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CITTADUCALE: FALSA CASA VACANZE IN PUGLIA: I CARABINIERI DENUNCIANO UN 21ENNE PER TRUFFA

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I Carabinieri della Stazione di Cittaducale hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un ventunenne residente in Campania, gravemente indiziato del reato di truffa.

L’attività investigativa è scaturita dalla querela presentata pochi giorni fa da un cittadino residente a Rieti, rimasto vittima di un raggiro informatico durante la prenotazione di una vacanza.

Secondo quanto ricostruito dai militari, a metà marzo la vittima aveva prenotato, attraverso un noto sito internet di compravendita, un soggiorno estivo in un immobile situato a Gallipoli (LE). A conferma della prenotazione, l’uomo aveva versato la somma di 200 euro a titolo di acconto tramite bonifico su un conto corrente intestato al presunto locatore.

Successivamente, non ricevendo alcuna conferma della prenotazione e non riuscendo più a contattare l’inserzionista – resosi nel frattempo irreperibile –, il malcapitato ha effettuato ulteriori verifiche, scoprendo che l’alloggio pubblicizzato risultava del tutto inesistente.

Le immediate indagini condotte dai Carabinieri, basate sull’incrocio di mirati accertamenti bancari e telematici, hanno permesso di tracciare il flusso del denaro e risalire in breve tempo all’identità del presunto responsabile, procedendo alla sua denuncia.

Con l’approssimarsi della stagione estiva, il fenomeno delle truffe legate alle case vacanza online registra un prevedibile aumento, alimentato dalla ricerca di alloggi turistici a prezzi vantaggiosi. I truffatori, spesso, pubblicano annunci apparentemente credibili e corredati da foto accattivanti (frequentemente sottratte ad altre inserzioni), per poi richiedere pagamenti anticipati e svanire nel nulla.

Al riguardo, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti invita i cittadini a prestare la massima attenzione durante le prenotazioni sul web. È fondamentale verificare sempre l’affidabilità dei siti, degli inserzionisti e l’effettiva esistenza degli immobili, anche avvalendosi degli strumenti di mappatura online.

Si ricorda, infine, l’importanza di segnalare tempestivamente eventuali annunci sospetti o tentativi di raggiro contattando il Numero Unico di Emergenza 112 o recandosi presso la Stazione Carabinieri più vicina, al fine di consentire un rapido intervento e arginare queste condotte fraudolente.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

Sport e uguaglianza di genere, successo per il progetto europeo di “Sport Women’s Empowerment”

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Sport e uguaglianza di genere, successo per il progetto europeo di “Sport Women’s Empowerment”

