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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MASSIMILIANO SEPE

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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – MASSIMILIANO SEPE

Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?

Massimiliano Sepe da Fondi (lt), executive chef di professione Spartano per vocazione.

Da sempre sportivo ed appassionato di outdoor .Scopro l’universo spartan e me ne innamoro da subito.

L’evento Spartan che resta nel cuore è stata l’h3x un evento di endurance globale tenutasi in Austria nel 2020.

Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo?

un team misto di Austriaci, Italiani e altri atleti Europei che lavora insieme per 36 ore ad un evento globale in competizione in contemporanea con altri 5 team di altre location nel mondo, e che si piazza in prima posizione , e stato fantastico.

esser un ambassador è incarnare e rappresentare lo spirito spartan ogni giorno in ogni aspetto della propria vita, essere d’esempio ed ispirazione per gli altri. Tutto cio lo vivo Quoditianamente essendo altresi un Krypteia Spartan.

Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché?

esser un ambassador è incarnare e rappresentare lo spirito spartan ogni giorno in ogni aspetto della propria vita, essere d’esempio ed ispirazione per gli altri. Tutto cio lo vivo Quoditianamente essendo altresi un Krypteia Spartan.

Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

a chi vuol iniziare gli dico solo che mettersi alla prova e solo l’inizio di un viaggio bellissimo.

Dal 30 marzo al via il nuovo sistema di raccolta differenziata nel Centro Storico

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Assemblea pubblica il 28 marzo alle ore 11 al Liceo Classico “Marco Terenzio Varrone”. Sinibaldi “L’Amministrazione Comunale e ASM continuano nell’impegno per una città più ecologica e servizi migliori. Anche attraverso le assemblee pubbliche accompagniamo i cittadini in questo percorso virtuoso”

Prosegue l’impegno del Comune di Rieti e ASM per allargare il servizio di raccolta differenziata e massimizzarne i benefici per la collettività.

A partire da lunedì 30 marzo 2026 entrerà in funzione nel Centro Storico di Rieti il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti tramite isole ecologiche informatizzate in nuove zone del centro storico.

Le zone interessate dal nuovo servizio dal 30 marzo

Il servizio coinvolgerà utenze domestiche e alcune utenze non domestiche (categoria uffici) nelle seguenti aree del Centro Storico, servite da specifiche postazioni informatizzate:

  • Postazione 1 – Via Giordano Bruno: Piazza Beata Colomba; Via Cintia (civici dispari 1–77 e pari 2–108); Via Giordano Bruno; Via Sanizi; Via Santa Lucia Nuova.

  • Postazione 2 – Via Santa Scolastica: Via Pennina (dispari 13–19, pari 10–18); Via Santa Scolastica; Via Sant’Agnese; Via Terenzio Varrone (dispari 47–67, pari 40–104); Vicolo Severi.

  • Postazione 3 – Via San Liberatore: Via di Mezzo (dispari 43–95, pari 48G–118); Via Pennina (dispari 1–11, pari 2–8/A); Via San Liberatore (dal civico 39 dispari e 32 pari fino a fine via); Vicolo Fra Fedele Bressi.

  • Postazione 9 – Largo Alfani: Piazza Cesare Battisti; Piazza Mariano Vittori; Piazza Vittorio Emanuele II; Via Alemani; Via Capelletti; Via Cerroni; Via Cintia (dal civico 79 dispari e 110 pari fino a fine via); Via del Duomo; Via Giuseppe Garibaldi (dispari 283 e pari 290–302); Via Pennina (dal civico 21 dispari e 18A pari fino a fine via); Via Pescheria; Via Potenziani.

  • Postazione 10 – Via del Seminario: Piazza Guglielmo Oberdan; Via del Seminario; Via di Mezzo (dal civico 97 dispari e 120 pari fino a fine via); Via Terenzio Varrone (dal civico 69 dispari e 106 pari fino a fine via).

  • Postazione 18 – Via San Donato: Via di Mezzo (pari 2–48F e dispari 1–41); Via San Donato; Via San Liberatore (dispari 1–37 e pari 2–30); Via Terenzio Varrone (dispari 1–45 e pari 2–38); Vicolo Tosti.

Per accompagnare i cittadini in questa importante fase di cambiamento, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con ASM Rieti, ha organizzato un’assemblea pubblica informativa in programma sabato 28 marzo 2026 alle ore 11:00, presso la palestra del Liceo Classico “Marco Terenzio Varrone” in via San Liberatore. Nel corso dell’incontro saranno illustrate le modalità di utilizzo del nuovo servizio e saranno distribuite le EcoTessere necessarie per il conferimento dei rifiuti.

Il nuovo sistema rappresenta un passo significativo verso un modello di gestione più moderno, efficiente e sostenibile, con l’obiettivo di migliorare il decoro urbano e rendere il conferimento dei rifiuti più ordinato e funzionale. I tradizionali cassonetti stradali saranno progressivamente sostituiti da postazioni informatizzate, accessibili tramite tessera personale e progettate per tutelare e valorizzare gli spazi del centro storico.

Questa attivazione costituisce la seconda fase di un percorso più ampio che, nelle prossime settimane, interesserà progressivamente tutta l’area antica della città.

