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RIETI: ANZIANA RAGGIRATA AL BANCOMAT: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO PER TRUFFA E INDEBITO UTILIZZO DI CARTE DI CREDITO

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I Carabinieri della Stazione di Rieti, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un cittadino cubano di 42 anni, domiciliato ad Ardea (RM), ritenuto responsabile dei reati di truffa e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.

I fatti risalgono a qualche mese fa. La vittima, una donna reatina di 74 anni, si trovava presso uno sportello bancomat del centro cittadino per effettuare un prelievo. In quel frangente è stata avvicinata dall’indagato il quale, raggirandola, l’ha convinta che la sua carta di pagamento fosse rimasta accidentalmente incastrata nel dispositivo, inducendola ad allontanarsi per chiedere assistenza. Approfittando dell’assenza della donna, il malfattore ha tempestivamente effettuato due prelievi fraudolenti per un importo complessivo di 1.800 euro.

Non appena resasi conto dell’inganno, l’anziana si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Rieti per sporgere formale denuncia. I militari hanno immediatamente avviato una prolungata e scrupolosa attività investigativa, concentrandosi in particolar modo sull’acquisizione e sull’analisi minuziosa delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza degli istituti di credito dove il malfattore aveva effettuato gli indebiti prelievi. Tale attività ha permesso di risalire all’identità del quarantaduenne che è stato, così, denunciato alla Procura della Repubblica.

Alla luce di tale episodio, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti raccomanda alla cittadinanza di prestare la massima attenzione durante le operazioni agli sportelli automatici e di diffidare di sconosciuti. I truffatori, infatti, agiscono strategicamente e spesso si presentano con modi estremamente cortesi e rassicuranti, approfittando della buona fede delle vittime per trarne un illecito profitto, sia di lieve che di ingente entità.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Agricoltura, Confeuro: “Allarme fertilizzanti: stop guerra e soluzione diplomatica”

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Agricoltura, Confeuro: “Allarme fertilizzanti: stop guerra e soluzione diplomatica”

“Condividiamo e riteniamo estremamente preoccupanti le parole dell’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, secondo cui con il blocco dello Stretto di Hormuz e senza adeguate forniture di fertilizzanti quest’anno, il rischio concreto è quello di affrontare una carestia nel prossimo futuro, destinata a colpire soprattutto l’Asia ma anche l’Africa”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale della Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei. “Si tratta di un allarme che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. La disponibilità di fertilizzanti rappresenta infatti un elemento fondamentale per garantire la produzione agricola mondiale. Eventuali interruzioni o gravi difficoltà negli approvvigionamenti rischiano di compromettere seriamente i raccolti dei prossimi anni, aprendo scenari drammatici dal punto di vista alimentare. Il rischio di carestie – prosegue Tiso – riguarda soprattutto quelle nazioni fortemente dipendenti dalle importazioni di questi prodotti, in particolare molti Paesi africani, dove la sicurezza alimentare è già oggi fragile e vulnerabile. In un contesto del genere, poi, ogni tensione geopolitica rischia di amplificare crisi economiche e sociali già molto complesse. Per questo ribadiamo ancora una volta come, per risolvere la grave controversia in Medio Oriente, sia indispensabile la strada della diplomazia, e non quella delle armi. Questa vicenda dimostra inoltre quanto il mondo in cui viviamo sia ormai profondamente globalizzato e interdipendente. In tale contesto, agricoltura e agroalimentare rappresentano settori strategici per il futuro dell’umanità. Proprio per questo motivo l’Europa deve continuare a investire con decisione nell’agricoltura, nella sicurezza alimentare e nella tutela delle produzioni, rafforzando politiche capaci di garantire stabilità e sostenibilità al comparto primario”, conclude il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso.

Travolge e uccide due donne che attraversano la strada: a Napoli arrestato 38enne positivo all’alcoltest

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L’incidente è avvenuto in Corso Garibaldi, all’altezza di Porta Nolana. Arrestato per omicidio stradale un uomo alla guida di una Mercedes

NAPOLI – Proseguono le indagini sul gravissimo incidente stradale avvenuto a Napoli nella serata di ieri intorno alle 19:15, in corso Garibaldi, all’altezza di Porta Nolana che ha causato la morte di due donne ucraine. Per omicidio stradale è stato arrestato un 34enne.