Si è concluso con risultati che superano ogni più rosea aspettativa il progetto transnazionale “Promuovere l’empowerment femminile nei club sportivi di calcio europeo”, un’iniziativa di ampio respiro coordinata dall’associazione Sport Women’s Empowerment e interamente finanziata dalla Commissione Europea. L’intervento, nato con l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di genere e di incentivare la partecipazione attiva delle donne all’interno del mondo calcistico, ha dimostrato sul campo come lo sport possa trasformarsi in un formidabile catalizzatore di inclusione e in un motore di crescita personale e collettiva. Grazie al fondamentale sostegno delle istituzioni comunitarie, l’associazione è riuscita a strutturare una rete di cooperazione internazionale che ha unito competenze, metodologie didattiche innovative e buone pratiche provenienti da diversi contesti, segnando un punto di svolta nelle politiche di parità applicate alle dinamiche dei club sportivi. Un momento cardine di questo percorso è stato rappresentato dalla recente mobilità internazionale che ha visto protagonisti dieci volontari dell’associazione, i quali si sono recati a Vilnius, in Lituania, per una settimana di intenso scambio culturale e formativo presso un rinomato club sportivo locale. Questa esperienza sul campo ha permesso ai partecipanti di studiare da vicino un modello di gestione virtuoso, focalizzato sull’integrazione delle atlete e sulla valorizzazione delle figure femminili nei quadri tecnici e dirigenziali. Il viaggio a Vilnius non è stato soltanto un’occasione di apprendimento teorico, ma ha dato vita a un vero e proprio laboratorio interculturale dove i volontari hanno potuto esportare le competenze maturate in Italia e, al contempo, assimilare nuove strategie di inclusione sociale legate al calcio, che verranno ora applicate e diffuse sul territorio nazionale.
«Siamo profondamente orgogliosi dei traguardi raggiunti e dell’incredibile impatto che questa iniziativa sta generando», ha dichiarato Stanislao Soro, Presidente dell’associazione Sport Women’s Empowerment. «Vedere l’entusiasmo e la dedizione dei nostri dieci volontari di ritorno dall’esperienza a Vilnius ci conferma che la strada intrapresa è quella corretta. Questo progetto ci ha permesso di dimostrare che il calcio non è una prerogativa di genere, ma un terreno universale di crescita, dove l’empowerment delle donne e delle ragazze rappresenta un valore aggiunto per l’intera società. Il nostro obiettivo era fornire strumenti concreti per superare i soffitti di cristallo che ancora limitano l’accesso ai ruoli apicali nel calcio europeo, e i risultati eccezionali di questa collaborazione internazionale dimostrano che il cambiamento è già in atto». I dati e i riscontri emersi a chiusura delle attività testimoniano l’efficacia tangibile di un modello d’azione metodico e partecipativo. I laboratori e i moduli didattici condivisi con i partner europei hanno favorito una drastica riduzione dei pregiudizi, promuovendo una cultura del rispetto e valorizzando il ruolo delle donne come modelli positivi per le nuove generazioni. Guardando al futuro, il Presidente Stanislao Soro ha ribadito che questo straordinario successo non rappresenta un punto di arrivo, bensì una solida base di partenza per nuove sfide, confermando la determinazione dell’associazione Sport Women’s Empowerment nel proseguire il proprio cammino a fianco delle istituzioni pubbliche e private per far sì che la parità di opportunità nello sport sia una realtà quotidiana vissuta e accessibile a tutti.

Giornata Mondiale delle Tartarughe

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Tra biodiversità, turismo sostenibile e giganti centenari, le Seychelles celebrano i custodi più antichi della Terra

In occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe, che si festeggia il 23 maggio, le Seychelles celebrano uno dei simboli più affascinanti del loro patrimonio naturale: le tartarughe terrestri giganti e le tartarughe marine che popolano questo straordinario arcipelago dell’Oceano Indiano. Un ecosistema unico al mondo dove natura, ricerca scientifica e turismo sostenibile convivono in equilibrio, trasformando le isole in uno dei più importanti santuari per questi antichi rettili.

Presenti sulla Terra da oltre 200 milioni di anni (sopravvissute persino ai dinosauri) le tartarughe continuano oggi a essere minacciate dall’inquinamento, dalla plastica negli oceani, dalla pesca accidentale e dal cambiamento climatico, che altera la temperatura della sabbia influenzando perfino il sesso dei piccoli appena nati.

Ed è proprio per sensibilizzare il mondo sulla loro tutela che il 23 maggio si celebra il World Turtle Day, istituito nel 2000 dall’organizzazione American Tortoise Rescue.

In questo scenario globale, le Seychelles rappresentano una delle più straordinarie storie di conservazione ambientale. L’arcipelago ospita infatti alcune delle popolazioni più importanti di tartarughe marine dell’Oceano Indiano, oltre alle celebri tartarughe giganti di Aldabra, protagoniste assolute di un ecosistema incontaminato.

Situato nel cuore dell’Oceano Indiano, l’atollo di Aldabra (Patrimonio UNESCO) ospita la più grande popolazione al mondo di tartarughe giganti in natura, con oltre 100.000 esemplari stimati.. Questi “giganti gentili” svolgono un ruolo fondamentale per l’ambiente: disperdono semi, modellano la vegetazione e contribuiscono all’equilibrio ecologico delle isole.

Le Seychelles sono inoltre un importante rifugio per la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), che ogni anno scelgono le spiagge incontaminate dell’arcipelago per nidificare. Durante la stagione delle deposizioni, assistere alla nascita dei piccoli che raggiungono il mare è uno degli spettacoli naturali più emozionanti che un viaggiatore possa vivere.

Tra le curiosità più sorprendenti c’è quella legata alle tartarughe giganti: nonostante il loro aspetto placido, possono vivere ben oltre i 150 anni e riconoscere le persone che si prendono cura di loro. Alcuni esemplari sviluppano addirittura comportamenti sociali e “amicizie” durature.

