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Eaté presenta il nuovo menù: la cucina come destinazione


Al The Sense Experience Resort 5*L, l’esperienza fine dining si evolve in una narrazione gastronomica essenziale, contemporanea e profondamente legata al territorio

Ci sono luoghi in cui si entra e luoghi in cui si arriva. Eaté appartiene a questa seconda dimensione: il ristorante fine dining del The Sense Experience Resort 5*L inaugura il nuovo percorso gastronomico firmato dall’Executive Chef Andrea Cimino, ridefinendo la propria identità attraverso una filosofia culinaria che mette al centro l’essenzialità del gesto, il rispetto dell’ingrediente e una nuova idea di esperienza contemporanea.

Più che un semplice ristorante, Eaté si conferma come il cuore gastronomico del resort: uno spazio raccolto e misurato in cui il piatto diventa linguaggio e il territorio viene interpretato, non replicato. Una cucina che lavora sulla profondità del gusto, sulla precisione tecnica e su un equilibrio costruito attraverso intensità, temperature e texture. Qui il gesto non cerca evidenza. Si deposita nel piatto e lascia emergere il territorio attraverso una lettura contemporanea fatta di controllo, sottrazione e ascolto dell’ingrediente.

La mia cucina nasce da una convinzione precisa: la tecnica è uno strumento al servizio dell’ingrediente”, racconta lo Chef Andrea Cimino. “Ogni piatto prende forma attraverso una struttura chiara, dove gli elementi dialogano con naturale armonia. Ricerco quel dettaglio che resta, che si deposita nella memoria e trasforma il pasto in un ricordo da assaporare.

Eaté si definisce come spazio di scelta e attenzione, dove l’esperienza si costruisce nel tempo del servizio. Un luogo raccolto, in cui il piatto diventa centro e tutto il resto si allinea a esso. La sua identità prende forma all’interno dell’ecosistema gastronomico del resort, un insieme di luoghi che convivono e dialogano seguendo il ritmo della giornata, la luce e il desiderio del momento. Qui il gusto non accompagna il tempo trascorso al The Sense Experience Resort: lo costruisce, trasformandosi in racconto, memoria e identità.

La proposta gastronomica si sviluppa attraverso tre menu degustazione (Maremma, Montecristo ed Elba) che raccontano il territorio e il mare attraverso una sensibilità contemporanea e una costruzione rigorosa del gusto, accanto a una formula à la carte pensata per offrire maggiore libertà senza rinunciare alla visione culinaria dello chef.

Nel percorso “Maremma”, la cucina esplora profondità e materia attraverso piatti come la lingua di manzo con sfere di wasabi, salsa verde e pane di segale, il risotto con cipolle, more, olio al rosmarino e polvere di cipolla, fino alla terrina di agnello con uva fragola, peperone e dragoncello, in un equilibrio continuo tra riconoscibilità e sorpresa.

Montecristo” si muove invece lungo una linea più marina ed essenziale: dal carpaccio di ricciola con crudité di verdure in agrodolce allo spaghettone tiepido con gazpacho di pomodoro verde e tonno crudo, fino alla terrina di cernia accompagnata dal suo fondo, melanzane e pomodoro secco.

Con “Elba”, il racconto si apre a una dimensione più luminosa e mediterranea, dove ingredienti iodati, acidità e freschezza costruiscono una progressione elegante: ceci, gambero rosso ed erbette acidule; spaghetto al limone con crudo di seppia, caviale e polvere di foglie di limone; bottone con ricotta di bufala e scampi; rana pescatrice con latte di cocco, coriandolo e arachidi.

La chiusura del percorso non conclude, ma sospende. I dessert mantengono la stessa grammatica del menu: equilibrio tra acidità, dolcezza e struttura, con una costruzione pensata per lasciare una traccia più che una definizione. La frolla alle mandorle e orzo con lime, cioccolato bianco e timo apre a una dolcezza controllata e verticale. Lo streusel di grué con cacao e caffè lavora invece sulla profondità e sull’amaro, chiudendo il percorso con una persistenza netta e asciutta.

A completare l’esperienza, una proposta à la carte che permette di scegliere percorsi da due o tre portate, accompagnati dai dessert dei menu degustazione, mantenendo intatta la qualità tecnica e la coerenza stilistica della cucina di Eaté.

  1. Menu Degustazione
    1. Maremma
  • Lingua di manzo, sfere di wasabi, salsa verde e pane di segale
  • Cremoso e carpaccio di zucchine, olive, fiori di cappero e croccante di spinaci
  • Risotto, cipolle, more, olio al rosmarino e polvere di cipolla
  • Melanzana glassata, pinoli, pomodoro e finocchietto
  • Terrina di agnello, uva fragola, peperone e dragoncello
  • Frolla alle mandorle e orzo, crema al lime, sorbetto di cioccolato bianco e timo e geleè di ananas
  1. Montecristo
  • Carpaccio di ricciola, crudité di verdure in agrodolce
  • Spaghettone tiepido, gazpacho di pomodoro verde e tonno crudo
  • Terrina di cernia, il suo fondo, melanzane e pomodoro secco
  • Streusel di grué, gelato al cacao, namelaka al fondente, cioccolato al latte e caffè
  1. Elba
  • Ceci, gambero rosso, erbette acidule, limone salato
  • Astice, cetriolo, pomodoro, cipolla rossa e pane croccante
  • Spaghetto al limone, crudo di seppia, caviale e polvere di foglie di limone
  • Bottone, ricotta di bufala e scampi
  • Rana pescatrice, latte di cocco, coriandolo e arachidi
  • Sorbetto al pomodoro, mousse di caprino, crumble parmigiano e pistacchio

Eaté continua così a definire una visione gastronomica in cui la cucina diventa destinazione e parte integrante dell’identità del resort. Un luogo in cui il tempo rallenta, il territorio prende forma attraverso il gesto culinario e ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza che non cerca di stupire attraverso l’eccesso, ma di lasciare una traccia precisa, destinata a restare oltre il momento del servizio.

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