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Anziani e tecnologie: presentato un nuovo modello di cura e assistenza domiciliare

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Anziani e tecnologie: dalla SIGOT l’invito concreto all’innovazione della geriatria. Presentato un nuovo modello di cura e assistenza domiciliare

La tecnologia è già di per sé efficace, non serve dimostrarlo, ma bisogna ragionare su come migliorarne l’implementazione. In questa fase in cui la digitalizzazione è al centro della ripartenza del Paese, gli esempi proposti da SIGOT diventano un modello interessante anche all’esterno” sottolinea il Prof. Pilotto, Presidente SIGOT

La pandemia ha accelerato l’implementazione delle tecnologie, coinvolgendo anche l’ambito medico. Resta ancora molto da fare, visto che esistono limiti tecnici e operativi che in alcuni casi relegano la telemedicina a un mero slogan. Ad essere penalizzati spesso sono gli anziani, ossia i soggetti con minore familiarità con le tecnologie, ma allo stesso tempo anche coloro che sono maggiormente affetti da diverse comorbidità. Diventa pertanto indispensabile favorire una più ampia diffusione di strumenti e competenze, un percorso avviato dalla SIGOT- Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio attraverso la condivisione di modelli efficienti già collaudati.

ANZIANI E ASSISTENZA DOMICILIARE: L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA, ANCHE OLTRE LA TELEMEDICINA – Nuovi modelli già sperimentati e proposte per approcci innovativi sono stati illustrati nel corso del webinar organizzato da SIGOT ‘Tecnologie e anziano: dalle parole ai fatti’. Le soluzioni presentate dimostrano che le nuove tecnologie costituiscono un punto di riferimento per gli specialisti geriatri; non si riducono a un semplice contatto telefonico, ma vanno ben oltre, proponendosi come una grande opportunità per migliorare le cure e i monitoraggi. 

L’Information and Communication Technology (ICT) rappresenta la strada da percorrere per potenziare, anche in collaborazione con la Medicina Generale, i servizi domiciliari per l’anziano – sottolinea il Prof. Alberto Pilotto, Presidente SIGOT – I dispositivi di telemedicina hanno enormi potenzialità per il tele-monitoraggio e la tele-riabilitazione nelle patologie cardiache, polmonari e neuro-degenerative (morbo di Parkinson, demenza); robot ‘anti-cadute’ e dispositivi domotici possono aumentano la sicurezza degli anziani nel loro ambiente di vita. Infine, possiamo notare come i sistemi di Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Internet of things (IoT) possano essere oggi un supporto gestionale e decisionale molto utile in numerosi ambiti clinici”.

LE ESPERIENZE DI SUCCESSO PROPOSTE DA SIGOT – Il webinar è stato occasione di confronto tra diverse realtà che propongono una maggiore interconnessione per favorire la diffusione di queste tecnologie anche altrove. “Alla Federico II di Napoli è stato creato un modello di cura domiciliare gestita con un percorso di stratificazione della fragilità, con un portale che permette di identificare immediatamente i bisogni della persona anziana e di dare delle risposte concrete, sia a livello sanitario che assistenziale – spiega il Prof. Pilotto – Gli specialisti cardiologi, che fanno uso di strumenti tecnologici già da tanti anni, stanno andando incontro a un’ulteriore evoluzione e propongono un’estensione dell’applicazione di questi mezzi anche ad altri ambiti. Grande fermento vi è poi attorno ai più moderni dispositivi domotici e robotici, fondamentali per prevenire e per far fronte alle cadute. Studi recentissimi documentano che la caduta nell’anziano impegna ospedali e sistemi sanitari in maniera più rilevante rispetto ad alcune gravi malattie come infarto o ictus. Grazie alle più moderne tecnologie, adesso possiamo identificare i soggetti a rischio e svolgere interventi che riducano il pericolo. All’Ospedale Galliera di Genova, ad esempio, il nuovo robot anticaduta non solo identifica il rischio attraverso un apposito indice, ma è anche in grado di programmare una serie di esercizi con piattaforme mobili per sviluppare i muscoli e l’equilibrio al fine di restituire l’orientamento alla persona anziana. All’Università di Brescia l’uso di sensori per pazienti affetti dal morbo di Parkinson consente di fare visite a distanza e di promuovere degli interventi di correzione di tipo motorio che possono essere programmati, svolti e controllati nell’esecuzione attraverso lo schermo di qualsiasi device”.

