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Esce NUNA: La chitarra classica di Gian Marco Ciampa incontra l’elettronica di BRAIL ⠇ ⠑

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NUNA, ora, adesso. È da questo concetto – racchiuso nella parola islandese che dà il nome al suo nuovo EP – che prende forma il nuovo lavoro discografico di Gian Marco Ciampa, pluripremiato chitarrista classico italiano, interprete eclettico e tra le figure più interessanti della sua generazione. Dopo anni di intensa attività concertistica e di collaborazioni con artisti e istituzioni di rilievo internazionale, dal 27 marzo 2026 Ciampa torna così con “Nuna” un lavoro discografico che attraversa linguaggi e sensibilità differenti, dialogando con compositori come Arvo Pärt, Luciano Berio, Michael Nyman, Ólafur Arnalds e Jon Hopkins, e con l’elettronica del producer BRAIL ⠑.

Anticipato il 20 marzo dall’uscita del videoclip Small Memory – cover di Jon Hopkins per chitarra classica ed elettronica -, il 21 marzo da un’anteprima live a Roma allo Officina Pasolini con Bob Angelini e BRAIL ⠇ ⠑ e il 2 aprile alla Casa degli Artisti di Milano, Nuna è un lavoro che nasce come incontro tra la chitarra classica e una dimensione sonora più ampia, dove minimalismo, elettronica e ricerca timbrica convivono in un paesaggio musicale sospeso e profondamente contemporaneo.

NUNA nasce da un momento di trasformazione personale dell’artista e si sviluppa come un percorso di crescita, visione e riflessione: da qui la scelta dell’ambientazione del videoclip di lancio, interamente girato nella Piana di Castelluccio di Norcia, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un luogo di straordinaria forza simbolica e naturalistica scelto come scenario visivo e poetico del progetto. Un lavoro che guarda all’interno, ma che allo stesso tempo si apre a una dimensione più ampia: quella del rapporto con la natura, con il paesaggio e con il tempo presente. La scelta di ambientare il videoclip nella Piana di Castelluccio completamente innevata, quindi, non è casuale: uno spazio sospeso, essenziale, quasi nordico per atmosfere, che diventa metafora di una riconnessione profonda tra musica, ambiente e identità artistica.

Nuna è un viaggio musicale che attraversa diverse sensibilità compositive e sonore. I brani dell’EP sono presentati in versioni inedite per sei corde e si muovono tra il minimalismo spirituale di Arvo Pärt, la ricerca timbrica di Luciano Berio, le architetture musicali di Michael Nyman e le atmosfere elettroniche e cinematiche di Ólafur Arnalds e Jon Hopkins. In questo percorso, la chitarra classica diventa uno strumento capace di espandersi oltre il proprio repertorio tradizionale, incontrando l’elettronica di BRAIL ⠇ ⠑ in una dimensione sonora nuova e immersiva.

Il risultato è un lavoro che supera i confini tradizionali dell’interpretazione classica, restituendo un’esperienza musicale stratificata, dove la precisione tecnica dell’interprete convive con un’apertura verso nuovi linguaggi e nuove possibilità espressive.

L’uscita dell’EP sarà accompagnata da due appuntamenti dal vivo. La prima esecuzione assoluta del progetto si terrà il 21 marzo a Roma allo Officina Pasolini, in una performance speciale che vedrà sul palco Gian Marco Ciampa insieme a BRAIL ⠇ ⠑ e Bob Angelini, per una restituzione dal vivo che unisce musica, parola e dimensione performativa. La seconda presentazione è prevista il 2 aprile a Milano presso Casa degli Artisti con BRAIL ⠇ ⠑ e Francesco Taskayali.

Con NUNA, Gian Marco Ciampa conferma la propria capacità di attraversare territori musicali differenti mantenendo una forte identità interpretativa. Formatosi nel solco della grande tradizione della chitarra classica, con un percorso costellato da numerosi premi internazionali e un’attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in Europa, America e Asia, Ciampa si distingue per un approccio che coniuga rigore tecnico, curiosità artistica e apertura al dialogo con altri linguaggi.

