venerdì, Gennaio 23, 2026

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Tratta di esseri umani e caporalato: 1,80 euro l’ora e condizioni sanitarie pessime. Tre arresti a Catania

Gli arresti, eseguiti con la collaborazione del commissariato di Caltagirone, hanno riguardato un 54enne, un 52enne e un 56enne

di Salvo Cataldo

PALERMO – Tre arresti a Catania per tratta di esseri umani, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le misure cautelari sono state eseguite dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza del gip del tribunale etneo, che ha accettato la richiesta della Procura guidata da Francesco Curcio.

Gli arresti, eseguiti con la collaborazione del commissariato di Caltagirone, hanno riguardato un 54enne, un 52enne e un 56enne. L’indagine è nata dal racconto di una delle vittime, di origine marocchina: l’uomo, era stato indotto dal 52enne a trasferirsi dalla Francia a Ramacca, in provincia di Catania, con la promessa di un lavoro stabile. Una volta giunto in Sicilia, però, era stato reclutato nella fattoria del 54enne che lo ha sfruttato con paghe da fame e condizioni di lavoro del tutto illegali. A fronte di un impiego giornaliero già spropositato di circa 14 ore, la vittima ha percepito nei primi mesi un compenso di 550 euro mensili (1,26 euro l’ora), progressivamente aumentato a 650 euro (1,49 euro l’ora) ed infine ad 800 (1,84 euro l’ora).
“Importi assolutamente iniqui – riferiscono dalla procura di Catania – rispetto a quelli previsti dall’ultimo contratto collettivo provinciale di categoria, che prevede una retribuzione oraria pari a 8,9 euro l’ora”.

Le indagini hanno permesso anche di verificare le pessime condizioni igienico sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro. La vittima, inoltre, era costretta ad alloggiare in uno stabile fatiscente, infestato da topi, attiguo al deposito del mangime per gli animali, senza riscaldamento né servizi igienici, e a lavarsi solo attingendo l’acqua con un contenitore da un sito di raccolta esterno. La vittima, per evitare che si recasse in ospedale a causa di una scesso sul collo, era stata costretta a subire anche un trattamento sanitario con un ago riscaldato. Una situazione che, secondo la procura di Catania, vede coinvolti i tre arrestati.
“Le condotte di sfruttamento lavorativo contestate al 54enne sono state contestate anche agli altri due indagati – rileva la Procura -. Il 52enne perché concorreva all’instaurazione del rapporto di lavoro a condizioni di gravissimo sfruttamento e il 56enne perché assumeva il ruolo di intermediario all’interno dell’azienda agricola, occupandosi di gestire i lavoratori reclutati nel corso della prestazione lavorativa, nell’attività di disbrigo pratiche, svolgendo un ruolo di guardiano teso ad impedire che i lavoratori non abbandonassero il posto di lavoro, nonostante la consapevolezza delle condizioni degradanti cui erano sottoposti”.A tutti gli indagati viene inoltre contestata l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di un numero di lavoratori pari o superiore a tre, mentre al solo 54enne l’aggravante di aver adoperato violenza e minaccia indiretta: avrebbe fatto assistere il lavoratore all’abbattimento di alcuni cani solo perché gli animali non gli avevano obbedito. In un caso, come riferito da una delle vittime dello sfruttamento, il 54enne, per rendere palese la sua crudeltà, aveva persino trascinato il cane, ferito e ancora agonizzante, legandolo con una corda alla propria auto.
Al 54enne e al 56enne viene contestato lo sfruttamento lavorativo anche di un altro lavoratore, anche lui di origini marocchine, sorpreso a lavorare nelle stesse condizioni per paga, orari e mancato rispetto in materia di sicurezza e igiene.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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