IL DIFFICILE PASSAGGIO DALLA TEORIA ALLA PRATICA – Tante nuove tecnologie, ma anche molteplici limiti che persistono. “Se lo sviluppo di questi modelli procede spedito in alcune realtà, restano ostacoli ancora da superare per una diffusione capillare – evidenzia il Prof. Pilotto – Anzitutto la rete, che non è diffusa ed efficiente ovunque. Poi l’effettivo utilizzo dei device, spesso anche costosi. In terzo luogo, l’alfabetizzazione digitale va ancora costruita, visto che non solo gli anziani, ma anche i caregiver spesso non sono competenti. Poi c’è la messa in rete: non esiste un’anagrafica dei pazienti, ancor meno di quelli fragili; spesso anche molti MMG hanno diversi tipi di cartelle cliniche, così come avviene tra diversi ospedali. Non c’è nulla da dimostrare in merito all’efficacia della tecnologia, ma bisogna ragionare su come migliorarne l’implementazione. In questa fase in cui la digitalizzazione è al centro della ripartenza del Paese, gli esempi proposti da SIGOT diventano un modello interessante anche all’esterno”.

LO SVILUPPO DEL LAVORO DI SIGOT – Il webinar ha rappresentato un nuovo punto di partenza per il lavoro di SIGOT. Con l’occasione è stata sancita la nascita all’interno di SIGOT di uno Gruppo di Interesse sul tema delle Tecnologie in Geriatria. Una prima importante iniziativa promossa dal Gruppo di Interesse SIGOT “Tecnologie e Anziano” è stata quella di realizzare una indagine sulla diffusione delle tecnologie in ambito geriatrico, in modo da fornire una ‘fotografia’ attuale del loro impiego nel mondo reale dei servizi ospedalieri e territoriali, i cui risultati saranno presentati al Congresso Nazionale SIGOT che si svolgerà online dal 16 al 18 giugno. “Auspichiamo che dai risultati di questa indagine possano emergere spunti per progetti concreti e attuabili in tema di e-Health per l’anziano – conclude il Prof. Pilotto – ‘Dalle parole ai fatti’ ha proprio questo grande significato: dobbiamo portare la sanità digitale a casa degli anziani”.

Libia, Sottosegretario Pucciarelli: definire quanto prima accordo con il governo libico

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“Ieri, una motovedetta della Guardia Costiera libica ha sparato alcuni colpi d’arma da fuoco contro tre pescherecci italiani che si trovavano all’interno della Zona di protezione di pesca (Zpp) libica, nelle acque della tripolitana causando il ferimento del Comandante del motopesca “Aliseo”. Al Comandante rimasto ferito invio gli auguri di pronta guarigione.

Solo grazie al pronto intervento della fregata Libeccio della Marina Militare italiana, impegnata nell’operazione Mare Sicuro, è stato evitato il peggio. L’uso delle armi da parte della Guardia Costiera libica nei confronti dei pescherecci italiani è un atto molto grave.” – rende noto il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli.

“Purtroppo non è la prima volta che i nostri pescherecci vengono minacciati, attaccati o peggio ancora, sequestrati (così come accaduto il 1 settembre 2020 ad opera di una motovedetta libica delle forze di Haftar).

Mi auguro che il tavolo che coinvolge diversi Ministeri definisca quanto prima il testo di un accordo da proporre al governo libico. Una convenzione bilaterale che metta la pesca al centro dei rapporti con la Libia e che tuteli il lavoro dei nostri pescatori che con coraggio e sacrificio svolgono la loro attività lontano dalle coste italiane.” – conclude il Sottosegretario Pucciarelli.

Luana, morta come nel 1800. C’è posto per lei nella fabbrica del bene 4.0?

