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Anche il Papa cita le buche di Roma: “Roma cambia, ma le buche sono sempre uguali”

EcoItaliasolidale: “Altro che domenicheecologiche, tappare le strade riduce smog e incidenti”


Roma cambia volto, ma le sue strade sembrano restare le stesse. “Roma cambia, ma le buche sono sempre uguali”: è la frase che recentemente, con tono ironico, avrebbe pronunciato Papa Leone XIV incontrando a porte chiuse i sacerdoti romani. Una battuta che fotografa con immediatezza uno dei problemi più evidenti – e discussi – della Capitale.

Altro che domeniche ecologiche. Per ridurre davvero l’inquinamento atmosferico a Roma, bisognerebbe prima tappare le buche. È la posizione netta di EcoItaliasolidale, che torna a denunciare il grave stato di dissesto delle strade della Capitale.


Secondo Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale del Movimento Ecologista EcoItaliasolidale, e Fabio Rosati, vicepresidente e responsabile del “Centro studi sulla mobilità”, le voragini che caratterizzano sempre più le strade romane – dal centro alle periferie – incidono in modo significativo sui circa 100 incidenti stradali al giorno registrati nel 2024, oltre quattro ogni ora. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i motociclisti.
Ma non è solo una questione di sicurezza. Le buche, spiegano, fanno aumentare il consumo di carburante dei mezzi di trasporto, con un impatto negativo diretto sull’ambiente.
“Altro che proseguire con le inutili domeniche ecologiche, il blocco del traffico che penalizza solo cittadini e commercianti senza alcun risultato sulla qualità dell’aria: sarebbe necessario invece tappare le buche e lavare frequentemente le strade per rimuovere le sostanze inquinanti, riducendo le concentrazioni in aria delle polveri fini PM10”.

Le deformazioni costanti dei pneumatici causate dalle buche incidono sul consumo di carburante, con un incremento che può arrivare fino al 20%. In altre parole, ogni pieno su cinque dipenderebbe dalla qualità delle strade e dei pneumatici.
Questo fenomeno comporta un aumento delle emissioni di monossido di carbonio, benzene e particolato, aggravando ulteriormente il problema dell’inquinamento atmosferico nella città.
A conferma, viene citato uno studio del MIT di Boston che ha calcolato la quantità di carburante sprecato a causa della cattiva manutenzione delle strade: 273 milioni di barili di petrolio l’anno, pari a 15,6 miliardi di dollari. Secondo gli scienziati, con asfalti più resistenti all’usura – e quindi con meno buche – si potrebbero risparmiare 46,5 milioni di tonnellate di CO₂.

A supporto della denuncia, EcoItaliasolidale vi sono le considerazioni del Prof.  Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale ed ex Preside della Facoltà di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma.Il professore ricorda che i pneumatici sono composti per il 41% da gomma (naturale e sintetica), per il 30% da riempitivi (nerofumo, silicio, carbonio, gesso), per il 15% da materiali di rinforzo (acciaio, poliestere, rayon, nylon), per il 6% da plastificanti (oli e resine), per il 6% da sostanze chimiche per la vulcanizzazione (zolfo, ossido di zinco) e per il 2% da agenti anti-invecchiamento e altre sostanze chimiche.
“Si comprende – sottolinea Campanella – come ogni buca, provocando un’abrasione, comporti la dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti e dannose alla salute, aumentando di fatto l’inquinamento nei centri urbani”.
Ogni anno, ricordano gli esponenti dell’associazione, vengono prodotti oltre due miliardi di pneumatici nel mondo, che rilasciano circa sei milioni di tonnellate di microplastiche – pari al 28% del totale – generate dall’usura dovuta alla guida di veicoli e che, se non rimosse, vengono assorbite nel terreno, contribuendo all’inquinamento di fiumi e laghi fino a entrare nella catena alimentare.

A confermare la gravità della situazione nella Capitale è anche l’Indicatore di Pericolosità Stradale (IPS), sviluppato dall’International Center for Social Research (ICSR).
Roma si posiziona al primo posto nella classifica delle città italiane con il maggior numero di strade dissestate, con un punteggio di 450,38. Un dato allarmante che supera nettamente Milano (323,73), Genova (197,74), Firenze (171,49) e Torino (165,18).

EcoItaliasolidale chiede un “intervento d’emergenza, tempestivo e risolutivo” per affrontare il problema delle strade dissestate, migliorare la sicurezza degli automobilisti e ridurre l’inquinamento atmosferico.
L’associazione esorta chi oggi amministra la Capitale ad adottare azioni concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente.


Alla luce della battuta  attribuita al Papa – “Roma cambia, ma le buche sono sempre uguali” – la questione non appare più solo come una polemicaambientalista, ma come una fotografia condivisa dello stato delle strade romane.

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