proprio domicilio e, dopo averlo tratto in arresto, lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale di Rieti, dove dovrà sconterà la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione.

Un evento emozionante e di grande spessore culturale

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Subiaco, Per un mese la Bibbia di Gutenberg ed una rara copia del De Oratore di Cicerone saranno esposte a Santa Scolastica

Per un mese, la Biblioteca statale di Santa Scolastica diventerà il cuore pulsante della storia del libro europeo: un luogo in cui carta, inchiostro e silenzio racconteranno l’inizio di tutto. Il prossimo   venerdì 20 marzo sarà inaugurato alle ore 10,30 presso la Basilica Cattedrale di Santa Scolastica, l’esposizione della “Bibbia di Gutenberg”, proveniente dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, primo grande libro stampato in Europa con caratteri mobili e simbolo della rivoluzione che ha cambiato per sempre il destino dell’umanità, insieme una delle più antiche e preziose copie del De Oratore di Marco Tullio Cicerone: un rarissimo incunabolo del 1465 stampato a Subiaco, oggi conservato a Roma presso la Biblioteca Angelica. L’opera testimonia la nascita della tipografia italiana nel monastero di Santa Scolastica, dove la parola iniziò a moltiplicarsi, rendendo il sapere accessibile, condiviso, universale. L’Esposizione sarà aperta al pubblico a partire da sabato 21 marzo fino al 19 aprile 2026, ogni giorno dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 17,45). “Un evento straordinario -si legge in una nota- celebra Subiaco Capitale Italiana del Libro: il Comune di Subiaco e la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Santa Scolastica annunciano con profonda emozione l’arrivo in Città della Bibbia di Gutenberg, accanto a questo capolavoro assoluto della storia della stampa sarà esposta una delle più antiche e preziose copie del De Oratore di Marco Tullio Cicerone. Non si tratta soltanto di un’esposizione: è un ritorno simbolico alle origini. È la memoria che prende forma, è la consapevolezza che da questo luogo, incastonato tra le montagne dell’Aniene, si è irradiata una delle più grandi rivoluzioni culturali della civiltà occidentale. La presenza congiunta della Bibbia di Gutenberg e del De Oratore del 1465 suggella e rafforza il titolo di Subiaco Capitale Italiana del Libro: non un semplice riconoscimento istituzionale ma l’attestazione di una vocazione storica e spirituale che continua a parlare al presente”. “Questo è un momento che supera la dimensione culturale e diventa identità collettiva -sottolinea il Sindaco l’ing. Felice Rapone-.   La Bibbia di Gutenberg che arriva a Subiaco è un ponte tra passato e futuro: qui la stampa ha trovato il suo ventre fecondo e oggi quella storia torna a illuminarci. È un’emozione che appartiene a tutta la nostra comunità. La Bibbia di Gutenberg è uno dei libri più preziosi e iconici al mondo, raramente concesso in prestito per la sua fragilità e per il valore storico universale che incarna. Non è soltanto il primo grande libro stampato in Europa con caratteri mobili: è l’atto di nascita della modernità tipografica, il passaggio dall’epoca del manoscritto alla diffusione seriale del sapere. Altrettanto significativo è il ritorno simbolico del De Oratore del 1465, una delle più antiche edizioni a stampa prodotte in Italia. Stampato a Subiaco dai prototipografi tedeschi che portarono nel Lazio l’arte nuova dei caratteri mobili, questo volume rappresenta l’incontro tra Umanesimo e tecnologia: la parola di Cicerone, pilastro della cultura classica, divenne veicolo di una diffusione nuova, più ampia e più condivisa del sapere”. “Portare insieme questi due capolavori -commenta l’Assessore alla Cultura Ludovica Foppoli-  significa rendere visibile l’istante in cui l’Europa ha iniziato a diffondere il sapere in modo nuovo, libero, rivoluzionario. Subiaco non celebra soltanto il proprio passato: lo riaccende, lo offre alle nuove generazioni, lo trasforma in consapevolezza e futuro”. Il titolo di Subiaco Capitale Italiana del Libro allora prende le forme di una riflessione che attraversa il tempo e sfida la storia: da un lato la Bibbia di Gutenberg incarna la forza della parola sacra che si moltiplica e si diffonde; il De Oratore rappresenta la parola civile, la retorica, il pensiero critico che fonda la vita pubblica. Insieme raccontano l’alba di un’Europa in cui fede e ragione, spiritualità e umanesimo trovano nella stampa uno strumento di propagazione senza precedenti. “Gutenberg a Subiaco è il titolo della mostra – commenta D.Fabrizio Messina Cicchetti Direttore della Biblioteca statale di S. Scolastica- Anche se, com’è noto, Johannes Gutenberg non è mai venuto a Subiaco, la presenza dei due giovani prototipografi che proprio qui hanno installato la prima tipografia a caratteri mobili a partire almeno dal 1464, ha consentito a Gutenberg e alla sua invenzione di valicare le Alpi e giungere nel nostro territorio. Oggi, grazie alla presenza della ‘sua’ Bibbia, Gutenberg ritorna a Subiaco, quasi a ricongiungersi con i continuatori dell’arte tipografica nascente attraverso la presenza congiunta del De Oratore, del Lattanzio e del De Civitate Dei. Mi piace pensare a questo evento come ad una foto di famiglia: il ritrovarsi insieme di tasselli importanti che formano la nostra storia e attesta la vocazione culturale e spirituale del monachesimo benedettino e del territorio della Valle dell’Aniene”. In un tempo in cui la velocità dell’informazione rischia di farci dimenticare le radici della conoscenza, Subiaco invita a fermarsi, a contemplare, a riconoscere nella pagina stampata il gesto rivoluzionario che ha reso il pensiero patrimonio condiviso dell’umanità.

