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Moda sposi: nasce il brand Tosetti

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 Il settore degli abiti da cerimonia e sposa da oggi vede nascere un nuovo brand, quello della casa moda Tosetti. Si tratta di un brand che ha le sue origini a Como, dove la famiglia Tosetti è famosa per i suoi 90 anni di attività con la loro boutique di abiti da cerimonia. Un’attività che attraverso varie generazioni ha fatto dell’expertise familiare una pietra miliare, con l’obiettivo di trasformare in realtà i sogni dei clienti. 

La Tosetti può contare ormai sull’esperienza di ben quattro generazioni, che hanno lavorato nel mondo della sposa e della cerimonia, a partire dai nonni sarti e dalla storica boutique sulla via che porta al centro della città di Como, testimonianza di eccellenza sin dal 1927.

Ora da questa grande esperienza della boutique nasce finalmente il nuovo brand Tosetti, che punta a proprie collezioni sposa e cerimonia, oltre a un progetto Made in Italy, o meglio “Made in Como”.

Il punto di forza delle linee della Tosetti sarà la ricercatezza nello stile, la sartorialità più pura e la selezione di tessuti.

Quartier generale la sede dello storico atelier dove è nato il nuovo concept della sposa e degli eventi, con una narrazione contemporanea unita ad un lato romantico ed estre mamente elegante. 

La Tosetti propone poi porta un’altra grande novità: accanto agli abiti da sposa, da sposo e da cerimonia, affiancherà anche una nuova linea “Made in Como” ad edizione limitata.

Le linee della Tosetti saranno: Sposa, Sposo, Cerimonia, Haute Couture, Accessori, Luxury Travel.

Le collezioni della punteranno idealmente agli anni ‘50, periodo in cui le donne erano particolarmente raffinate, attente al dettaglio e innovative. L’obiettivo vuole essere la rinascita e il ripensamento della moda, in un momento storico come il 2021,  in cui convivono codici di abbigliamento differenti, esattamente come il periodo che viviamo, che alterna volumi maxi a silhouette stilizzate.

Un po’ bon ton ma con grinta, per vestire di stile le occasioni speciali, con un filo comune che sarà  l’utilizzo e la valorizzazione di tutto ciò che è prodotto a mano, rigorosamente Made in Italy.

A complemento dei servizi offerti la Tosetti riserverà ai clienti, per cerimonie ed eventi prestigiosi, anche le migliori Luxury Destination sul Lago di Como, ovvero le location più esclusive ed uniche del lago,.

Luoghi che sono già meta del jet set internazionale e di film come “The House of Gucci”, girata proprio in questi giorni.

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.tosettibrand.it/tosetti-brand.

Un abito della collezione Sposa del nuovo brand Tosetti Sposa

Fiano Romano, focolaio in casa di riposo

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IL SINDACO FERILLI: “RISPETTO PER LA VITA E PER LA SALUTE ALTRUI” 

Evito quasi sempre di parlare a caldo. Prima preferisco informarmi e confrontarmi nel rispetto della delicatezza di certi argomenti, che generano episodi come il focolaio di 30 casi all’interno della struttura per anziani in via Venezia dove alcuni  operatori socio-sanitari, nei giorni scorsi, hanno rifiutato di vaccinarsi.
Attenzione è bene mettere in chiaro che a Fiano Romano non ci sono RSA (residenze sanitarie assistenziali, persone anziane non più autosufficienti) come ho letto in qualche giornale, dove il Comune sarebbe parte attiva.  A Fiano Romano ci sono soltanto case di cura e di riposo.
Il titolare della casa di riposo in via Venezia è stato il primo a vaccinarsi per sensibilizzare i suoi dipendenti. E ha invitato coscientemente tutti gli operatori e tutte le operatrici sanitarie a farlo. Per garantire maggiore protezione agli anziani ospiti.
La libertà è un valore costituzionale da difendere, sempre, ma ritengo che se il mio lavoro mi porta a stare a contatto con altre persone, tra cui fragili, anziani la scelta più  responsabile sarebbe di cambiare lavoro. Non sono abituato a giudicare, né a criminalizzare intere categorie ma il RISPETTO per la vita e la per la SALUTE altrui dovrebbe meritare opportuni interventi.  Ringrazio e abbraccio chi dall’inizio di questa emergenza sanitaria accudisce con totale devozione anziani soli o non autosufficienti che non hanno possibilità di poter stare a casa con la propria famiglia. Le generalizzazioni andrebbero evitate.
A Roberto, titolare della casa di riposo, va il mio abbraccio. Non è semplice rispondere a familiari, giornalisti, istituzioni e nel frattempo gestire le criticità da buon padre di famiglia. Quando governi e decidi, e ti prendi le responsabilità di quelle decisioni, sai già che dovrai affrontare anche critiche e attacchi. Io cerco di affrontare prima le priorità della Comunità che ho l’onere e l’onore di guidare, poi il resto.Le chiusure di questi giorni hanno generato malcontento, ma sappiamo bene che il malcontento non può essere, nelle emergenze, strumento per governare. La foto di chi è intubato, SÌ. Fosse anche e solo di una sola persona. 
Dobbiamo ancora resistere e pianificare il futuro dove auspico che la parola che pronunceremo spesso sia RINASCITA, anziché pandemia.
Ho cominciato i primi giorni da Sindaco invitando tutta la Comunità a manifestare quel senso civico che non dobbiamo mai perdere: responsabilità collettiva e aiuto reciproco.
Continuo a farlo.