Per accedere al servizio è necessario ritirare la EcoTessera, associata al proprio nucleo familiare. Per coloro che non potranno partecipare all’assemblea pubblica, sarà possibile effettuare il ritiro presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Rieti, presentando documento di identità e bolletta TARI, dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 13:00 e il martedì e giovedì anche dalle ore 15:30 alle ore 17:30. È inoltre possibile delegare una terza persona al ritiro.

Dal 30 marzo al 1° aprile 2026 saranno attivi presidi informativi presso le postazioni interessate, con operatori a disposizione per fornire assistenza e chiarimenti sul funzionamento del sistema.

«Con l’avvio di questo nuovo sistema compiamo un ulteriore passo in avanti nel percorso di innovazione e sostenibilità della nostra città», dichiara il Sindaco della Città di Rieti, Daniele Sinibaldi. «I primi dati, relativi alle postazioni attive, sono più che incoraggianti ed evidenziano il buon funzionamento del sistema e la responsabile partecipazione dei cittadini agli obiettivi comuni. Si tratta di un cambiamento importante che richiede la collaborazione di tutti. Siamo certi che, grazie al senso civico della nostra comunità, riusciremo a migliorare ulteriormente il decoro urbano e la qualità dei servizi. Facciamo la nostra parte informando i cittadini sia con comunicazioni recapitate presso il domicilio nelle zone interessate sia con le assemblee pubbliche, alle quali invitiamo a partecipare, nella convinzione che si tratti di momenti fondamentali di confronto e informazione».

L’Amministrazione ricorda che l’abbandono dei rifiuti al di fuori delle isole ecologiche informatizzate è vietato e soggetto a sanzioni, in quanto compromette il decoro urbano e la salute pubblica. Il sistema informatizzato è in grado di monitorare i singoli conferimenti e sarà quindi possibile individuare chi non conferisce correttamente.

Per supportare i cittadini nella corretta raccolta differenziata è inoltre disponibile l’app gratuita Junker.

Al via all’India la terza edizione di ‘Sciroppo di teatro’

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Roma. Al Teatro India di Roma si è alzato il sipario sulla nuova edizione di ‘Sciroppo di teatro’, il progetto di welfare culturale dedicato a bambine e bambini dai 2 ai 12 anni d’età. Una mattina inaugurale che è stata una vera e propria festa per le famiglie e i piccoli spettatori che sono stati accolti con una merenda speciale e coinvolti nel laboratorio creativo curato da Roberto Gandini e dallo staff del Laboratorio Integrato Piero Gabrielli.

Quest’anno la ‘cura’ ha l’obiettivo di raggiungere capillarmente ogni quadrante della città, con oltre 20 titoli e più di 45 repliche in programma, attraversando le sale di Argentina e India, Torlonia ed Elsa Morante.

‘Sciroppo di teatro’ è un progetto di Ater Fondazione, in convenzione con la Fondazione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, sostenuto da Roma Capitale, per incoraggiare la conoscenza del teatro tra i bambini, i ragazzi e le loro famiglie. Un’iniziativa che fin dalla prima edizione pilota del 2023 ha visto la Commissione età evolutiva dell’Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Roma in prima linea per promuovere il progetto tra i pediatri di famiglia della capitale.

“Portiamo i bambini a teatro non solo per riscoprirlo nel suo aspetto artistico, come una delle arti per eccellenza, ma come potente strumento di relazione. La partnership tra Ordine dei medici di Roma e l’iniziativa culturale ‘Sciroppo di teatro’ sottolinea l’importanza della cultura come strumento di crescita personale e sociale, aiutando i bambini a sviluppare competenze relazionali, creative e critiche attraverso il teatro. In questa terza edizione oltre agli spettacoli dedicati ai bambini ci saranno anche dei laboratori creativi ed eventi mirati a sottolineare il forte impegno dei pediatri di famiglia e di Omceo Roma verso il benessere educativo e culturale all’interno della comunità”, sottolinea Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma e coordinatrice del progetto per Omceo Roma, presente alla giornata inaugurale insieme a Monica Montuori, pediatra presso il Policlinico Umberto I e membro della Commissione età evolutiva Omceo Roma; Michela Cicculli presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Roma; Teresa Mazzone, presidente della Società Italiana di Pediatria Lazio e membro della Commissione età evolutiva Omceo Roma; Patrizia del Balzo dell’Associazione Culturale Pediatri e Immacolata La Bella, presidente Società Italiana Medici Pediatri Lazio entrambe membri della commissione età evolutiva di Omceo Roma.

“La pediatria di famiglia- dice ancora Grimaldi- sempre più svolge un ruolo sociale tra le famiglie e l’idea di ‘prescrivere’, come fosse una terapia, spettacoli teatrali ai bambini, favorendo la fruizione di eventi culturali come forma di benessere emotivo sottolinea ancor di più questo nostro ruolo all’interno della comunità”.

Perché il pediatra sempre più riveste un ruolo sociale?

