3 Novembre 1954, muore a Nizza Henri Émile Benoît Matisse, pittore, grafico, disegnatore e scultore francese nato il 31 dicembre 1869 a Le Cateau-Cambrésis. E questo – “Ramo di prugno, sfondo ocra” -, è uno dei suoi ultimi oli su tela, realizzato nel 1948
L’8 settembre 2005, proveniente da una collezione privata in Francia, il dipinto fu acquistato per il Museum of Modern Art di New York, negli Stati Uniti, da Henry Kravis e dalla nuova presidente del museo, Marie-Josée Drouin. L’opera è qui pubblicata dal critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese in conformità con i principi del fair use e del fair dealing.
Matisse, spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese, ha preso l’avvio, nella sua giovinezza, dalle sensuali e opulente odalische di Delacroix, per arrivare gradatamente a forme sempre più semplificate, nelle quali solo il colore, da sé, doveva assolvere a una funzione espressiva.
A poco a poco anche la figura umana diventa un elemento delle sue composizioni, alla stessa stregua di un vaso, di una mela, di un fiore, rinunciando alla sua parte di “protagonista”: questo Ramo di prugno su sfondo ocra che è alto 116 cm e largo 89 ne è infatti un esempio tipico.
La donna dietro il tavolo non attira – continua a esporre Paolo Battaglia La Terra Borgese – più l’attenzione dello spettatore su di sé, ma è spogliata di ogni particolare superfluo (e tali sarebbero anche i lineamenti del volto, se ci fossero) e assume così lo stesso “peso” del vaso col ramo fiorito e dei piatti con la frutta. Tutto il quadro è una natura morta.
Osserviamolo bene – incita Battaglia La Terra Borgese -. Non c’è traccia di pentimento o di esitazione in quest’opera, come se fosse stata ideata e tracciata di getto; dai colori puri, intatti, a volte spruzzati appena di bianco, emana una sensazione di freschezza, di prodigiosa spontaneità.
Eppure – evidenzia il noto critico d’arte – l’apparente facilità della pittura di Matisse è frutto di una lunga e paziente elaborazione: decine e decine di studi preparatori e di variazioni sul tema gli consentono di raggiungere questi risultati.
Dal 1946 al 1948 Matisse – precisa Battaglia – ha seguitato la ricerca di forme sempre più semplificate, in una progressione mirabile di studi di ritmo, d’equilibrio, di organizzazione pittorica, basandosi unicamente sui colori puri, capaci di raggiungere una efficacia espressiva secondo la loro estensione e la loro densità sulla superficie dipinta.
A volte Matisse ha ripetuto lo stesso soggetto in diverse variazioni cromatiche, come nel caso di questo Ramo di prugno, dipinto in una prima versione su fondo verde, proprietà della Pinacoteca Agnelli di Torino, Italia e poi su fondo ocra, come quello qui riprodotto – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese.