E parlando di celebrità, impossibile non citare Jonathan, la tartaruga gigante diventata un’autentica icona internazionale e riconosciuta dal Guinness World Records come l’animale terrestre vivente più anziano. Nato presumibilmente nel 1832, Jonathan ha attraversato tre secoli di storia ed è oggi simbolo vivente di longevità e resilienza.

Anche la cultura locale delle Seychelles è profondamente legata alle tartarughe: per secoli considerate custodi silenziose delle isole, oggi rappresentano uno degli emblemi del turismo responsabile promosso dal Paese. Le autorità seychellesi e numerose organizzazioni ambientali collaborano costantemente in programmi di monitoraggio, protezione delle aree di nidificazione e sensibilizzazione rivolti sia ai residenti sia ai visitatori.

Chi sceglie le Seychelles entra in contatto con un patrimonio naturale straordinario, contribuendo concretamente alla sua salvaguardia. Dalle spiagge candide di Praslin e La Digue fino agli ecosistemi remoti di Aldabra, ogni incontro con una tartaruga diventa un’esperienza emozionante e un promemoria dell’importanza di proteggere il nostro pianeta.

Per la Giornata Mondiale delle Tartarughe 2026, le Seychelles rinnovano così il loro impegno verso la tutela della biodiversità marina e terrestre, confermandosi una delle destinazioni più virtuose al mondo nel campo della conservazione ambientale.

Polisportiva Olimpia Onlus alla Coppa America di Cagliari: il 22 maggio i ragazzi protagonisti alle regate preliminari

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Polisportiva Olimpia Onlus alla Coppa America di Cagliari: il 22 maggio i ragazzi protagonisti alle regate preliminari
Polisportiva Olimpia Onlus alla Coppa America di Cagliari: il 22 maggio i ragazzi protagonisti alle regate preliminari

La Polisportiva Olimpia Onlus sarà protagonista alla Coppa America di Cagliari il prossimo 22 maggio, vivendo una giornata di sport, inclusione e partecipazione attiva all’interno di uno degli eventi velici più prestigiosi al mondo. L’associazione guidata da Carlo Mascia porterà i propri ragazzi nel cuore delle regate preliminari, offrendo loro un’esperienza unica e altamente formativa.

Un’esperienza immersiva tra mare, sport e inclusione

I giovani dell’associazione seguiranno le regate dalla base operativa della Lega Navale e, successivamente, prenderanno parte a un’uscita in mare in gommone da Marina Piccola, accompagnati da Marco Barbarossa, per assistere in diretta alla prima manche della competizione nelle acque di Cagliari.

Un’occasione che unisce emozione, scoperta e contatto diretto con il mondo della vela professionistica.

Sport come strumento di crescita

La partecipazione alla Coppa America si inserisce in un percorso consolidato della Polisportiva Olimpia Onlus, che da anni utilizza i grandi eventi sportivi come strumenti di:

  • Inclusione sociale
  • Crescita personale
  • Sviluppo delle autonomie
  • Valorizzazione dei talenti dei ragazzi

Negli anni, l’associazione ha preso parte a numerose manifestazioni nazionali e internazionali, costruendo un modello che unisce sport e impatto sociale, spesso raccontato anche dai media.

Una giornata organizzata nei dettagli

Durante l’intera esperienza, i ragazzi saranno accompagnati dagli operatori e dai referenti dell’associazione, che seguiranno ogni fase:

  • permanenza presso lo stand della Lega Navale
  • trasferimento a Marina Piccola
  • uscita in mare per assistere alle regate

Un’organizzazione attenta che garantisce sicurezza, serenità e piena partecipazione.