Alla scoperta di Vipiteno, tra fascino e natura

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Nel cuore dell’Alto Adige, Vipiteno, la città più a nord d’Italia, unisce in modo armonico identità storica, vivacità urbana e natura incontaminata. Inserita tra i Borghi più belli d’Italia, conserva un centro storico medievale perfettamente preservato, dominato dalla Torre delle Dodici e animato da portici, botteghe e ristoranti che raccontano l’incontro tra cultura italiana e mitteleuropea. A pochi minuti dal centro, il Monte Cavallo amplia l’esperienza con panorami aperti e attività all’aria aperta fruibili durante tutto l’anno, rendendo la località compatta ma sorprendentemente articolata.

In primavera questo equilibrio assume una forma particolare: la fine dell’inverno e l’arrivo della bella stagione si intrecciano in un calendario che unisce tradizioni consolidate, appuntamenti in quota e nuove opportunità di scoperta.

Tra centro storico e montagna

Il 28 marzo il Mercatino di Pasqua anima Piazza Città dalle 09:00 alle 17:00 con espositori, agricoltori e artigiani che portano prodotti regionali e creazioni fatte a mano nel cuore medievale della città. È uno degli appuntamenti che meglio sintetizza l’anima di Vipiteno: raccolta, autentica, profondamente legata alle proprie tradizioni.

Negli stessi giorni, sul Monte Cavallo, prendono il via le WOW-Weeks (22 marzo – 6 aprile), un’iniziativa che valorizza il finale di stagione con un vantaggio concreto per gli ospiti: acquistando uno skipass plurigiornaliero di almeno tre giorni, vieneregalata una giornata aggiuntiva di sci, offrendo così ancora più tempo sulle piste.

Ogni sabato di marzo l’esperienza si arricchisce inoltre con l’offerta Early Bird: apertura degli impianti già alle ore 7.00 per garantire piste perfettamente preparate, la magia dell’alba sulle cime e la possibilità di abbinare le prime discese a una colazione in quota nei rifugi aderenti. Un modo autentico e suggestivo di vivere la montagna nelle sue ore più belle.

In questo contesto si inserisce l’Hausberg Festival (28–29 marzo), che porta musica dal vivo nei rifugi e nel tendone allestito appositamente presso la stazione a valle accanto al ristorante Biwak. Per l’occasione è previsto uno skipass valido per l’intero weekend al prezzo speciale di 50 euro, che funge anche da biglietto per la lotteria ufficiale del Festival con premi dedicati, rafforzando l’idea di una montagna accessibile, dinamica e ricca di opportunità.