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Era una storia semplice la sua, una mamma sola che lavorava e sognava: non è glamour, non ha colori, né glitter, né concertoni, né libertà griffate da esibire sul proscenio

ROMA – È finita nell’ingranaggio dell’orditoio Luana D’Orazio, giovane operaia mamma di 22 anni. È morta il 3 maggio straziata dalla macchina che prepara la tela, la trama del tessuto, in un’azienda tessile del pratese. Due indagati, due macchinari sotto sequestro, tanti sogni di cinema infranti e un orfano di 5 anni è tutto quello che resta. La tragedia di Luana si colloca tra la festa della mamma di domenica prossima e lo strascico di polemiche di una piazza dell’1 maggio monopolizzata dell’affaire ddl Zan e dalle pastoie dei vertici Rai con l’annessa corrida dei partiti. Poi il lunedì ecco che irrompe la realtà e restituisce la fotografia di un lavoro in fabbrica, di sogni capitalizzati in turni di lavoro grigi, schiacciati dagli ingranaggi delle macchine. E sembra pieno 1800. Mentre i click, gli Amazon, le app, il distanziamento, i vaccini dovrebbero portarci tutti sulla luna Luana è morta come cent’ anni fa. O duecento. Anche se non c’è un hashtag da fabbrica del bene 4.0, o una t shirt con l’arcobaleno, ai giovani italiani è chiaro che si può morire ancora così? Non ve la scrive nessuno una canzone su Luana? Era una storia semplice la sua, troppo, una mamma sola che lavorava e sognava. Come mille altre. E ha avuto una morte atroce, dilaniata da un ingranaggio impazzito o dalla negligenza umana, chissà. Ancora oggi si soffre e si muore così. Ma non è glamour, non ha colori, né glitter, né concertoni, né libertà griffate da esibire sul proscenio.  È solo Luana che muore. 

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Silvia Mari

Sporco trucco di Boris Johnson: per fermare la Scozia prova a prendersi il derby

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Dopo la Brexit, le elezioni di oggi sono un test chiave per il Regno Unito. Ma contro gli indipendentisti il premier britannico ha già pronta un’ultima mossa

ROMA – Addio Global Britain. Anzi proprio addio Great Britain. È arrivato il giorno del giudizio, quello degli scozzesi, che dopo il referendum per l’indipendenza del 2014 oggi ci riprovano. Se i sondaggi fossero confermati, e alle parlamentari lo Scottish National Party dovesse tenere, la fine del Regno Unito non sarebbe così lontana. Colpa della Brexit: dopo aver votato in massa per restare nell’Ue, milioni di scozzesi sognano già un secondo referendum sull’indipendenza.

Ma mentre gli analisti ipotizzano concessioni obbligate di Londra, con nuove devolution e magari pure una Mezzaluna celtica dalle Ebridi all’Irlanda giù fino a Rotterdam, senza dazi né burocrazia, Boris Johnson non si arrende. Tutto, pur di fermare gli indipendentisti e far sventolare l’Union Jack. Dopo aver bocciato la Superlega del calcio europeo, sarebbe pronto a benedire quella isolana: al posto della Premier inglese, il Supercampionato britannico, con le scozzesi Celtic e Rangers Glasgow a sfidare le londinesi Arsenal e Chelsea.

Secondo The National, megafono degli indipendentisti, per Downing Street “non c’è trucco troppo sporco” e Johnson ormai è alla frutta. La partita riguarderebbe anche il petrolio del Mare del nord e la “socialdemocrazia in un solo Paese“: gli scozzesi pagano 380 sterline in meno di tasse a testa rispetto alla media del Regno Unito e ne spendono 1.633 in più per i servizi pubblici. Tutto vero, ma vuoi mettere i gol? Chi ha bisogno del Chelsea, alzi la mano: l’Old Firm, il derby di Glasgow, cattolici contro protestanti, proletari contro borghesi, ribelli contro establishment, è la sfida di una vita.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Vincenzo Giardina

Covid, 10.176 nuovi casi e 224 morti. Tasso di positività scende al 3%

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Covid, 10.176 nuovi casi e 224 morti. Tasso di positività scende al 3%

ROMA – Sono 10.176 i nuovi casi di coronavirus in Italia a fronte di 338.436 tamponi, mentre i morti registrati nelle ultime 24 ore sono 224 morti. Un dato in linea con quello di ieri, quando i nuovi casi sono stati 10.554 e 207 i morti. Il tasso di positività scende al 3% (ieri era al 3,2%). Questi i dati diffusi oggi dal ministero della Salute.

