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Piana Reatina: Paolucci (Uil Rieti): “Cittadini esasperati

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Intervengano le istituzioni”

“I problemi nella Piana Reatina sono sempre più evidenti macontinuano a essere sottovalutati. Non a caso, sotto il peso delle ultime piogge, l’asfalto si è nuovamente deteriorato, lasciando buche e crepe che rendono la viabilità quotidiana difficile e pericolosa per automobilisti, lavoratori e residenti. A questo si aggiunge la situazione dell’illuminazione pubblica che, in alcune aree praticamente assente, sta favorendo l’aumento dei furti nelle abitazioni”. Lo denuncia Alberto Paolucci, segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana.

“Tra le tante criticità – prosegue Paolucci – quella dei furti nelle ore notturne sta alimentando un clima crescente di insicurezza e paura, che incide negativamente sulla qualità della vita dei residenti dellaPiana Reatina. Sappiamo che le forze dell’ordine, alle quali va il nostro ringraziamento, stanno producendo un importante sforzo investigativo che ci auguriamo porti rapidamente ad assicurare alla giustizia i responsabili. Molto meno, invece, si sa sui progetti che l’amministrazione comunale intende realizzare per fornire risposte concrete e tempestive alla comunità”.

“Riteniamo – aggiunge il segretario della Uil – che sicurezza e manutenzione del territorio debbano rappresentare prioritànell’agenda amministrativa. E’ necessario avviare al più presto una stagione di confronto serio con i cittadini e mettere in campo tutti gli interventi strutturali necessari a garantire una gestione attenta e responsabile del territorio, restituendo serenità e dignità a chi vive e lavora nella Piana Reatina”.

“Continueremo a vigilare e a chiedere che le istanze dei cittadini vengano ascoltate e accolte – conclude Paolucci – perché nessunaparte della città deve restare indietro e perché la Piana reatina devediventare un luogo sicuro, curato e dignitoso per tutte le persone che la abitano e la scelgono ogni giorno per vivere e lavorare”.

A 10 anni dal terremoto rinasce “Matrù – Dalla Valle del Velino al Tronto”

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Una rivista, un portale e Social dedicati si sposano in un progetto crossmediale
per raccontare e promuovere Accumoli, Amatrice e il cuore dell’Appennino Centrale

Una piattaforma editoriale per raccontare, con responsabilità e visione, il cuore dell’Appennino Centrale. Prende ufficialmente il via “Matrù – Dalla Valle del Velino al Tronto”, il nuovo progetto editoriale promosso ed editato da “Radici e Ali”, la Cooperativa di Comunità di Amatrice e Accumoli, pensato per raccontare il territorio con uno sguardo contemporaneo e radicato nelle comunità.

“Matrù” sarà una rivista free press anche in versione inglese, una piattaforma digitale e un ecosistema di contenuti capace di intrecciare informazione, identità, sviluppo locale e promozione territoriale.

Un progetto che affonda le proprie radici nella storica rivista ideata nel 2012 dal giornalista Daniele Galli, oggi membro del CdA della Cooperativa, e che torna oggi con una visione rinnovata, condivisa con la giornalista Emma Moriconi, nuovo Direttore Responsabile della piattaforma.

“Matrù nasce dall’idea che i territori non vadano soltanto raccontati, ma accompagnati nella loro crescita – dichiara il presidente di “Radici e Ali”, Marzio Mozzetti -. Vogliamo costruire uno spazio editoriale autorevole e indipendente, capace di valorizzare energie, imprese, istituzioni e comunità. Non sarà un semplice mezzo di comunicazione glocal, ma uno strumento di connessione e sviluppo al servizio della nostra gente”.

Determinante, fin dall’avvio, è stato il sostegno di due importanti realtà imprenditoriali del territorio amatriciano: la società di progettazione CARing for engineering, che sosterrà in particolar modo il lancio del progetto e l’azienda di costruzioni Consorzio Stabile Matrix, che contribuirà allo sviluppo strategico.

Entrambi i Partner hanno scelto di aderire a “Matrù” condividendone la visione e sostenendola con convinzione. Lo hanno fatto “a scatola chiusa”, riconoscendone il valore strategico per il territorio e interpretando il proprio impegno come espressione concreta di responsabilità sociale d’impresa.