Dal 1° al 4 aprile, SKIDS – The Snow Festival coinvolge bambini e ragazzi in una gara internazionale di sci, affiancata da attività e momenti di intrattenimento che estendono l’esperienza all’intera località, consolidandone ulteriormente il posizionamento family.

Il passaggio verso la bella stagione

Con l’avanzare della primavera il ritmo cambia, ma non l’intensità. Ogni venerdì, da aprile a ottobre, il Mercatino dei contadini anima Piazza Città con pane fatto in casa, speck e salumi affumicati, formaggi, miele, vini biologici, succhi, erbe aromatiche, uova e verdure di stagione. Tra le specialità più apprezzate figurano krapfen e tirtler preparati dalle contadine locali, espressione di una tradizione gastronomica ancora viva.

Sabato 23 maggio riapre la cabinovia del Monte Cavallo e, fino al 1° novembre, prende ufficialmente il via la stagione escursionistica. Tra le proposte più attese spicca il Panorama Mountain Coaster, la pista estiva per slittini che rappresenta uno dei principali richiami della montagna: un’esperienza adrenalinica e panoramica che unisce velocità, divertimento e vista mozzafiato, rendendo il Monte Cavallo una meta ideale anche per famiglie e gruppi in cerca di emozioni.

Presso la stazione a monte, il Rossy Park offre un’area giochi con mini-zoo popolato da conigli, asini, pony, pecore, lama e alpaca. Il Rossy Walk, percorso tematico di circa tre chilometri adatto anche ai passeggini, conduce fino al laghetto di Kastellacke attraverso dieci stazioni dedicate al gioco e alla scoperta. Completano l’offerta i trekking accompagnati con i lama, per un’esperienza a contatto diretto con la natura alpina.

Accanto alle proposte del Monte Cavallo, il territorio che circonda Vipiteno invita a esplorare itinerari tematici adatti a tutta la famiglia, percorsi brevi ma ricchi di contenuti che trasformano la passeggiata in un’esperienza educativa e coinvolgente.

A Campo di Trens, il “sentiero delle api” è un facile itinerario di circa 2 km adatto a tutti e percorribile in un’ora circa: lungo il percorso, pannelli informativi accompagnano gli escursionisti alla scoperta del mondo delle api. I giochi e le stazioni interattive sono pensati per trasmettere informazioni in modo facile e intuitivo per i bambini: un gioco di memoria, un’altalena e l’“abbraccio con l’ape” rendono il cammino dinamico e partecipato. I più piccoli –anche sel’itinerario è capace di coinvolgere tutta la famiglia –avranno così modo di scoprire l’etologia di questi insetti, i segreti dell’apicoltura eil ruolo fondamentale delle api come impollinatori indispensabili per l’ecosistema.

In Val di Vizze, con partenza dal parco giochi Aue di S. Giacomo, si sviluppa invece il “sentiero dei funghi”, un percorso di circa mezz’ora che introduce al mondo misterioso e affascinante dei miceti. Lungo il sentiero, pannelli informativi illustrano il riconoscimento delle principali specie, la loro biologia, la riproduzione e gli utilizzi, accompagnando i visitatori in un’esperienza divulgativa immersa nel bosco. Qui si incontrano anche funghi alti oltre un metro, realizzati prevalentemente in legno: elementi scenografici che facilitano l’osservazione e il riconoscimento delle caratteristiche peculiari delle diverse varietà.

La primavera a Vipiteno costruisce così un racconto coerente e completo, in cui tradizioni di confine, appuntamenti in quota e nuove esperienze all’aria aperta si integrano in una proposta compatta ma articolata. Una città alpina viva e accogliente, capace di offrire prospettive diverse in ogni momento del soggiorno.

