A Roma torna uno degli appuntamenti più attesi dedicati all’incontro tra cultura, formazione e tradizione enogastronomica: “Degustazione sotto le stelle”, giunta alla sua quinta edizione. L’evento si terrà venerdì 22 maggio 2026, alle ore 19:00, presso la sede di via di San Tarcisio 66 dell’Istituto Professionale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera Pellegrino Artusi, nell’ambito del progetto Roma Scuola Aperta – La città educante e in occasione della Notte Bianca delle Scuole Aperte.
Un’iniziativa che rappresenta molto più di una semplice serata di degustazione: è un vero e proprio momento di connessione tra scuola e territorio, capace di valorizzare il talento degli studenti e le eccellenze locali.
La serata si articolerà attraverso un percorso esperienziale in modalità “Show & Taste”, durante il quale i partecipanti potranno degustare vini e specialità del territorio, preparati e presentati direttamente dagli studenti dell’Istituto. Un’occasione unica per osservare da vicino competenze, creatività e passione delle nuove generazioni.
L’evento si inserisce nel più ampio calendario della Notte Bianca delle Scuole Aperte, promossa da Roma Capitale, che coinvolge scuole, famiglie e territorio in un grande momento di condivisione e partecipazione culturale.
“Degustazione sotto le stelle” si conferma così un evento capace di unire didattica e realtà, teoria e pratica, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e autentica, dove il sapere si trasforma in gusto e il territorio diventa racconto.
Un appuntamento che celebra l’eccellenza enogastronomica, ma soprattutto il valore della scuola come luogo di crescita, innovazione e dialogo con Roma, al via la quinta edizione di “Degustazione sotto le stelle”la comunità. Via di San Tarcisio 66 – Roma Ore 19:00 Ingresso libero
Battuto il Friburgo in finale 3-0. Per l’allenatore è la quinta Europa League con tre squadre diverse, su sei finali giocate
ROMA – L’Aston Villa ha battuto il Friburgo 3-0 e ha vinto Europa League. Reti di Youri Tielemans ed Emiliano Buendia nel primo tempo e di Morgan Rogers nella ripresa. Non vinceva una coppa europea da 42 anni, dalla Coppa dei Campioni del 1982.
Tre anni fa appena, quando arrivò sulla panchina del Villa Unai Emery, la squadra era quindicesima in Premier League, appena rientrata nel massimo campionato dopo anni di purgatorio, fuori dalle coppe europee da oltre un decennio. Oggi è quarta in campionato, dietro Arsenal, Manchester City e Manchester United.
Emery alimenta così il suo mito personale di specialista dell’Europa League: cinque vittorie su sei finali disputate, con tre squadre diverse. Tre di fila con il Siviglia, una con il Villarreal nel 2021, una con il Villa. L’unica sconfitta risale al 2019, quando il suo Arsenal fu travolto 4-1 dal Chelsea di Sarri.
Dalla fonte alla creazione: il percorso scultoreo sacro di De Nardis e Lio
Sabato 23 maggio dalle ore 16 presso l’Oratorio di Santa Maria a fiume a Ceccano gli artisti Filippo Maria Lio e Damiano De Nardis daranno vita ad un autentico percorso di Scienza e Fede, proponendo al pubblico la mostra itinerante “Dalla sacralità di Dio alla sacralità dell’uomo”. Aprendo uno spiraglio sulla meraviglia che, attraverso le loro sculture in legno, si attiva nell’osservazione attenta e sensibile dei dettagli concreti e reperibili nel dialogo quotidiano tra Dio e l’uomo, Lio e De Nardis con l’esposizione delle loro opere offrono una narrazione spirituale e mistica. Non a caso le loro opere mettono a confronto la corporeità umana con quella spirituale e divina, presentandosi autenticamente come un’osmosi artistica che attraverso il linguaggio significativo della scultura lignea diventa l’espressione di un’esperta manualità, ma anche di un’antica tradizione. Di questo parla, infatti, Damiano De Nardis ispirato sin da bambino da quella – che lui stesso – definisce “l’ispirazione sacra e artigianale di Nonno Lorenzo”. Per lui, infatti, tutto è partito da questa sorprendente tradizione familiare fino all’incontro con Filippo Maria Lio, raffinato osservatore della sacralità sia divina che umana. Grazie, infatti, alla scoperta di una loro reciproca sensibilità spirituale, è nata l’esigenza di rielaborare insieme a quattro mani la loro comune visione del mondo con cui, nel tempo, hanno saputo cogliere nel legno quei segni del sacro con cui oggi “dalla fonte” sono giunti “alla creazione”. La mostra, visitabile per tutto il mese di maggio, attraversa anni di sperimentazione e di arte proponendo la sincera ispirazione di due autentici artisti che nel legno hanno saputo tradurre il messaggio divino rendendo, con forme e figure, visibile ai nostri sensi il mondo invisibile del sacro.