Gli accordi di partnership si affiancano all’impegno diretto della governance della Cooperativa, in una logica di partecipazione condivisa e di alleanza tra mondo produttivo e società civile, di cui “Radici e Ali” è naturale portavoce.

“Il fatto che CARing for engineering e Consorzio Stabile Matrix abbiano deciso di sostenere questo patto – commenta Armando Nanni, primo presidente della Cooperativa e oggi Consigliere delegato ad Associazionismo e Comunità – scegliendo di andare oltre la logica consueta della sponsorizzazione, attraverso una partnership con Radici e Ali, quale editore di ‘Matrù’, è un passaggio importante sul piano reputazionale per l’imprenditoria del territorio: dallo scambio, alla creazione del valore condiviso; da un approccio motivato solo dalla visibilità e interesse aziendale, a un approccio orientato alla  responsabilità sociale di impresa”.

“Ci auguriamo – conclude il Consigliere – che altre associazioni e imprese del territorio intraprendano presto questa strada, sostenendo insieme a noi iniziative e progetti con ricaduta sulla vita economica o sociale”.

Il progetto “Matrù” si inserisce nel percorso di rilancio e consolidamento di “Radici e Ali”, che nel 2026 ha rinnovato il proprio Consiglio di Amministrazione, rafforzando la propria vocazione a essere soggetto attivo nella ricostruzione non solo materiale, ma anche culturale ed economica del territorio.

La pubblicazione del portale è prevista per l’inizio della prossima estate, mentre il lancio della rivista avverrà in prossimità dell’anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 ha seminato distruzione ma non ha azzerato la capacità di resilienza delle nostre comunità.

Nelle prossime settimane prenderanno il via le attività di produzione contenuti, sviluppo digitale e ampliamento della rete di Partner.

Chi è e cosa fa “Radici e Ali”

“Radici e Ali” è un’impresa multifunzionale, sia per la pluralità dei settori coinvolti, sia per le soluzioni che produce. È un’impresa di alleanze fra soggetti di diversa natura, profit e no profit, pubblici e privati, che intendono, in una logica sistemica, valorizzare i contesti collaborativi, generando economia nell’interesse collettivo. È un’impresa inter-territoriale che sostiene le sinergie locali e costruisce reti di collaborazione tra Comuni. È un’impresa di comunità che vuole rispondere alle problematiche del post sisma in una logica di responsabilità sociale e utilizza un modello cooperativistico

“Matrù – Dalla Valle del Velino al Tronto”


Una rivista, un portale e Social dedicati si sposano in un progetto crossmediale
per raccontare e promuovere Accumoli, Amatrice e il cuore dell’Appennino Centrale

Una piattaforma editoriale per raccontare, con responsabilità e visione, il cuore dell’Appennino Centrale. Prende ufficialmente il via “Matrù – Dalla Valle del Velino al Tronto”, il nuovo progetto editoriale promosso ed editato da “Radici e Ali”, la Cooperativa di Comunità di Amatrice e Accumoli, pensato per raccontare il territorio con uno sguardo contemporaneo e radicato nelle comunità.

“Matrù” sarà una rivista free press anche in versione inglese, una piattaforma digitale e un ecosistema di contenuti capace di intrecciare informazione, identità, sviluppo locale e promozione territoriale.

Un progetto che affonda le proprie radici nella storica rivista ideata nel 2012 dal giornalista Daniele Galli, oggi membro del CdA della Cooperativa, e che torna oggi con una visione rinnovata, condivisa con la giornalista Emma Moriconi, nuovo Direttore Responsabile della piattaforma.

“Matrù nasce dall’idea che i territori non vadano soltanto raccontati, ma accompagnati nella loro crescita – dichiara il presidente di “Radici e Ali”, Marzio Mozzetti -. Vogliamo costruire uno spazio editoriale autorevole e indipendente, capace di valorizzare energie, imprese, istituzioni e comunità. Non sarà un semplice mezzo di comunicazione glocal, ma uno strumento di connessione e sviluppo al servizio della nostra gente”.