Per informazioni e aggiornamenti sul calendario eventi: www.vipiteno.com

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MATTIA FILIPPETTI

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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MATTIA FILIPPETTI

Mattia Filippetti , sono di Ravenna , ho 27 anni e nella vita faccio il personal trainer , la mia passione per le Spartan è nata prima del covid dopo aver provato una ocr a Urbino da lì mi sono informato e ho scoperto il mondo Spartan, ho gareggiato per la prima volta a Cesenatico nel 2023 in una sprint e da lì è stata un mettermi alla prova continuo fino ad arrivare alla finish line di una ultra . Indubbiamente la gara che mi è rimasta di più ne cuore è stata la ultrà di kaprun 2025 sia per tutto il percorso di preparazione che mi ha portato alla start line sia per le paure e i muri infranti durante quella fatidica gara… partite al buio con una torcia in fronte per poi correre sopra alle nuvole guardando l’alba è stata una emozione unica ! Così come abbattere i miei limiti fisici ma soprattutto mentali . Essere un ambassador è un onore in quanto rappresento lo sport che mi ha fatto rinascere dopo anni di fermo dal mondo agonistico, ciò che voglio trasmettere non riguarda solo l’ambiente competitivo ma il mettersi alla prova ! Perché alla fine superare un ostacolo alla volta non è altro che una metafora della vita. Io consiglio la Spartan a chiunque abbia voglia di mettersi alla prova , superare i propri limiti ma soprattutto che si voglia divertire in un campo gara ricco di persone pronte ad aiutarti a spronarti! Concludo con una piccola esperienza, in più di una gara ero arrivato al limite fisico , preso dalla voglia di fare un risultato sono andato ben oltre le mie possibilità e quando ero stanco e con la voglia di mollare , i miei compagni di viaggio hanno fatto di tutto per aiutarmi da una banale parola fino a persone che mi hanno chiesto di finirla con loro… questo va ben oltre le gare e il risultato…

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – ANDREA DEMAGISTRI

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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – ANDREA DEMAGISTRI

  • Mi chiamò Demagistri Andrea vivo a Quarona in Valsesia un piccolo paese ai piedi del Monte Rosa, sono titolare di una azienda che produce Bancali e Casse in legno utilizzate per le varie spedizioni della merce dei miei clienti, la mia passione per le Spartan è nata così per gioco nel 2018 nel prima edizione della Spartan a Maggiora che è vicino a casa mia, quindi ho colto l’occasione e mi sono messo in gioco e poi da lì in poi mi sono completamente innamorato di questo mondo e ormai dopo quasi 50 gare all’attivo e’ diventato il mio stile di vita, di gare che mi sono rimaste nel cuore ce ne sono molto ognuna per il suo motivo, però se devo sceglierne una e’ sicuramente il trifecta Weekend a Sparta una location fantastica dove si respira un’atmosfera unica che per uno spartano e’ un vero simbolo e consiglio almeno uno volta nella vita a tutti di andare a gareggiare, essere un brand ambassador Spartan e’ sempre stata una mia grande ambizione e ci ho provato diversi anni a candidarmi poi finalmente nel 2024 la prima candidatura, per me è stato un onore diventare parte integrante di questa famiglia, in primis per conoscere gente nuova e poi poter coinvolgere altra gente ed aiutarli a superare i propri limiti che poi esistono solo nella nostra testa e’ la cosa più bella che mi sia capitata e mi ha invogliato a spingermi ancora di più verso obiettivi sempre più ambiziosi come atleta, poi purtroppo nel 2025 non sono stato riconfermato per regole di marketing ed è stata una bella batosta però ho continuato pur da esterno a cercare di coinvolgere sempre più Spartan, perché come ho sempre detto Ambassador si è per sempre, poi quest’anno ho rimandato la ricandidatura però veramente non ci credevo e invece è arrivata la famosa mail ed è stata la cosa più bella che mi sia capitata ed ora darò il mio 100% per ricoprire questo ruolo al meglio delle mie potenzialità