La missione della Polisportiva Olimpia Onlus

Attiva nel settore sportivo e sociale, la Polisportiva Olimpia Onlus promuove progetti rivolti a giovani e famiglie, con l’obiettivo di favorire:

  • inclusione
  • partecipazione
  • benessere psicofisico
  • socializzazione

Giornata Api, Confeuro: “Termometro del benessere pianeta. Tutelare biodiversità”

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Giornata Api, Confeuro: “Termometro del benessere pianeta. Tutelare biodiversità”

Giornata Api, Confeuro: “Termometro del benessere pianeta. Tutelare biodiversità”

“Le api rappresentano il vero termometro del benessere del pianeta. La loro presenza, infatti, è strettamente collegata alla salute degli ecosistemi, alla qualità dell’ambiente e alla tutela della biodiversità. Purtroppo, negli ultimi anni, il cambiamento climatico e l’utilizzo eccessivo di fitofarmaci nelle produzioni agricole hanno determinato una grave moria di alveari, un segnale d’allarme che Confeuro denuncia da tempo con grande preoccupazione”. In occasione della Giornata Mondiale delle Api, Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei, richiama l’attenzione sull’importanza cruciale di questi insetti per l’equilibrio ambientale e per il futuro dell’agricoltura. “È necessario accelerare il percorso verso modelli agricoli sempre più sostenibili e innovativi, puntando con decisione sull’agroecologia e su pratiche produttive rispettose dell’ambiente e degli impollinatori. Allo stesso tempo, occorre rafforzare le misure di controllo e prevenzione rispetto alla diffusione di specie invasive, come la vespa asiatica, che rappresentano una minaccia concreta per le api e per l’intero ecosistema. Dobbiamo ricordare che le api, attraverso il loro prezioso lavoro di impollinazione, contribuiscono in maniera determinante alla ricchezza e alla bellezza della biodiversità del nostro Paese, oltre a garantire la qualità e la varietà delle produzioni agricole. Per questo motivo è indispensabile adottare strategie sempre più ambiziose ed efficaci per la loro tutela, nella consapevolezza che difendere le api significa proteggere il nostro futuro, quello della agricoltura e delle prossime generazioni”.

Sociale, Tiso(Iniziativa Comune): “Povertà culturale è disuguaglianza silenziosa”

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Sociale, Tiso(Iniziativa Comune): “Povertà culturale è disuguaglianza silenziosa”

“La povertà culturale non riguarda solo la mancanza di denaro, ma l’assenza di accesso a libri, cinema, teatro, musei, musica e occasioni di crescita personale. Questa forma di povertà limita conoscenze, senso critico, creatività e partecipazione sociale. Uno dei segnali più evidenti è la chiusura di molte biblioteche, soprattutto nei piccoli comuni e nelle periferie. Una questione grave e allarmante visto che le biblioteche sono spazi di incontro, studio e confronto, fondamentali per i giovani che cercano luoghi gratuiti dove leggere, usare internet o partecipare ad attività culturali. La loro chiusura priva i quartieri di un punto di riferimento educativo e sociale. Insomma, mentre le grandi città offrono più cinema, librerie ed eventi, periferie e piccoli paesi hanno opportunità molto più limitate. In tal modo la povertà culturale in quei posti rischia di privare le persone degli strumenti necessari per comprendere il mondo, esprimersi e costruire il proprio futuro. Non si vede subito, ma incide sulla qualità della vita, sulle opportunità e sulla capacità di immaginare un futuro diverso. È chiaro ed evidente che è necessario e concreto l’intervento delle istituzioni: contrastare questa forma di povertà infatti significa garantire a tutti – indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalle risorse economiche – la possibilità di accedere alla cultura come diritto fondamentale. Solamente così la nostra comunità potrà crescere più equa, più aperta e più ricca di idee”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Fiumicino. Sicurezza nelle scuole per educare i ragazzi

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Locandina del progetto La Buona Strada della Sicurezza nelle scuole di Fiumicino con ANAI e Comune di Fiumicino

Dal 19 al 26 maggio il progetto “La Buona Strada della Sicurezza” arriva all’Istituto G.B. Grassi con laboratori, volontari ANAI e attività dedicate alla prevenzione e alla responsabilità civica.

Educare i bambini e i ragazzi al rispetto delle regole, alla prudenza e alla responsabilità significa investire concretamente nel futuro del territorio. È da questa idea che nasce il progetto sicurezza stradale “La Buona Strada della Sicurezza”, iniziativa promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prenderà il via nei prossimi giorni all’Istituto Comprensivo G.B. Grassi di Fiumicino.

