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Omicidio Pamela, Soncin non risponde al gip: “Non era lucido”; contro di lei violenze ripetute, i segni sul volto nel selfie all’amica

L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip. Nella sua casa a Cervia sequestrato un arsenale di 20 coltelli e 5 pistole

ROMA – Non lucido e fisicamente dimesso, con un grosso cerotto sul collo: così si è presentato Gianluca Soncin davanti al gip Tommaso Perna nell’interrogatorio per la convalida del fermo, dal carcere di San Vittore, dove è rinchiuso da ieri in isolamento. Chiamato a rispondere all’accusa di omicidio volontario della compagna, Pamela Genini, omicidio pluriaggravato da premeditazione e stalking, si è avvalso della facoltà di non rispondere, come nel primo colloquio avvenuto in ospedale. Ad affiancarlo il suo legale d’ufficio, Simona Luceri: è lei che lo ha descritto ai cronisti “in condizioni non lucidissime” e “fisicamente dimesso con questo vistoso cerotto sul collo”.
“Non è ancora pienamente consapevole di quello che è successo- ha proseguito l’avvocatessa- È stato una notte in ospedale, è in isolamento da quando è stato dimesso, immagino che non sia ancora pienamente sul centro di quello che è successo”. Infine, si è congedata con un “ha già provveduto a nominare un avvocato di fiducia con cui deciderà la strategia processuale”.
La Procura per lui ha chiesto la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere per omicidio volontario pluriaggravato. La decisione del gip è attesa nelle prossime ore.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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