Per ora fa come fa di solito: nicchia. Dicono che attendono i resoconti ufficiali dei colloqui Usa-Europa. Ma ribadiscono: escluse concessioni territoriali. Zelensky: “Mosca non può essere premiata per la guerra”
ROMA – E ora tocca alla Russia. E’ il suo turno di muovere, in questa lunghissima e dolorosa partita a scacchi che è diventata la trattativa per un accordo di pace in Ucraina. E come al solito la Russia resta in posizione d’attesa, dopo i commenti entusiastici di Stati Uniti, Europa e Ucraina per i colloqui a Berlino. Il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha dichiarato questa mattina che Mosca non ha ancora compreso appieno i colloqui, e resta in attesa di un resoconto dai negoziatori statunitensi. Ma ha già escluso qualsiasi concessione territoriale da parte della Russia. Il che resta il grande nodo da sciogliere anche per l’Ucraina, la ragione per cui quasi tutti gli osservatori restano scettici sulla riuscita della trattativa.
Dato il tono decisamente positivo dei commenti degli Stati Uniti – sia da parte dei funzionari statunitensi coinvolti che del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – sul “grande sostegno” dell’Europa, gli europei però ora possono almeno sperare che Mosca si senta sotto pressione: in teoria se anche questa volta Mosca – come è probabile che accada – dovesse ritrarsi sarebbe difficile per gli Stati Uniti tornare ad incolpare l’Europa e l’Ucraina. Ma è già successo, niente di sorprendente.
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prosegue il suo tour europeo in vista della cruciale riunione del Consiglio europeo di questa settimana sull’uso dei beni russi congelati. Oggi è nei Paesi Bassi, e al parlamento olandese dice: “Siamo nel mezzo dei negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio di questa guerra. Non stiamo parlando di una pausa o di una soluzione temporanea e incerta, stiamo lavorando a stretto contatto con i partner per porre fine finalmente a questa guerra russa”.
Zelensky riprende il commento russo, affermando che i negoziati devono affrontare “le cause profonde della guerra poiché c’è qualcosa di inevitabile che costringe la Russia a continuare a combattere. Danno sempre la colpa agli altri e cercano sempre di spiegare le loro guerre con le azioni di qualcun altro, come se la ragione dell’aggressione non fosse mai, mai Mosca, ma sempre i loro vicini. La Russia sceglie ripetutamente il conflitto anziché la pace: dalla Cecenia ai Balcani, dalla Moldavia alla Siria, dall’Africa centrale all’Ucraina. I russi dicono sempre di non essere in qualche modo colpevoli”, e ci si aspetta che gli altri “facciano delle concessioni affinché la Russia possa fermare lo spargimento di sangue”.In particolare, critica le richieste all’Ucraina di “rinunciare a parti del nostro territorio che non sono nemmeno riuscite a conquistare” o chiede “che l’Ucraina accetti i limiti al nostro diritto di unirci all’alleanza e alla nostra sovranità”.
“Non basta costringere la Russia a un accordo. Non basta farla smettere di uccidere. Dobbiamo far accettare alla Russia che nel mondo ci sono delle regole e che non può ingannare tutti. Questa è la strada per una pace duratura”.
Zelensky passa poi alla questione della sicurezza energetica, affermando che la Russia “sta deliberatamente prendendo di mira le nostre infrastrutture. Sanno che nella nostra regione il freddo invernale può diventare una delle armi più pericolose. Cercano di usarlo contro gli ucraini, contro la gente comune, contro la vita normale, ed è per questo che è così importante non rilassarsi o affidarsi solo alla diplomazia”.
“Ogni singolo dettaglio è importante”, aggiungendo che nulla nell’accordo di pace proposto dovrebbe “diventare una ricompensa per l’aggressione della Russia. Se l’aggressore riceve una ricompensa, comincia a credere che la guerra sia redditizia. Non esiste crimine contro l’umanità che la Russia non abbia commesso”, facendo un riferimento di sfuggita all’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines da Amsterdam a Kuala Lumpur nel 2014, e afferma che questi atti “non possono essere semplicemente dimenticati”.
“Non è possibile che coloro che uccidono vengano improvvisamente trattati come partner rispettabili“.
Fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