Gli incontri hanno preso il via il 19 maggio con il primo appuntamento dedicato agli studenti dell’Istituto Comprensivo G.B. Grassi, tenuto dal Maggior Generale (aus.) Pietro Barbera, vicepresidente dell’ANAI, e dall’ingegnere Mario Biancucci, coordinatore nazionale delle attività educative dell’associazione.

«Siamo molto soddisfatti dell’incontro con i bambini dell’istituto, che hanno dimostrato grande attenzione e partecipazione nella riflessione sull’importanza dei comportamenti corretti da tenere nell’ambiente stradale», ha spiegato il Generale Barbera, ringraziando l’amministrazione comunale e la dirigenza scolastica per la collaborazione.

Il progetto proseguirà il 21 e il 26 maggio 2026 con nuovi laboratori e momenti formativi dedicati alla prevenzione dei rischi e ai corretti comportamenti sulla strada.

Alle ore 10 del 21 maggio è prevista anche la presenza del sindaco Mario Baccini per i saluti istituzionali.

L’appuntamento conclusivo del 26 maggio sarà dedicato agli studenti della scuola secondaria di primo grado con un approfondimento sul “fattore umano”, sui processi emotivi e cognitivi che influenzano la sicurezza stradale e sui rischi legati al consumo di alcol in età adolescenziale.

Il progetto, promosso dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia (ANAI), è stato accolto dall’amministrazione comunale che ha scelto di portarlo nelle scuole del territorio grazie al supporto di volontari qualificati impegnati nelle attività educative e formative.

L’iniziativa punta a costruire una vera cultura della sicurezza stradale partendo dai più giovani. Non soltanto lezioni teoriche, ma un percorso educativo pensato per aiutare bambini e ragazzi a comprendere il valore delle regole, il rispetto della vita e l’importanza dei comportamenti corretti negli spazi pubblici.

Secondo la locandina ufficiale del progetto, gli obiettivi sono chiari: formare “giovani cittadini responsabili e consapevoli”, capaci di adattare i propri comportamenti alle condizioni ambientali e territoriali, sviluppando capacità di osservazione e attenzione verso le situazioni a rischio.

Il percorso sarà articolato in tre moduli didattici dedicati alla conoscenza di sé, dell’ambiente e delle relazioni con gli altri. Gli studenti parteciperanno a racconti educativi, mappe creative e questionari interattivi con attività distribuite tra le 2 e le 4 ore.

L’aspetto più importante del progetto è forse proprio questo: spiegare ai ragazzi che la sicurezza stradale non riguarda soltanto i segnali o le sanzioni, ma il modo in cui si vive insieme agli altri. Attraversare correttamente, usare con attenzione biciclette e monopattini, rispettare le regole e mantenere comportamenti prudenti significa proteggere sé stessi e la comunità.

In territori complessi e molto trafficati come Fiumicino, dove ogni giorno convivono residenti, studenti, mezzi pesanti, trasporto aeroportuale e mobilità urbana, il tema della prevenzione assume un valore ancora più centrale.

Uno degli elementi più significativi dell’iniziativa è il coinvolgimento dei volontari dell’ANAI, che metteranno a disposizione tempo, esperienza e competenze tecniche per accompagnare gli studenti durante il percorso formativo.

Il loro lavoro rappresenta un valore concreto per il territorio. Attraverso il volontariato qualificato, infatti, il progetto riesce a portare nelle scuole esperienze reali, testimonianze pratiche e una presenza educativa che spesso riesce a parlare ai ragazzi in modo diretto ed efficace.

I volontari non svolgono soltanto un ruolo organizzativo. Diventano punti di riferimento capaci di trasmettere senso civico, disciplina, rispetto delle regole e attenzione verso gli altri. Il loro contributo gratuito permette di creare un collegamento importante tra scuola, istituzioni e società civile.

In un periodo in cui molti adolescenti crescono immersi nella velocità dei social network e nella comunicazione immediata, il contatto con figure adulte preparate e disponibili all’ascolto assume un significato ancora più importante.

Progetti come “La Buona Strada della Sicurezza” aiutano infatti a costruire dialogo tra generazioni e a riportare attenzione su temi concreti che riguardano la vita quotidiana dei ragazzi.