Determinante, fin dall’avvio, è stato il sostegno di due importanti realtà imprenditoriali del territorio amatriciano: la società di progettazione CARing for engineering, che sosterrà in particolar modo il lancio del progetto e l’azienda di costruzioni Consorzio Stabile Matrix, che contribuirà allo sviluppo strategico.

Entrambi i Partner hanno scelto di aderire a “Matrù” condividendone la visione e sostenendola con convinzione. Lo hanno fatto “a scatola chiusa”, riconoscendone il valore strategico per il territorio e interpretando il proprio impegno come espressione concreta di responsabilità sociale d’impresa.

Gli accordi di partnership si affiancano all’impegno diretto della governance della Cooperativa, in una logica di partecipazione condivisa e di alleanza tra mondo produttivo e società civile, di cui “Radici e Ali” è naturale portavoce.

“Il fatto che CARing for engineering e Consorzio Stabile Matrix abbiano deciso di sostenere questo patto – commenta Armando Nanni, primo presidente della Cooperativa e oggi Consigliere delegato ad Associazionismo e Comunità – scegliendo di andare oltre la logica consueta della sponsorizzazione, attraverso una partnership con Radici e Ali, quale editore di ‘Matrù’, è un passaggio importante sul piano reputazionale per l’imprenditoria del territorio: dallo scambio, alla creazione del valore condiviso; da un approccio motivato solo dalla visibilità e interesse aziendale, a un approccio orientato alla  responsabilità sociale di impresa”.

“Ci auguriamo – conclude il Consigliere – che altre associazioni e imprese del territorio intraprendano presto questa strada, sostenendo insieme a noi iniziative e progetti con ricaduta sulla vita economica o sociale”.

Il progetto “Matrù” si inserisce nel percorso di rilancio e consolidamento di “Radici e Ali”, che nel 2026 ha rinnovato il proprio Consiglio di Amministrazione, rafforzando la propria vocazione a essere soggetto attivo nella ricostruzione non solo materiale, ma anche culturale ed economica del territorio.

La pubblicazione del portale è prevista per l’inizio della prossima estate, mentre il lancio della rivista avverrà in prossimità dell’anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 ha seminato distruzione ma non ha azzerato la capacità di resilienza delle nostre comunità.

Nelle prossime settimane prenderanno il via le attività di produzione contenuti, sviluppo digitale e ampliamento della rete di Partner.

Chi è e cosa fa “Radici e Ali”

“Radici e Ali” è un’impresa multifunzionale, sia per la pluralità dei settori coinvolti, sia per le soluzioni che produce. È un’impresa di alleanze fra soggetti di diversa natura, profit e no profit, pubblici e privati, che intendono, in una logica sistemica, valorizzare i contesti collaborativi, generando economia nell’interesse collettivo. È un’impresa inter-territoriale che sostiene le sinergie locali e costruisce reti di collaborazione tra Comuni. È un’impresa di comunità che vuole rispondere alle problematiche del post sisma in una logica di responsabilità sociale e utilizza un modello cooperativistico

POGGIO MIRTETO. I CARABINIERI DENUNCIANO UN 39ENNE PER FURTO E INDEBITO UTILIZZO DI CARTE DI PAGAMENTO

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I Carabinieri della Stazione di Poggio Mirteto, a conclusione di un’articolata attività d’indagine, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un 39enne residente nella Bassa Sabina, ritenuto responsabile dei reati di furto e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.

L’indagine è scaturita dalla denuncia sporta da un cittadino straniero il quale, dopo aver riscontrato sul proprio estratto conto online una serie di operazioni sospette, si è rivolto ai militari dell’Arma.

La vittima non era in grado di precisare se la propria carta bancomat fosse stata oggetto di furto o se fosse stata accidentalmente smarrita in precedenza.

I riscontri bancari hanno permesso di accertare che ignoti avevano effettuato diversi prelievi fraudolenti presso vari sportelli ATM, senza il consenso del titolare.

L’attività investigativa, condotta con tempestività dai militari della Stazione, si è concentrata sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza degli istituti di credito interessati.

L’accurato incrocio dei dati temporali delle transazioni illecite con i filmati acquisiti ha permesso di identificare con certezza l’odierno indagato quale autore materiale dei prelievi.