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COSA È SUCCESSO

Secondo quanto accertato dagli uomini dell’Unità Operativa San Lorenzo e dell’Infortunistica Stradale della polizia locale, due donne di nazionalità ucraina stavano attraversando corso Garibaldi per dirigersi verso via San Cosmo Fuori Porta Nolana. Una volta giunte al centro della carreggiata, sono state travolte con estrema violenza da una auto guidata da un uomo di 34 anni.

A causa del violento impatto, il conducente ha perso il controllo della vettura, terminando la propria corsa contro tre veicoli regolarmente in sosta sul lato destro della strada. Le ferite riportate dalle due cittadine ucraine sono apparse subito disperate: una delle due donne è deceduta sul colpo a causa della gravità dell’impatto. La seconda vittima è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove i medici hanno tentato invano di salvarle la vita; il decesso è avvenuto circa due ore dopo il ricovero.L’UOMO AI DOMICILIARI: ERA POSITIVO ALL’ALCOLTEST

Il conducente, a bordo di una Mercedes è stato immediatamente sottoposto agli accertamenti urgenti per la verifica del tasso alcolemico. I test hanno fornito esito positivo. Informato il pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli, l’uomo è arrestato e posto ai domiciliari. Gli agenti hanno inoltre proceduto al ritiro della patente e al sequestro del veicolo, risultato essere un’auto a noleggio.
Sul luogo della tragedia, il personale della Polizia Locale sta completando i rilievi tecnici, ascoltando i testimoni presenti al momento del fatto e procedendo all’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

(photo credit: Francesco Emilio Borrelli/Fb)

Roma. Hanami Orto Botanico, torna l’attesa del 4-6 aprile: cosa cambia per chi vuole entrare

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foto: facebook.com

Tre giorni tra fioritura dei ciliegi, attività giapponesi e picnic di Pasquetta. Per partecipare è necessario verificare modalità e disponibilità sul sito ufficiale.

Roma si prepara all’Hanami Orto Botanico in programma sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 al Museo Orto Botanico. Per chi vuole partecipare, il punto pratico è questo: l’accesso è previsto fino a capienza e i biglietti sono disponibili online, ma è necessario controllare disponibilità e modalità aggiornate sui canali ufficiali.

L’evento ruota attorno alla fioritura dei ciliegi nel giardino giapponese e propone un’esperienza libera, senza un percorso obbligato. I visitatori possono muoversi tra le collezioni botaniche, sostare sotto i sakura e partecipare alle attività dedicate alla cultura giapponese.

Durante le giornate sono annunciate iniziative come lezioni di manga, dimostrazioni di ikebana, passeggiate e visite guidate al giardino giapponese. È prevista anche una caccia alle uova Daruma, pensata come attività esplorativa all’interno del parco.

Per lunedì 6 aprile, giorno di Pasquetta, è indicata inoltre la possibilità di partecipare a un picnic in stile giapponese. All’interno dell’area sono previsti punti ristoro con proposte ispirate alla cucina asiatica.

Hanami Orto Botanico Roma è ormai un appuntamento riconoscibile della primavera romana, ma per i cittadini il nodo resta organizzativo: accesso reale, gestione dei flussi e chiarezza delle informazioni nei giorni di maggiore affluenza.

Dal punto di vista organizzativo, l’evento si svolge dalle 9 alle 18.30 e il biglietto online consente l’accesso sia all’Orto Botanico sia all’Hanami. È prevista la gratuità per i bambini fino a 11 anni e per le persone con disabilità, con eventuale accompagnatore se indicato nella certificazione.

L’area è interamente all’aperto e, trattandosi di un museo botanico con collezioni vegetali, non è consentito l’ingresso agli animali. L’iniziativa è confermata anche in caso di pioggia, mentre eventuali rimborsi sono previsti solo se l’evento dovesse essere annullato per cause di forza maggiore.