“Perché il concetto di salute- continua la pediatra- soprattutto per un bambino e per un adolescente non è solo assenza di malattia ma è benessere psicofisico. Per favorire un sano sviluppo emotivo e psichico in un bambino è importantissimo coltivare la relazione nei suoi aspetti più semplici fatti di condivisione spontanea, di gioco, dove per un po’ si mettono da parte dispositivi elettronici, computer, telefonini e si vive la relazione concreta, non virtuale dove il riconoscimento e l’incontro con le emozioni passa attraverso visi e corpi reali non attraverso immagini virtuali. Vivere poi queste esperienze con la famiglia, con mamma e papà in un clima armonioso è ancora più importante. Le interazioni affettive vissute con i genitori sviluppano un senso di sicurezza emotiva e stabilità. I genitori attraverso il teatro possono insegnare ai figli come riconoscere e gestire le proprie emozioni perché è proprio attraverso il confronto e l’espressione di sentimenti che i bambini imparano a regolare le proprie reazioni emotive e a sviluppare empatia, mettendosi nei panni dell’altro. Oggi purtroppo tanti bambini soffrono di disregolazione emotiva incoraggiare queste iniziative aiuta a prevenire il disagio”.

“Al momento- evidenzia Grimaldi- abbiamo ricevuto una prima tranche di libretti, circa 2500, che stiamo distribuendo fra le diverse società scientifiche pediatriche (Acp-Sip-Sipps-Simpe) e organizzazioni professionali (Fimp-Cipe) coinvolte nell’iniziativa dalla Commissione dell’età evolutiva di Omceo Roma che provvederanno a distribuire ai propri iscritti il materiale, così da rendere il più capillare possibile l’iniziativa. Una quota di libretti sarà disponibile a partire dalla prossima settimana anche presso la sede di Omceo di Roma. Ogni libretto contiene 6 biglietti al costo di 3 euro ognuno per consentire l’accesso agli spettacoli a un bambino accompagnato da un adulto. La selezione degli spettacoli è facilmente visualizzabile dal link indicato all’interno del libretto e una volta individuato lo spettacolo di interesse è necessario prenotarsi attraverso un numero di whatsapp indicato. I biglietti sono validi fino al 31 dicembre 2026”.

Opas di Poste su Tim: operazione da 10,8 miliardi. Cosa potrebbe diventare “Postim”

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UFFICIO POSTALE VIA ALGAROTTI POSTA POSTE ITALIANE

Lo Stato sarebbe l’azionista di maggioranza. Il Cda di Tim si riunisce per valutare l’offerta

ROMA – Un  grande “polo integrato” che unisce i servizi e le competenze di Poste italiane– prodotti postali, finanziari, assicurativi e logistici- alla rete di telecomunicazioni, cloud e infrastrutture digitali di Tim. In grado inoltre di promuovere la “sovranità digitale”.
L’obiettivo di “Postim”, l’operazione lanciata da Poste Italiane con un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria su Telecom Italia (Tim) è quella di ottenere un attore di riferimento nel mercato delle telecomunicazioni italiano, con oltre 24 milioni di clienti nella telefonia mobile (19 di Tim e 5 di Poste Mobile).

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L’OPAS TOTALITARIA, DI COSA SI TRATTA

In una nota, la società dell’Ad Matteo Del Fante ha annunciato di aver assunto nella giornata di ieri, domenica 22 marzo, la decisione di promuovere “un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria ai sensi e per gli effetti degli articoli 102 e 106, comma 4, del TUF, avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Telecom Italia ammesse alla negoziazione su Euronext Milan, mercato regolamentato organizzato e gestito da Borsa Italiana, ivi incluse le azioni proprie detenute dall’Emittente e le azioni di Tim che potrebbero essere eventualmente emesse – entro la fine del periodo di adesione all’Offerta – nell’ambito dei piani di compensi in essere basati su strumenti finanziari”.

Per Poste l’operazione risulta “altamente attraente” per gli azionisti e “strategica” per il sistema Paese: “Il nuovo Gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale”.

UN COLOSSO DA 26,9 MILIARDI DI EURO E 150 MILA DIPENDENTI CON LO STATO AZIONISTA DI MAGGIORANZA

Poste è già al 25% del capitale Tim e pertanto risulta primo azionista della società di tlc, punta ora a creare una piattaforma unica nel suo genere: un gruppo con ricavi aggregati stimati in 26,9 miliardi di euro, ebitda di 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti. Al termine dell’operazione, considerando anche la quota di Cassa depositi e presiti, lo Stato italiano manterrà una partecipazione di maggioranza assoluta (oltre il 50%).Il nuovo gruppo a controllo pubblico punta inoltre ad attestarsi come fornitore di riferimento per imprese e pubblica amministrazione nei servizi “cloud, della gestione dei dati, dell’intelligenza artificiale, dell’Internet delle Cose e della cyber-security. Con l’obiettivo, conclude Poste, di “promuovere la sovranità digitale, il tessuto imprenditoriale, e l’accesso ai servizi in tutte le aree del Paese, garantendo sicurezza e resilienza delle infrastrutture”.

Il nuovo colosso nascerebbe dalla combinazione di asset complementari: la capillare rete di 13 mila uffici postali di Poste si integrerebbe con i oltre 4 mila punti vendita Tim e i 49 mila partner terzi, raggiungendo 19 milioni di clienti digitali attivi. A questi si aggiungerebbero la rete fissa e mobile nazionale di Tim, la leadership nelle infrastrutture cloud e data center, e capacità di connettività sicura e “sovrana” per istituzioni e imprese.

L’OFFERTA OGGI SUL TAVOLO DEL CDA DI TIM

Il Cda di Tim è stato convocato per oggi, lunedì 23 marzo, per avviare il processo di valutazione dell’offerta. In dettaglio, il corrispettivo offerto è di 0,635 euro per ogni azione Tim, composto da 0,167 euro in contanti e 0,0218 in azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Questo valore incorpora un premio del 9,01% rispetto alla chiusura di venerdì scorso del titolo Tim. L’offerta è finalizzata al delisting di Tim da Piazza Affari e al perfezionamento entro fine 2026.

