Il dibattito sulla riforma della giustizia non riguarda soltanto gli addetti ai lavori o le contrapposizioni tra partiti, ma tocca direttamente cittadini, imprese e associazioni che ogni giorno si confrontano con le inefficienze del sistema giudiziario. Il funzionamento della giustizia incide infatti sulla qualità della democrazia, sulla fiducia nelle istituzioni e sulla tutela dei diritti.
Tra le realtà dell’associazionismo che stanno seguendo con attenzione il percorso referendario c’è anche il movimento ecologista Ecoitaliasolidale.
«Anche noi ecologisti siamo per il SÌ, senza ambiguità», dichiara il presidente nazionale Piergiorgio Benvenuti. «Chi difende il territorio sa bene che la tutela dell’ambiente passa anche attraverso una magistratura autorevole, efficiente e credibile. Solo con istituzioni che funzionano le norme ambientali possono diventare strumenti concreti di difesa del territorio, della salute dei cittadini e del futuro delle nuove generazioni».
Il fenomeno dei reati ambientali in Italia resta infatti estremamente preoccupante. Ogni anno vengono accertati oltre 35.000 illeciti ambientali, con una media di quasi 100 reati al giorno, pari a circa 4 ogni ora. Un fenomeno in crescita: nel 2024 si è registrato un aumento del +15,6% rispetto al 2023, con un impatto economico stimato in 8,8 miliardi di euro.
«Per contrastare questi fenomeni – osserva Benvenuti – servono processi rapidi, competenze adeguate e certezza del diritto. Una giustizia inefficiente non penalizza soltanto i cittadini ma favorisce anche chi inquina e devasta il territorio».
Secondo Ecoitaliasolidale, uno degli aspetti più gravi riguarda il costo economico della mala giustizia, che ricade direttamente su tutti i cittadini.
Tra il 2017 e il 2024 si sono registrati 5.933 casi di ingiusta detenzione, per i quali lo Stato – e quindi i contribuenti – ha dovuto pagare 254,5 milioni di euro di risarcimenti. Considerando che la popolazione residente in Italia è di 58.943.464 persone, il costo dei risarcimenti equivale a circa 5 euro per ogni cittadino italiano.
A fronte di questi numeri, i dati sulle valutazioni disciplinari evidenziano una situazione che merita una riflessione. Nello stesso periodo il Consiglio Superiore della Magistratura ha valutato 1.447 magistrati, con solo 11 valutazioni negative, pari a circa lo 0,76% del totale. Le azioni disciplinari avviate sono state 89, di cui 44 archiviate, 28 concluse con assoluzione, 8 con censura e un solo trasferimento, con alcuni procedimenti ancora in corso.
Un altro elemento riguarda il rapporto con le istituzioni europee. L’Italia è infatti frequentemente oggetto di procedure di infrazione e condanne da parte delle istituzioni europee, soprattutto per l’eccessiva durata dei processi e per la mancata esecuzione delle sentenze. Dal 2012 il nostro Paese ha pagato oltre 1,2 miliardi di euro di sanzioni, un costo che grava sull’intera collettività.
«Sono numeri che non possono lasciare indifferenti», conclude Benvenuti. «Ogni errore giudiziario rappresenta una ferita per lo Stato di diritto e per la vita delle persone coinvolte, ma anche un costo economico per tutti i cittadini. Per questo riteniamo che ogni riforma capace di rendere la giustizia più efficiente, più equilibrata e più responsabile debba essere valutata nell’interesse generale del Paese, al di là delle contrapposizioni politiche».
REFERENDUM GIUSTIZIA: ECOLOGISTI PER IL SÌ. ECOITALIASOLIDALE: “LA MALA GIUSTIZIA HA UN COSTO PER TUTTI I CITTADINI”

