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Fiumicino. Intitolazioni Fiumicino, pista ciclabile all’aeroporto e largo a Fregene dedicati a Romanelli e ai coniugi Tantucci

La Giunta comunale ha approvato nuove intitolazioni: riconoscimento a chi ha segnato il territorio tra sicurezza e tutela ambientale

La Giunta comunale di Fiumicino, guidata dal sindaco Mario Baccini, ha deliberato nuove intitolazioni di spazi pubblici sul territorio.

Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, la pista ciclabile adiacente all’aeroporto “Leonardo da Vinci” sarà intitolata a Francesco Romanelli (1951–2024), figura storica della Polizia Locale.

Romanelli ha lavorato per oltre quarant’anni nel corpo, ricoprendo dal 1999 il ruolo di comandante del Nucleo aeroportuale. Successivamente è stato vice comandante della Polizia Locale. Dopo il pensionamento nel 2017, ha continuato a collaborare con il Comune come delegato del sindaco per i rapporti istituzionali con l’aeroporto.

Nel comunicato, il sindaco Baccini lo definisce

“un pilastro della città e un gentiluomo profondamente legato al territorio”.

La Giunta ha inoltre deliberato l’intitolazione del largo tra via della Veneziana e via Castellammare, a Fregene, a Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci.

Eugenia Bruzzi Tantucci (1915–2009), docente e scrittrice, è ricordata per il suo impegno nella tutela dell’Oasi di Macchia Grande, contribuendo a preservare l’area dalla pressione edilizia negli anni Ottanta.

Vittorio Tantucci (1915–1962), docente e autore, fu legato al territorio di Fregene, dove chiese di essere sepolto. Dopo la morte gli è stata conferita la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per meriti nella scuola, nella cultura e nell’arte.

Le intitolazioni rappresentano un riconoscimento pubblico a figure che, in ambiti diversi, hanno contribuito alla crescita civile e ambientale del territorio.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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