Scuole: dichiarazione del sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo

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“Come sempre tocca ai sindaci assumersi responsabilità davanti alle decisioni che piovono dall’alto. Ho riflettuto, ho ascoltato, mi sono confrontato. Tanta la preoccupazione e l’insicurezza da parte della popolazione che, unite al momento ancora estremamente delicato, mi spingono a una scelta di responsabilità a fronte della cosa più importante per chi governa: la tutela della salute pubblica.Per questo ho deciso di predisporre l’ordinanza che sarà pubblicata domani e che stabilisce, per le giornate di martedì 30 e mercoledì 31 marzo, la didattica a distanza per le scuole dell’infanzia, le elementari e le medie, sia pubbliche che private, e la chiusura di tutti gli asili nido, anche al fine di permettere la sanificazione di aule e locali prima della riapertura degli istituti.La salute e la serenità dei miei concittadini prima di tutto!”.
Così il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo

Campidoglio, cantieri stradali proseguono anche durante le festività pasquali

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 La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza per la prosecuzione dei cantieri stradali anche durante il periodo delle festività di Pasqua.

La disposizione sarà in vigore fino all’11 aprile 2021 e sospende una vecchia ordinanza sindacale del 1983 che impediva la prosecuzione dei lavori durante i periodi delle festività natalizie e pasquali. Il provvedimento sarà valido anche per le nuove richieste inviate dalle società di pubblici servizi per gli scavi in città.

“Così come abbiamo già fatto nel periodo di Natale, anche durante le festività pasquali andranno avanti i cantieri strategici per il futuro della nostra città. I lavori proseguono nel rispetto delle norme di sicurezza per tutti gli operatori. In questo momento difficile provocato dell’emergenza sanitaria, vogliamo sostenere le imprese duramente colpite dalla pandemia, per contribuire alla ripartenza di un settore economico vitale per la città”, spiega la sindaca Virginia Raggi.

Vincente la sinergia tra Comune ed Accademia Kronos, per l’adozione dei cani presenti nei canili

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “un risultato straordinario in quanto consentirà di risparmiare al Comune oltre € 30.000,00 l’anno”