Sono 2.211 le persone ricoverate in terapia intensiva, 42 in meno rispetto a ieri. Le persone ricoverate con sintomi sono 15.799. Le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (1.584), la Campania (1.415), il Lazio (999) e la Puglia (979)

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Draghi promuove lo spirito di Porto: “Ora accelerare sul pass Ue”

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La dichiarazione di Porto e i brevetti vaccinali sono stati i temi al centro dell’agenda

PORTO – Una svolta nei diritti sociali, “la fine di un lungo viaggio”, che non sarebbe stato possibile con Londra ancora nell’Unione Europea. Il presidente del consiglio Mario Draghi giudica in termini positivi il Consiglio informale di Porto, il primo in presenza dopo la lunga sospensione imposta dal Covid. “E’ la fine di un lungo viaggio nel campo dei diritti sociali. Ci sono voluti 4 anni – dal vertice di Goteborg del 2017 – per condividere una prima forma di coordinamento nel campo del lavoro e soprattutto dei diritti sociali“, ha detto il premier.

La dichiarazione di Porto e i brevetti vaccinali sono stati i temi al centro dell’agenda. Ma non solo: anche il coordinamento europeo nella gestione della pandemia ha caratterizzato la posizione italiana al tavolo dei leader Ue. Sul primo punto, il documento finale impegna i governi a raggiungere obiettivi ambiziosi, a partire dall’occupazione al 78% entro il 2030. Certo, non si tratta di regole vincolanti. Ma è un coordinamento impensabile fino a pochi anni fa.

“Non sarebbe stato possibile se il Regno Unito fosse ancora membro dell’Unione europea”, visto “che si era tenacemente opposto a un intervento in questo senso, ritenendo che fosse un campo di esclusiva competenza nazionale. Ora i Paesi cominciano ad accettare che ci può essere un’azione di miglioramento e della tutela dei diritti sociali”, ha detto Draghi al termine dei lavori.

Accompagnati dal canto dei numerosi pavoni dispersi per il giardino del Crystal Palace, i lavori dei Capi di Stato e di Governo della Ue hanno a più riprese lasciato spazio alla discussione sui brevetti vaccinali, dopo la presa di posizione di Joe Biden a favore dei Paesi in via di sviluppo. La proposta Biden “deve ancora essere capita nella sua completezza ma viene da una constatazione: ci sono milioni di persone che stanno morendo”, ha detto il presidente del consiglio che ha ricordato come a fronte di questa tragedia “le grandi case farmaceutiche abbiano sostegni governativi imponenti. Di qui la possibilità di un’applicazione temporanea circoscritta” della deroga ai brevetti, che “non costituirebbe un grande disincentivo alla produzione dei vaccini”.

Ciò detto la situazione è “molto più complicata di quanto si possa pensare” con la sola discussione sulla proprietà industriale. Prima bisognerebbe “fare cose più semplici tipo la rimozione delle limitazioni alle esportazioni dei vaccini che interessa Regno Unito e Stati Uniti”, ha spiegato Draghi per poi aggiungere che “la seconda cosa da fare è accelerare la produzione con il trasferimento tecnologico e l’individuazione di nuovi siti. Tutto questo va fatto verso Paesi che non hanno accesso ai vaccini e ai denari. Ci sono vari programmi, come Covax, ma sono insufficienti”.

Il merito della proposta Biden è in ogni caso “quello di aver aperto una porta” a una discussione a largo raggio. A suo dire non si tratta di “una mossa tattica e diplomatica degli Usa per battere la politica internazionale del vaccino che fanno Russia e Cina. Non sono avversari su questo piano tali da impensierire gli Stati Uniti”.