Tommaso Paradiso, cantante e tifoso della Lazio, ha scritto una lettera a Lotito, accusandolo di aver “desertificato un popolo”, di aver allontanato i tifosi dallo stadio. “Sticazzi”, replica secco il patron biancoceleste. “Io non ascolto la musica, non ballo, non ho tempo. Dormo tre ore a notte, poi lavoro. Non so chi sia questo Tommaso Paradiso– aggiunge – comunque, ognuno può scrivere quello che vuole ma sempre nel rispetto della legge”. Lo stadio, però, resta vuoto: “Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano… Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina…”.
Incalzato dai cronisti, aggiusta un po’ il tiro: “Sul risultato” i tifosi “hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato”.
Il bilancio della stagione è negativo: quest’anno è andato “male- ammette Lotito- una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti”. Rivendica, però, di essere sempre presente: “Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ‘sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma…”.L’anno è finito con le sconfitte in finale di coppa Italia e nel derby: “Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io…”. Lo sciopero degli abbonati ha inciso sul rendimento della squadra? “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa- osserva Lotito- ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”. Per Lotito “il tifoso deve avere pazienza: al 30 di novembre del 2027 finiscono tutti i debiti fatti dagli altri, dagli scienziati esperti di calcio prima di me”. A quel punto “recupererò 30 milioni di euro l’anno di cassa. Poi sto facendo lo stadio e sto quotando la Lazio al Nasdaq di New York, capitalizzerà un miliardo e mezzo, tre con lo stadio: do you understand?”.
Gli studi pubblicati nella settimana tra l’11 e il 17 maggio confermano un aumento delle fragilità emotive tra adolescenti e giovani adulti. Social media, isolamento e pressione sociale al centro del dibattito.
La salute mentale non è più soltanto una questione sanitaria. Gli studi e le analisi pubblicati nella settimana tra l’11 e il 17 maggio 2026 mostrano con sempre maggiore chiarezza come ansia, depressione e disagio emotivo stiano assumendo una dimensione sociale e generazionale, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Dopo l’approfondimento pubblicato da Il Giornale del Laziosullo stress collettivo e il disagio contemporaneo, il dibattito internazionale si concentra ora soprattutto sull’impatto dell’ecosistema digitale sulle nuove generazioni. Nel precedente articolo avevamo raccontato una società sempre più esposta a stanchezza emotiva, pressione sociale e fragilità diffuse. Questa settimana, gli studi scientifici aggiungono un elemento decisivo: il rapporto tra adolescenti, vulnerabilità psicologica e uso dei social media.
Tra le ricerche più rilevanti c’è quella pubblicata su Nature Human Behaviour, basata su oltre 3.300 adolescenti britannici tra gli 11 e i 19 anni. Lo studio evidenzia che i ragazzi con disturbi d’ansia o depressione trascorrono molto più tempo sui social rispetto ai coetanei senza condizioni psicologiche diagnosticate. Ma il dato più significativo riguarda la qualità dell’esperienza digitale: maggiore esposizione al confronto sociale, più sensibilità ai feedback ricevuti online e minore soddisfazione nelle relazioni virtuali.
La ricerca evita però letture semplicistiche. Gli studiosi sottolineano che non esiste un rapporto automatico tra social media e depressione. Il punto centrale sembra essere la vulnerabilità preesistente dei soggetti più fragili e il modo in cui le piattaforme amplificano dinamiche emotive già presenti.
Nella stessa direzione va anche uno studio della University of California di San Francisco pubblicato su JAMA Network Open. La ricerca, condotta su quasi 12mila bambini e preadolescenti, mostra che l’aumento dell’uso dei social nel tempo è associato a una crescita successiva dei sintomi depressivi. I ricercatori evidenziano che il fenomeno non appare inverso: non sono i sintomi depressivi a spingere verso i social, ma l’aumento dell’esposizione digitale a precedere il peggioramento emotivo.