L’uomo dovrà ora rispondere dinanzi all’Autorità Giudiziaria reatina delle condotte contestate.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Sanità, SICCH: bene aumento donazioni organi,pronti a supportare CNT per revisione protocolli trapianti

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 “Rinnoviamo vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico Caliendo.
Obbligo morale pronta ricostruzione obiettiva degli eventi, per assicurare che quanto accaduto non possa più ripetersi”

“È responsabilità di una Società scientifica, basandosi sulle nuove conoscenze e sulle esperienze avverse,

riaggiornare le raccomandazioni sui percorsi di cura dei pazienti, rendendoli sempre più sicuri ed affidabili”

Roma, 16 marzo – La Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, nel rinnovare vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico Caliendo, riafferma innanzitutto l’obbligo morale di una pronta ricostruzione obiettiva degli eventi, per assicurare che quanto accaduto non possa più ripetersi.

Più in generale, la SICCH accoglie con soddisfazione i recenti dati diffusi dal Centro Nazionale Trapianti, da cui si evince un incremento del numero di donazioni d’organo, nel 2026, in Italia. Nell’esprimere apprezzamento e sostegno per l’operato del CNT, la Società scientifica rimane a disposizione per supportare l’iter di revisione e diffusione di nuovi protocolli finalizzati a consolidare l’eccellenza dell’attività trapiantologica italiana.

Il trapianto cardiaco è una procedura chirurgica complessa, non scevra di rischi, offerta a pazienti altrimenti destinati a breve aspettativa di vita residua. In migliaia hanno beneficiato della donazione di un cuore e vivono grazie a questo enorme e generoso gesto di solidarietà umana. E diverse centinaia di pazienti sono ancora in lista ed attendono la sensibilità di un nuovo gesto di donazione.  

È responsabilità di una Società scientifica, basandosi sulle nuove conoscenze e sulle esperienze avverse, riaggiornare le raccomandazioni sui percorsi di cura dei pazienti, rendendoli sempre più sicuri ed affidabili e rafforzando la fiducia degli utenti nell’operato dello staff sanitario.

PRECARI GIUSTIZIA, DELMASTRO (FDI): PUBBLICATI BANDI PER STABILIZZAZIONE, PROMESSA MANTENUTA

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ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE SOTTOSEGRETARIO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA GIORGIA MELONI PREMIER

“Con la pubblicazione del bando per la stabilizzazione di 9368 lavoratori del comparto giustizia il Governo Meloni mantiene le promesse, riuscendo dove i governi precedenti hanno fallito. Attraverso uno sforzo senza precedenti, dal 1 luglio garantiamo un futuro stabile ai giovani assunti a tempo determinato con il Pnrr, capitale umano indispensabile per abbattere l’arretrato e garantire agli italiani una giustizia efficiente. Al posto di sfruttare i lavoratori per fare sinistra propaganda, noi li valorizziamo per far crescere l’Italia: a chi aveva creato incertezza e instabilità rispondiamo con programmazione e responsabilità”.

Lo dichiara il Sottosegretario alla Giustizia e deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro delle Vedove.

Sora Città che Legge: presentazione della raccolta “Racconti selvatici – Wild Tales”

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Un nuovo appuntamento del programma Sora Città che Legge porterà a Sora un momento di riflessione e confronto dedicato al rapporto tra natura, territorio e comunità.

Sabato 21 marzo 2026 alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Sora, sarà presentata la raccolta “Racconti selvatici – Wild Tales”, a cura dell’associazione ambientalista internazionale Rewilding Apennines.

Il volume raccoglie una serie di storie nate dalla campagna #Nonavveleniamoci, promossa per contrastare gli avvelenamenti della fauna selvatica nell’Appennino centrale e sensibilizzare sull’importanza della tutela della biodiversità e della convivenza tra uomo e natura.

L’iniziativa si inserisce nel programma di Sora Città che Legge, progetto del Comune di Sora sostenuto dal Centro per il Libro e la Lettura, nato per promuovere la lettura come occasione di incontro, dialogo e partecipazione attraverso libri, autori e storie capaci di raccontare il territorio.