Roma. Patty Pravo GNAMC, posti limitati e accesso selettivo: cosa cambia per il 29 marzo

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Patty Pravo, Opera
foto: facebook.com

Esauriti i posti per la presentazione di “Opera nei musei” alla Galleria Nazionale: possibile iscriversi in lista d’attesa, accesso limitato e modalità differenziate per il pubblico.

ROMA – È già sold out l’evento di Patty Pravo alla GNAMC del 29 marzo 2026, con posti esauriti per la presentazione dell’album “Opera”. La partecipazione al talk delle 18 non è più disponibile, ma resta aperta la possibilità di iscriversi in lista d’attesa in caso di rinunce.

I posti per la presentazione sono esauriti. Chi non è riuscito a prenotarsi può solo iscriversi in lista d’attesa, sperando in eventuali rinunce, oppure partecipare al firmacopie, accessibile con il disco.

Non è la prima volta che Patty Pravo incrocia il territorio. Ho avuto già l’onore di potere raccontare la presenza della cantante nell’estate 2025 a Fregene, in occasione del concerto che aveva richiamato pubblico e attenzione sul litorale.

L’appuntamento si terrà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e rientra nel progetto “Opera nei musei”, che porta il nuovo album dell’artista in diversi spazi culturali italiani. Roma è una delle tappe insieme a Milano, Firenze e Napoli.

Durante l’incontro Patty Pravo dialogherà con Giovanni Caccamo sul percorso artistico del disco. Non è previsto un concerto tradizionale, ma un momento di racconto e confronto diretto con il pubblico, seguito dall’incontro per autografi.

Dal punto di vista pratico, la giornata resta organizzata su accessi distinti: presentazione a numero chiuso e firmacopie più accessibile, ma comunque vincolato. L’esaurimento dei posti conferma una domanda superiore alla disponibilità e rende decisiva la gestione degli ingressi.

Al momento non risultano modifiche al programma. Il nodo resta la possibilità reale per chi è fuori lista di partecipare: tra lista d’attesa e accessi secondari, l’evento si conferma selettivo più che aperto.

In una città abituata a eventi culturali più ampi, il sold out anticipato alla GNAMC segnala interesse ma anche un limite strutturale: quando la domanda supera l’offerta, l’esperienza resta per pochi. La domanda resta aperta: questo modello avvicina davvero il pubblico o ne riduce l’accesso?

Giardino delle Rose: un’oasi in fiore nel cuore di Firenze

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View of the beautiful city of Florence from the Giardino delle rose in an early spring day


Dalle rose ai limoni, dalle sculture in bronzo all’oasi giapponese, questo angolo di verde è uno dei luoghi più magici della città

Firenze è considerata come una delle città più belle e romantiche del mondo. Custode di un patrimonio artistico, culturale e storico senza eguali, la città è anche scrigno di straordinarie aree verdi capaci di lasciare senza fiato chiunque le visiti. Tra queste, una menzione speciale spetta al Giardino delle Rose, conosciuto come “il balcone su Firenze”: la sua posizione panoramica privilegiata e l’incredibile varietà botanica lo rendono un luogo unico, sospeso tra natura e storia, dove l’atmosfera si fa intima e suggestiva. Per rimanere immersi nella bellezza e nella natura, è ideale soggiornare presso l’FH55 Hotel Villa Fiesole, una dimora storica incastonata tra le colline di Fiesole, dove eleganza, quiete e panorami mozzafiato si fondono in un’esperienza di autentico charme toscano.

Con l’arrivo della primavera le città si risvegliano in un’esplosione di luce, colori e profumi. Le giornate si allungano, il sole si fa più caldo, l’aria più mite e gli spazi all’aperto tornano a essere protagonisti della bella stagione. Con lo sbocciare dei fiori e il rifiorire di prati e alberi, torna anche il desiderio di trascorrere il tempo all’aria aperta, riscoprendo il valore autentico e rigenerante della natura. In questo scenario di rinnovata bellezza, Firenze offre uno dei suoi angoli più suggestivi e affascinanti: il Giardino delle Rose, uno spazio verde affacciato sulla città che, con le sue straordinarie varietà botaniche e il panorama mozzafiato, incarna perfettamente lo spirito più poetico e luminoso della primavera.

