L’Associazione CURAA (Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i loro Abitanti) comunica di aver già provveduto a protocollare tre esposti alla Polizia Locale e al Dipartimento Ambiente, soltanto negli ultimi due giorni, oltre che ai Carabinieri Forestali.
Attraverso un decalogo pubblicato sulle proprie pagine social, l’Associazione invita i cittadini a intraprendere diverse azioni, tra cui contattare il numero 1515 per segnalare interventi invasivi e lesivi nei confronti degli alberi e dei loro abitanti. Tali interventi, a partire dal 1° aprile, assumono rilevanza penale e fino al 31 agosto.
Continuano, infatti, a suscitare preoccupazione gli avvisi pubblicati sul sito del Comune di Roma – Dipartimento Ambiente che, nonostante quanto previsto dall’art. 33 del Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma Capitale, dalla Legge 157, dalla Legge 544 bis, dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e dalle direttive europee in materia di tutela ambientale, proseguono nell’annunciare ed eseguire interventi con motoseghe sugli alberi.
Nella giornata odierna, interventi sono segnalati anche a Villa Ada Savoia, nel boschetto già deforestato per fare spazio a un varco carrabile molto controverso.
«Per l’ennesimo scempio a Villa Ada -dichiara Jacopa Stinchelli Presidente dell’Associazione CURAA- abbiamo protocollato proprio stamane un nuovo esposto dettagliato, corredato da video ed elenco delle specie protette censite dal WWF. Ci chiediamo come mai la famosa associazione lasci a noi questo compito di tutela».
Nel frattempo, resiste l’ultimo platano di Via Barletta, mentre i lavori nel cantiere Metro C proseguono, a dimostrazione che alberi storici e progresso potrebbero convivere con l’impegno di tutti con l’adozione di “varianti di progetto” che sono sempre state utilizzate anche a Roma per la salvaguardia degli alberi ad alto fusto e come ovunque nel mondo.
D’altronde in primavera -in periodo di nidificazione- è vietato abbattere alberi: «Non possono farlo. È illegale», come si sente dire da una bambina, di passaggio con la mamma, in un video divenuto virale sui social, girato proprio davanti all’ultimo platano con il nido nel cantiere Metro C di Via Barletta. Platano che, grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali -su segnalazione dei volontari della LIPU e della Stinchelli di CURAA. Il cantiere attivo per i lavori a via Barletta è stato diffidato dal procedere ad intervenire sugli alberi. Operazioni di abbattimento che hanno già comportato, purtroppo, all’eliminazione di due filari di 24 platani secolari, ora ridotti a monconi.
«Non solo Via Barletta, ma anche Viale Mazzini, Via Bazzoni, Via Monte Santo, Castel Sant’Angelo: un paesaggio distrutto, con innumerevoli alberi sui quali abbiamo documentato e geolocalizzato specie nidificanti e protette. Alberi che ora non ci sono più e che sono stati irrimediabilmente mutilati. Abbiamo tutte le fotografie e le prove e ci riserviamo di utilizzarle nelle sedi opportune. Se il prezzo di un presunto progresso deve essere un ecocidio a spese della Costituzione, del Codice dei Beni Culturali e del Codice Penale, noi di CURAA non ci stiamo», ha dichiarato Jacopa Stinchelli Presidente dell’Associazione CURAA.