Secondo gli autori, il problema non riguarda soltanto il tempo trascorso online, ma soprattutto alcuni meccanismi collegati all’uso intensivo delle piattaforme: cyberbullismo, confronto continuo, alterazione del sonno e dipendenza emotiva dal consenso digitale.
Il tema divide ancora il mondo scientifico. Alcune ricerche recenti sostengono infatti che il tempo trascorso davanti agli schermi non sia da solo sufficiente a spiegare il peggioramento della salute mentale negli adolescenti. Altri studi insistono invece sul concetto di “uso compulsivo” o “addictive use”, considerato più pericoloso della semplice quantità di ore online.
Nel frattempo cresce anche l’interesse verso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella prevenzione del disagio psicologico. Diverse ricerche sperimentali stanno studiando la possibilità di individuare segnali precoci di depressione attraverso l’analisi dei contenuti pubblicati sui social network. Gli studiosi parlano però di strumenti ancora preliminari e pongono forti questioni etiche sul rischio di trasformare la prevenzione in sorveglianza emotiva digitale.
In Italia il quadro resta coerente con quanto emerge a livello internazionale. I servizi psicologici territoriali registrano una crescita costante delle richieste di supporto, soprattutto tra adolescenti, universitari e giovani adulti. Studi recenti sulla popolazione studentesca italiana descrivono livelli molto elevati di stress, ansia e sintomi depressivi.
Anche nel Lazio il tema della salute mentale sta assumendo una rilevanza sempre più forte nel dibattito pubblico e sanitario. Operatori territoriali e associazioni parlano di una domanda crescente di ascolto psicologico, spesso legata a precarietà, isolamento sociale e difficoltà relazionali.
In questo contesto prende forza il modello della “psicologia di prossimità”, con servizi integrati nelle scuole, nei consultori e nei presidi territoriali. L’obiettivo è intervenire prima che il disagio evolva in patologia strutturata.
Il dato più importante emerso nella settimana tra l’11 e il 17 maggio riguarda però il cambiamento culturale in corso. La salute mentale non viene più raccontata soltanto come esperienza individuale, ma come indicatore sociale di una trasformazione più ampia che coinvolge tecnologia, relazioni, scuola e qualità della vita.
Il rischio maggiore, secondo molti esperti, è normalizzare la sofferenza emotiva. Considerare ansia cronica, stress continuo e isolamento come condizioni inevitabili della contemporaneità potrebbe rendere invisibile un disagio che invece richiede strumenti educativi, prevenzione e supporto concreto.
Per questo il tema sta entrando sempre più stabilmente nel dibattito europeo e internazionale. Non solo come emergenza sanitaria, ma come questione sociale che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni.
Non tutti hanno le idee chiare su crema solare, protezione e melanoma, soprattutto quando si tratta di bambini. Per fare chiarezza (e per non vivere nella paura) ecco i consigli degli esperti del Bambino Gesù
ROMA – Il melanoma è un tumore raro della pelle. E purtroppo, sulle questioni legate a crema solare, protezione e raggi solari, non tutti hanno le idee chiare. E, anzi, capita spesso che ci siano convinzioni errate o falsi miti, quando non vere e proprie fake news, che continuano a circolare tra le persone e pure in rete. Un esempio? ‘La crema solare serve solo al mare’. Oppure: ‘Con le nuvole non ci si scotta’. Ecco perchè l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, alla vigilia del periodo estivo, ha deciso di richiamare l’attenzione su alcune informazioni corrette che tutti i genitori dovrebbero conoscere.
L’ospedale romano, allo stesso tempo, ricorda che negli ultimi 5 anni ha seguito circa 40 casi di melanoma pediatrico. Si tratta di una forma tumorale che rappresenta circa l’1% di tutti i tumori maligni pediatrici, quindi una condizione rara, ma gli specialisti sottolineano l’importanza delle corrette abitudini di esposizione al sole, che sin dai primi anni di vita sono fondamentali per ridurre il rischio futuro. “Nel tempo- spiega la responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù, May El Hachem- abbiamo visto crescere la preoccupazione dei genitori riguardo ai nei dei bambini, ma spesso il rischio percepito è sproporzionato rispetto alla realtà. Il melanoma pediatrico esiste, ma resta raro. Tanti bambini vengono sottoposti a controlli dermatologici troppo precoci e non necessari, mentre si presta ancora poca attenzione alla vera prevenzione: la protezione dal sole”.
