I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Rivodutri hanno deferito all’Autorità Giudiziaria del capoluogo reatino una donna residente nel comprensorio del Comune di Poggio Bustone (RI) ritenuta responsabile del reato di interruzione di servizio pubblico, reato previsto dall’articolo 340 c.p.
I fatti risalgono ai giorni scorsi, quando il Servizio Veterinario della ASL di Rieti aveva predisposto un intervento programmato per il recupero di alcuni cani randagi segnalati nella zona che stavano creando allarme sociale nonché potenziale pericolo per la pubblica incolumità.
L’operazione, finalizzata alla sterilizzazione, alle cure sanitarie e alla successiva fase di affidamento degli animali, prevedeva l’utilizzo di apposite gabbie-trappola per la cattura incruenta dei canidi.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri Forestali, la donna, agendo deliberatamente, ha manomesso il dispositivo di cattura posizionato dal personale sanitario, aprendo la gabbia e permettendo l’allontanamento di un cane che era stato catturato in maniera del tutto incruenta. Tale condotta ha di fatto vanificato l’attività dell’Ente pubblico.
L’individuazione della presunta responsabile è stata resa possibile grazie all’utilizzo di sistemi di video-sorveglianza occulta (fototrappole), installati proprio per monitorare l’esito delle catture e garantire la sicurezza degli animali, hanno ripreso nitidamente la scena.
La donna, se sarà ritenuta colpevole in fase di giudizio dei fatti contestati, rischia la pena della reclusione fino a un anno, ai sensi dell’articolo 340 c.p.
I Carabinieri Forestali raccomandano a tutti i cittadini di segnalare – anche attraverso il numero gratuito di emergenza ambientale 1515 – fenomeni di randagismo e ricordano che l’attività di accalappiamento e gestione di tale realtà è una competenza esclusiva e obbligatoria del Servizio Veterinario Pubblico, svolta a tutela sia del benessere degli animali (per prevenire malattie e favorire il controllo delle nascite) sia della pubblica incolumità (sicurezza stradale e prevenzione di aggressioni). Ostacolare tali operazioni configura un reato in quanto impedisce il regolare svolgimento di una funzione pubblica essenziale.
Il comunicato stampa viene effettuato nel rispetto del D. Lgs n. 106/2006, modificato dal D. Lgs n. 188/2021, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” che vengono motivate dalla particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto di accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti degli indagati e delle parti offese.
È obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, sono solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascrittogli.
Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.