20 marzo: uscita del videoclip Small Memory

21 marzo: ore 21.00  anteprima assoluta live, con Gian Marco Ciampa, Bob Angelini, BRAIL ⠇ ⠑ a Officina Pasolini – Teatro Eduardo de Filippo, Viale Antonino di San Giuliano, 782, 00135 Roma

27 marzo: uscita album sulle piattaforme streaming

2 aprile: ore 19.00 e 20.30 live con Gian Marco Ciampa, Francesco Taskayali, alla Casa degli Artisti di Milano Via Tommaso da Cazzaniga, Corso Garibaldi, 89/A, 20121 Milano MI

Gian Marco Ciampa, classe 1990, si diploma con il massimo dei voti, lode e Menzione d’Onore in chitarra al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Sin da giovanissimo svolge un’intensa attività concertistica che lo ha portato a esibirsi e a tenere Masterclass in quattro continenti : Australia, Giappone, Stati Uniti, Argentina, Cina, Messico, Nuova Zelanda, Danimarca, Germania, Francia, Spagna, Italia, Croazia, Grecia etc. È inoltre vincitore di più di 40 premi internazionali tra cui il “Melbourne International Guitar Competition”, “Tokyo International Guitar Competition”  e il “Concorso Europeo di Chitarra” che lo premia con la Medaglia del  Presidente della Repubblica Italiana. Nel maggio 2016, grazie al grande impiego di social network e nuove tecnologie che utilizza nei suoi video, viene invitato a tenere un TEDxTalk per il prestigoso evento TEDxLUISS, proprio per trattare l’argomento riguardo il connubio tra musica classica e le giovani generazioni: “Who says classical music is only for old people?”. Nel 2014 viene premiato con la “Chitarra d’oro” come miglior giovane talento dal prestigioso “Concorso Internazionale Michele Pittaluga” e vince il terzo premio. Dal 2025 é Docente di chitarra al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno.

Esecuzione di misure cautelari personali, operazione denominata “LIBECCIO”

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FESTA FONDAZIONE ARMA DEI CARABINIERI MOTOCICLISTI FORZE DELL'ORDINE IN MOTO CARABINIERE GAZZELLE GAZZELLA NUCLEO RADIOMOBILE 112 BMW

PREMESSO che i provvedimenti, adottati in fase investigativa e/o dibattimentale, non implicano alcuna responsabilità dei soggetti, sottoposti alle indagini, ovvero imputati, e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto delle persone sottoposte alle indagini e degli imputati a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con una sentenza o con un decreto penale di condanna, irrevocabili.

Nelle prime ore dell’odierna mattinata, a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto (KR), nonché presso le strutture carcerarie di Tolmezzo (UD), Spoleto (PG), Cassino (FR), Napoli Secondigliano e Catanzaro Siano, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, del Reparto Anticrimine di Catanzaro del  Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, supportati da quelli dei Comandi Provinciali di Cosenza e di Catanzaro, nonché del Nucleo Cinofili, dell’8° Nucleo Elicotteri e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a:

  1. un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. Distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone (18 in carcere e 1 agli Arresti Domiciliari), delle quali 5 (cinque), già ristrette per altre cause, indagate, a vario titolo, per “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “rapina impropria”, “accesso indebito ai dispositivi, idonei alla comunicazione, da parte dei soggetti detenuti” e “dei reati nella materia delle sostanze stupefacenti, anche in forma associativa”, questi ultimi aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose”;
  2. 19 (diciannove) Decreti di Perquisizione, con le contestuali notifiche delle informative di garanzia e sui diritti ai suddetti indagati, a vario titolo, per le ipotesi delittuose, sopra menzionate.

Le indagini, sviluppate, dal gennaio del 2024 al luglio del 2025, mediante delle attività di osservazione, pedinamento e controllo, nonché intercettive telefoniche, ambientali e con i captatori “virus” informatici, supportate, altresì, dalle dichiarazioni, rese da 11 (undici) Collaboratori di Giustizia:

  1. si affiancano alle risultanze delle investigazioni “BLIZZARD – FOLGORE” e “BLACK FLOWER”, eseguite nei confronti degli appartenenti alle Cosche della ‘Ndrangheta isolitane;
  2. hanno permesso di far luce sulle ulteriori dinamiche criminali della consorteria della ‘Ndrangheta, conosciuta come Locale di Isola di Capo Rizzuto, e, in particolare, delle Cosche “ARENA”, “MANFREDI” e NICOSCIA”, documentando:
  3. la loro spiccata resilienza e la capacità di ricompattarsi, dopo i duri colpi, subiti, nel 2025 e all’inizio del corrente anno, mantenendo la loro operatività con le modalità, già riscontrate nelle pregresse investigazioni;
  4. i loro attuali organigrammi, ove sono inseriti i cosiddetti elementi “veterani” e diverse “nuove leve” del panorama associativo locale, che hanno potuto avvalersi, altresì, dei familiari o dei conviventi degli altri soggetti, già detenuti, poiché coinvolti nelle precedenti operazioni di polizia;
  5. gravi indizi di colpevolezza relativamente a dei gravi eventi criminosi, quali le 5 (cinque) estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, commesse ai danni di un notissimo Circo itinerante, presente a Isola di Capo Rizzuto per una decina di giorni, nel giugno del 2024, di un esercizio della panificazione e di un supermercato, affiliato a una notissima catena internazionale, nonché a un’impresa edile del luogo e a un’azienda della provincia di Messina, che forniva il nolo dei mezzi a freddo a una società della provincia di Salerno, attiva nel territorio isolitano nella progettazione e nella realizzazione degli impianti elettrici, alla quale sono stati danneggiati diversi veicoli, con un danno, stimato in circa 500.000,00 (cinquecentomila/00) Euro;
  6. l’esistenza di una “bacinella”, alla quale attingere per sostenere economicamente le famiglie dei detenuti e corrispondere le relative spese legali, alimentata dalla fiorente e acclarata attività:
  7. dell’approvvigionamento sia dell’hashish che dell’eroina, tramite i verificati canali napoletani, di Reggio Calabria e albanesi, questi ultimi attestati nella periferia milanese e documentati con il sequestro di 1,100 kg di eroina, effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Scandicci (FI), l’8 ottobre 2024, su richiesta degli operanti;
  8. del conseguente smercio delle citate sostanze nell’intera provincia di Crotone, soprattutto nei periodi estivi e delle feste sia natalizie che pasquali.

Il relativo procedimento penale pende nella fase investigativa.

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPAOLO MASCIOLI

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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPAOLO MASCIOLI

Ciao Sono Giampaolo Mascioli, sono Abruzzese precisamente di Pescara!

Sono un personal trainer e presidente dell associazione sportiva : OCR TEAM ABRUZZO , la più grande squadra d’Abruzzo per le spartan e OCR.

Gestisco il campo OCR più grande d’Abruzzo nel comune di Città sant angelo!

Ho iniziato a praticare Spartan Race nel 2018 per sfida personale e ad oggi ho trasformato quella passione
in un lavoro e una bella realtà nella mia regione.

Per me essere ambassador spartan significa condividere con tutti la mia passione e motivare i nuovi futuri spartani a raggiungere i loro obiettivi!

A chi vorrebbe iniziare direi: uscite dalla vostra comfort zone e venite a provare Spartan Race!

CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPIERO PASTINA

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CONOSCIAMO GLI SPARTAN BRAND AMBASSADOR 2026 – GIAMPIERO PASTINA


Chi sei, di dove sei e cosa fai nella vita?

Sono Giampiero Pastina, sono di Velletri e sono farmacista

Quando è nata la tua passione per la Spartan Race e come hai scoperto questo mondo? 

la mia passione per la Spartan Race nasce dopo un lungo periodo di inattività, spinto da una sfida fatta con me stesso ed ispirato dalle parole di una persona che ho amato e che mi ha introdotto in questo mondo, così nel 2019 decisi di iniziare con la Sprint di Orte

Qual è stata la gara Spartan che ti è rimasta più nel cuore e perché? 

Tutte le gare rimangono nel cuore, ognuna lascia sempre un segno indelebile un po’ per le persone nuove che ogni volta conosci, un po’ perchè ognuna ha la sua particolare bellezza ed unicità. Ma se dovessi scegliere il Mondiale a Sparta nel 2024, un evento unico con atleti da tutto il mondo, un’occasione di confronto senza eguali, aggiungendo anche il legame forte che si è creato con tutti i ragazzi della spedizione italiana, siamo stati un gruppo vero e poi permettimi di dire che la formazione classica ha reso il correre nella culla della storia tutto più magico.