I 10 FALSI MITI SUL MELANOMA PEDIATRICO
1: ‘Il melanoma riguarda solo gli adulti‘. Anche i bambini possono sviluppare un melanoma, sebbene si tratti di una forma rara che rappresenta circa l’1% dei tumori maligni pediatrici.
2: ‘Se un bambino prende qualche scottatura non succede nulla‘. Le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, aumentano significativamente il rischio di sviluppare melanoma in età adulta. La pelle dei bambini è più vulnerabile ai danni provocati dai raggi UV.
3: ‘La crema solare serve solo al mare‘. La protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi: i raggi UV colpiscono anche lontano dalla spiaggia.
4: ‘Con le nuvole non ci si scotta‘. I raggi ultravioletti attraversano le nuvole e possono danneggiare la pelle anche nelle giornate coperte.
5: ‘Ogni nuovo neo nei bambini è pericoloso‘. Durante infanzia e adolescenza la comparsa di nuovi nei è spesso fisiologica. A richiedere attenzione sono soprattutto cambiamenti rapidi, crescita anomala o sanguinamento.
6: ‘Bisogna portare tutti i bambini dal dermatologo molto presto‘. In assenza di segnali sospetti, la prima visita dermatologica può essere programmata intorno ai 10-12 anni, salvo indicazioni diverse del pediatra curante o in presenza di un nevo congenito medio o gigante. Controlli troppo precoci e ripetuti rischiano di creare ansia senza reali benefici clinici.
7: ‘Solo i bambini con pelle chiarissima rischiano il melanoma‘. Anche i bambini con pelle più scura possono sviluppare melanoma, pur avendo una protezione naturale maggiore.
8: ‘Basta mettere la crema una volta al giorno‘. Anche se con alto fattore di protezione, il cosiddetto ‘schermo totale’, la crema solare va applicata almeno 20 minuti prima dell’esposizione e riapplicata frequentemente, ogni 2 ore circa, soprattutto dopo il bagno o una sudorazione intensa.
9: ‘Il sole è sempre un nemico da evitare‘. Il sole non va demonizzato: bisogna imparare a esporsi correttamente, evitando le ore in cui la radiazione solare è più intensa e utilizzando adeguate protezioni.
10: ‘Se un neo non è irregolare allora non è un problema‘. Nei bambini è particolarmente importante osservare l’evoluzione delle lesioni cutanee: crescita rapida, modifiche improvvise o sanguinamento possono essere segnali da approfondire.
I CONSIGLI DEGLI SPECIALISTI DEL ‘BAMBINO GESÙ’
Secondo gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, la vera prevenzione parte da comportamenti quotidiani corretti: evitare le scottature, in particolare nei primi anni di vita, utilizzare sempre una protezione solare adeguata durante tutte le attività all’aperto e insegnare ai bambini come esporsi ai raggi UV in sicurezza. Gli specialisti ricordano inoltre che la comparsa di nuovi nei durante la crescita è spesso un fenomeno normale. Diverso il caso dei bambini con nevi congeniti giganti o multipli, che necessitano invece di un monitoraggio specialistico sin dalla nascita attraverso percorsi multidisciplinari dedicati.
NO ALLA LOGICA DELLA PAURA
“Dobbiamo uscire dalla logica della paura. Il sole non è un nemico da evitare, piuttosto è l’esposizione che va gestita adeguatamente. La vera prevenzione- conclude May El Hachem- si fa con comportamenti corretti e informazioni affidabili, non con l’allarmismo”.
MASSIMILIANO CONTI SINDACO NISCEMI, DONATELLA LICIA MESSINA PREFETTO CALTANISSETTA, LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, FABIO CICILIANO COMMISSARIO STRAORDINARIO DI GOVERNO
Dallo stanziamento straordinario ai cantieri: la Premier blinda i fondi per il nisseno e le tre regioni colpite dal maltempo
ROMA – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata questa mattina a Niscemi per fare il punto sulla grave frana che ha colpito la zona e per confrontarsi direttamente con il Consiglio comunale e con il comitato dei cittadini.
