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Nuovo picco di contagi a Tokyo, niente pubblico ai Giochi Olimpici

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Il Governo giapponese ha istituito un altro stato di emergenza fino al 22 agosto per timore che le Olimpiadi possano scatenare una nuova ondata

ROMA – Le gare dei Giochi Olimpici programmate a Tokyo si terranno senza spettatori a causa del picco di contagi da Covid-19. L’ufficialità dopo le indiscrezioni delle ultime ore è arrivata dal ministro per i Giochi, Tamayo Marukawa, che ha comunicato la decisione degli organizzatori a 15 giorni dall’apertura dell’Olimpiade.

L’annuncio segue la comunicazione da parte del Governo giapponese di istituire a Tokyo un altro stato di emergenza fino al 22 agosto, per il timore che i Giochi possano innescare un’ulteriore ondata di contagi. Alla riunione che si è tenuta oggi hanno partecipato il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, arrivato oggi a Tokyo, e i rappresentanti degli altri quattro organi coinvolti: il Comitato organizzatore, il Comitato paralimpico internazionale, il Governo centrale e quello metropolitano di Tokyo.

Erika Primavera fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Bianchi: “Nessun obbligo vaccinale per gli insegnanti”. E frena sul ‘Green pass scolastico’

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Il ministro dell’Istruzione è intervenuto questa mattina all’inaugurazione di Rep Idee 2021 al Teatro comunale di Bologna

BOLOGNA – “Allo stato attuale” nessuna ipotesi di obbligo vaccinale per il personale scolastico. “Non abbiamo in mente di farlo, però c’e’ un fortissimo appello alla solidarietà collettiva”, risponde il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, interpellato oggi a Bologna a margine dell’incontro con gli studenti alla Repubblica delle idee. “Facciamo oggi un appello perché tutti si possano vaccinare proprio nel senso di una solidarietà collettiva”, dice Bianchi.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Mirko Billi

Euro 2020, Mattarella sarà a Wembley per la finale Italia-Inghilterra

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Il presidente della Repubblica volerà a Londra per assistere al match in programma domenica 11 alle ore 21

ROMA – Sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a rappresentare l’Italia nella finale degli Europei a Wembley. Lo si apprende da fonti del Quirinale. Il capo dello Stato volerà quindi a Londra per assistere alla sfida tra gli azzurri di Roberto Mancini e l’Inghilterra, in programma domenica 11 luglio alle ore 21 nel mitico impianto di Wembley.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Una Considerazione su CAPO FARFA

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Gran parte degli argomenti storico medievali della regione Sabina menzionati sui testi, libri o documenti e che vengono spesso riportati, ancorché consultati dagli storici di avvenimenti della regione Sabina, sono  in relazione alla imperiale Abbazia di Farfa e allo studio dei preziosi cartulari farfensi redatti da Gregorio da Catino nel XI secolo.

Una delle voci che, in questo caso, intendo evidenziare con questo scritto, è la possibile ipotesi sul significato che molti storici hanno attribuito al nome di Capo Farfa, castello diruto in prossimità di Poggio S Lorenzo e inteso perlopiù da molti, in riferimento alla sorgente dell’omonimo fiume: tuttavia le cronache relative alla sua posizione nonché alla sua relazione con la sorgente del fiume, hanno destato più di qualche perplessità logistica, ponendo cosi molti interrogativi.

Da come riporta P. Toubert, nella sua ricerca sul Lazio Medioevale, il Castrum di Capo Farfa si è spopolato nell’XI secolo a tutto vantaggio dell’attuale Poggio S. Lorenzo, castello dell’Abbazia farfense; viene perlopiù menzionato nelle visite pastorali dei Vescovi alle chiese o cappelle di sua pertinenza, come quella del 1343 del cardinal Petrus Hyspanicum.

Questo per ciò che riguarda la breve storia del Castrum; ciò che confonde però sono, da varie documentazioni, le indicazioni dei molti abitanti, riportati e compresi nel suo territorio attorno al XIV secolo, così come risulta da un documento manoscritto romano, ora Sanese, che risale alla fine di detto secolo, riportato citato dal Tomassetti e pubblicato nell’Archivio di Storia Patria di Roma, dove figura il consumo delle rubbie di sale per abitante.

Si consideri che la cifra della rubbia (un rubbio equivale a kg 294 di sale che ogni luogo doveva acquistare) rappresenta il consumo di un semestre, perciò va raddoppiato per l’anno intero.