Mattia Filippetti , sono di Ravenna , ho 27 anni e nella vita faccio il personal trainer , la mia passione per le Spartan è nata prima del covid dopo aver provato una ocr a Urbino da lì mi sono informato e ho scoperto il mondo Spartan, ho gareggiato per la prima volta a Cesenatico nel 2023 in una sprint e da lì è stata un mettermi alla prova continuo fino ad arrivare alla finish line di una ultra . Indubbiamente la gara che mi è rimasta di più ne cuore è stata la ultrà di kaprun 2025 sia per tutto il percorso di preparazione che mi ha portato alla start line sia per le paure e i muri infranti durante quella fatidica gara… partite al buio con una torcia in fronte per poi correre sopra alle nuvole guardando l’alba è stata una emozione unica ! Così come abbattere i miei limiti fisici ma soprattutto mentali . Essere un ambassador è un onore in quanto rappresento lo sport che mi ha fatto rinascere dopo anni di fermo dal mondo agonistico, ciò che voglio trasmettere non riguarda solo l’ambiente competitivo ma il mettersi alla prova ! Perché alla fine superare un ostacolo alla volta non è altro che una metafora della vita. Io consiglio la Spartan a chiunque abbia voglia di mettersi alla prova , superare i propri limiti ma soprattutto che si voglia divertire in un campo gara ricco di persone pronte ad aiutarti a spronarti! Concludo con una piccola esperienza, in più di una gara ero arrivato al limite fisico , preso dalla voglia di fare un risultato sono andato ben oltre le mie possibilità e quando ero stanco e con la voglia di mollare , i miei compagni di viaggio hanno fatto di tutto per aiutarmi da una banale parola fino a persone che mi hanno chiesto di finirla con loro… questo va ben oltre le gare e il risultato…

Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

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Sociale, Tiso(Accademia IC): “In Italia pensioni basse, soprattutto per anziani”

“In Italia vivono milioni di anziani che hanno lavorato una vita intera, ma che oggi si trovano a dover affrontare la vecchiaia con pensioni spesso insufficienti a coprire le spese essenziali. Il tema non è solo economico: riguarda dignità, salute, autonomia e qualità della vita. I dati ufficiali confermano una situazione difficile e complessa, con importi medi bassi e un numero crescente di persone che vivono al limite della povertà. Ad esempio dai dati INPS emerge che oltre 4,2 milioni di pensioni sono di natura assistenziale, quindi generalmente molto basse; una quota significativa delle pensioni previdenziali non supera i 1.000 euro mensili; e molte pensioni minime si aggirano intorno ai 600–700 euro, insufficienti per far fronte a spese come affitto, bollette, farmaci e alimentazione. Numeri che fotografano una condizione di fragilità economica che colpisce soprattutto: donne anziane con carriere discontinue, lavoratori con contributi bassi, e persone che hanno svolto lavori precari o mal retribuiti. Inoltre il Rapporto annuale INPS 2024 evidenzia come l’Italia sia uno dei Paesi più anziani d’Europa e questo significa che le pensioni devono sostenere periodi sempre più lunghi di vita, mentre i contributi versati durante la carriera lavorativa spesso non sono sufficienti a garantire importi adeguati. Ma cosa significa una vita quotidiana con una pensione bassa? Per molti anziani italiani, vivere con una pensione minima significa: rinunciare a cure mediche non coperte dal SSN, limitare l’acquisto di alimenti di qualità, affrontare difficoltà nel pagare bollette e affitto, ridurre la socialità per mancanza di risorse, e dipendere economicamente dai familiari. Insomma, la povertà nella terza età è un fenomeno spesso nascosto, ma profondamente diffuso. Cosa fare dunque? Secondo Accademia Iniziativa Comune, è necessario innanzitutto: ripensare il sistema contributivo, sostenere chi ha carriere fragili, garantire un reddito minimo adeguato, e investire in politiche sociali che proteggano davvero la terza età. Una società che non tutela i suoi anziani è una società che dimentica il proprio passato e compromette il proprio futuro”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Meat sounding, Confeuro: “Bene Ue, trasparenza consumatori e tutela agricoltori”

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Meat sounding, Confeuro: “Bene Ue, trasparenza consumatori e tutela agricoltori”