Negli ultimi anni il tema della sicurezza stradale è diventato sempre più urgente anche tra i più giovani. L’aumento dell’utilizzo di biciclette, scooter elettrici e monopattini ha cambiato le abitudini di mobilità di molti ragazzi, spesso senza una reale consapevolezza dei rischi.

Educare fin dall’infanzia significa prevenire comportamenti pericolosi prima che diventino abitudini. Significa insegnare attenzione, rispetto e responsabilità in una fase della crescita in cui i messaggi educativi possono avere un impatto decisivo.

Dietro iniziative di questo tipo c’è anche la necessità di contrastare disattenzione, superficialità e comportamenti rischiosi che possono trasformarsi in incidenti o tragedie evitabili. La prevenzione, in questo senso, resta uno degli strumenti più importanti a disposizione delle comunità.

La scuola torna così a essere uno spazio centrale non soltanto per l’apprendimento tradizionale, ma anche per la costruzione del senso civico. Coinvolgere bambini e adolescenti in progetti dedicati alla sicurezza stradale significa formare cittadini più consapevoli e più attenti agli altri.

Il progetto promosso all’Istituto G.B. Grassi prova quindi a mettere insieme educazione, volontariato e partecipazione del territorio. Un percorso che unisce istituzioni, scuola e associazioni con l’obiettivo di costruire una comunità più responsabile.

Perché la cultura della sicurezza stradale non nasce soltanto dai controlli o dalle sanzioni, ma soprattutto dall’educazione quotidiana, dall’esempio e dalla capacità di trasmettere valori alle nuove generazioni.

Iniziative come questa mostrano come scuola, istituzioni e volontariato possano collaborare concretamente per costruire cittadini più attenti, consapevoli e responsabili, partendo proprio dai ragazzi.

ETI Viaggi apre il primo ufficio in Italia a Napoli

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Con la recente nomina di Claudio Guzovich Direttore Commerciale Italia, il tour operator rafforza la propria presenza sul mercato italiano e consolida la crescita internazionale

ETI– Express Travel International, uno dei maggiori operatori turistici specializzati in Egitto in Europa, annuncia l’apertura del primo ufficio in Italia a Napoli e la nomina di Claudio Guzovich come Direttore Commerciale Italia, un doppio passaggio strategico che segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo sul mercato nazionale. L’obiettivo è rafforzare in modo strutturato la presenza sul territorio italiano, consolidando il rapporto con le agenzie di viaggio e garantendo un presidio commerciale più vicino, dinamico e costante.

Attivo dal 1998, ETI trasporta oggi oltre 600.000 passeggeri all’anno e opera con società proprie in 12 Paesi europei, consolidando nel tempo una posizione di rilievo nel panorama turistico internazionale. Grazie a una crescita costante, a un modello integrato e a una forte specializzazione sulla destinazione Egitto, il gruppo è diventato uno dei principali player europei dedicati al Mar Rosso, distinguendosi per affidabilità, qualità dei servizi e controllo diretto dell’intera filiera turistica.

Il gruppo si distingue per una struttura integrata composta da tre principali comparti:

  • ETI Viaggi, tour operator specializzato nella programmazione verso Egitto e Mar Rosso;
  • Red Sea Hotels, catena alberghiera proprietaria di 17 strutture nel Mar Rosso;
  • CET Cairo Express, DMC fondata nel 1982, specializzata in viaggi ed escursioni in tutto l’Egitto con oltre 40 anni di esperienza, offre servizi di incoming e gestione operativa locale, con un approccio completamente tailor made.

L’apertura dell’ufficio di Napoli rappresenta un passaggio chiave nella strategia di consolidamento del brand sul mercato italiano, con l’obiettivo di creare un punto di riferimento stabile per il trade e garantire un supporto diretto alle agenzie partner.

La crescita di ETI in Italia passa attraverso una presenza diretta sul territorio e la costruzione di relazioni solide con il trade. In quest’ottica, Napoli rappresenta un hub strategico per lo sviluppo del mercato e un segnale concreto della volontà del gruppo di investire a lungo termine nel nostro Paese.

La nomina di Claudio Guzovich, in carica da poco, rafforza ulteriormente questa strategia. La sua esperienza nel settore turistico e la conoscenza del mercato saranno determinanti per sviluppare la rete commerciale, consolidare le partnership esistenti e ampliare la presenza del brand sul territorio italiano.

