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Presentato il Rapporto Montagne Italia 2025

Acuto, Diversi i temi trattati , che riguardano il futuro della montagna

Quella di questa mattina ad Acuto presso la splendida cornice della chiesa di San Sebastiano è stata  la trentacinquesima presentazione  del “Rapporto Montagne Italia 2025”. Dal 24 giugno scorso l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) sta presentando in vari Comuni questa pubblicazione annuale, che offre un’interessante analisi delle aree montane italiane, esplorando trasformazioni socio-economiche, sfide e opportunità di sviluppo sostenibile. Il Rapporto è promosso e finanziato dall’Uncem e dal Progetto Italiae del Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri. In territorio della XIIa Comunità Montana dei Monti Ernici, erano presenti diversi Sindaci ed amministratori dell’area, che hanno ricevuto il saluto del Sindaco Augusto Agostini, ed hanno partecipato a quest’incontro guidato dal Presidente nazionale dell’UNCEM Marco Bussone e dal Presidente Regionale Achille Bellucci, presente anche il consigliere regionale Sara Battisti ed il neo commissario della Comunità Montana il dott. Alessio Arduini, da sottolineare alla sua prima uscita ufficiale.  Dai vari interventi, si è data una lettura aggiornata della montagna , superando gli stereotipi della marginalità e mostrandola come un attore protagonista dello sviluppo futuro del Paese. Infatti sono emersi dei dati interessanti che hanno meritato attenzione ed approfondimento sul Rapporto 2025, in particolare, focalizzando sulle Green Community, l’innovazione territoriale e il ruolo delle istituzioni nella promozione dello sviluppo locale, evidenziando le potenzialità delle montagne nel contrastare lo spopolamento e nel contribuire al benessere nazionale attraverso servizi ecosistemici e un impatto positivo sul PIL. L’intervento del commissario Alessio Arduini (nella foto) è stato particolarmente importante, incentrato sulla tutela del territorio e sulla sinergia tra gli Enti presenti, per fare una rete con comune con la Comunità Montana mirata verso lo stesso obiettivo, cioè salvaguardare il territorio in termini ambientali, comunitari e culturali.  “Il nostro territorio -è intervenuto il commissario Arduini- è magnifico con tutte le sue bellezze naturali e molti punti di forza,  ed è allo stesso tempo ricco di potenzialità che aspettano di essere valorizzate. Conosco profondamente il territorio sia sotto l’aspetto ambientale per la mia attività professionale, e sia da un punto di vista di rapporti con le Amministrazioni locali, portandomi a confrontarmi in più occasioni con i Sindaci. Punti di forza come l’agricoltura, che negli anni ha subito un’evoluzione variegando le produzioni , che sono divenute eccellenze e dando vita a  tanti prodotti di qualità. Un altro punto di forza è la selvicoltura, che  merita grande attenzione, in un periodo climatico instabile come questo, il verificarsi di precipitazioni abbondanti su aree vulnerabili perché abbandonate creano situazioni di dissesto idrogeologico.  Nonostante il ruolo delle foreste nella conservazione del suolo e nel contrasto ai fenomeni di dissesto idrogeologico sia studiato da tempo e ampiamente riconosciuto, il contributo della selvicoltura per una reale messa in sicurezza del territorio molto spesso non è parte attiva e adeguatamente considerata nelle politiche e nelle strategie territoriali.  Il ruolo del selvicoltore  diventa essenziale, divenendo una sentinella, e la cui alleanza aiuta l’attività amministrativa. Dobbiamo lavorare, mantenendo gli equilibri naturali, determinati già in passato con attività di selvicoltura di chi ci ha preceduto rendendo forte e ricco questo territorio. Ecco che la raccolta dei dati come quelli del Rapporto che possono aiutare a capire ed intervenire con determinazione”.  Il termine di collaborazione per migliorare il territorio le sue aree interne, la vivibilità dei paesi di montagna è intervenuto più volte, anche da parte del consigliere regionale Sara Battisti, sottolineando che il rapporto, affronta temi importanti come lo spopolamento e il ripopolamento, proponendo soluzioni basate sulla sussidiarietà, la cooperazione tra comunità e la creazione di reti di supporto per i piccoli comuni. Evidenziando l’importanza dei servizi pubblici. Pertanto il Rapporto della Montagna 2025, vuole essere un valido riferimento che offre riflessioni:   “…..alla politica, agli amministratori , ai territori -si legge nella quarta di copertina  del volume–  impegnati a costruire un futuro attraverso la Green Community e a tutti coloro che sono chiamati a decisioni importanti che riguardano il futuro della montagna  e con ciò quello dell’intero paese”.

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