 «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Playoff Mondiali, Chiesa non disponibile: convocato Cambiaghi

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Inizia oggi a Coverciano il raduno della Nazionale

ROMA – Inizia oggi a Coverciano il raduno della Nazionale, che nel pomeriggio sosterrà la prima seduta di allenamento in vista della semifinale dei playoff mondiali con l’Irlanda del Nord in programma giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo.

Il calciatore Federico Chiesa, verificate le sue condizioni fisiche una volta giunto presso il Centro Tecnico Federale, è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, ha lasciato il ritiro della Nazionale. Al suo posto è stato chiamato il calciatore del Bologna Nicolò Cambiaghi.

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Settimana lavoro: tutti parlano di diritti. Ma il lavoro reale scompare dai titoli

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Immagine realizzata con ausilio IA

Analisi settimanale della stampa: istituzioni e sindacati dominano il racconto, mentre lavoratori e condizioni reali restano ai margini.

Se si mettono in fila i titoli sul lavoro usciti questa settimana, la sensazione iniziale è chiara: il tema è ovunque. Sindacati, istituzioni, report internazionali. Si parla di diritti, tutele, dignità. Il lavoro sembra tornato centrale.

Poi però, andando oltre la superficie, emerge qualcosa di meno evidente ma molto più significativo: il lavoro viene nominato continuamente, ma quasi mai mostrato davvero.

Le notizie arrivano da fonti precise. La CGIL interviene su nuove tutele per il personale delle ambasciate, la FLC CGIL Toscana denuncia possibili limitazioni ai diritti sindacali nella scuola, la CUB riporta al centro la questione dei caregiver. Intanto alla Camera si discutono condizioni di lavoro e sfruttamento, mentre Human Rights Watch richiama l’attenzione su povertà e accesso ai diritti.

È un flusso continuo. Eppure, dentro questo flusso, qualcosa manca. Per capirlo basta fare un passaggio in più, molto semplice: non fermarsi a ciò che viene detto, ma osservare ciò che non viene detto.

In nessuno di questi titoli compaiono stipendi, cifre, contratti, orari. Non si capisce quanto si guadagna, in quali condizioni si lavora, quali siano le situazioni concrete che stanno dietro quelle parole. Il lavoro, di fatto, resta fuori campo.

Questo non significa che le notizie siano irrilevanti. Significa che raccontano il lavoro da una certa altezza, quella delle istituzioni e delle organizzazioni. Da lì si vedono i principi, le rivendicazioni, le norme. Ma si perde il livello più basso, quello in cui il lavoro accade davvero.

Ed è proprio a quel livello che emergono le contraddizioni. Perché mentre il linguaggio pubblico insiste su diritti ed equità, la realtà continua a mostrare un’altra faccia. In Italia, oggi, si può lavorare ed essere comunque poveri.

Non è una formula astratta: significa vivere con poche centinaia di euro al mese pur avendo un impiego. Allo stesso modo, una parte crescente dei lavoratori non sceglie il proprio orario, ma lo subisce, tra part-time involontari e contratti brevi che non permettono alcuna stabilità.

E poi c’è il lavoro che non entra proprio nelle categorie tradizionali. Il caso dei caregiver, tornato nei titoli in questi giorni, lo dimostra bene: persone che assistono familiari ogni giorno, senza una retribuzione e spesso senza tutele. Lavorano a tempo pieno, ma non vengono riconosciute come lavoratori.

A questo punto il problema diventa più chiaro. Non è che il lavoro non venga raccontato. È che viene raccontato senza le condizioni che lo definiscono.

E quando succede questo, anche la percezione cambia. Le parole restano — diritti, dignità, tutele — ma perdono contatto con la realtà. Non perché siano sbagliate, ma perché non sono accompagnate da elementi che permettano di capire quanto e come quei diritti incidano davvero.

Qui entra in gioco chi legge. Perché davanti a questo tipo di racconto, il rischio è accettare le notizie così come arrivano, senza interrogarsi su ciò che manca. Invece è proprio lì che si gioca la comprensione. Una notizia sul lavoro che non contiene almeno un dato concreto o una situazione reale è una notizia incompleta.

Imparare a riconoscerlo cambia il modo di informarsi. Significa non fermarsi alle dichiarazioni, ma cercare le condizioni. Non accontentarsi delle parole, ma chiedere i fatti.

Nel primo articolo di questa rubrica abbiamo osservato la distanza tra il racconto internazionale del lavoro e quello italiano. Questa settimana emerge una distanza diversa, ma altrettanto importante: quella tra il linguaggio e la realtà.

Il lavoro viene discusso, regolato, difeso, ma nei titoli sempre più spesso non si vede. E quando qualcosa non si vede, diventa più difficile capirlo — e quindi anche cambiarlo. È da qui che bisogna ripartire.