Il mercato italiano rappresenta una grande opportunità per ETI. Lavoreremo per offrire al trade un prodotto sempre più competitivo, supportato da una struttura solida, affidabile e in grado di garantire qualità e continuità operativa”, afferma Claudio Guzovich.

Grazie a un modello integrato che unisce tour operating, gestione alberghiera e servizi DMC, ETI è in grado di offrire un prodotto altamente controllato lungo tutta la filiera, garantendo standard qualitativi elevati, assistenza costante e soluzioni su misura per ogni tipologia di cliente.

Chi è ETI

ETI è stato fondato nel 1998 a Francoforte sul Meno da Maja-Jennifer Köhl e Mohamed Samir, con l’obiettivo chiaro di specializzarsi nei pacchetti vacanze per l’Egitto.

Oggi ETI è presente con società proprie in Italia, Austria, Svizzera, Regno Unito, Slovenia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania.

ANTONIO MARRAS NOMINATO ACCADEMICO D’ONORE DALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FROSINONE

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Si è svolta lunedì 18 maggio, presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, la cerimonia di conferimento del titolo di Accademico d’Onore ad Antonio Marras come figura tra le più intense e riconoscibili del panorama creativo contemporaneo, autore di una visione capace di attraversare moda, arte e memoria in un continuo dialogo tra linguaggi.

L’Accademia ha voluto rendere omaggio a un percorso umano e artistico che, nel corso degli anni, ha trasformato il gesto creativo in racconto, la materia in emozione, l’abito in narrazione. Una poetica profondamente identitaria, costruita intrecciando frammenti di memoria personale e collettiva, suggestioni letterarie, arte visiva, teatro, musica e cultura mediterranea.

Originario di Alghero, Marras ha dato vita sin dagli esordi a un universo estetico libero dalle convenzioni, alimentato dal legame viscerale con la Sardegna e da una sensibilità capace di custodire il passato per trasformarlo continuamente in visione contemporanea. Autodidatta per vocazione, ha fatto della contaminazione il centro della propria ricerca, costruendo collezioni che evocano storie, paesaggi e ricordi, sospese tra rigore e istinto, fragilità e forza.

Nel suo lavoro convivono il valore del saper fare artigianale, l’attenzione per la materia, il recupero dei dettagli e una costante tensione narrativa che ha reso il suo linguaggio immediatamente riconoscibile sulla scena internazionale. Parallelamente alla moda, Marras ha sviluppato negli anni una pratica artistica multidisciplinare fatta di disegno, pittura, installazioni e performance, dando forma a un dialogo continuo tra arte e progetto, immaginazione e memoria.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente e della Direzione dell’Accademia, per poi proseguire con la laudatio dedicata al percorso dello stilista e con la Lectio Magistralis rivolta agli studenti e alla comunità accademica. Un momento di grande intensità, durante il quale Marras ha condiviso riflessioni sul processo creativo, sul valore della memoria e sulla necessità di superare i confini tra le discipline, restituendo alla creatività una dimensione libera, aperta e profondamente umana.

A suggellare la cerimonia, la consegna ufficiale del diploma di Accademico d’Onore, riconoscimento attribuito per l’eccezionale contributo culturale e artistico apportato da Antonio Marras al panorama contemporaneo internazionale.

“C’è chi mi definisce artista o designer o poeta. Io sono solo uno che ama curiosare e comunicare, dire, narrare utilizzando anche linguaggi diversi. Sicuramente sono attratto dalla poesia e dal lavoro del poeta. Il poeta rifiuta le regole logiche di conoscenza della realtà, viola i codici, libera tutti i sensi, tutte le facoltà immaginative e dà voce all’inesprimibile.  Sento molto vicino uno dei tratti distintivi del linguaggio poetico: lo scarto linguistico, la violazione delle regole grammaticali e sintattiche, l’uso libero e personale delle parole, scelte, combinate, accostate in modo inconsueto così da creare giochi, analogie, sinestesie, ossimori e provocare esplosioni, insospettati cortocircuiti semantici. Il poeta lavora con le parole.  Io lavoro con gli “stracci”, con gli oggetti abbandonati, scartati, dimenticati. Mi distraggo ascoltando musica italiana a tutto volume mentre disegno con il caffè, mentre lavoro con le mani immerse nella creta ancora da cuocere, mentre lavoro il ferro, il cemento e il filo da ricamo e nel frattempo canto a squarciagola per non pensare a una risposta che da sempre mi ossessiona: -Che ci faccio io qui?  E ringrazio chi, nonostantemarras, fin qui mi ha aiutato ad arrivare. Grazie all’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI FROSINONE per aver creduto in me.”  ha dichiarato Antonio Marras.