L’incontro sarà introdotto da Filomena Perruzza e Massimo Imbrosciano. Nel corso dell’appuntamento Maura Giallatini, educatrice e guida ambientale, dialogherà con i rappresentanti di Rewilding Apennines, che presenteranno il nuovo progetto dedicato al ritorno della natura selvaggia nell’Appennino centrale.

La presentazione si svolge inoltre nell’ambito delle iniziative legate al World Rewilding Day, giornata internazionale dedicata alla tutela degli ecosistemi e alla valorizzazione dei processi naturali.

Per L a Consigliera Manuela Cerqua, curatrice del progetto Sora Città che Legge:

«Questo incontro arricchisce il programma di Sora Città che Legge con un tema di grande attualità, capace di unire racconto, territorio e sensibilità ambientale. Un ringraziamento particolare va a Massimo Imbrosciano, che ha fortemente voluto questo appuntamento e si è dedicato con grande impegno all’organizzazione e alla cura dell’evento».

La cittadinanza è invitata a partecipare.

UNGHERIA :MERCOLEDI’ IN CAMPIDOGLIO UN INCONTRO PUBBLICO SUL REGIME DI ORBAN ORGANIZZATO DA AZIONE

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Roma, lunedì 16 marzo 2026 – Mercoledì 18 marzo 2026, alle ore 18.00, presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, si terrà l’incontro pubblico dal titolo“Ungheria: il regime illiberale di Orbán al tramonto?”. Organizzato dal gruppo capitolino di Azione, l’evento offrirà un’analisi approfondita della trasformazione politica ungherese degli ultimi sedici anni e delle prospettive in vista delle imminenti elezioni del 12 aprile prossimo. Relatore dell’incontro sarà Roberto Ruspanti, una delle voci più autorevoli nel dibattito italiano sull’Europa centro-orientale. Ordinario di Lingua e letteratura ungherese all’Università di Udine, studioso di riferimento nel panorama italiano per la storia culturale e letteraria dell’Ungheria, nonché autore di diversi volumi, saggi e articoli riguardanti i rapporti storico-letterari e culturali italo-ungheresi, Ruspanti è stato anche insignito dell’onorificenza Pro Cultura Hungarica per il suo contributo alla diffusione della cultura magiara.

Ad introdurre il suo intervento, nell’incontro a cui parteciperà anche Alessio D’Amato, consigliere della Regione Lazio e segretario romano di Azione, saranno Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, capogruppo e consigliere di Azione in Campidoglio. Negli ultimi sedici anni il Primo Ministro Viktor Orbán ha guidato l’Ungheria con un sistema politico definito da lui stesso “democrazia illiberale”. Questo assetto, secondo numerosi studi indipendenti, ha progressivamente ridotto gli spazi democratici attraverso riforme costituzionali e istituzionali, un controllo più o meno diretto dei media, una limitazione dell’indipendenza della magistratura e un deterioramento dello stato di diritto. Ad una manciata di settimane dal voto, l’Ungheria continua a vivere in un clima politico particolarmente teso in cui l’esito appare incerto. Del resto, sicuramente questa tornata elettorale, definita dalla stampa internazionale come la più importante per l’UE nel 2026, avrà un forte impatto sul panorama politico continentale e sulla coesione interna dell’Unione. Nel corso dell’incontro, dunque, partendo da una ricostruzione storica e critica del percorso politico ungherese degli ultimi sedici anni e analizzando i fattori che hanno favorito il consolidamento del potere di Orbán, Ruspanti illustrerà i possibili scenari post-elettorali e le prospettive di un eventuale ricambio di governo. Il dibattito offrirà ampio spazio anche alle dinamiche culturali e sociali che accompagnano la crisi del modello illiberale.

L’evento è aperto al pubblico.

Polizia di Stato: arrestato Carlo Petrillo, referente del clan camorristico BELFORTE

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Era latitante dal 2017. Su di lui una condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione.

E’ arrivato oggi in Italia, espulso dagli Stati Uniti, Carlo Petrillo, referente del clan camorristico “Belforte”. 

Al termine di una complessa indagine, era stato localizzato e fermato negli Stati Uniti il 16 dicembre 2025, dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta, dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, coordinati dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli, e dal Federal Bureau of Investigation (F.B.I.). 