Cosa significa per te essere un brand ambassador Spartan e cosa diresti a chi vuole iniziare?

essere a Ambassador è un riconoscimento che va oltre premi e medaglie. Vuol dire rappresentare una comunità e cercare di trasmettere valori universali come aggregazione, appartenenza, inclusione e resilienza. Vuol dire essere mentore di chi si avvicina per la prima volta, vuol dire continuare a crescere insieme agli altri atleti ed anche e soprattutto come persone. Quest anno dobbiamo proseguire la strada tracciata l’anno scorso ed essere nuovamente dei punti di riferimento per tutto il movimento soprattutto adesso che l’ocr è divenuta disciplina olimpica.
A chi vuole iniziare direi innanzi tutto che non si tratta solo di una gara, ma di un modo di vivere fatto di fatica, fango(tanto) resilienza e comunità. E soprattutto che non si è mai dai soli ed ogni ostacolo può ben definirsi una metafora della vita come effettivamente lo è stato per me: non conta quante volte cadi, conta quante volte riesci a rialzarti

Obesità infantile, la prevenzione parte dai primi anni di vita

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Immagine creata con ausilio IA

La pediatra e neonatologa del Bambino Gesù Immacolata Savarese spiega perché intervenire precocemente può cambiare il metabolismo dei bambini e proteggere la loro salute futura.

L’obesità infantile rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica nei Paesi occidentali. Sempre più bambini sviluppano problemi di sovrappeso già nelle prime fasi della crescita, con conseguenze che possono influenzare il loro stato di salute anche in età adulta.

Secondo gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, intervenire precocemente è fondamentale per prevenire complicanze metaboliche e favorire uno sviluppo equilibrato.

Ne parliamo con la dottoressa Immacolata Savarese, pediatra e neonatologa della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) del Bambino Gesù, che ci aiuta a capire perché i primi anni di vita sono decisivi per la salute metabolica dei bambini.

Dottoressa Savarese, quanto è diffuso oggi il problema dell’obesità infantile?

L’obesità infantile è un fenomeno sempre più diffuso e rappresenta una delle problematiche sanitarie più rilevanti degli ultimi anni. Sempre più bambini presentano un eccesso di peso già in età precoce e questo aumenta il rischio di sviluppare nel tempo malattie metaboliche come diabete di tipo 2, ipertensione e patologie cardiovascolari.

Perché è così importante intervenire precocemente?

I primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo dell’organismo e del metabolismo. In questa fase il corpo del bambino è particolarmente sensibile agli stimoli esterni, come l’alimentazione e lo stile di vita. Intervenire precocemente significa poter correggere alcuni fattori di rischio e favorire un equilibrio metabolico che accompagnerà il bambino anche nelle fasi successive della crescita.

Cosa significa “riprogrammare il metabolismo”?

Con questo termine si fa riferimento alla possibilità di influenzare positivamente il funzionamento del metabolismo attraverso interventi precoci. Abitudini alimentari corrette, attività fisica e uno stile di vita equilibrato possono contribuire a ridurre il rischio di obesità e delle patologie correlate durante la crescita e nell’età adulta.

Quali sono i principali fattori che favoriscono l’obesità nei bambini?

Tra i fattori più comuni troviamo un’alimentazione ricca di cibi altamente calorici o ultraprocessati, la riduzione dell’attività fisica e uno stile di vita sempre più sedentario. Anche l’ambiente familiare ha un ruolo importante: i bambini tendono a imitare le abitudini alimentari e i comportamenti che osservano in casa.

Cosa possono fare concretamente i genitori?

Il primo passo è promuovere uno stile di vita sano fin dall’infanzia. È importante offrire ai bambini un’alimentazione equilibrata, favorire il movimento e limitare il tempo trascorso davanti a televisione, smartphone e dispositivi digitali. Il pediatra può aiutare le famiglie a monitorare la crescita e a individuare eventuali segnali precoci di sovrappeso.

Qual è il messaggio più importante per le famiglie?