Realizzato nel 1865 dall’architetto Giuseppe Poggi, lo stesso che progettò il piazzale, il Giardino delle Rose si estende su circa un ettaro di terreno e gode di una vista panoramica sulla città del giglio. Se oggi possiamo godere di questo magico giardino lo dobbiamo al Comune di Firenze che lo fece realizzare in previsione del trasferimento della Capitale d’Italia da Torino a Firenze. Attorno a questa oasi verde ruotano una serie di affascinanti leggende: tra queste, una storia racconta che ai tempi della nascita del Granducato di Toscano, l’espressione “sotto la rosa” fosse utilizzata per indicare all’interlocutore che si era a conoscenza di un importante segreto, un messaggio riservato pronunciato lontano da orecchie indiscrete. Un detto antico quanto la storia stessa delle rose, i cui primi esemplari sembrano risalire a circa 35 milioni di anni fa: fiori straordinari che hanno attraversato i secoli per arrivare fino a noi, intatti nella loro eleganza e nel loro profumo.

Realizzato secondo il modello dei giardini d’ispirazione francese che unisce armonia formale e atmosfera bucolica, il parco è oggi un vero e proprio angolo di paradiso e ospita una ricca varietà botanica. Si può accedere da tre ingressi: all’incrocio di Via dei Bastioni con Via del Monte alle Croci, da Viale Poggi, o lungo la scalinata arrivando dalla zona sottostante di San Niccolò. Una volta entrati si avrà subito la sensazione di essere stati catapultati in un mondo sospeso, diverso, fatto di profumi intensi, colori vibranti, di scorci senza tempo, di natura e di magiche suggestioni. Il Giardino delle Rose ospita attualmente una collezione di circa 400 varietà di rose, tra cui 350 specie antiche e moderne che comprendono rose da aiuola, rampicanti, sarmentose, tè ibride e miniatura, ma anche rose rampicanti rifiorenti come le “Amadis” e le “Adam”. Accanto alle rose, trovano spazio limoni, piante ornamentali, alberi e una collezione di Tillandsia. Ad impreziosire ulteriormente il giardino, sono le opere donate dalla vedova dell’artista Jean-Michel Folon: dieci sculture in bronzo e due gessi disseminati tra i vialetti e le terrazze panoramiche, tra le più iconiche spiccano “Patir”, una grande cornice in bronzo posizionata su una delle terrazze panoramiche, e “Je me souviens”, un imponente statua che raffigura la sagoma di un uomo intento a leggere un libro, seduto sulla panchina con la faccia rivolta verso Firenze, accanto al quale chiunque può sedersi per contemplare lo splendido panorama che si staglia all’orizzonte. Merita uno sguardo anche “Envol”, un uomo rappresentato con il cappello teso verso il cielo come se volesse spiccare il volo e “Chat”, la statua di un grande gatto che riposa placidamente tra le rose.

Dal 1998 il Giardino accoglie, inoltre, l’Oasi Shorai, uno spazio verde donato dall’architetto giapponese Yasuo Kitayama alla città di Firenze, gemellata da quasi un secolo con Kyoto: un angolo di suggestione orientale che aggiunge ulteriore fascino a questo luogo già ricco di poesia. Il viaggio nel Giardino delle Rose è un’esperienza magica e quasi surreale, capace di regalare momenti di quiete sospesi tra cielo e città. E per chi desidera prolungare questa sensazione di armonia e bellezza, l’ideale è scegliere un soggiorno all’FH55 Hotel Villa Fiesole.Situato sulle colline che abbracciano Firenze, l’hotel offre un panorama incantevole e un’atmosfera raffinata e raccolta, perfetta per vivere la primavera in tutta la sua intensità. Dopo una giornata trascorsa tra le rose e i capolavori della città, rientrare in un luogo dove il tempo sembra rallentare, tra eleganza, silenzio e viste spettacolari, diventa il naturale completamento di un’esperienza fiorentina autentica e indimenticabile.