La Direttrice dell’Accademia, Stefania Di Marco, ha sottolineato come il conferimento rappresenti “un omaggio a una figura che ha saputo abbattere i confini tra le discipline, restituendo alla moda una dimensione profondamente culturale e narrativa”. Il Professor Alessandro Turci e il Professor Giuseppe Iaconis hanno inoltre evidenziato come “Antonio Marras continui a rappresentare un esempio raro di autore capace di unire ricerca, sensibilità artistica e libertà espressiva, offrendo alle nuove generazioni una visione della creatività come spazio aperto di dialogo tra arti e pensiero”.

Con questa nomina, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone riconosce in Antonio Marras una voce autentica e trasversale, un percorso artistico che continua a ispirare nuove generazioni di creativi, riaffermando il valore dell’immaginazione come strumento di dialogo tra discipline, territori e sensibilità.

Dynamic brand: progettare l’identità che evolve

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Cappelli Identity Design con [e]DesignFestival Treviso porta alla Future Week Torino 2026 un incontro dedicato alle identità dinamiche tra design, cultura, AI e innovazione

Nel contesto della Future Week Torino 2026, Cappelli Identity Design presenta “Dynamic brand: progettare l’identità che evolve”, un incontro dedicato alla metodologia del Dynamic brand come modello contemporaneo per progettare identità capaci di adattarsi, crescere e generare relazione nel tempo.

L’evento si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 17.30 presso EDIT Torino – Sala Ipaconda, e nasce come momento di riflessione sul ruolo del design nella costruzione di sistemi identitari vivi, evolutivi e relazionali, capaci di attraversare linguaggi, media e contesti differenti. A partire dal libro Dynamic brand, il designer Emanuele Cappelli, Founder di Cappelli Identity Design, dialogherà con Paola Bellin, docente e curatrice di [e]Design Festival Treviso, e con Fabio Zanino, Head of Communication & External Relations dello studio, all’interno del format Reading Room, dedicato al rapporto tra identità, cultura, innovazione e trasformazione contemporanea.

Il talk approfondirà il concetto di brand non come elemento statico, ma come sistema dinamico, capace di evolvere mantenendo coerenza e significato. Attraverso casi studio, processi progettuali e riflessioni sul design contemporaneo, l’incontro affronterà temi come adattabilità, ecosistemi digitali, centralità della persona, AI, modularità e costruzione di valore culturale attraverso il progetto. 

L’iniziativa rientra nel progetto Reading Room, un ciclo di conversazioni dedicate alla cultura del progetto con designer, architetti, imprenditori e studiosi, promosso da [e]DesignFestival Treviso, manifestazione giunta alla sua sesta edizione e dedicata all’innovazione guidata dal design come strumento di trasformazione sociale, culturale ed economica. L’evento rappresenta anche un momento per ricordare l’architetto Luciano Setten, ideatore e direttore artistico di [e]DesignFestival, scomparso nel 2025, figura profondamente legata alla città di Torino e al mondo della cultura progettuale italiana. L’incontro è promosso da Cappelli Identity Design – membro di ADI Associazione per il Disegno Industriale e World Design Organization (WDO)® – in collaborazione con [e]Design Festival Treviso e Barriera Design District.

Informazioni

Dynamic brand: progettare l’identità che evolve
Giovedì 28 maggio 2026 – ore 17.30
EDIT Garden – Sala Ipaconda – Primo piano – Piazza Teresa Noce, 15/A – Torino

Ingresso libero, previa iscrizione online, fino ad esaurimento posti.

Per prenotazioni: https://torino.futureweek.it/event/dynamic-brand-progettare-lidentita-che-evolve/