La prevenzione è fondamentale. Intervenire precocemente permette di accompagnare i bambini verso una crescita sana e di ridurre il rischio di sviluppare malattie metaboliche in futuro. Per questo è essenziale che famiglie e professionisti sanitari lavorino insieme per promuovere abitudini corrette fin dai primi anni di vita.

L’obesità infantile non è soltanto una questione di alimentazione, ma un fenomeno complesso che coinvolge abitudini quotidiane, contesto familiare e stile di vita. Per questo la prevenzione deve iniziare molto presto, accompagnando bambini e genitori in un percorso di consapevolezza e attenzione alla salute.

Come sottolineano dalla dott.ssa Savarese, intervenire nei primi anni di vita significa offrire ai bambini strumenti concreti per crescere in modo equilibrato e ridurre il rischio di sviluppare malattie metaboliche in futuro.

La dottoressa svolge inoltre attività libero-professionale in intramoenia, prenotabile tramite il CUP dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Un lavoro che richiede la collaborazione tra medici, pediatri e famiglie, ma che può fare la differenza nel garantire alle nuove generazioni una crescita più sana e consapevole.

Museo Casa Martelli, il cuore segreto dell’aristocrazia fiorentina

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Un tesoro nascosto tra affreschi, collezioni e storie di casato

Nel cuore del centro storico di Firenze si cela un luogo che conserva intatta l’atmosfera di una dimora aristocratica: chi lo visita ha la preziosa opportunità di immergersi nella quotidianità di una famiglia nobile che abitò queste stanze tra Seicento e Settecento. Si tratta del Museo Casa Martelli, raro esempio di residenza storica rimasta fedele alla propria identità originaria, dove opere d’arte, arredi e decorazioni raccontano il gusto, le passioni e il prestigio dei suoi antichi proprietari. Dopo questa immersione nella storia e nell’eleganza della Firenze più autentica, l’esperienza può proseguire con un soggiorno all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, raffinata struttura affacciata sull’Arno, capace di coniugare comfort contemporaneo e ospitalità di alto livello.

Firenze è una città che non smette mai di sorprendere, passeggiando tra le sue strade, si respira una storia stratificata nei secoli, fatta di arte, potere, cultura e straordinaria bellezza. Dai fasti del Rinascimento alle testimonianze del Granducato, ogni angolo del centro storico racconta una pagina diversa di una storia collettiva che ha reso il capoluogo toscano un punto di riferimento mondiale. Non solo grandi musei e monumenti iconici, ma anche luoghi meno noti custodiscono tesori capaci di restituire l’anima più autentica della città. Tra questi spicca il Museo Casa Martelli, situato in via Zannetti, a pochi passi dal Duomo, questa dimora storica rappresenta un esempio prezioso di residenza aristocratica fiorentina, rimasta sostanzialmente intatta nella sua struttura e nel suo allestimento dell’epoca. Varcare la soglia di Casa Martelli significa entrare in un ambiente che ha mantenuto nel tempo il carattere e l’identità di una casa privata, trasformata in museo per volontà dell’ultimo discendente della famiglia, che nel Novecento ne fece dono allo Stato.

La famiglia Martelli fu tra le più influenti e attive della Firenze rinascimentale e post-rinascimentale. Legata ai Medici e protagonista della vita politica e culturale cittadina, la casata seppe distinguersi anche per il raffinato gusto collezionistico: le sale del museo raccontano proprio questa passione per l’arte, con una raccolta che comprende dipinti, sculture, arredi, stampe e oggetti decorativi di grande valore storico e artistico. Il percorso espositivo è realizzato in maniera circolare, in modo tale che i visitatori possano godere il più possibile delle collezioni presenti: al piano terra ci si ritrova subito davanti alla stanza “paese”, direttamente affacciata sul cortile, è interamente affrescata con scene bucoliche attribuite a Niccolò Contestabile. Dal piano terra, l’elegante scalone accompagna gli ospiti al piano nobile dove è possibile ammirare una serie di sale di rappresentanza come il Salotto Giallo o Sala dei Continenti, realizzato tra il settecento e l’ottocento. Il salone nobile è finemente rivestito in seta gialla-oro con motivi floreali, la quale fu eseguita appositamente come stampa pittorica e il materiale impiegato proveniva dalle coltivazioni di gelso e bachi da seta possedute dalla famiglia stessa. Adiacente al Salotto Giallo si apre un elegante boudoir impreziosito da raffinati stucchi del settecento, l’ambiente è valorizzato da due porte a specchio incorniciate da strutture dorate e laccate, sormontate da tre cornici che rappresentano paesaggi dipinti. La stanza custodisce, oltre a graziose figurine in porcellana e a oggetti decorativi, anche preziosi tomboli d’epoca utilizzati per la lavorazione artigianale del merletto. Gli ambienti conservano ancora la disposizione originaria delle opere e degli arredi, offrendo ai visitatori la rara opportunità di ammirare una collezione nel contesto per cui era stata pensata.