Referendum sulla Giustizia, boom alle urne: alle 23 di domenica affluenza al 46,07%. A Roma, Milano, Bologna e Firenze superato il 50%

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PREPARAZIONE E ALLESTIMENTO DEI SEGGI ELETTORALI, SCHEDE, TIMBRI, CABINE

Oggi si vota dalle 7 alle 15, niente quorum per la consultazione

ROMA – Le ultime rilevazioni di domenica sera, 22 marzo, registrano il dato definitivo dell’affluenza alle 23 al 46,07%: nel precedente referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l’affluenza, alla stessa ora, si era fermata del 39,37%. Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi riaprono in tutta Italia alle 7 per chiudere alle 15.

SOPRA IL 50% ROMA, MILANO, BOLOGNA E FIRENZE

Nei principali capoluoghi l’affluenza alle 23 è stata: Roma (51,52%), Milano (53,84%) e Bologna (58,69%), Firenze (58,5%) hanno superato la soglia della metà degli elettori; Torino (49,5%) sfiora i risultati delle città precedenti, Venezia resta in linea co i risultati nazionali (45,33%), mentre Napoli si ferma al di sotto del 40% (38,38%), idem per Bari (37,12%).

Gli elettori sono chiamati alle urne sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: per il loro ‘sì’ o ‘no’ sul testo di revisione relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Le prossime rilevazioni sull’affluenza saranno alle ore 15 di lunedì, quando – concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio delle schede. Secondo i dati del Viminale, sono 51.424.729 gli aventi diritto al voto, di cui 5.477.619 residenti all’estero.

Sempre domenica, alle 19, l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha superato il 38%. I dati arrivati sul sito Eligendo da 49.022 sezioni sulle 61.533 complessive hanno portatoo l’affluenza al 38,55%.

L’Iran risponde all’ultimatum di Trump: “Se attaccano Kharg e le isole miniamo il Golfo”; intanto gli Usa lavorerebbero anche per negoziare

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A più di tre settimane dall’inizio del conflitto – è il 24° giorno di guerra- di attendono gli sviluppi dell’ultimatum lanciato a Teheran da Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz

ORE 10.43 – TEHERAN: SE ATTACCANO KHARG E LE ISOLE, MINIAMO IL GOLFO

Il Consiglio di difesa nazionale iraniano ha avvertito che, in caso di attacco alle isole iraniane, le forze di Teheran “mineranno tutte le linee di comunicazione nel Golfo Persico”. La dichiarazione giunge dopo che diverse fonti hanno confermato l’intenzione degli Stati Uniti di attaccare l’isola strategica di Kharg, per costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz. In caso di attacco alle isole iraniane, fa sapere il Consiglio, “l’intero Golfo Persico si troverebbe di fatto in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo. Questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l’intero Golfo Persico risulterebbe praticamente bloccato e la responsabilità ricadrebbe sulla parte che minaccia”. Dal 28 febbraio lo stretto in cui transita un quinto del commercio energetico mondiale risulta parzialmente chiuso. Così Teheran spera di piegare il sostegno di buona parte della comunità internazionale alla guerra che Washington e Tel Aviv conducono contro l’Iran. La scorsa settimana, il governo iraniano ha implementato un meccanismo di registrazione che, previa autorizzazione, consente alle navi che non battono bandiera statunitense e israeliana di passare. A questo sistema hanno già aderito, tra gli altri, Cina, India e Pakistan. “L’unico modo per attraversare il canale è che i Paesi non coinvolti nella guerra si coordinino con l’Iran”, ribadisce il Consiglio di difesa iraniano.

ORE 10.41 – IRAN. PIZZABALLA: CANCELLATA PROCESSIONE DELLE PALME A GERUSALEMME

“A causa della guerra, quest’anno non ci è stato possibile vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione. Se abbiamo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua. Ora ci troviamo a interrogarci sulle celebrazioni della Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e presso il Santo Sepolcro”. Così il Patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Card. Pizzaballa, sul sito del Patriarcato. “Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni- spiega- non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese. La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo pertanto costretti a un coordinamento giorno per giorno”. È già chiaro, tuttavia, prosegue Pizzaballa, “che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti. Alla luce di ciò, comunico quanto segue: La tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata. Sarà sostituita da un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo da definire. La Messa crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso il necessario assenso. Le chiese della diocesi restano aperte. Parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno il possibile per favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali”.