Carlo Petrillo, oggi quarantatreenne, si era reso irreperibile dal 2017, dopo la condanna in via definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione.

L’uomo era ricercato per fatti risalenti al 2006, anni in cui era considerato il referente del clan camorristico “Belforte” a Caserta; era l’organizzatore di un’associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina nel capoluogo casertano, dove aveva creato una propria rete di spacciatori al dettaglio.

Rintracciato negli Stati Uniti, dove era fuggito nel 2017 prima che passasse in giudicato la condanna per sottrarsi all’esecuzione della pena, si era ricostruito una vita diventando titolare di numerose attività commerciali. 

L’attività investigativa fa parte del progetto “Wanted” della Polizia di Stato, finalizzato alla cattura dei latitanti.

Dopo i provvedimenti esecutivi della pena, emessi dalla Procura generale presso la Corte di appello di Napoli, Petrillo è stato espulso dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza interna e per violazione delle norme sulla immigrazione e, arrivato in Italia, gli investigatori, in collaborazione con la Polizia di Frontiera di Fiumicino, hanno eseguito l’arresto e lo hanno condotto in carcere.

OSTIA ANTICA: IN QUESTI GIORNI FURTO DELLA STATUA NEL BORGO

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ECOITALIASOLIDALE CHIEDE PIÙ SICUREZZA E TUTELA DEL PATRIMONIO

Cresce la preoccupazione nel quartiere di Ostia Antica, nel X Municipio di Roma, per il susseguirsi di furti e atti criminali che stanno colpendo la zona e che stanno alimentando un clima di forte allarme tra residenti e operatori locali. L’ultimo episodio, avvenuto in questi ultimi giorni, riguarda il furto di una statua collocata nel Borgo storico, un gesto che non rappresenta soltanto la sottrazione di un’opera artistica ma un vero e proprio attacco all’identità culturale della comunità.
L’opera rubata è una scultura del maestro Giuseppe Faella, simbolo di pace collocato all’ingresso della Sala Riario della chiesa di Sant’Aurea, in Piazza della Rocca, uno dei punti più significativi del Borgo di Ostia Antica e luogo di riferimento culturale e storico per il quartiere.
Secondo le prime ipotesi degli investigatori, il furto sarebbe stato compiuto da persone esperte. La statua, infatti, ha dimensioni e peso tali da rendere improbabile un’azione improvvisata: si tratterebbe quindi di un’operazione pianificata e realizzata con mezzi adeguati. Non si esclude che i responsabili abbiano approfittato anche dell’assenza di telecamere di videosorveglianza nella zona.
L’episodio si inserisce purtroppo in un quadro più ampio di crescente insicurezza. Dall’inizio del 2026, infatti, Ostia Antica ha registrato numerosi furti in abitazioni, esercizi commerciali e locali di ristorazione, oltre ad atti di vandalismo ai danni di veicoli parcheggiati nelle aree più isolate del quartiere.
I residenti denunciano da tempo alcune criticità strutturali che renderebbero il territorio più vulnerabile, tra cui la scarsa illuminazione pubblica in diversi vicoli e la mancanza di un sistema di videosorveglianza capillare. Condizioni che, secondo molti cittadini, favorirebbero l’azione dei malviventi. Non si esclude inoltre la presenza di gruppi criminali itineranti, eventualmente supportati da basisti locali che conoscerebbero bene le abitudini e i punti più vulnerabili della zona.
Intanto è stato lanciato un appello alla cittadinanza: chiunque abbia notato movimenti sospetti nella notte del furto è invitato a collaborare con le forze dell’ordine. Anche la diffusione della notizia attraverso i social network potrebbe contribuire a rendere l’opera più difficile da collocare nel mercato nero dell’arte.
Sulla vicenda è intervenuto Gaetano Di Staso, responsabile del X Municipio di Ecoitaliasolidale. «Il furto della statua di Giuseppe Faella è un colpo diretto al cuore culturale e sociale del Borgo di Ostia Antica. Servono misure urgenti per rafforzare la sicurezza, a partire da un sistema di videosorveglianza diffuso e da un miglioramento dell’illuminazione pubblica nelle aree più esposte».
Anche Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale, chiede un intervento concreto delle istituzioni. «È necessario intensificare l’attenzione alla legalità e alla sicurezza del quartiere. La tutela del patrimonio culturale e la protezione dei cittadini devono diventare priorità reali. Ostia Antica non può trasformarsi in un terreno di impunità per chi compie atti criminali: servono controlli, prevenzione e un impegno costante per restituire sicurezza e fiducia alla comunità». 

