Pubblicata la ricerca ISTAT “Relazioni, opinioni e comportamenti dei giovanissimi”: un quadro ampio su formazione, relazioni, fragilità e aspettative delle nuove generazioni.
L’Istat ha pubblicato la ricerca “Relazioni, opinioni e comportamenti dei giovanissimi”, una fotografia ampia della condizione dei ragazzi tra 11 e 19 anni residenti in Italia. Il lavoro raccoglie i risultati dell’indagine 2023 “Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri” e allarga il campo rispetto alle edizioni precedenti, includendo non solo gli studenti delle scuole secondarie ma tutti i giovani italiani e stranieri di quella fascia d’età.
Non è una fotografia né tutta positiva né tutta negativa. Il nuovo report Istat sui giovani tra 11 e 19 anni restituisce l’immagine di una generazione che regge, ma sotto pressione: relazioni ancora vive, scuola centrale e capacità di adattamento convivono con fragilità crescenti, tra bullismo, uso intenso dei social e incertezza sul futuro. È in questo equilibrio instabile che si gioca oggi la condizione dei giovanissimi in Italia.
Il documento non si concentra su un solo fenomeno. L’impianto del report è costruito in cinque sezioni e mette insieme scuola, contesto familiare, relazioni tra pari, uso del digitale, bullismo, attività sportive e culturali, identità, cittadinanza e aspettative per il futuro. È, quindi, una pubblicazione di scenario, utile più a leggere la condizione complessiva dei giovanissimi che a isolare una sola emergenza.
Dal primo capitolo emerge che nel 2023 oltre nove giovani su dieci tra 11 e 19 anni risultano inseriti in un percorso formativo. Gli universitari sono l’8,8%, mentre l’ingresso diretto nel lavoro resta marginale, al 2,7%. Ma il report segnala anche divari netti legati al contesto familiare e alla cittadinanza: tra gli italiani ha almeno un genitore laureato il 35,7%, tra gli stranieri il 16,4%, e questo si riflette nelle scelte scolastiche e nelle prospettive dopo il diploma.
La seconda parte del lavoro entra nella vita quotidiana dei nativi digitali. Il 72,6% dei ragazzi incontra gli amici almeno una volta a settimana, mentre il 48,7% comunica con loro più volte al giorno tramite telefono o internet. La rete non appare come uno spazio separato dalla socialità, ma come una sua estensione stabile, soprattutto nell’adolescenza. Allo stesso tempo l’86,3% dice di avere almeno un amico con cui confidarsi.
Dentro questo quadro si colloca anche il capitolo sul disagio relazionale. Il 68,5% dei giovani riferisce di avere subìto almeno un comportamento offensivo o aggressivo, online o offline, nell’anno precedente l’indagine. Il 21% dichiara episodi di bullismo con frequenza superiore a una volta al mese. Il report segnala inoltre una maggiore esposizione dei ragazzi stranieri, che arrivano a quasi il 27% nei casi di atti vessatori ricorrenti. Ma anche qui il bullismo è trattato come parte di una cornice più ampia, che riguarda relazioni, inclusione e vulnerabilità.
La ricerca affronta poi i luoghi della socialità. Il 64,5% pratica sport fuori dall’orario scolastico, ma la partecipazione cala tra le ragazze, tra i più grandi e soprattutto tra i giovani stranieri. Anche la fruizione culturale risente del background familiare: i figli di genitori più istruiti partecipano di più ad attività come cinema, musei e mostre. Il dato conferma il peso del capitale culturale nelle opportunità di crescita.
L’ultima sezione guarda all’identità e al domani. Per i giovani la cittadinanza viene associata soprattutto ad appartenenza, comunità e diritti. Sul futuro, il 45% degli 11-19enni si immagina in Italia, mentre il 34,2% guarda all’estero. Il 41,3% si dice affascinato dal futuro, ma quasi un terzo ne ha paura. È un passaggio importante del report perché restituisce una generazione non solo connessa e attiva, ma anche attraversata da disuguaglianze, timori e visioni differenti del proprio posto nel Paese.
La forza della pubblicazione sta proprio qui: non offrire un titolo solo, ma una mappa. Scuola, amicizie, digitale, esclusione, sport, cultura, identità e aspettative si tengono insieme.