ORE 9.29 – RAID SU TABRIZ, COLPITE CASE E UN PARCO: VITTIME E FERITI

Sei persone sono state uccise in bombardamenti che hanno colpito alcune abitazioni e un parco nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, a sud della catena montuosa del Caucaso. A fornire le informazioni è stato Majid Farshi, direttore generale della Gestione delle crisi per la provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale. In dichiarazioni rese all’agenzia di stampa Fars, il dirigente ha riferito che quattro persone sono state uccise e sei ferite in un bombardamento contro un’unità residenziale nell’area di Marzdaran, mentre altre due persone sono state colpite a morte nella zona di un parco a Rabe Rashidi. La notizia dei raid è stata rilanciata anche da media stranieri, come l’emittente del Qatar Al Jazeera. Secondo stime diffuse ieri dalla televisione nazionale dell’Iran, dal 28 febbraio i bombardamenti condotti da Israele e dagli Stati Uniti hanno già causato nel Paese almeno 1.500 morti.ORE 8.15 – DOPO L’ULTIMATUM DI TRUMP ISRAELE RIUNISCE IL GABINETTO DI SICUREZZA, L’IDF: “ATTACCO SU LARGA SCALA CONTRO OBIETTIVI STRATEGICI”

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera, lunedì 23 marzo, in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri, domenica 22 marzo, 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz. In caso contrario, attaccherà le reti energetiche iraniane.
Intanto, l’esercito israeliano, l’Idf, ha annunciato di aver effettuato nelle ore precedenti un attacco su larga scala in Iran su obiettivi mirati che hanno incluso una base militare utilizzata per l’addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire gli aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell’aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie infine due quartier generali del Ministero dell’Intelligence iraniano e delle Forze di Sicurezza Interna.

ORE 8.00 – RUTTE: 22 PAESI AL LAVORO PER RIAPRIRE LA NAVIGAZIONE DI HORMUZ

ll segretario generale della Nato Mark Rutte, ha dichiarato in un intervista a Fox News che 22 paesi, tra cui membri della NATO e alleati come la Corea del Sud e il Giappone, stanno coordinando gli sforzi per riaprire la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

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ORE 6:00 – L’IRAN RISPONDE ALL’ULTIMATUM DI TRUMP: “COLPIREMO IMPIANTI ENERGETICI E IDRICI IN TUTTO IL GOLFO”

L’Iran ha avvertito che colpirà le infrastrutture energetiche e idriche in tutto il Golfo se il presidente statunitense Trump darà seguito alla sua minaccia di attaccare la rete elettrica iraniana, alimentando i timori di gravi interruzioni in una regione fortemente dipendente dalla desalinizzazione per l’acqua potabile. Axios, ‘Trump sta creando una squadra per negoziare con l’Iran’

ORE 2.00 GLI INVIATI USA AL LAVORO PER SQUADRA CHE NEGOZI CON IRAN, LE CONDIZIONI DISTANTI DI ENTRAMBI I FRONTI

Secondo quanto riferito dall’agenzia Axios, gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff sono al lavoro per creare un team per negoziare con l’Iran su ordine del presidente Donald Trump. Per ora non risulterebbero contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti di Axios.
Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide, tra cui lo stop permanente degli attacchi e risarcimenti per i danni subiti. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim le richieste iraniane riguardano la garanzia che non ci saranno altre aggressioni contro il Paese a lungo termine, la chiusura delle basi militari statunitensi in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento all’Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati, a cominciare dagli Hezbollah libanesi, e processi ed estradizioni contro i giornalisti che lavorano per media considerati anti-regime.