Non sono mancati i temi nazionali. A cominciare dalle riaperture nella stagione turistica oramai alle porte. L’Italia dal 15 maggio adotterà la green pass. Ma ha chiesto al tavolo del Consiglio Ue di accelerare sul Green Certificate comunitario per evitare che ogni Paese faccia a modo suo con il rischio di innescare confusione. A chi chiede di riaprire tutto il prima possibile, Draghi ha risposto con un invito alla prudenza: “Bisogna riaprire ma essendo graduali, calcolando il rischio che si corre con le riaperture”, ha spiegato. E ha fatto un esempio concreto di attenzione focalizzata. “Bisogna riaprire usando la testa. Gli aeroporti sono luoghi in cui il contagio può accadere. Lì bisogna rafforzare i controlli”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Alfonso Raimo

Sentenza appello Cucchi, pene più severe: 13 anni per carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro

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Quattro anni (a fronte dei 3 anni e 8 mesi del primo grado) per Roberto Mandolini

ROMA – La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha aumentato le pene rispetto al processo di primo grado per tre dei quattro imputati per la morte di Stefano Cucchi. Tredici anni di carcere (a fronte del 12 del giudizio del novembre 2019) per i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro per omicidio preterintenzionale. Quattro anni (a fronte dei 3 anni e 8 mesi del primo grado) Roberto Mandolini, comandante interinale della stazione Appia, per falso. È stata invece confermata la condanna a 2 anni e 6 mesi al carabinieri e “imputato-accusatore” Francesco Tedesco, anche lui per falso.

Marco Agostini.  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

ASI Nazionale – Lo Sport al centro della ripartenza del paese

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Ospiti importanti per la tavola rotonda promossa da ASI e visibile sul sito di Adnkronos martedì 11 maggio alle 11. Si parla del futuro dello sport…

Nemico della salute, nemico dello sport. Dopo un anno e mezzo di lockdown di palestre, piscine e centri sportivi, il Covid ha sicuramente causato una serie di danni “collaterali”, ostacolando l’attività sportiva, fonte di salute psico-fisica e di socialità. Oggi le strutture dedicate allo sport potranno ricominciare, ma la ripresa si scontra con la paura del contagio, con la disabitudine a frequentare i luoghi che avvicinano le persone allo sport.

Degli effetti della pandemia sull’inattività e sugli attuali scenari di ripresa si parla il prossimo martedì 11 maggio in occasione dell’evento digitale “Lo sport al centro della ripartenza del Paese – Ipotesi e prospettive per una rivoluzione culturale” promosso da ASI Associazioni Sportive e Sociali Italiane in collaborazione con Adnkronos Comunicazione e CIWAS, e che sarà trasmesso in diretta sul sito Adnkronos.

L’evento si svolgerà dalle 11,00 alle 12.30 e vedrà la partecipazione di Claudio Barbaro presidente ASI, Paolo Barelli Presidente FIN, Antonella Bellutti Olimpionica, Rossana Ciuffetti Direttore della Scuola dello Sport CONI, Andrea Costa Sottosegretario Ministero Salute, Vito Cozzoli Presidente di Sport e Salute, Manuela Di Centa Leader del progetto Legend di Sport e Salute, Renato Di Rocco Vice presidente UCI – Unione Ciclistica Internazionale, Bruno Molea Presidente AICS, Carlo Mornati Segretario Generale CONI, Andrea Pambianchi Presidente CIWAS, Sandrino Porru Vice Presidente Comitato Italiano Paralimpico e presidente FISPES, Valentina Vezzali, Sottosegretario allo Sport, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A moderare, il giornalista Jacopo Volpi.

Superare l’emergenza
Al centro del dibattito alcuni punti nodali: dall’idea di lanciare una campagna pubblica di sensibilizzazione, basata su evidenze scientifiche, che tranquillizzi gli utenti sulle misure di sicurezza all’interno delle strutture sportive e sull’importanza dello sport come strumento di benessere e prevenzione, all’introduzione di un bonus per riavvicinare la cittadinanza alla pratica sportiva e, per i più giovani, un programma che, attraverso lo sport, aiuti a recuperare la socialità perduta durante tutto questo tempo. 

