Noto semplicemente come Pablo Picasso, a distanza di 144 anni esatti, il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese ne celebra il vigore artistico e la destrezza intelletuale

Paolo Battaglia La Terra Borgese celebra Pablo Picasso: in analisi Donna con chitarra (Ma Jolie), 1911-1912, olio su tela, 100 x 64.5 cm, New York, Museum of Modern Art (MOMA).
Gertrud Stein, che fu tra le prime e più intelligenti ammiratrici di Picasso, chiama gli anni dal 1909 al 1912 “il periodo della pittura Ma Jolie”. Il titolo di una canzone in voga diventa infatti per Picasso il tema di varie opere cubiste. Picasso introduce la stessa scritta a caratteri tipografici anche in questa composizione elaborata nell’inverno 1911-12, che è la dimostrazione più evidente del Cubismo analitico.
A prima vista, Ma Jolie potrebbe essere scambiata per un’opera di Braque. In quel periodo, infatti, la pittura di Picasso è addirittura impersonale, preoccupato com’è di applicare sulla tela i principi del Cubismo. In questa fase Picasso è indifferente ai problemi della luce. La sua attenzione si concentra invece sulle forme e sulle loro scomposizioni, in modo da creare una nuova armonia che non ha nulla a che vedere con il mondo della realtà.
Dei frammenti appaiono qua e là, nel gioco per così dire matematico delle scomposizioni: lo strumento musicale, le chiavi, le corde, le mani della suonatrice affiorano nel dipinto, quasi in un ritmo incessante. Unico elemento concreto, stabile, intatto, la scrittura che sta in basso.
Il colore, come in tutte le opere cubiste sue e di Braque del periodo analitico, è poverissimo, volutamente castigato: ecco le terre tipiche, mischiate a spenti toni di azzurro: officina di silenzi e pennellate che non si consumano, linguaggio pittorico che non inganna ma rivela apertura.
Questa intransigenza non durerà a lungo. Sensibile alle correnti che attraversano il suo tempo, Picasso non potrà che trasformarsi, e ogni volta nel modo più imprevedibile, invalso; oltre la superficie della tela.
Dopo il Cubismo, sarà la scoperta degli antichi greci e romani, e poi Ingres, con le sue forme opulenti. In seguito, si accosterà al Surrealismo e arriverà fino all’Espressionismo, con Guernica. Ma ogni volta Picasso rinnova la sua ispirazione, e appena ottenute nuove forme, si allontana verso altre più affascinati avventure dello spirito – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese.