REFERENDUM GIUSTIZIA: ECOLOGISTI PER IL SÌ. ECOITALIASOLIDALE: “LA MALA GIUSTIZIA HA UN COSTO PER TUTTI I CITTADINI”

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Il dibattito sulla riforma della giustizia non riguarda soltanto gli addetti ai lavori o le contrapposizioni tra partiti, ma tocca direttamente cittadini, imprese e associazioni che ogni giorno si confrontano con le inefficienze del sistema giudiziario. Il funzionamento della giustizia incide infatti sulla qualità della democrazia, sulla fiducia nelle istituzioni e sulla tutela dei diritti.
Tra le realtà dell’associazionismo che stanno seguendo con attenzione il percorso referendario c’è anche il movimento ecologista Ecoitaliasolidale.
«Anche noi ecologisti siamo per il SÌ, senza ambiguità», dichiara il presidente nazionale Piergiorgio Benvenuti. «Chi difende il territorio sa bene che la tutela dell’ambiente passa anche attraverso una magistratura autorevole, efficiente e credibile. Solo con istituzioni che funzionano le norme ambientali possono diventare strumenti concreti di difesa del territorio, della salute dei cittadini e del futuro delle nuove generazioni».
Il fenomeno dei reati ambientali in Italia resta infatti estremamente preoccupante. Ogni anno vengono accertati oltre 35.000 illeciti ambientali, con una media di quasi 100 reati al giorno, pari a circa 4 ogni ora. Un fenomeno in crescita: nel 2024 si è registrato un aumento del +15,6% rispetto al 2023, con un impatto economico stimato in 8,8 miliardi di euro.
«Per contrastare questi fenomeni – osserva Benvenuti – servono processi rapidi, competenze adeguate e certezza del diritto. Una giustizia inefficiente non penalizza soltanto i cittadini ma favorisce anche chi inquina e devasta il territorio».
Secondo Ecoitaliasolidale, uno degli aspetti più gravi riguarda il costo economico della mala giustizia, che ricade direttamente su tutti i cittadini.
Tra il 2017 e il 2024 si sono registrati 5.933 casi di ingiusta detenzione, per i quali lo Stato – e quindi i contribuenti – ha dovuto pagare 254,5 milioni di euro di risarcimenti. Considerando che la popolazione residente in Italia è di 58.943.464 persone, il costo dei risarcimenti equivale a circa 5 euro per ogni cittadino italiano.
A fronte di questi numeri, i dati sulle valutazioni disciplinari evidenziano una situazione che merita una riflessione. Nello stesso periodo il Consiglio Superiore della Magistratura ha valutato 1.447 magistrati, con solo 11 valutazioni negative, pari a circa lo 0,76% del totale. Le azioni disciplinari avviate sono state 89, di cui 44 archiviate, 28 concluse con assoluzione, 8 con censura e un solo trasferimento, con alcuni procedimenti ancora in corso.
Un altro elemento riguarda il rapporto con le istituzioni europee. L’Italia è infatti frequentemente oggetto di procedure di infrazione e condanne da parte delle istituzioni europee, soprattutto per l’eccessiva durata dei processi e per la mancata esecuzione delle sentenze. Dal 2012 il nostro Paese ha pagato oltre 1,2 miliardi di euro di sanzioni, un costo che grava sull’intera collettività.
«Sono numeri che non possono lasciare indifferenti», conclude Benvenuti. «Ogni errore giudiziario rappresenta una ferita per lo Stato di diritto e per la vita delle persone coinvolte, ma anche un costo economico per tutti i cittadini. Per questo riteniamo che ogni riforma capace di rendere la giustizia più efficiente, più equilibrata e più responsabile debba essere valutata nell’interesse generale del Paese, al di là delle contrapposizioni politiche».