“Lo stop decretato dalla Commissione UE al meat sounding, ovvero l’utilizzo di termini tradizionalmente associati alla carne per indicare prodotti a base vegetale, rappresenta un segnale molto positivo. Si tratta infatti di una decisione importante soprattutto sul piano della trasparenza nei confronti dei consumatori, che – in particolare in Italia e nel contesto attuale – sono sempre più informati su ciò che acquistano e consumano e particolarmente attenti a possibili pratiche sleali o forme di pubblicità ingannevole”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei, commenta il provvedimento adottato a livello europeo. “Questa decisione dell’Unione Europea va nella direzione che Confeuro chiede da tempo: garantire chiarezza nelle denominazioni dei prodotti alimentari. Allo stesso tempo rappresenta anche una forma di tutela per i piccoli e medi produttori del settore primario, che ogni giorno lavorano per valorizzare la qualità, la tradizione e l’identità delle produzioni agricole e zootecniche. Ora è importante proseguire su questa strada – conclude Tiso – auspicando maggiori controlli e un monitoraggio costante sull’applicazione delle norme, affinché la trasparenza verso i consumatori e la tutela degli agricoltori diventino sempre più concrete ed efficaci”.

Ministero apre tavolo tecnico su esame avvocato”: soddisfazione di Assotutela

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”Ministero apre tavolo tecnico su esame avvocato”: soddisfazione di Assotutela

“Il Ministero della Giustizia ha avviato un tavolo tecnico di confronto sulle modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione forense per le sessioni 2026–2027. L’iniziativa rappresenta un segnale importante di apertura e attenzione verso un tema che riguarda migliaia di praticanti avvocati e l’intero sistema di accesso alla professione legale. Assotutela accoglie con favore l’avvio di questo percorso di confronto istituzionale, anche alla luce delle interlocuzioni e degli interventi promossi nelle scorse settimane sul tema. Un impegno che ha trovato ascolto e condivisione da parte del Presidente della Commissione centrale per l’esame di avvocato Antonio Melillo e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste, con i quali si è sviluppato un dialogo costruttivo volto ad affrontare le principali criticità e a individuare possibili miglioramenti del sistema. Ringraziamo il Ministro della Giustizia e il Governo per l’attenzione dimostrata su una questione così rilevante – dichiarano Antonio Melillo, Carmine Foreste e Michel Emi Maritato, presidente nazionale di Assotutela -. Nelle ultime settimane si è sviluppato un confronto serio e responsabile che ha portato all’apertura di questo tavolo tecnico. Siamo convinti che il dialogo tra istituzioni e rappresentanze del mondo forense sia lo strumento più efficace per individuare soluzioni equilibrate, capaci di garantire trasparenza, meritocrazia e una selezione adeguata dei futuri professionisti del diritto”.
Il tavolo tecnico rappresenterà quindi un’occasione di ascolto e di proposta tra istituzioni, ordini professionali e rappresentanze del settore, con l’obiettivo di definire modalità di esame sempre più moderne, chiare e coerenti con le esigenze della professione forense e del sistema giustizia”, concludono da Assotutela.

Pasqua tra i gioielli nascosti delle colline fiesolane

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Un’atmosfera magica tra ville del Novecento, giardini, bosco e colline. per immergersi nella natura e nella storia

Con l’arrivo della primavera e delle vacanze di Pasqua, le colline toscane si accendono di luce e profumi. Fiesole, adagiata sulle alture a nord-est di Firenze, si rivela come un luogo dove natura e storia si intrecciano con armonia. Tra le sue meraviglie, il complesso di Villa Peyron al Bosco di Fontelucente rappresenta un esempio perfetto di questo equilibrio: giardini terrazzati, bosco, fontane e ambienti in pieno stile Novecento. Una pausa glamour nel cuore della Toscana, da vivere con un soggiorno speciale approfittando dell’offerta di Pasquadel magnifico FH55 Hotel Villa Fiesole, con vista privilegiata su Firenze.