La media del consumo del sale si calcola su circa 7 kg per abitante, senza distinzione di età. Aldilà comunque del contrabbando, e/o dei privilegi, è certo che perlomeno una terza parte del consumo sfuggiva al monopolio.

La sensazione che si stia parlando comunque di qualcosa di diverso, effettivamente incuriosisce; appare evidente che, se consideriamo realistico quanto riportato, come in questo manoscritto, risulterebbe Capo Farfa con più abitanti (630) di Casaprota (210) o di Poggio S. Lorenzo (420), in aperta contraddizione alle affermazioni del Toubert e di altri AA.

Cercherò allora di porre in evidenza una ipotesi sul nome e sull’origine del Castrum e perché in seguito  ci sia stata confusione e contrasto nel ricercarne la località. o per meglio definirla geograficamente .

Se pensiamo alle scritture latino medioevali e i significati che queste potevano avere all’epoca dei documenti, notiamo da un ben fornito vocabolario che, alla voce latina “caput”, si evidenziano diversi significati: da sorgente (caput ore) a principio, capo di villaggio, di gente, testa, riferito a pensiero (tot capita, tot sententiae), promontorio (es. Capo Lilibeo, punta estrema della Sicilia, già colonia cartaginese, espugnata dai romani nelle guerre puniche, fu un importante punto di osservazione militare nel mediterraneo) e altri ancora; uno dei significati è anche “cima o vetta“ ovvero “punto elevato” usato anche per scopi militari o d’osservazione, come è facile intendere in questo caso anche per Capo Lilibeo.

Durante una visita d’agosto del 2020, alle rovine della torre di Capo Farfa, vicino Poggio S Lorenzo, l’amico Marco Agamennone mi illustrava come, a sue spese, stava ristrutturando la diruta torretta d’osservazione e mi ha invitato a salire e traguardare il circostante territorio.

Grande è stata la mia meraviglia constatando come da quel punto d’osservazione era possibile traguardare per 360° tutt’attorno, dominando vallate, boschi, pianure e arrivando con lo sguardo fino a Nerola, a Fara, Frasso, Casaprota, Mompeo ed altri castelli di dominio farfense; a quel punto mi è venuto in mente che la voce di Capo Farfa, in questo caso, si potesse considerare con un significato ben diverso da quello che, per impatto, crediamo, è stato creduto riferirsi alla vicina sorgente dell’omonimo fiume che, in realtà, è un bel po’ distante da quel punto.

Questo nome o definizione, trasmesso nel tempo dai cartulari farfensi, è stato considerato da molti studiosi dei secoli passati come elemento correlativo alla sorgente del fiume ma, stranamente, nel contempo lo si poneva come castello con la chiesa di S. Angelo di Capo Farfa in territorio di Poggio S Lorenzo.

Tutto questo ha nel tempo condizionato e confuso i vari relatori sulle cose sabine: il Piazza (1703) definì Frasso il Caput Farfa, vista la vicinanza alle sorgenti, oppure l’Alberti (1577) che definì Caput Farfa un piccolo castello dove si origina il fiume, o il Biondo (1558) che la definisce una terricciuola, così chiamata, vicino alla sorgente del Farfa.

Questi e altri Autori pongono il possibile Castrum in prossimità della sorgente del Farfa.

A questo punto ritengo, da parte mia, di valutare la considerazione, ovvero la possibilità, di un significato legato a “cima”, “torretta” (punto elevato, dominante) dell’Abbazia di Farfa”, per il castrum vicino a Poggio S Lorenzo; questo perché posta più in alto visivamente e, da quel punto dominante, si potevano segnalare eventuali sortite nemiche o saracene all’Abbazia in virtù di quel punto d’osservazione sovrastante la vallata.

Probabilmente con la battaglia di Tachiprando, intorno al 916, contro l’invasione saracena, anche Capo Farfa dovette subirne l’esito di quella battaglia rimanendone distrutta.

Vari studiosi hanno elaborato la teoria secondo la quale lo spopolamento di Capo Farfa sia iniziato proprio in seguito alla suddetta battaglia che portò la nascita del centro abitato intorno al castrum di Poggio S. Lorenzo.

D’altronde la Capo Farfa di Poggio S. Lorenzo non ha nulla a che vedere con le descrizioni del XVI secolo in poi che, a mio parere, si riferiscono alle popolazioni in prossimità della sorgente del Farfa e, certamente, come attestano i vari autori, tra cui il Biondo, Leoni, Alberti , Guattani,  Capmartin de Chaupy (1767) ecc. che ricordano come “nella vallata di Capo Farfa sorgesse un borgo molto popolato”.