Referendum, seggi chiusi. Per i primi exit poll sta vincendo il No, di poco

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PREPARAZIONE E ALLESTIMENTO DEI SEGGI ELETTORALI, SCHEDE, TIMBRI, CABINE

Per quelli YouTrend il No vince con forchetta tra il 49,5% e il 53,5%. Per Opinio Rai la forchetta del No è compresa tra 49% e il 53%. Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati per “motivi familiari”. Affluenza intorno al 59%

ROMA – I giochi sono fatti, i seggi sono chiusi: il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della Giustizia passa alla fase cruciale, la conta delle preferenze. Tutti gli aggiornamenti man mano che arrivano.

https://d12e23a13ac2e6f255e774843c4576fc.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-45/html/container.html

15:25 – SI E’ DIMESSO IL PRESIDENTE DELL’ANM PARODI

A quanto si apprende, Cesare Parodi si è dimesso da presidente Associazione Nazionale Magistrati per “motivi familiari”.

15:00 – SEGGI CHIUSI: STA VINCENDO IL NOFORSE

I primissimi exit poll, intention poll e instant poll pubblicati alla chiusura dei seggi dicono che il No sarebbe in vantaggio. L’instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L’affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.

L’exit poll di Opinio Rai indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra 49% e il 53%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 47% e il 51%.L’instant poll di Swg per il tg La7 indica la prevalenza del NO al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49% e il 53%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 47% e il 51%.

Il primo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il Sì al 47-51% e il No al 49-53%.

14:00 – GRANDE AFFLUENZA

Le ultime rilevazioni di domenica sera, 22 marzo, registrano il dato definitivo dell’affluenza alle 23 al 46,07%: nel precedente referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l’affluenza, alla stessa ora, si era fermata del 39,37%. Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi riaprono in tutta Italia alle 7 per chiudere alle 15.

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Nei principali capoluoghi l’affluenza alle 23 è stata: Roma (51,52%), Milano (53,84%) e Bologna (58,69%), Firenze (58,5%) hanno superato la soglia della metà degli elettori; Torino (49,5%) sfiora i risultati delle città precedenti, Venezia resta in linea co i risultati nazionali (45,33%), mentre Napoli si ferma al di sotto del 40% (38,38%), idem per Bari (37,12%).

Gli elettori sono chiamati alle urne sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: per il loro ‘sì’ o ‘no’ sul testo di revisione relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Le prossime rilevazioni sull’affluenza saranno alle ore 15 di lunedì, quando – concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio delle schede. Secondo i dati del Viminale, sono 51.424.729 gli aventi diritto al voto, di cui 5.477.619 residenti all’estero.

Sempre domenica, alle 19, l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha superato il 38%. I dati arrivati sul sito Eligendo da 49.022 sezioni sulle 61.533 complessive hanno portatoo l’affluenza al 38,55%.

13:00 – YOODATA: “AFFLUENZA VERSO IL 58-62%, PROVA GENERALE DELLE POLITICHE 2027”

“Con il dato di affluenza al 46,07 per cento ieri sera alle 23, la stima per l’affluenza finale oggi alle 15 è nella forchetta dal 58 al 62 per cento. L’impressione è che questo appuntamento sia diventato una sorta di prova generale delle elezioni politiche 2027, con buona partecipazione al voto da parte degli elettori di tutti i principali partiti italiani”. Lo afferma in un comunicato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano e Direttore Scientifico di Yoodata, commentando i dati sull’affluenza alle urne alle ore 23 di ieri per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Caccia ai terroristi anarchici: indagine su possibili complici della coppia del casale esploso a Roma. Un arresto a Catania

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Sotto la lente la rete anarchica della Capitale per rintracciare l’eventuale “cellula” di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. In manette Giuseppe Sciacca, tra i coinvolti nell’operazione Scintilla del 2019

ROMA – Proseguono le indagini sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercoglianoi due anarchici rimasti uccisi nell’esplosione dell’ordigno che stavano preparando in un casale abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma.

L’IPOTESI DI UNA CELLULA DI TERRORISTI NELLA CAPITALE

Le attenzioni degli agenti della Digos si concentrano ora sui telefonini delle vittime, ritrovati nel loro appartamento. Si sospetta che la coppia facesse parte di una cellula pronta a compiere un attentato nelle vicinanze del luogo in cui sono stati ritrovati senza vita Ardizzone e Mercogliano. Lo lascia presupporre il tipo di ordigno che stavano manipolando e che poi è esploso, costando loro la vita: si trattava di una bomba artigianale, costruita con i fertilizzanti, altamente instabile. Non troppo distante dal casale crollato, nel quadrante sud-est di Roma, si concentrano infatti snodi ferroviari e alcuni presidi delle forze dell’ordine. Data la sua instabilità, l’ordigno doveva essere quindi usato in tempi rapidi e non poteva essere trasportato troppo distante. Questi, secondo il quotidiano Repubblica.it, sarebbero i punti di partenza dell’inchiesta coordinata dal pm Mario Dovinola che mira a raggiungere con chi i due stessero architettando l’attentato. L’idea è che Ardizzone e Mercogliano facessero parte di una cellula composta da quattro o cinque persone, attiva su Roma.