Con l’arrivo della primavera, le colline toscane si illuminano di luce e i profumi della natura si fanno più intensi. Sono molti i luoghi in cui paesaggio e arte si intrecciano in modo armonioso, regalando viste mozzafiato e tramonti sensazionali. Tra questi, Fiesole, adagiata sulle alture a nord-est di Firenze, occupa da secoli una posizione privilegiata: dalle sue terrazze naturali lo sguardo abbraccia la valle dell’Arno e la capitale del Rinascimento, come lo sfondo di una cartolina in cui natura e cultura sono in un dialogo costante. Se la città di Fiesole sembra essere lo scenario perfetto dove trascorrere le vacanze di Pasqua per godersi la bella stagione e stare all’aria aperta, il complesso di Villa Peyron al Bosco di Fontelucente sono senz’altro una meta imperdibile per gli amanti del verde e dell’architettura moderna. Il complesso, infatti, è un luogo in cui il risveglio primaverile assume un significato particolarmente suggestivo: esso si trova in una posizione panoramica su Firenze ed è composto dalla villa, dal giardino formale, dal parco, dalle olivete e dalla parte boschiva.

Villa Peyron al Bosco di Fontelucente fu acquistata nel 1914 da Angelo Peyron e prende il nome dall’ultimo proprietario, Paolo Peyron, che ne proseguì la storia familiare. La residenza sorge presumibilmente su antiche rovine di epoca etrusca e, nel corso dei secoli, è stata oggetto di interventi e trasformazioni che ne hanno progressivamente ridefinito l’aspetto, fino alla configurazione attuale delineata dall’architetto Ugo Giovannozzi. Il giardino di Villa Peyron è il frutto della visione personale di Paolo Peyron che ne guidò lo sviluppo con passione e costanza, senza affidarsi a professionisti ma modellandolo nel tempo secondo la propria sensibilità. A un primo nucleo di dimensioni modeste, vicino alla casa, si aggiunse così un disegno più ampio e articolato. Disposto su terrazzamenti che degradano verso Firenze, il giardino è scandito da eleganti parterre di bosso. Le statue che lo adornano, oggi provenienti da ville venete e collocate in sostituzione di quelle distrutte durante la Seconda guerra mondiale, contribuiscono a definire un’atmosfera raffinata, in cui panorama e architettura verde si fondono in un insieme armonioso. Il nome “Al Bosco di Fontelucente” evoca il paesaggio che lo avvolge: un bosco fitto e rigoglioso che custodisce i giardini all’italiana e una fonte cinquecentesca, la cui acqua alimenta per naturale caduta le fontane e il laghetto. Immaginare questo luogo prima della trasformazione aiuta a comprenderne il carattere: davanti alla villa, una massa vegetale compatta che chiudeva la visuale; sul retro, il giardino come uno squarcio improvviso, un’apertura luminosa. Ancora oggi la “veduta” verso il paesaggio resta l’elemento dominante, insieme alla sensazione di trovarsi in uno spazio sottratto con misura e pazienza alla densità del bosco, dove natura e intervento umano convivono in equilibrio sottile. Con il desiderio di preservarne l’integrità, nel 1998 Peyron donò la proprietà alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che conserva ancora oggi la struttura, rendendola accessibile e visitabile solo su prenotazione. Oltre agli esterni, è possibile accedere anche agli interni che grazie ad un accurato restauro possono essere classificati come “Casa da Signore”, restituendo oltre agli oggetti appartenuti alla famiglia anche l’atmosfera del vivere novecentesco nel rispetto degli arredi e dell’identità originaria. È stato inoltre recuperato un ampio spazio sotto la grande terrazza panoramica, oggi sede di convegni, eventi e iniziative culturali, che rafforza la vocazione del complesso come luogo di incontro e produzione artistica.

Per chi è in cerca di un’altra terrazza panoramica da cui ammirare Firenze dall’alto, cambiando punto di vista, può optare per un soggiorno all’FH55 Hotel Villa Fiesole, boutique hotel sulle colline fiesolane, con vista romantica su Firenze.

In occasione delle vacanze di Pasqua, l’hotel offre ai suoi ospiti un pacchetto speciale che include: Uno o più pernottamenti; prima colazione a buffet; pranzo di Pasqua domenica 5 Aprile presso il RistoranteSerrae Villa Fiesole 1 Stella Michelin dell’hotel, con menù di 4 portate a cura dello Chef Antonello Sardi, bevande in abbinamento incluse; omaggio di benvenuto in camera all’arrivo.

Prezzo del pacchetto in camera doppia per due notti, due persone a partire da 939,00 Euro (compreso il pranzo di Pasqua)

Valido dal 1° al 7 aprile.