martedì, Gennaio 20, 2026

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“C’è un tipo incappucciato, l’ho già visto altre”: così Marco Veronese ad un’amica prima di morire

Non era la prima volta che Nicastri andava sotto casa di Marco Veronese per ‘tenere d’occhio’ l’ex compagno della donna che frequentava. Tra i due c’era un contrasto sull’affidamento dei figli

di Marcella Piretti

ROMA – “C’è un tipo incappucciato, è uno che già l’anno scorso stava qua, devo capire cosa vuole fare. Mi ha già bucato le gomme l’altra volta, ma ora lo buco io, ho un coltello”: sono le parole contenute in un messaggio inviato da Marco Veronese ad un’amica poco prima di essere ucciso a Collegno in provincia di Torino, accoltellato a morte da Michele Nicastri, che era il nuovo compagno della sua ex compagna. Veronese è stato ucciso nella notte tra il 22 e il 23 ottobre in strada, poco distante da dove viveva con i genitori. Nicastri, fermato dai Carabinieri il 3 novembre, lo ha colpito a morte con più coltellate, circa una decina. Il movente del delitto sarebbe il contrasto tra l’ex compagna di Veronese, Valentina, e l’imprenditore sull’affidamento dei figli: l’uomo che è stato ucciso aveva espresso infatti la volontà di passare più tempo con i tre figli e la compagna non voleva. Secondo quanto raccontato agli inquirenti da Nicastri, lo stavano tenendo d’occhio (e lo stavano facendo pedinare da un investigatore privato ingaggiato dalla ex) per scoprire cose e metterlo in cattiva luce, dimostrando che non era un bravo padre. Nicastri ha detto che non intendeva ucciderlo, che non era andato lì con quella intenzione. Si trattava di un appostamento che poi è andato a finire male. Forse perchè Veronese aveva con sè un coltello e hanno litigato? Un testimone ha sentito delle grida e la frase: “Cosa fai bastardo“. Un’altra testimone ha detto agli inquirenti che “l’aggressore sembrava una macchina per uccidere, i suoi movimenti erano definiti e puliti”.

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