LA RICERCA TRA LA GALASSIA ANARCHICA ROMANA

Alla Digos il compito di ricostruire i contatti delle due vittime alla rete anarchica romana: sotto la lente degli investigatori, da sempre, risultano tre o quattro gruppi ritenuti più a rischio, attorno i quali ruotano una trentina di individui considerati più radicali e pericolosi. La ricerca di chi avrebbe potuto pianificare sabotaggi o attentati avviene anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici della zona del parco, segnali che possano indicare la presenza di eventuali “pali”. Ma Ardizzone e Mercogliano non avevano portato con loro nel casale i loro smartphone che sono stati recuperati nell’appartamento in cui vivevano insieme in via del Grano a Roma e messi sotto sequestro. Così come altri dispositivi- pc e supporti digitali- recuperati nel loro domicilio e ora all’esame degli investigatori.

L’ARRESTO A CATANIA DI GIUSEPPE SCIACCA. CHI È

Nel frattempo, sempre nell’ambito delle indagini sulla galassia anarchica romana, a Catania è stato arrestato un esponente dell’anarchismo insurrezionalista, Giuseppe Sciacca. Il 47enne, coinvolto nell’operazione Scintilla del 2019, deve scontare 4 anni e 5 mesi di carcere, come da sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino, lo scorso 13 marzo.
Era tornato a Catania dai parenti dopo aver trascorso un periodo nella Capitale, al termine di una serie di cambi di domicilio anche fuori dal Paese. Era attivo in Italia e in Spagna, dove pure era ricercato: a Catania lanciò molotov contro i carabinieri, a Parma ordigni contro la polizia, mentre a Barcellona era scattato un mandato di cattura nei suoi confronti, dopo il ritrovamento di bombe in un palazzo occupato.I REATI, LE CONDANNE

Sciacca, classe 1979, esponente dell’area anarchica catanese, gravato da numerosi precedenti di polizia, già arrestato nel 2019 dalla Digos di Torino per i reati di fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplosivo nell’ambito dell’operazione denominata ‘Scintilla’ coordinata dalla Procura di Torino. Dopo l’emissione del provvedimento di carcerazione, la Digos di Catania ha avviato le indagini per rintracciare Sciacca, condannato alla pena di quatro anni e cinque mesi di reclusione, oltre al pagamento della multa di 17.000 euro.
L’uomo, dopo aver soggiornato per un periodo nel capoluogo etneo, si era trasferito in diverse città in Italia e all’estero, cambiando frequentemente domicilio. Nell’ultimo periodo era a Roma, ma la Digos aveva acquisito elementi utili a ritenere che il fosse in procinto di fare rientro in Sicilia. Da qui sono stati predisposti servizi di osservazione nei luoghi abitualmente frequentati da Sciacca che è stato rintracciarlo nei pressi dell’abitazione dei familiari. Bloccato dalla Digos, è stato poi condotto non carcere.
Sciacca è ritenuto esponente di spicco dell’anarchismo insurrezionalista. Nel 2004 è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, dopo il lancio di due bottiglie incendiarie contro il portone della stazione dei carabinieri di piazza Dante, a Catania. Nel 2008 è stato segnalato dalla Digos di Trento per accensioni pericolose, danneggiamento e lesioni personali, in occasione di una manifestazione contro la realizzazione della Cittadella militare di Mattarello. Nella stesso anno è stato arrestato per il lancio di ordigni esplosivi ai danni della sede della polizia municipale di Parma. Nel novembre 2019 l’arresto in esecuzione di una misura cautelare emessa a seguito di indagini condotte dalla Digos di Torino, coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese, nell’ambito dell’operazione ‘Scintilla’, che aveva portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di appartenenti all’area anarchica. Tra il 2021 e il 2023, l’uomo è stato denunciato dalla polizia spagnola per allaccio abusivo alla rete elettrica presso uno stabile occupato. Ad aprile 2021, dopo una indagine che portò al rinvenimento di ordigni esplosivi e incendiari in immobili occupati a Barcellona, è emerso “un ruolo di rilievo di Sciacca – dice la questura etnea – all’interno del sodalizio anarchico locale”. Per questi fatti è stato destinatario di un mandato di arresto eseguito presso il valico di frontiera di La Junquera. Nel settembre 2023 è stato arrestato dal Nucleo operativo dei carabinieri di Catania per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e successivamente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. A seguito di reiterate evasioni, è stato poi rinchiuso nel carcere di Catania, venendo scarcerato nel maggio 2024 per fine pena.

Trump: “Con l’Iran colloqui produttivi, rinviamo gli attacchi per cinque giorni” ma i media di Teheran lo smentiscono: “Nessun colloquio, neanche indiretto”

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DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

A più di tre settimane dall’inizio del conflitto – è il 24° giorno di guerra- di attendono gli sviluppi dell’ultimatum lanciato a Teheran da Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz

ORE 13.32 – AGENZIA FARS: CON USA NESSUN COLLOQUIO, NEANCHE INDIRETTO

“Non ci sono stati né colloqui diretti né indiretti” tra Iran e Stati Uniti: così l’agenzia di stampa filo-governativa Fars, smentendo l’ultimo post su Truth del presidente americano Donald Trump. L’agenzia iraniana ha citato una fonte informata, secondo cui la mossa di Trump rivelerebbe che il presidente “avrebbe fatto marcia indietro” sull’ultimatum a Teheran di sbloccare il canale di Hormuz, che scade oggi. Questo dopo che Teheran ha replicato minacciando di colpire anche le infrastrutture energetiche e gli impianti di desalinizzazione nei Paesi mediorientali che sostengono la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

