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Roma. Traffico di pelli di rettile, sequestro a Fiumicino: scoperto sistema illegale nella filiera della moda

Bloccate spedizioni da Messico e Stati Uniti con pelli protette camuffate da stivali. Indagini coordinate dalla Procura di Civitavecchia

Un traffico illecito di pelli di rettile destinate al mercato della moda è stato intercettato all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, le spedizioni provenivano da Messico e Stati Uniti e contenevano calzature realizzate con pelli di specie protette. La merce era stata dichiarata come semplici “stivali da equitazione” per aggirare i controlli doganali.

L’ispezione ha permesso di individuare numerose paia di scarpe in pelle di coccodrillo e pitone, animali tutelati dalla Convenzione di Washington (CITES), che regolamenta il commercio internazionale delle specie a rischio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, hanno fatto emergere un sistema strutturato di import-export. Le dichiarazioni doganali, secondo gli investigatori, sarebbero state modificate per nascondere la reale natura dei prodotti.

Le successive perquisizioni nei laboratori di alcune società coinvolte hanno portato al sequestro di ulteriori pelli lavorate e prodotti finiti: coccodrillo, pitone, tegu rosso e varano. Tutti materiali risultati privi della documentazione necessaria per l’importazione.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto al commercio illegale di flora e fauna selvatica portata avanti da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. Un fenomeno che, oltre a violare le norme internazionali, alimenta un mercato illecito legato anche alla criminalità transnazionale.

Al momento non sono stati resi noti il numero degli indagati né il valore complessivo della merce sequestrata. Come previsto dalla legge, le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.

Il caso riporta l’attenzione su una filiera spesso invisibile ai consumatori. Dietro prodotti di lusso apparentemente legali può nascondersi un sistema che aggira controlli e regole, con conseguenze dirette sulla tutela della biodiversità e sulla trasparenza del mercato.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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