In totale sono state bombardate 131 città in tutto l’Iran, per la Croce Rossa le vittime sono 555
ROMA – L’aviazione israeliana ha lanciato “una massiccia ondata di attacchi” contro la capitale dell’Iran, nell’ambito dell’operazione ‘Leone ruggente’ lanciata con gli Stati Uniti sabato scorso. Lo riferiscono le Forze di Israele. Poco prima dell’annuncio, i media iraniani riferivano di un doppio attacco “con missili Kheybar” contro l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu: “L’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e il quartier generale del comandante dell’aeronautica militare del regime sono stati colpiti”, hanno fatto sapere i Guardiani della rivoluzione in una nota. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars “non è chiaro il destino” del premier israeliano, mentre secondo il Times of Israel non ci sono stati feriti nell’attacco. La stampa mediorientale riportava che, intorno alle 11.30 ora italiana, sirene antiaeree sono scattate nella capitale Tel Aviv e in altre aree di Israele, compresa la Cisgiordania occupata. I media di Israele invece riportano che i membri della Commissione Affari Esteri e Difesa del parlamento israeliano hanno dovuto sospendere una riunione sulla sicurezza e recarsi in un rifugio antiaereo durante un bombardamento iraniano. I deputati, come mostrano le testate locali, hanno scattato e diffuso anche un selfie dal rifugio.
Intanto Ali Larijani, l’attuale leader iraniano scrive su X che “a differenza degli Stati Uniti, l’Iran è pronto per una lunga guerra. Negli ultimi 300 anni l’Iran non ha mai iniziato una guerra, ci difenderemo con onore e proteggeremo i nostri seimila anni di civilizzazione, a qualunque costo”.
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