Non si tratta di una semplice esposizione museale, ma di un vero e proprio viaggio nella vita quotidiana di una famiglia aristocratica: le pareti affrescate, i soffitti decorati e le quadrerie fitte di dipinti restituiscono il senso di un gusto barocco e colto, attento sia alla celebrazione del prestigio familiare sia alla qualità artistica. Tra le opere conservate spiccano dipinti di scuola fiorentina e toscana, ritratti di famiglia e soggetti religiosi che testimoniano la devozione e il ruolo sociale dei Martelli. Ogni ambiente contribuisce a delineare un quadro coerente, in cui arte e architettura dialogano armoniosamente. Il Museo Casa Martelli non è soltanto un luogo di conservazione, ma anche uno spazio di valorizzazione culturale: il suo valore risiede proprio nella capacità di raccontare non solo l’arte, ma anche il modo in cui essa veniva vissuta e collezionata. Entrare in queste sale significa comprendere come le opere fossero parte integrante della vita familiare, strumenti di prestigio, devozione e dialogo culturale, è una testimonianza concreta di come Firenze sia stata, nei secoli, un laboratorio di idee e di bellezza. La Città del Giglio continua così a rivelare i suoi tesori nascosti, dimostrando che la sua grandezza non risiede soltanto nei simboli universalmente noti, ma anche nelle dimore silenziose che ne custodiscono la storia più intima. A rendere ancora più piacevole la permanenza in città contribuisce la possibilità di scegliere una struttura capace di unire funzionalità, atmosfera e cura dei dettagli: l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, offre ambienti moderni, camere accoglienti e spazi pensati per garantire tranquillità e comodità a tutti gli ospiti.

Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio: ecco il report Confeuro

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Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio: ecco il report Confeuro

