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Con un finanziamento del ministero del turismo, inizia una nuova  vita per l’antico monastero di Sant’Angelo

Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Rappresenterà un punto di riferimento non solo per i pellegrini lungo la via di San Benedetto, ma anche per tutti i turisti e  studiosi”

Giovedì  scorso (13 novembre ) presso la sede comunale, il notaio Jacopo Ricciotti ha stipulato il rogito dell’acquisto da parte del comune di Trevi dell’ex Monastero di Sant’Angelo ad Orsano, e dei terreni circostanti. Erano presenti il Sindaco Silvio Grazioli, nella qualità di Responsabile del Servizio Amministrativo del comune di Trevi nel Lazio, e gli eredi di Molinari Angelo, titolari dei beni acquistati.  Una struttura storicamente e culturalmente importante che entra nella proprietà di beni del Comune di trevi Nel Lazio. “Il Monastero di Sant’Angelo –sottolinea il Sindaco Silvio Grazioli-  ha una valenza culturale importantissima per la nostra comunità, molti storici sostengono che questo sia uno dei dodici monasteri fondati da San Benedetto nella Valle dell’Aniene, anche se a partire dalla metà del ‘200 è divenuto monastero femminile, che ha avuto una fiorente attività religiosa e monastica. L’ultima suora è stata la Badessa Letizia di Vallepietra, alla fine del ‘400, che si era ritirata vicino il Paese in località Portella, in quanto il Monastero era stato depredato da una banda brigantesca. Nel corso dei secoli venivano sempre celebrate due messe in onore di San Michele Arcangelo. Quando vi erano pestilenze o epidemie vi si seppellivano i morti per evitare la diffusione della malattia. L’ultima volta è stato utilizzato nell’estate del 1867 quando ci fu una devastante epidemia di colera. L’acquisizione del bene,  è stata possibile grazie al finanziamento del Ministero del Turismo nell’ambito dei fondi del Giubileo.  Il progetto prevede la messa in sicurezza della struttura con il completo rifacimento del tetto. Questo rappresenta il primo passo per il recupero di tutto il monastero ivi compreso la costruzione del monacato che ospitava le suore. Tale opera rappresenterà un punto di riferimento non solo per i pellegrini lungo la via di San Benedetto, ma anche per tutti i turisti, gli studiosi e tutti gli appassionati della storia e della cultura di Trevi e della Valle dell’Aniene”.

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