ORE 12.35 – CROCE ROSSA: GUERRA FA LIEVITARE COSTI BENI UMANITARI

Il conflitto in Medio oriente sta rendendo difficile il lavoro delle organizzazioni umanitarie, che fanno fatica a ottenere beni e materiali essenziali per gli interventi a favore delle popolazioni colpite a causa di aumenti nel costo dei trasporti che vanno dal 20% al 300%, a seconda dei casi: a lanciare l’allarme è la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc), secondo cui “il trasporto di beni umanitari sta diventando più costoso e lento”. Come scrive la Federazione in una nota, “sebbene il centro logistico globale dell’Ifrc a Dubai rimanga operativo, le interruzioni dei trasporti globali hanno portato a significativi aumenti dei prezzi e hanno costretto l’organizzazione a utilizzare percorsi terrestri più lunghi. L’impatto diretto è che il trasporto di merci sta diventando più costoso e richiede più tempo”. Ciò avviene mentre a livello globale calano le donazioni per gli organismi umanitari, e a farne le spese saranno “direttamente le comunità più vulnerabili in tutto il mondo”. Da oltre un anno si registra infatti una riduzione generalizzata agli aiuti da parte dei governi, che già con la guerra in Ucraina avevano dirottato parte del budget verso il sostegno a quel Paese, con una conseguente riduzione delle donazioni per altre aree del mondo colpite da conflitti e crisi. L’ultimo passo di questa tendenza è stato compiuto la scorsa settimana dal governo britannico, che nel documento del budget triennale ha annunciato un cambiamento di approccio fondamentale, da “Paese donatore” a “Paese investitore”, e riducendo la quota dell’aiuto pubblico allo sviluppo dallo 0,5% allo 0,3% del Reddito nazionale lordo. Ciò va nella direzione opposta dell’obiettivo fissato allo 0,70% indicato dall’Onu.Come prosegue la Croce rossa internazionale nella nota, “I costi variano quotidianamente”, ma le “tendenze attuali” consistono in un aumento di circa il 70% dei costi per il trasporto marittimo, con picchi fino al 300% su rotte specifiche. “La riduzione delle partenze dagli Emirati Arabi Uniti- si legge ancora- sta inoltre costringendo al riposizionamento del trasporto su strada verso porti come Gedda”, in Arabia Saudita, dove ogni container “costa circa 5mila dollari”. Quanto al trasporto terrestre, internazionale o transfrontaliero, gli aumenti oscillano tra il 20% e il 30%, mentre arrivano al 50% e anche 70% quelli per il trasporto aereo. Tra le cause, l’Ifrc indica la volatilità dei prezzi fel carburante, ritardi alle frontiere, carenza di autisti, modifiche nelle rotte, congestione e, in alcuni casi, passaggio dal trasporto marittimo a quello aereo.

ORE 12.25 – TRUMP: CON IRAN COLLOQUI PRODUTTIVI, RINVIAMO ATTACCHI

“Colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente” si sarebbero tenuti negli ultimi due giorni tra il governo degli Stati Uniti e quello dell’Iran: lo ha scritto, in caratteri maiuscoli, Donald Trump sul suo social Truth. Il presidente americano ha aggiunto: “In base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che proseguiranno per tutta la settimana, ho dato istruzioni al dipartimento della guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso”.ORE 10.43 – TEHERAN: SE ATTACCANO KHARG E LE ISOLE, MINIAMO IL GOLFO

Il Consiglio di difesa nazionale iraniano ha avvertito che, in caso di attacco alle isole iraniane, le forze di Teheran “mineranno tutte le linee di comunicazione nel Golfo Persico”. La dichiarazione giunge dopo che diverse fonti hanno confermato l’intenzione degli Stati Uniti di attaccare l’isola strategica di Kharg, per costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz. In caso di attacco alle isole iraniane, fa sapere il Consiglio, “l’intero Golfo Persico si troverebbe di fatto in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo. Questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l’intero Golfo Persico risulterebbe praticamente bloccato e la responsabilità ricadrebbe sulla parte che minaccia”. Dal 28 febbraio lo stretto in cui transita un quinto del commercio energetico mondiale risulta parzialmente chiuso. Così Teheran spera di piegare il sostegno di buona parte della comunità internazionale alla guerra che Washington e Tel Aviv conducono contro l’Iran. La scorsa settimana, il governo iraniano ha implementato un meccanismo di registrazione che, previa autorizzazione, consente alle navi che non battono bandiera statunitense e israeliana di passare. A questo sistema hanno già aderito, tra gli altri, Cina, India e Pakistan. “L’unico modo per attraversare il canale è che i Paesi non coinvolti nella guerra si coordinino con l’Iran”, ribadisce il Consiglio di difesa iraniano.

ORE 10.41 – IRAN. PIZZABALLA: CANCELLATA PROCESSIONE DELLE PALME A GERUSALEMME

“A causa della guerra, quest’anno non ci è stato possibile vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione. Se abbiamo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua. Ora ci troviamo a interrogarci sulle celebrazioni della Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e presso il Santo Sepolcro”. Così il Patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Card. Pizzaballa, sul sito del Patriarcato. “Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni- spiega- non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese. La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo pertanto costretti a un coordinamento giorno per giorno”. È già chiaro, tuttavia, prosegue Pizzaballa, “che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti. Alla luce di ciò, comunico quanto segue: La tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata. Sarà sostituita da un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo da definire. La Messa crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso il necessario assenso. Le chiese della diocesi restano aperte. Parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno il possibile per favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali”.