L’occasione è servita per annunciare lo sblocco definitivo dei fondi stanziati a inizio anno: domani, infatti, il Consiglio dei Ministri esaminerà e licenzierà i due programmi operativi che metteranno ufficialmente a terra i 150 milioni di euro previsti dal decreto di febbraio (poi convertito in legge ad aprile) per rispondere ai danni causati dal ciclone Harry.
I DUE PIANI SUL TAVOLO
I provvedimenti che approderanno domani a Palazzo Chigi si muoveranno su due binari paralleli e complementari, pensati per coprire sia le urgenze strutturali che il sostegno diretto alla popolazione colpita:
Infrastrutture e territorio: Il primo programma sarà interamente dedicato alle opere fondamentali di messa in sicurezza del suolo e al ripristino della rete infrastrutturale, con un focus prioritario sulla viabilità e sul recupero delle strade danneggiate.Sostegno alle famiglie e demolizioni: Il secondo pacchetto riguarderà l’erogazione degli indennizzi per i nuclei familiari che hanno perso la propria abitazione, seguendo criteri specifici di assegnazione, oltre a finanziare gli interventi di demolizione degli stabili ormai dichiarati definitivamente inagibili.“NEL 1997 CI VOLLERO 7 ANNI”
Nel corso del suo punto stampa nel comune nisseno, la Premier ha voluto sottolineare con forza la rapidità della risposta governativa, tracciando un parallelismo con la storia recente delle ricostruzioni in Italia.
“Essere riusciti a portare in Consiglio dei Ministri in meno di quattro mesi tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini è un grande passo in avanti”, ha rivendicato Giorgia Meloni.
“Si tratta di un lavoro radicalmente diverso rispetto a quello a cui abbiamo assistito, ad esempio, dal 1997, quando ci sono voluti ben sette anni solo per varare un piano di messa in sicurezza del territorio, e dove gli indennizzi li stavamo ancora erogando nel 2025”.
Un risultato di efficienza per il quale la presidente del Consiglio ha espresso un ringraziamento esplicito alle autorità locali e alla struttura commissariale: “Devo ringraziare ovviamente il sindaco, ma anche e soprattutto il commissario straordinario, Fabio Ciciliano, perché mi pare che sia stato fatto un lavoro molto importante per questa comunità”.
Si conclude con entusiasmo la VIII Stagione Concertistica promossa dall’APS Artemus di Pompei, una stagione che ha registrato in tutti gli appuntamenti una grande partecipazione di pubblico, confermando il crescente interesse del territorio verso il progetto artistico che vede la direzione del M° Alfonso Todisco, giovane direttore d’orchestra attivo in Italia e all’estero, docente del Conservatorio di Avellino.
Un percorso iniziato nel 2017 come Orchestra Artemus e che, il 26 marzo 2026, dopo otto stagioni concertistiche ha segnato una tappa storica con la concessione ufficiale da parte del Comune di Pompei del nome “Orchestra Città di Pompei”: un riconoscimento istituzionale che valorizza il lavoro culturale portato avanti negli anni dalla compagine musicale sul territorio.
La stagione 2026 si è aperta il 4 gennaio con il Gran Concerto di Capodanno Città di Pompei, accolto da una sala gremita e da grande entusiasmo da parte del pubblico. Il 28 febbraio l’orchestra è tornata protagonista con il concerto omaggio a Ennio Morricone, un appuntamento particolarmente sentito che ha attraversato alcune delle pagine più celebri del grande compositore italiano. Il 15 marzo il concerto “Virtuosi in Scena” ha proposto un viaggio musicale dal Barocco a Puccini, mettendo in evidenza la versatilità dell’ensemble insieme a sei giovani e talentuosi solisti del territorio, in un dialogo tra epoche, stili e linguaggi musicali differenti. Il 4 aprile è andato in scena uno degli appuntamenti simbolo della stagione: “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, concerto che ha rappresentato anche il debutto ufficiale con il nuovo nome Orchestra Città di Pompei. Protagonista della serata il violinista solista Vincenzo Meriani. La sala gremita ha accolto con lunghi e calorosi applausi non solo l’esecuzione del celebre capolavoro vivaldiano, ma anche l’annuncio ufficiale del nuovo nome dell’orchestra.
