Fino al 27 novembre Dominio Pubblico trasforma il Monk in una piazza culturale dove i giovani guidano il dibattito su diritti, salute mentale, clima e identità sociali
C’è una generazione che non aspetta il futuro: lo costruisce. Fino al 27 novembre, ogni giovedì alle 19, il Monk ospita “Fuori Posto – Dialoghi sull’orlo di una crisi generazionale”, rassegna gratuita curata da Dominio Pubblico ETS. Un percorso che intreccia performance, incontri e attivismo, con l’obiettivo di raccontare — senza filtri né mediatori — i dilemmi, le fragilità e la forza della Generazione Z.
Al centro, un formato ibrido: dialogo pubblico e performance artistica, guidato dalla redazione U25, il gruppo che anima le attività di audience development e community engagement dell’associazione. Qui, il pubblico non assiste soltanto: interviene, orienta, partecipa. È materia viva del confronto.
Una comunità che parla di sé
Sul palco, alcune delle voci più rilevanti della scena culturale e sociale romana e nazionale:
Giuliano Logos, LOTTA, Giulia Ananìa, Giacomo Keison Bevilacqua, Eleonora Cuccu, I Manifesto, accanto a registi, attivisti, psicologi, performer e musicisti. Temi urgenti e contemporanei: salute mentale, crisi climatica, diritti civili, migrazioni, identità, rapporto col digitale.
“Fuori Posto è un’evoluzione naturale del nostro lavoro” spiega Nicoletta Calabrese (DAP Dominio Pubblico). “Non portiamo più soltanto il pubblico dentro i processi creativi: gli affidiamo parte del racconto. Una comunità nasce quando l’esperienza di ciascuno diventa materia di dialogo condiviso”
Non è un festival tradizionale: qui il palco è orizzontale, lo scambio diretto, il tono sincero. “Il palco diventa un luogo di scambio, non di rappresentazione – continua Calabrese. “Per noi è importante che gli artisti si sentano parte di un contesto vivo in cui le loro parole e le loro visioni si confrontano direttamente con quelle di chi abita lo spazio insieme a loro”
Un formato che risponde a una sfida culturale reale: non parlare della Gen Z, ma con la Gen Z.
In un momento in cui molte realtà culturali cercano di intercettare i più giovani, Fuori Posto propone un metodo chiaro: partecipazione attiva, contaminazione, responsabilità condivisa.
“Coinvolgere la Generazione Z non significa adattarsi ai suoi linguaggi, ma lasciarsi contaminare dal suo sguardo sul mondo. Fuori Posto nasce proprio da questo: offrire ai giovani la possibilità di scegliere i temi che li toccano da vicino e di parlarne in prima persona, mentre troppo spesso sono altri a farlo al loro posto – dice Calabrese – È in questa libertà di esprimersi e di confrontarsi in modo attivo che risiede la possibilità di costruire spazi culturali dove istituzioni e nuove generazioni si incontrano sullo stesso piano”
Roma come laboratorio di futuro
Sostenuto da Roma Capitale nell’ambito di Roma Creativa 365, il progetto mette in rete artisti, giovani e istituzioni culturali, trasformando un luogo simbolo dell’underground romano in un laboratorio civico e culturale.
E mentre UnderPark Radio racconta gli incontri in diretta dal Pigneto, al Monk si prova a fare ciò che una città viva deve fare: mettere le generazioni in dialogo e costruire futuro, non retorica.

