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La (probabile) finale di Sinner, il derby e l’ordine pubblico: a Roma non sanno come uscirne

Due eventi troppo vicini, quasi in contemporanea: è polemica. Intanto in città spuntato adesivi contro il numero 1 del tennis

ROMA – Roma, 17 maggio. Ore 12:30. Derby della Capitale. A pochi metri, al Foro Italico, magari Jannik Sinner in finale degli Internazionali. Centomila persone in una parentesi spazio-temporale minuscola. In un angolo di città già cronicamente inadeguato a gestire se stesso. Non una buona idea.

Partiamo dall’inizio, o meglio: dall’inizio che non c’è stato. Che la finale degli Internazionali si sarebbe giocata il 17 maggio si sapeva da due anni. Lo ha ricordato il presidente della Federtennis Angelo Binaghi: “Io credo questa possa essere la volta buona in cui il calcio si renda conto che, per il bene dei suoi appassionati, bisogna programmare il campionato tenendo conto che a Roma ci sono gli Internazionali”. Il calendario del tennis non è un’imprevisto meteorologico. È scritto, disponibile, consultabile. Eppure è scoppiato comunque un mezzo putiferio.

Per il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli “non ci sono troppe opzioni. Alle 20.45 non si può giocare per motivi di ordine pubblico. Di pomeriggio ci sarebbe la contemporaneità con la finale degli Internazionali. Resta solo la possibilità delle 12.30”. E così sono spuntati, in giro per la città degli strambi adesivi offensivi contro Sinner.La curva Nord della Lazio che diserta lo stadio e si raduna a Ponte Milvio. I tifosi giallorossi costretti a pranzare con il derby come se fosse una partita di terza categoria. Un derby che è partita a rischio da anni – non si può giocare di sera – trasformato in un problema di ordine pubblico di secondo livello perché il primo livello è già occupato dal tennis.

Questura e Prefettura, a quanto pare, preferirebbero si giocasse lunedì. Ma di mezzo ci sono i diritti tv. Ed è impresentabile anche la soluzione più estrema: spostare il derby alla settimana successiva. Il calcio italiano non è un sistema che risolve i problemi: è un sistema che li distribuisce nel tempo fino a quando qualcun altro è costretto a gestirli.

Binaghi intanto ha già aggiornato l’agenda per il futuro: la finale del 2027 sarà il 16 maggio. Chissà se in Lega Calcio qualcuno se l’è annotato.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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