Queste osservazioni fanno pensare come le considerazioni a cui fanno seguito, non possano essere riferite alla Capo Farfa di Poggio S Lorenzo, ma la descrizione che ne fanno è indubbiamente relativa alla zona popolosa di Osteria Nuova, oggi espressa anche con la  borgata Casali di Frasso Sabino.

Quindi il castrum di Caput Farfae di Poggio S. Lorenzo viene così inteso  come punto d’osservazione dell’Abbazia di Farfa, almeno fino all’XI secolo, ma riportato in seguito appunto come rovine, menzionato comunque dalle varie visite pastorali ma solo in riferimento alle sue chiesette.

Viene in seguito messo in relazione alla sorgente del fiume Farfa (la sorgente Le Capore) dagli Autori del XVI secolo in poi e collegando il castello vicino (ad es. Frasso) quale originario castrum menzionato nei cartulari farfensi.

Da quanto sopra delineato, appare un quadro possibile, per i significati che sono stati intesi relativi al “caput Farfae”, di due località però così distinte , diverse per significato e posizione geografica.

Aldo Masciangelo

Il Safari d’Arte, per conoscere e degustare un’eccellenza italiana il vino Cesanese

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Anagni, Presentazione del progetto nato dalla sinergia la Strada del Vino Cesanese e l’associazione Ara Macao

Il Safari d’arte è un modo nuovo per far visitare a cittadini e turisti città d’arte e borghi, viene definito  un avvincente game-tour per tutte le età che, fruibile attraverso l’app gratuita Safari d’arte,  consente di scoprire storie, personaggi, miti e leggende delle città storiche d’Italia.  Ma il Safari d’arte è anche un mezzo per promuovere una delle eccellenze dell’Italia il vino Cesanese del Piglio, l’unico DOCG rosso del Lazio, che ottiene costantemente successi nelle più importanti vetrine internazionali.  Infatti giovedì  prossimo (15 luglio) alle ore 12.00 presso la Sala della Ragione del Palazzo comunale di Anagni avrà luogo la presentazione del progetto Safari d’arte la Strada del Vino Cesanese.  Il binomio arte-vino trova così la sua espressione appunto nel Safari d’Arte. “Il turismo -si legge nella nota di presentazione dell’evento- è un settore strategico per il nostro Paese ed è in continua evoluzione. I turisti sono alla ricerca di tour esperienziali che consentano di vivere sensazioni, assaporare emozioni. Per offrire una nuova esperienza di viaggio, l’associazione la Strada del Vino Cesanese e l’associazione Ara Macao, con un progetto cofinanziato da Regione Lazio e con il patrocinio di:  Presidenza del Consiglio Regionale, Provincia  di Frosinone, Comune di Anagni, Gal Ernici Simbruini, Skal International Roma, hanno realizzato una caccia al tesoro, un  tour esperienziale,  Safari d’Arte, già prodotto con successo in molte città italiane. La strada del Vino Cesanese comprende sei comuni che vanno dalla Provincia di Roma fino all’Alta Ciociaria, Acuto, Affile, Anagni, Paliano, Piglio, Serrone, un territorio ricco di storia e tradizione, Patria del Vino Cesanese. Alle ore 12.00 avrà luogo la presentazione del progetto e dell’App alla stampa ed agli operatori del settore. Al termine della presentazione seguirà una degustazione di prodotti tipici accompagnati dal vino Cenanese, ed all’evento  sono stati invitati a partecipare rappresentanti delle Istituzioni, delle categorie e gli operatori del settore”.

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Si rivolge a tutti i cittadini in quanto non prevede limiti di ISEE. Tre requisiti per beneficiare dell’incentivo

ROMA – Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto attuativo che rende operativo il bonus rottamazione Tv, che sostiene i cittadini nell’acquisto di televisori compatibili con i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terrestre Dvbt-2/Hevc Main 10. La nuova tecnologia, spiega una nota del Mise, consentirà di migliorare la qualità del segnale e di dare spazio alle trasmissioni in alta definizione. L’agevolazione consiste in uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto, fino a un massimo di 100 euro, che si può ottenere rottamando un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018. Il bonus rottamazione Tv ha, infatti, l’obiettivo di favorire la sostituzione di apparecchi televisivi che non saranno più idonei ai nuovi standard tecnologici, al fine di garantire la tutela ambientale e la promozione dell’economia circolare attraverso un loro corretto smaltimento. A differenza del precedente incentivo, che resta comunque in vigore ed è pertanto cumulabile per coloro che sono in possesso di tutti i requisiti, il bonus rottamazione Tv si rivolge a tutti i cittadini in quanto non prevede limiti di ISEE. In particolare, verrà riconosciuto un bonus per l’acquisto di un televisore per ogni nucleo familiare fino al 31 dicembre 2022. Le risorse destinate alla misura sono complessivamente 250 milioni di euro.