A chiudere la stagione, il 10 maggio, è stato il “Galà Lirico di Primavera”, concerto finale che ha unito l’Orchestra Città di Pompei ai giovani artisti selezionati nell’ambito dell’Italian Opera Lab, la masterclass internazionale promossa dall’APS Artemus che ha visto la partecipazione di due personalità di spicco nel mondo della lirica: il direttore d’orchestra Giacomo Sagripanti ed il soprano Valeria Sepe. La serata ha visto al centro alcune delle pagine più affascinanti del repertorio lirico italiano.
La stagione ha rappresentato non soltanto una rassegna concertistica, ma il consolidamento di un progetto culturale sempre più radicato nella città. Il costante riscontro del pubblico, la partecipazione crescente agli eventi e il riconoscimento ricevuto dalle istituzioni confermano oggi la solidità di un percorso che guarda al futuro con nuove idee, nuovi progetti e una visione artistica sempre più ampia.
L’evento, fra i più elevati per intensità e durata, si è registrato al largo di Bacoli ad una profondità di 3.1 chilometri. Nel capoluogo non suoneranno le campanelle nella “zona rossa” di Bagnoli-Fuorigrotta
NAPOLI – Una scossa di magnitudo 4.4 ha interessato i Campi Flegrei alle 5:50 di questa mattina al largo di Bacoli ad una profondità di 3.1 chilometri (dati Osservatorio Vesuviano dell’Ingv). È in corso uno sciame sismico nell’area: sono stati rilevati in via preliminare 10 terremoti con magnitudo Md = 0.0 e una magnitudo massima Md = 4.4 ± 0.3.
L’evento, fra i più elevati per intensità e durata, da quando è in corso il bradisismo è stato avvertito dalla popolazione della zona flegrea e non solo. Tante le segnalazioni da diversi quartieri di Napoli, fino all’area nord e a diversi Comuni della cintura metropolitana. Alle 5.53 i sismografi dell’Ingv hanno registrato una seconda scossa di magnitudo 1.2 ed alle 5.57 un’altra di 2.1.
Sono in corso verifiche di eventuali danni da parte degli enti locali e delle autorità competenti. Da primissimi riscontri, a Baia si è registrato il cedimento parziale dell’arco in pietra del belvedere Maurizio Valenzi nei pressi dello storico Castello aragonese. Il sistema regionale della protezione civile, si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia, si è immediatamente attivato a seguito della scossa. L’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, è in contatto con la Prefettura e tutti i comuni dell’area per verificare se vi siano richieste da parte del territorio e tiene informato il presidente della Regione Roberto Fico.
Alla Sala operativa della protezione civile regionale sono pervenute alcune telefonate da parte di cittadini per la sola richiesta di informazioni. I Comuni stanno attivando i Centri Operativi Comunali. Prosegue il monitoraggio da parte della Regione.
SCUOLE CHIUSE A BACOLI, POZZUOLI E QUARTO
A Bacoli, Pozzuoli e Quarto è stata predisposta la chiusura delle scuole. “Ho disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di Bacoli. E, contestualmente, la verifica di tutte le strutture scolastiche“, ha scritto su Facebook il sindaco Josi Gerardo Della Ragione.
“L’epicentro è stato in mare, al largo della nostra costa. E la scossa ha avuto magnitudo 4.4. Tra le più importanti in questi ultimi anni. Ho appena ricevuto la chiamata del Capo Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Siamo riuniti in Centro Coordinamento Soccorsi convocato dalla Prefettura di Napoli”, ha aggiunto in un secondo post.
Il primo cittadino, poi, ha parlato dei primi danni registrati: “Qui siamo al belvedere ‘Maurizio Valenziì di via Castello, in Bacoli. Alle pendici del Castello Aragonese. In uno dei punti panoramici più belli e conosciuti della nostra città. Molti cittadini ci segnalano il cedimento di parte di intonaci di dalle facciate di edifici privati. Stiamo ricevendo chiamate da parte di residenti che ci segnalano criticità all’interno delle abitazioni private. E ci vengono segnalati anche danni ai costoni che affacciano sul mare”.https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fjosigerardodellaragione%2Fposts%2Fpfbid0yvY9FcNEioWw9RcoRXDTDMgdnqsndtjsyWVE4NN5wAub2PoPi7KLuzTnwPYWazECl&show_text=true&width=500
Scuole chiuse anche a Pozzuoli, come fa sapere il sindaco Gigi Manzoni: “Stiamo predisponendo la sospensione delle attività didattiche per consentire i dovuti controlli sugli edifici scolastici”. Stessa misura per il comune di Quarto: “Il sindaco Antonio Sabino in sede di Coc ha disposto l’avvio immediato di verifiche in tutte le scuole del territorio e negli edifici pubblici. Dai primi, provvisori accertamenti nel territorio di Quarto non si registrano danni. In via precauzionale il sindaco ha disposto per la giornata di oggi 21 maggio la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale di Quarto“.