ORE 9.29 – RAID SU TABRIZ, COLPITE CASE E UN PARCO: VITTIME E FERITI

Sei persone sono state uccise in bombardamenti che hanno colpito alcune abitazioni e un parco nella città di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, a sud della catena montuosa del Caucaso. A fornire le informazioni è stato Majid Farshi, direttore generale della Gestione delle crisi per la provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale. In dichiarazioni rese all’agenzia di stampa Fars, il dirigente ha riferito che quattro persone sono state uccise e sei ferite in un bombardamento contro un’unità residenziale nell’area di Marzdaran, mentre altre due persone sono state colpite a morte nella zona di un parco a Rabe Rashidi. La notizia dei raid è stata rilanciata anche da media stranieri, come l’emittente del Qatar Al Jazeera. Secondo stime diffuse ieri dalla televisione nazionale dell’Iran, dal 28 febbraio i bombardamenti condotti da Israele e dagli Stati Uniti hanno già causato nel Paese almeno 1.500 morti.ORE 8.15 – DOPO L’ULTIMATUM DI TRUMP ISRAELE RIUNISCE IL GABINETTO DI SICUREZZA, L’IDF: “ATTACCO SU LARGA SCALA CONTRO OBIETTIVI STRATEGICI”

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera, lunedì 23 marzo, in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri, domenica 22 marzo, 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz. In caso contrario, attaccherà le reti energetiche iraniane.
Intanto, l’esercito israeliano, l’Idf, ha annunciato di aver effettuato nelle ore precedenti un attacco su larga scala in Iran su obiettivi mirati che hanno incluso una base militare utilizzata per l’addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire gli aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell’aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie infine due quartier generali del Ministero dell’Intelligence iraniano e delle Forze di Sicurezza Interna.

ORE 8.00 – RUTTE: 22 PAESI AL LAVORO PER RIAPRIRE LA NAVIGAZIONE DI HORMUZ

ll segretario generale della Nato Mark Rutte, ha dichiarato in un intervista a Fox News che 22 paesi, tra cui membri della NATO e alleati come la Corea del Sud e il Giappone, stanno coordinando gli sforzi per riaprire la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

ORE 6:00 – L’IRAN RISPONDE ALL’ULTIMATUM DI TRUMP: “COLPIREMO IMPIANTI ENERGETICI E IDRICI IN TUTTO IL GOLFO”

L’Iran ha avvertito che colpirà le infrastrutture energetiche e idriche in tutto il Golfo se il presidente statunitense Trump darà seguito alla sua minaccia di attaccare la rete elettrica iraniana, alimentando i timori di gravi interruzioni in una regione fortemente dipendente dalla desalinizzazione per l’acqua potabile. Axios, ‘Trump sta creando una squadra per negoziare con l’Iran’

ORE 2.00 GLI INVIATI USA AL LAVORO PER SQUADRA CHE NEGOZI CON IRAN, LE CONDIZIONI DISTANTI DI ENTRAMBI I FRONTI

Secondo quanto riferito dall’agenzia Axios, gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff sono al lavoro per creare un team per negoziare con l’Iran su ordine del presidente Donald Trump. Per ora non risulterebbero contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti di Axios.
Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l’Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide, tra cui lo stop permanente degli attacchi e risarcimenti per i danni subiti. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell’arricchimento dell’uranio. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim le richieste iraniane riguardano la garanzia che non ci saranno altre aggressioni contro il Paese a lungo termine, la chiusura delle basi militari statunitensi in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento all’Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati, a cominciare dagli Hezbollah libanesi, e processi ed estradizioni contro i giornalisti che lavorano per media considerati anti-regime.

 «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

RIETI: I CARABINIERI INCONTRANO LO STUDENTE RIMASTO FERITO DURANTE L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

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Nei giorni scorsi, presso la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti, il Comandante Provinciale, Colonnello Valerio Marra, unitamente al Comandante del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Rieti, Luogotenente Alessandro Conte, ha ricevuto il giovane studente Samuele, accompagnato, per l’occasione, dai propri genitori.

L’incontro fa seguito al grave infortunio di cui il ragazzo è rimasto vittima alla fine di febbraio 2025. In quell’occasione, durante lo svolgimento di un progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, ex alternanza scuola-lavoro), il giovane aveva riportato fratture multiple al braccio sinistro mentre operava su una macchina utensile.

All’epoca dei fatti, l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Rieti, supportati dai militari dell’Ispettorato del Lavoro e dal personale dello SPISAL della ASL locale, permise di ricostruire accuratamente la dinamica dell’incidente. Le indagini portarono al deferimento alla Procura della Repubblica di alcuni soggetti, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di lesioni personali colpose gravi, in relazione ad alcune omissioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Contestualmente, vennero elevate sanzioni amministrative per delle violazioni della normativa antinfortunistica, per un importo complessivo superiore ai 10.000 euro.

Durante il colloquio, svoltosi in un clima di profonda sensibilità e vicinanza, Samuele ha condiviso la propria esperienza successiva all’infortunio, illustrando il complesso percorso riabilitativo intrapreso finora e le ulteriori sfide mediche che dovrà ancora affrontare per recuperare la piena normalità e funzionalità dell’arto.