BONUS TV, COME OTTENERLO

Il provvedimento individua tre requisiti per beneficiare dell’incentivo: residenza in Italia, rottamazione di un televisore e il pagamento del canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione. A tal riguardo è previsto che potranno accedere all’agevolazione anche i cittadini, di età pari o superiore a settantacinque anni, che sono esonerati dal pagamento del suddetto canone. La rottamazione potrà essere effettuata in sede di acquisto del nuovo televisore, consegnando al rivenditore quello vecchio, che si occuperà poi dello smaltimento dell’apparecchio e di ottenere un credito fiscale pari allo sconto riconosciuto al cliente al momento dell’acquisto del nuovo apparecchio. Un’altra modalità per rottamare la vecchia tv è consegnarla direttamente in una isola ecologica autorizzata. In questo caso un modulo certificherà l’avvenuta consegna dell’apparecchio, con la relativa documentazione per richiedere lo sconto sul prezzo di acquisto. In vista del passaggio agli standard di trasmissione del digitale terrestre di nuova generazione Dvbt-2/Hevc Main 10 i cittadini possono verificare la compatibilità dei televisori in proprio possesso e gli elenchi delle apparecchiature idonee seguendo le informazioni e le procedure indicate sul sito nuovatvdigitale.mise.gov.it. Il decreto, controfirmato dal ministro dell’economia e delle finanze, è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Terna presenta il nuovo piano di sviluppo: più di 18 miliardi in dieci anni

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Secondo le stime di Terna, gli interventi programmati nell’arco del nuovo Piano di Sviluppo della rete elettrica permetteranno di ridurre le emissioni in atmosfera di CO2 per 5,6 milioni di tonnellate annue

ROMA – Terna ha presentato oggi il nuovo Piano di Sviluppo 2021 della rete elettrica di trasmissione nazionale: 18,1 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 10 anni, +25% rispetto al precedente piano decennale, per abilitare la transizione energetica, favorendo lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo significativamente al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del Green Deal e dando un importante impulso alla ripresa economica del Paese.

In particolare, i forti investimenti previsti da Terna nelle reti di trasmissione elettrica, a beneficio del sistema Paese, serviranno “a incrementare la magliatura, a rinforzare le dorsali tra Sud (dove maggiore sarà la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) e Nord (dove è più sostenuta la domanda di energia elettrica), a potenziare i collegamenti fra le isole e la terraferma e all’interno delle isole, a sviluppare le infrastrutture nelle aree più deboli, al fine di migliorarne la resilienza, l’efficienza, la sostenibilità e l’integrazione delle rinnovabili”, segnala la società.

CON NUOVO PIANO -5,6 MLN TON CO2/ANNO

Secondo le stime di Terna, gli interventi programmati nell’arco del nuovo Piano di Sviluppo della rete elettrica permetteranno di ridurre le emissioni in atmosfera di CO2 per 5,6 milioni di tonnellate annue (quasi il doppio rispetto al Piano precedente). Sono però anche “significativi” i benefici per cittadini e ambiente oltre che in termini di riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera anche per il paesaggio sul fronte delle reti dismesse: Gli interventi previsti dal nuovo piano Terna infatti “consentiranno di demolire 4.600 km di infrastrutture obsolete (circa 800 km in più rispetto al Piano precedente)”.

DONNARUMMA (TERNA): “PIANIFICAZIONE CHIAVE PER TEMPI ECO TRANSIZIONE

“Se non ci muovessimo per tempo e non pianificassimo a dieci, venti anni come facciamo non potremmo mai essere al livello della velocità” di sviluppo della tecnologia e delle infrastrutture legate alla transizione energetica. Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna, lo dice a margine della presentazione del Piano 2021 di sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale.

Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, quando affronta il tema dell’imponente capacità rinnovabile da collegare alla rete “parla giustamente della tempistica, e ha detto che certi aspetti e certe attività non possono avere delle accelerazioni immediate, non è come lo sviluppo di una tecnologia digitale, sono infrastrutture- spiega Donnarumma- Il punto è su questo, se non ci muovessimo per tempo e non pianificassimo a dieci, venti anni come facciamo, nel momento in cui la curva di sviluppo delle altre tecnologie dovesse impennarsi e diventare rapida e veloce noi non potremmo mai essere al livello di quella velocità”.

Infatti, ricorda l’ad Terna, “l’infrastruttura si realizza in tanti anni, basti pensare che una rete elettrica di trasmissione si realizza in circa dieci anni, dei quali sei o sette sono di progettazione e autorizzazione e tre anni circa di realizzazione”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Roberto Antonini

Covid, 1.010 nuovi casi e 14 morti. Risale il tasso di positività

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Il tasso di positività in lieve aumento: 0,56% contro lo 0,46 di ieri. Continuano a liberarsi i posti letto %

ROMA – Sono 1.010 i nuovi casi di Covid in Italia per 177.977 test tra molecolari e antigenici, 14 i decessi. Il tasso di positività sale allo 0,56% dallo 0,47% di 24 ore fa.
Ieri i casi erano stati 907 per 192.424 tamponi, con 24 morti. Sono 180 le terapie intensive per Covid in Italia, 7 in meno rispetto a ieri. Ammontano a 1.234 i ricoveri ordinari, 37 in meno nelle ultime 24 ore.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Ugo Cataluddi

Anna Giusti incanta con il nuovo singolo Di traverso

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 Fuori ora “Di traverso” di Anna Giusti.

Il nuovo singolo “Di traverso” è il calco della voce che l’ha creata, un brano raffinato, condito da una voce calda e avvolgente, capace di creare un’atmosfera unica.

Anna Giusti ci indica attraverso ad una voce singolare, che non eccede mai in una vocalità fuori le righe, la strada del cambiamento, quello più introspettivo, ma quello più arduo, dove la polvere del tempo è difficile da scrollare.

Come sempre la musica è passione e risulta salvifica provocando una trasfiugurazione, tale da innescare un capovolgimento di vita, abbandonando i vecchi clichè.

Le sonoritè nella canzone di Anna sono morbide e minimal, giuste per assecondare una voce che parla da se, ma con una produzione musicale comunque ricercata e non troppo in primo piano, tale da non coprire le capacità vocali di un’artista con una forte personalità, che saprà sorprenderci da qui in avanti nel tempo.

CONOSCIAMOLA MEGLIO

Anna Giusti è una cantautrice italiana.
Nasce a Nola in provincia di Napoli. La sua vita artistica e la sua attività di ricerca applicata alla sociologia dei processi culturali, artistici e comunicativi si fondono in un’unica dimensione creativa. 
Dopo aver pubblicato due singoli autoprodotti -“Polvere” e “Di domenica” – a settembre del 2019 esordisce con l’album “Post-it Ep”, in collaborazione con il produttore e musicista Pleiam, per Scrz Label. L’anno seguente vede la luce il singolo “Solido Liquido”. 
Il suo è un progetto in divenire, al confine tra l’elettronica e il cantautorato, frutto di una scrittura intima, tesa e avvolgente, che tende a palesare suggestioni, impressioni e stati emotivi personali e contrastanti.

Anna Giusti

Il focus è incentrato sull’introspezione con uno sguardo verso l’esterno, al mondo che ci circonda. 
Di traverso” è il titolo del suo ultimo singolo uscito l’11 giugno 2021 per Visory Records. 

Italia-Spagna, omaggio a Raffaella Carrà: riscaldamento con ‘A far l’amore comincia tu’

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L’iniziativa è della Figc, che per il riscaldamento della semifinale di Euro 2020 nell’impianto londinese, ha chiesto e ottenuto dalla Uefa di inserire una delle sue canzoni più amate e ballate

ROMA – La Nazionale di calcio a Wembley con le musiche di Raffaella Carrà. L’iniziativa è della Figc, che per il riscaldamento della semifinale di Euro 2020 con la Spagna di stasera, nell’impianto londinese, ha chiesto e ottenuto dalla Uefa di inserire nella playlist utilizzata ‘A far l’amore comincia tu’, una delle sue canzoni più amate e ballate.

“La scomparsa di un’icona come Raffaella Carrà- ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina- donna innovativa e artista straordinaria, ha colpito tutti. Prima di Italia-Spagna, la sua partita, vogliamo ricordarla con allegria, ascoltando insieme la sua musica carica di energia”.

Erika Primavera.  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»