E stamattina non suoneranno le campanelle anche a Giugliano in Campania. “Una scelta fatta – scrive la fascia tricolore Diego D’Alterio – con senso di responsabilità per permettere ai tecnici di effettuare tutte le verifiche necessarie sugli edifici scolastici e garantire la massima sicurezza agli studenti, al personale e alle famiglie”.
A NAPOLI CHIUSE SCUOLE ZONA ROSSA BAGNOLI-FUORIGROTTA
L’amministrazione Comunale di Napoli, d’intesa con la Protezione Civile e le autorità competenti, ha disposto un provvedimento di chiusura precauzionale per la giornata di oggi 21 maggio, per gli istituti scolastici situati all’interno della “zona rossa” del quartiere Bagnoli-Fuorigrotta. Così in una nota di Palazzo San Giacomo in cui si legge che il provvedimento si è reso necessario “per consentire ai tecnici del Comune e ai Vigili del Fuoco di effettuare i dovuti sopralluoghi tecnici e le verifiche di idoneità statica sugli edifici, a tutela dell’incolumità di studenti, personale docente e ATA”. Qui l’elenco completo.
CEDIMENTO A BELVEDERE BAIA E STOP A LINEE FLEGREE
Si registrano segnalazioni di cedimenti dell’arcata del Belvedere di Baia, lungo i costoni di Bacoli, tra Punta Epitaffio e Pennata e di parte degli intonaci delle facciate di abitazioni private. Lo comunica la Prefettura di Napoli, che ha convocato questa mattina una riunione del Centro coordinamento dei soccorsi. Squadre di tecnici della Città metropolitana e della Regione stanno controllando gli edifici scolastici. Sono monitorati anche gli eventuali picchi di cO2 nella zona Solfatara-Pisciarelli.
La Rete ferroviaria italiana linea Metropolitana L2 Villa Literno-Napoli, inizialmente sospesa per l’intera tratta per le verifiche alle opere civili e fabbricati, è stata poi parzialmente riaperta. Resta interdetto esclusivamente il tratto Giugliano – Villa Literno per sopralluoghi. Le linee flegree (Cumana e Circumflegrea) restato sospese per controlli alle infrastrutture. Chiuso il Parco archeologico di Pozzuoli.
Direttiva Habitat, Confeuro: “Agricoltura colonna portante della tutela ambiente”
“In occasione dell’anniversario dell’adozione della Direttiva Habitat da parte dell’Unione Europea, avvenuta il 21 maggio 1992, Confeuro desidera ribadire il valore strategico di una normativa che, da oltre trent’anni, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della tutela della biodiversità, della conservazione degli habitat naturali e della protezione della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione degli Agricoltori Europei. “La salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi – prosegue Tiso – non può essere considerata un obiettivo astratto o distante dal mondo agricolo. Al contrario, gli agricoltori sono quotidianamente protagonisti della difesa del territorio e della cura del patrimonio naturale. Per questo motivo riteniamo essenziale promuovere modelli produttivi sempre più sostenibili, come l’agricoltura rigenerativa e l’agroecologia, capaci di coniugare competitività, qualità e rispetto dell’ambiente. Affinché la transizione ecologica sia realmente efficace ed equa – conclude il presidente nazionale Confeuro – è però indispensabile accompagnare economicamente le imprese agricole, in particolare le piccole e medie aziende, che rappresentano i veri custodi delle aree rurali e della biodiversità europea. Senza un adeguato sostegno, il rischio è quello di scaricare sui produttori agricoli costi e responsabilità che devono invece essere condivisi all’interno di una visione politica europea lungimirante e concreta”.
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