Agricoltura del Lazio tra criticità e rilancio. Un territorio regionale dalla storica vocazione agroalimentare, con al suo interno Roma, il comune agricolo più grande d’Europa per estensione (63.000 ettari) e con rilevanti quantità e qualità delle produzioni. “Il quadro che emerge dal Report Confeuro restituisce per il Lazio un settore primario in trasformazione, attraversata da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalità, soprattutto sul fronte del lavoro dipendente e della presenza giovanile”, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei, che ha analizzato e messo a sistema i dati dell’OSSERVATORIO STATISTICO – Mondo Agricolo, pubblicato dall’INPS nel 2025 e le elaborazioni Ismea nel rapporto 2024 “Giovani e Agricoltura”. “Sul versante delle imprese con operai agricoli dipendenti – spiega Tiso – i dati Inps dicono per il Lazio che dopo una fase di sostanziale stabilità tra il 2019 (8.024 aziende) e il 2021 (8.075), si registra un calo nel biennio successivo fino a 7.544 nel 2023. Nel 2024 però il dato risale a 7.768 unità, con un incremento di oltre 200 imprese in un solo anno, in controtendenza rispetto al dato nazionale che segna un -1,1%. Se si considera l’intero periodo 2019-2024, il saldo resta comunque leggermente negativo (circa -250 aziende), segnale di una contrazione strutturale che solo nell’ultimo anno di riferimento mostra un’inversione. Più dinamico appare il fronte dell’occupazione dipendente: gli operai agricoli nel Lazio passano da 43.693 nel 2023 a 47.034 nel 2024, con un aumento del +7,6%, ben superiore alla media italiana (+2,4%). Il Lazio si colloca così tra le regioni più dinamiche, evidenziando una capacità di assorbimento di manodopera superiore al trend nazionale”, sottolinea ancora il presidente Confeuro. Che poi aggiunge: “Diverso il quadro del lavoro autonomo. A livello nazionale si registra una flessione (-1,9%) tra il 2023 e il 2024, con l’unica eccezione degli Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), in lieve crescita. Nel Lazio gli autonomi sono 23.681 (14.562 uomini e 9.119 donne), dato che evidenzia ancora un significativo divario di genere”. Sul fronte giovanile, invece, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala nel caso del Lazio “una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 3.561 del 2018 si scende a 2.913 nel 2023 (-18,2%). Il calo è marcato e potrebbe indicare, anche e più in generale, difficoltà nel ricambio imprenditoriale. Tuttavia, il Lazio si distingue per l’elevata incidenza degli under 40 tra gli occupati agricoli: nel 2022 rappresentano il 41,9% del totale regionale, una delle quote più alte in Italia e ben superiore a molte altre regioni. Altro dato importante: nel Lazio per il 2018 abbiamo incidenza di circa 8% delle aziende agricole giovanili sul totale (3561 su 43914). Mentre nel 2023 sono calate al 7,2% (2913 su 40.355). La media nazionale nel 2023 è 7,5% per cui siamo in linea”. Andrea Tiso conclude: “In sintesi, l’agricoltura laziale negli ultimi anni sta attraversando una fase di riorganizzazione che se da un lato vede una lieve contrazione del numero delle imprese dall’altro mostra un significativo miglioramento nella competitività e proiezione ai mercati internazionali ed un tangibile rafforzamento occupazionale, soprattutto tra i lavoratori dipendenti e i giovani. Una dinamica che suggerisce un settore agricolo laziale in fermento che vede si meno imprese ma con un valore aggiunto maggiore e soprattutto una presenza giovanile nel lavoro ancora significativa, sebbene più fragile sul piano imprenditoriale. Per questo motivo il tema del ricambio generazionale resta particolarmente importante. Come in molte altre realtà regionali italiane, è necessario intervenire con urgenza: non si tratta soltanto di una questione numerica, ma del futuro stesso del Paese. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore agricolo significa sostenere l’Italia come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualità, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare. È quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunità offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come l’indagine nazionale “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata per Confeuro dall’Istituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura”, chiosa il presidente Confeuro, Andrea Tiso.

Ufficio Stampa Confeuro

Sanità, Giuliano (UGL): “Per i medici di famiglia definire un futuro certo o la professione andrà scomparendo”

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La UGL Salute prende atto della proposta di legge presentata dal parlamentare Benigni sui medici di famiglia e ribadisce la necessità di interventi concreti per rendere la professione attrattiva, evitando il rischio sempre maggiore di abbandono.

“La proposta Benigni introduce, tra l’altro, la suddivisione delle ore di lavoro tra attività in studio e nelle case di comunità, ma questo da solo non risolve i problemi strutturali della professione e della medicina del territorio”, dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute. “Carichi di lavoro eccessivi, mancanza di strumenti e supporto organizzativo, remunerazioni insufficienti e crescente pressione burocratica continuano a rendere questa professione sempre meno appetibile. Se non si trovano soluzioni concrete, la medicina di base rischia di essere progressivamente abbandonata”.

La UGL Salute sottolinea la necessità di misure urgenti e integrate per tutelare la professione: incentivi economici adeguati, supporto organizzativo, strumenti digitali efficienti, protocolli chiari per il lavoro sul territorio e azioni concrete per sollevare i medici di famiglia dall’eccesso di burocrazia, così da concentrare energie e tempo sulla cura dei pazienti. “La semplice divisione delle ore tra studio e case di comunità, se non accompagnata da strumenti, risorse e riduzione dei compiti burocratici, rischia di appesantire ulteriormente il lavoro dei medici”, aggiunge Giuliano.

Rafforzare la medicina territoriale significa investire nella prevenzione, ridurre il sovraffollamento degli ospedali e garantire continuità assistenziale ai cittadini, ma tutto ciò è possibile solo se la professione di medico di famiglia torna ad essere attrattiva e sostenibile.

