UN PERCORSO TRA VOLTI, STORIE E VALORI CHE HANNO DIFESO LA DEMOCRAZIA.
Non una semplice parete commemorativa, ma un luogo in cui la memoria prende forma attraverso i volti, le storie ed il sacrificio di uomini che hanno scelto di servire lo Stato fino alle estreme conseguenze.

È stato inaugurato questa mattina, nella storica sede di via San Vitale, il Wall della Memoria delle Vittime del Terrorismo della Polizia di Stato, uno spazio permanente dedicato al ricordo dei trenta appartenenti alla Polizia di Stato che, nel territorio capitolino, hanno perso la vita negli anni segnati dalla violenza terroristica e dall’attacco alle istituzioni democratiche della Repubblica.
La cerimonia, moderata dalla giornalista Safiria Leccese, si è svolta alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani, del Questore di Roma Roberto Massucci, dei familiari delle vittime, di rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’informazione, in un clima di intensa partecipazione e profondo raccoglimento.
Erano presenti anche il Vice Capo della Polizia – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Carmine Belfiore, il Vice Capo della Polizia – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Raffaele Grassi ed il Procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi.
Il Capo della Polizia, dopo aver salutato i familiari delle vittime, li ha ringraziati per la loro presenza.

“Momenti come questi , ha detto Pisani, servono a non far dimenticare il sacrificio dei propri cari, caduti in un momento storico particolare, in cui gli omicidi erano commessi per sovvertire l’ordine democratico del nostro Paese.”
Pisani ha sottolineato che le istituzioni democratiche, in quegli anni difficili, sono state messe a dura prova. “Lo Stato ha reagito con la forza del diritto e con il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura”
Il Capo della Polizia ha riconosciuto che la serenità del lavoro quotidiano delle forze di polizia e l’unità delle Istituzioni democratiche è l’eredità di quegli anni, pagata con il sangue di quei poliziotti vittime del terrorismo, che hanno difeso la Repubblica.

Pisani ha evidenziato, infine, l’importanza dell’iniziativa odierna che serve a ricordare ai giovani colleghi che i benefici, le libertà e i diritti di cui tutti noi oggi possiamo godere, e di cui devono godere le future generazioni, sono frutto anche del sacrificio dei caduti in quegli anni difficili.
L’installazione, realizzata nell’area comune di accesso alla sede centrale della Questura, restituisce identità e voce ai caduti attraverso fotografie, testimonianze e documenti storici che ne raccontano il percorso umano e professionale: un mosaico di vite che, pur nella loro unicità, si ricompongono in una narrazione collettiva capace di attraversare il tempo e di parlare ancora al presente.

Dietro ogni immagine custodita nel Wall vi sono trenta storie diverse tra loro che, accostate l’una all’altra, finiscono per fondersi in un unico racconto: quello di donne e uomini che hanno difeso i valori della Repubblica, la libertà dei cittadini e la tenuta delle istituzioni democratiche in una delle stagioni più difficili della storia nazionale.
Quel coro silenzioso di voci continua, ancora oggi, a richiamare i principi su cui si fonda la convivenza democratica e trova nella memoria non soltanto un dovere morale, ma uno strumento di conoscenza, consapevolezza e responsabilità civile.
Determinante per la realizzazione dell’opera è stato il contributo documentale de “Il Messaggero”, le cui pagine di cronaca hanno consentito di recuperare immagini, testimonianze e frammenti di storia che hanno accompagnato la costruzione del percorso espositivo. Nel corso della mattinata è intervenuto anche il Direttore del quotidiano romano, Roberto Napolitano, sottolineando il valore della memoria giornalistica quale patrimonio collettivo e presidio di democrazia.
Ad arricchire ulteriormente il significato della cerimonia è stata la presenza, nel cortile della Questura, dell’Alfetta 1800, sulla quale viaggiavano Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, uomini della scorta dell’Onorevole Aldo Moro, uccisi nell’agguato di via Fani del 16 marzo 1978. L’autovettura, recentemente restaurata, ha rappresentato una testimonianza tangibile del sacrificio degli uomini dello Stato caduti nella difesa delle istituzioni, diventando parte integrante di un percorso che unisce memoria storica e coscienza civile.

Il Wall della Memoria nasce con l’ambizione di accompagnare quotidianamente non soltanto i poliziotti che varcano l’ingresso della Questura, ma anche i cittadini, gli studenti e le centinaia di giovani che ogni anno visitano la sede della Polizia di Stato capitolina, affinché possa tradursi in un luogo di riflessione permanente, in cui il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la democrazia continui a trasformarsi in esempio, insegnamento e responsabilità per le generazioni future.
il video dell’inaugurazione, presso la Questura di Roma, alla presenza Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani, del Questore di Roma Roberto Massucci, dei familiari delle vittime, di rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’informazione.
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