Progettare il futuro
Ma l’incontro nasce anche dall’esigenza di volgere lo sguardo al futuro per gettare le basi di un nuovo sistema per lo sport, fondamentale per riappropriarsi dell’identità legata alla salute, alla didattica, al ruolo sociale, formativo e di prevenzione che il movimento rappresenta.
Una tavola rotonda per ridisegnare il futuro. Tra le altre proposte da discutere anche una serie di riforme normative, partendo, ad esempio, dall’idea che le strutture sportive possano essere veri e propri ‘Centri della Salute’, dalla concessione di impianti pubblici oltre alla rimodulazione degli spazi per adeguarli alle nuove esigenze non solo postpandemiche.  Fondamentale che lo sport riparta proprio dalla scuola. Il dibattito verterà anche su proposte legate a una rivoluzione culturale e a una nuova stagione di riforme.

“Occorre andare oltre l’emergenza – spiega Claudio Barbaro presidente ASI – e pensare a provvedimenti strutturali nello sport, considerato nella sua veste di strumento di salute e di socialità. Sul tavolo della discussione, un regime di detrazioni per chi si avvicina alla pratica sportiva. Pensiamo anche che l’attività sportiva debba iniziare sin dalla scuola primaria con strutture adeguate; allo sport come strumento di prevenzione (a partire dalle visite per chi si avvicina alla pratica sportiva, che devono prevedere esami strumentali più approfonditi) e a tante altre proposte che saranno analizzate dal gruppo qualificato di addetti ai lavori”.

Appuntamento a martedì 11 maggio alle 11,00 all’indirizzo: https://www.adnkronos.com/lo-sport-al-centro-della-ripartenza-del-paese_c2QoYwIeQsWgrbQpzc6oz

( Redazione web ASI ) http://www.asinazionale.it/

Webinar “Lo studio di fattibilità e i nuovi orizzonti tecnologici per la Ferrovia Salaria”

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Il Coordinamento Ferrovia Salaria presenterà sabato 8 maggio alle ore 16:30 in diretta streaming sulla propria pagina Facebook, il webinar dal titolo “Studio di fattibilità e i nuovi orizzonti tecnologici per la Ferrovia Salaria”.

L’incontro on-line verterà sullo studio di fattibilità del tracciato ferroviario Ascoli Piceno- Antrodoco redatto nel 2003 dall’ing. Maurizio Ciarrocchi e commissionato dall’allora Assessore all’urbanistica del Comune di Ascoli Piceno ing. Stefano Babini.

Avremo modo di conoscere l’alternativa dell’idrogeno verde per ciò che concerne le nuove tecnologie destinate ai trasporti pubblici grazie agli interventi dell’ing. Vitaliano Pascasi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rieti e del Dott. Gianmarco Lucchetti, Ad di AECOM Italia.

Inoltre, il Presidente dell’8° Commissione Lavori Pubblici Sen. Mauro Coltorti, il Sen. Giorgio Fede e l’On. Gabriele Lorenzoni faranno il punto della situazione riguardo ai prossimi passaggi parlamentari del progetto ferroviario.

Infine, in rappresentanza degli enti locali ci sarà il primo firmatario del Manifesto per la Ferrovia Salaria, il Sindaco di Ascoli Piceno Dott. Marco Fioravanti.

Per info, contattateci alla pagina Facebook “Ferrovia Salaria” e firmate la petizione on-line su Change.org

Vaccino, Moderna annuncia l’efficacia contro le varianti brasiliana e sudafricana

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LE FIALE DEL VACCINO VACCINI MODERNA VACCINAZIONE VACCINAZIONI

L’azienda farmaceutica americana comunica che continuerà ad aggiornare il siero per aiutare il controllo della pandemia

Di Alessio Pisanò

ROMA – Il vaccino di Moderna è efficace anche contro le varianti brasiliana e sudafricana: ad annunciarlo è stata la stessa società americana, attraverso un comunicato stampa pubblicato oggi. L’efficacia del vaccino è risultata potenziata su soggetti che hanno già ricevuto la prima dose. La seconda inoculazione del vaccino Moderna fungerebbe da rinforzo sugli anticorpi contro il Covid, che neutralizzano così più efficacemente anche le varianti. “Siamo incoraggiati da questi nuovi risultati” ha sottolineato l’amministratore delegato di Moderna, Stephanie Bancel. “Continueremo ad aggiornare il nostro vaccino anti-Covid per aiutare il controllo della pandemia”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»