“La UGL Salute continuerà a sollecitare le istituzioni affinché vengano adottate misure concrete e tempestive”, conclude Giuliano. “Il dibattito sulla proposta Benigni è aperto e non deve far dimenticare l’urgenza di interventi strutturali: chi cura deve poter lavorare in sicurezza, con strumenti adeguati, meno adempimenti ammnistrativi e una prospettiva professionale chiara. Il futuro della medicina territoriale deve essere certo e non può più essere rinviato”.

Prima riunione del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo del 2026

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Foto dal sito Istituzionale

Il Vice Ministro Edmondo Cirielli ha presieduto la prima riunione del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo del 2026, che ha approvato un pacchetto di iniziative a dono e a credito per un valore complessivo di 246 milioni di euro.

In Africa, nel solco del Piano Mattei, sono stati approvati programmi per lo sviluppo ambientale in Etiopia, iniziative per lo sviluppo agricolo in Burkina Faso e interventi a sostegno della sicurezza alimentare in Kenya. È stato inoltre deliberato un progetto per il rafforzamento del sistema sanitario del Ciad, che sarà realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. È stata poi approvata una nota informativa relativa al ripristino delle attività dell’Ufficio di progetto di AICS nella città di Port Sudan, volta al consolidamento delle capacità operative della cooperazione italiana nel Paese.

Il Comitato ha inoltre approvato la concessione di finanziamenti tramite Cassa Depositi e Prestiti per rafforzare la sicurezza alimentare in Ucraina, fino a 100 milioni di euro, e per il sostegno alle piccole e medie imprese nei Balcanioccidentali, fino a 28 milioni di euro. Circa l’America Latina, si cita un programma per la transizione digitale inclusiva e sostenibile e interventi infrastrutturali a favore della Clinica Dispensario Padre Machado di Caracas.

Tra le ulteriori iniziative di sviluppo a valere sul Fondo Regioni, istituito nel 2025, sono stati approvati un programma su energie rinnovabili ed economia blu in Kenya cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, un progetto a sostegnodell’imprenditoria in Etiopia cofinanziato dalla Regione Marche e un’iniziativa per il turismo sostenibile in Angola cofinanziata dalla Regione Umbria.

Il Comitato ha infine deliberato contributi volontari a favore di organizzazioni internazionali, tra cui IDLO, OCSE Caserta, CIHEAM Bari, UNDESA e UNICRI.

La Nato neutralizza un missile nello spazio aereo turco, Macron: “Attacco a Cipro è attacco all’Europa”

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Lo ha reso noto il ministero della Difesa della Turchia in un post su X: “Necessarie misure contro le minacce”

ROMA – I sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale hanno neutralizzato un ordigno balistico lanciato dall’Iran ed entrato nello spazio aereo turco. Lo ha reso noto il ministero della Difesa turco in un post su X.

Alcuni detriti dell’ordigno sono caduti su un terreno libero a Gaziantep e non ci sono state vittime o feriti. “La Turchia attribuisce grande importanza alle relazioni di buon vicinato e alla stabilità regionale”, prosegue il post. Tuttavia, “sottolineiamo ancora una volta che tutte le misure necessarie saranno adottate con decisione e senza esitazione contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese”.

“PRONTA MISSIONE PER RIAPRIRE LO STRETTO DI HORMUZ”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che un attacco a Cipro è un attacco a tutta l’Europa, durante una visita nell’isola, che è stata presa di mira da droni di fabbricazione iraniana. “Quando Cipro viene attaccata, è l’Europa a essere attaccata”, ha dichiarato a Paphos insieme ai leader di Cipro e Grecia, aggiungendo che “la difesa di Cipro è ovviamente una questione chiave per il vostro Paese, per il vostro vicino, partner e amico, la Grecia, ma anche per la Francia e, con essa, per l’Unione europea”.

Macron ha inoltre affermato di stare preparando con i suoi partner una futura missione “puramente difensiva” per riaprire lo stretto di Hormuz e scortare le navi “dopo la fine della fase più calda del conflitto” in Medio Oriente, al fine di consentire la circolazione di petrolio e gas. In visita a Cipro, il presidente francese ha anche annunciato che la Francia contribuirà “nel lungo periodo” con “due fregate” all’operazione avviata nel 2024 dall’Unione Europea nel Mar Rosso.

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