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Roma. Pertosse bambini Lazio, prevenzione e vaccini: “Serve più consapevolezza tra i genitori”

È la Settimana della pertosse a riaccendere l’attenzione. La pediatra Savarese: “Neonati i più esposti, prevenzione decisiva per le famiglie nel Lazio”


È la Settimana della pertosse, promossa a livello istituzionale, a riportare al centro un tema spesso sottovalutato: la protezione dei bambini più piccoli. Anche nel Lazio, la pertosse resta una minaccia concreta, soprattutto nei primi mesi di vita.

Si tratta di un’infezione respiratoria altamente contagiosa che può essere pericolosa per i neonati, quando il ciclo vaccinale non è ancora completo. Il punto, oggi, non è solo medico ma anche informativo: cosa devono fare davvero i genitori?

Ne parliamo con la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra (clicca qui), con esperienza anche in ambito neonatologico presso la Terapia Intensiva Neonatale del Bambino Gesù di Roma, che svolge attività clinica sia in regime intramoenia tramite Cup dell’ospedale, sia con visite domiciliari nell’area di Fiumicino e zone limitrofe, per garantire continuità assistenziale e una presa in carico diretta dei bambini anche nei contesti familiari più delicati.

Dottoressa Savarese, perché questa Settimana della pertosse è importante per le famiglie?
«Perché ci ricorda che la pertosse non è una malattia del passato. È ancora presente e può colpire soprattutto i più fragili. Parlare oggi di prevenzione significa proteggere i bambini domani».

Molti genitori pensano che sia una malattia rara: è davvero così?
«No. È meno visibile rispetto ad altre infezioni, ma continua a circolare. Il problema è che spesso viene riconosciuta tardi, soprattutto negli adulti, che possono trasmetterla senza sapere di averla».

Qual è il rischio concreto per un neonato?
«Nei primi mesi di vita il sistema immunitario è immaturo. Nei casi più seri, che noi vediamo anche nei contesti ospedalieri, la pertosse può causare difficoltà respiratorie importanti. È questo che dobbiamo evitare».

Cosa devono fare, in pratica, le mamme in gravidanza?
«Parlare con il proprio ginecologo e valutare la vaccinazione in gravidanza. È un gesto semplice ma fondamentale: permette di trasferire anticorpi al bambino e proteggerlo nei primi mesi».

E dopo la nascita? Qual è l’errore più comune dei genitori?
«Rimandare. Spesso si pensa “lo faremo più avanti”, ma con la pertosse il tempo conta. Seguire il calendario vaccinale senza ritardi è essenziale».

Anche gli adulti devono preoccuparsi?
«Sì, ed è un punto chiave. Genitori, nonni, familiari stretti: sono loro spesso a trasmettere l’infezione. Proteggere un neonato significa proteggere tutto l’ambiente intorno a lui».

Dal suo lavoro sul territorio, cosa percepisce tra le famiglie?
«C’è attenzione, ma anche confusione. Per questo è importante avere un riferimento pediatrico di fiducia. Il dialogo diretto aiuta a chiarire dubbi e a fare scelte consapevoli».

Un consiglio finale per i genitori del Lazio?
«Non aspettate di avere un problema. Informarsi, prevenire e affidarsi al pediatra è la strada più sicura per proteggere i propri figli».

Il messaggio è chiaro: la pertosse non è superata e la prevenzione resta l’unica vera difesa. Nel Lazio, tra grandi centri urbani e territori ad alta mobilità, la consapevolezza delle famiglie diventa un elemento decisivo.

Per i genitori cambia poco nelle regole, ma molto nelle scelte quotidiane: proteggere i bambini significa agire prima, con informazioni corrette e un riferimento medico costante.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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