Sicurezza, Tiso(Accademia IC): “Truffe ad anziani sono allarme sociale”

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Sicurezza, Tiso(Accademia IC): “Truffe ad anziani sono allarme sociale”

“Non si tratta solamente di raggiri economici, ma di vere e proprie aggressioni alla fiducia, alla serenità e alla dignità delle persone più fragili. Gli anziani, spesso soli o poco avvezzi alle nuove tecnologie, diventano bersagli ideali per truffatori che sfruttano paura, ingenuità e senso di responsabilità familiare. Conoscere i metodi più comuni è il primo passo per prevenire e proteggere. Dalle truffe telefoniche al finto incidente, dai pseudo tecnici che suonano alla porta di casa alle truffe on line, postali e bancarie: sono davvero numerose le situazioni di pericolo per i soggetti della terza età o le fasce maggiormente vulnerabili. Rappresentano una minaccia reale e crescente, che va oltre la perdita economica. Colpiscono la fiducia, la sicurezza e la serenità quotidiana di persone che meritano protezione e rispetto. Per questa ragione informare, sensibilizzare e creare una rete di supporto attorno agli anziani è fondamentale per prevenire questi raggiri. Una comunità attenta e solidale può fare la differenza: proteggere gli anziani significa proteggere la memoria, l’esperienza e il cuore della nostra società. Accademia Iniziativa Comune continuerà a lavorare per difendere e tutelare le fasce più fragili”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Roma. Torrevecchia droga: scoperta “raffineria” nel box, arresti e sequestri tra centro e periferia

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Torrevecchia droga, materiale sequestrato dalla Polizia: bilancini, fornelletto e strumenti per la lavorazione del crack nel box trasformato in raffineria
Foto sito polizia di stato

Torrevecchia droga, operazione della Polizia di Stato del 23 marzo: dieci arresti e una base per la lavorazione del crack. Ecco cosa emerge e perché il fenomeno riguarda anche i quartieri residenziali.

Un box auto trasformato in laboratorio per la lavorazione della droga nel quartiere Torrevecchia e dieci arresti complessivi tra centro e periferia di Roma. È questo il bilancio dei controlli della Polizia di Stato resi noti oggi, lunedì 23 marzo.

L’intervento più rilevante riguarda un sessantaseienne romano fermato dagli agenti del XIV Distretto Primavalle. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo aveva allestito all’interno di un garage una vera e propria “raffineria” per trasformare la cocaina in crack.

Il contesto, sempre secondo la Polizia, era quello di un’area di edilizia popolare con un sistema di controllo strutturato: vedette e telecamere posizionate su scale, ingressi e retro del palazzo. Un elemento che indica un’organizzazione non improvvisata.

All’interno del box gli agenti hanno trovato un ambiente diviso in due aree, con strumenti compatibili con la lavorazione della sostanza: fornelletto, mestolo con residui, guanti, pinze sterili, bicarbonato e bilancini di precisione.

La perquisizione è stata estesa all’abitazione dell’uomo, descritta dagli investigatori come un “fortino” dotato di videosorveglianza. In camera da letto sono stati sequestrati circa 250 grammi di cocaina suddivisi in blocchi, una macchina per il sottovuoto e materiale per il confezionamento.

L’operazione non si è limitata a Torrevecchia. Altri nove pusher sono stati arrestati in interventi distinti tra diverse zone della città, tra cui Ponte Sisto, Ponte Milvio, Tiburtino Sud, Garbatella, Trastevere, Appio e Torpignattara.

In uno dei casi, riferisce la Polizia, uno spacciatore è stato fermato dopo aver scambiato per cliente un agente in borghese. Il monitoraggio è proseguito fino allo scambio reale con l’acquirente, consentendo l’arresto in flagranza.

Nel complesso sono state sequestrate circa 300 dosi tra hashish, cocaina e marijuana e circa 4.000 euro in contanti. Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.

Le informazioni diffuse riguardano la fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il dato che emerge è la presenza di strutture organizzate anche in contesti abitativi ordinari, dove sistemi di controllo e lavorazione possono passare inosservati. Una dinamica che incide direttamente sulla percezione di sicurezza nei quartieri e sul rapporto tra cittadini e territorio.

Il punto, però, resta aperto: se laboratori e basi di lavorazione riescono a radicarsi dentro contesti abitativi ordinari, la questione non riguarda più solo la repressione ma la capacità dei quartieri di riconoscere e reagire a fenomeni che, sempre più spesso, si muovono sotto casa senza farsi vedere.