Un risultato di grande importanza quello raggiunto dall’Amministrazione Comunale di Trevi Nel Lazio guidata dal Sindaco Silvio Grazioli, in sinergia con l’Associazione Accademia Kronos, un’intesa che ha permesso in pochi mesi di far adottare il 70% dei cani (appartenenti al Comune di Trevi Nel Lazio) presenti nel canile di Serrone. “Un plauso -ha sottolineato il Sindaco Grazioli- all’Associazione Accademia Kronos e segnatamente a Serena De Santis ed al responsabile provinciale dell’A.K.  Armando Bruni, che in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Trevi rappresentata in quest’ambito  dall’amministratore con delega Luciano Paris, hanno raggiunto un risultato importante, collocando  gran parte dei cani che si trovano presso il canile del Serrone, nel quale ricordiamo, vi erano 29 cani. Ora ne rimangono soltanto 8. Questo rappresenta un risultato straordinario in quanto consentirà di risparmiare al Comune oltre € 30.000,00 l’anno, l’obiettivo rimane quello di far adottare tutti i cani del canile del Serrone ed i 5 cani che si trovano presso il canile di Sgurgola, in modo da ridurre a zero la relativa spesa, risparmiando così € 50.000,00 l’anno. Tale obiettivo che sembrava fino a poco fa irraggiungibile, è stato invece raggiunto grazie allo straordinario sforzo dell’Associazione e dell’Amministrazione”“Ringrazio il Sindaco Grazioli –ha commentato il comandante Bruni- per la fiducia esternata verso l’Accademia Kronos ed i suoi volontari. L’adozione in pochi mesi di 21 cani, è un risultato importante raggiunto, che dà di sicuro ossigeno alle casse comunali di Trevi, ma che soprattutto, sottolinea che oggi i nostri amici a quattro zampe hanno trovato una casa e tanto amore. Mi preme ricordare che l’attività di adozione dei cani non si ferma al semplice affido, perché i nostri volontari dell’A.K. seguono lo stato dei cani anche nei periodi successivi, all’interno del nucleo familiare.  Il Sindaco Grazioli ha da subito mostrato grande sensibilità, all’attività dell’A.K., la sinergia con gli Enti comunali è molto importante e posso tranquillamente affermare, che Trevi non poteva avere un Sindaco migliore come l’avv. Silvio Grazioli, capace e determinato nella risoluzione di problematiche importanti come questa. Con altrettanta certezza, fra pochi mesi potremo esaltare il risultato di aver fatto adottare i restanti cani (del Comune di trevi Nel Lazio) rimasti nei canili”.  

Una nuova rotatoria per la Monti Lepini

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Frosinone, L’obiettivo per una maggiore sicurezza dei pedoni ed automobilisti

Sono terminati i lavori inerenti al recupero, valorizzazione, manutenzione e cura dell’area interna della rotatoria presente sulla ex Monti Lepini, incrocio via Fedele Calvosa (Viale Volsci).A seguito dell’avviso pubblicato dal Settore Ambiente del Comune di Frosinone, coordinato dall’assessore Massimiliano Tagliaferri,  il dirigente, con apposita determina, ha individuato lo sponsor nella società  CFC srl, che si è occupata dell’allestimento. I lavori si sono svolti tenendo presente gli elementi vincolanti (sistemazione area; preparazione terreno e realizzazione prato pronto; impianto di irrigazione automatico e di illuminazione; recupero e miglioramento dell’elemento di arredo esistente; inserimento di piante fiorite a cadenza stagionale; piano di manutenzione dell’area oggetto di intervento), con la supervisione di una commissione del Settore Pianificazione Territoriale, S.U.E. ed Ambiente. Di competenza del Comune di Frosinone, il controllo sia della fase della realizzazione degli interventi, sia la fase finale della ultimazione dell’opera. Le operazioni previste sulle rotatorie della Monti Lepini, secondo il progetto espresso dall’amministrazione Ottaviani, hanno l’obiettivo non solo di dare un volto nuovo e rispettoso del decoro alle aree coinvolte, ma sono finalizzate anche a implementare la sicurezza di automobilisti e pedoni della nuova arteria stradale, ubicata in quello che si può ormai ritenere il centro urbano.  

Profumerie Douglas, decise le chiusure: ecco dove. Coinvolti 457 addetti

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Scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. Il 9 aprile incontro tra le parti

BOLOGNA – La direzione della catena di profumerie Douglas Italia ha formalizzato ai sindacati la lista dei 128 punti vendita che sono oggetto entrano della riorganizzazione annunciata che coinvolge 457 lavoratori. La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti d’affitto dei negozi. Una scelta contestata da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil in assenza di un piano commerciale ed alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al prossimo 31 ottobre.

L’elenco comprende in Lombardia 20 negozi (di cui nove tra Milano e la sua provincia, cinque tra Brescia e la sua provincia, due a Mantova e provincia, idem a Varese, e uno ciascuno per i territori di Bergamo, Lecco e Monza Brianza), sei in Piemonte (quattro tra Torino e la sua provincia, uno nel territorio di Alessandria e uno nel territorio di Biella), cinque in Friuli Venezia Giulia (uno nel territorio di Trieste e quattro in quello di Udine), sei in Veneto (tre nel territorio di Padova, uno ciascuno nelle aree di Treviso, Verona e Vicenza), otto in Emilia-Romagna (due su Bologna, uno ciascuno a Modena, Parma, Ferrara, Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Piacenza), 12 in Sardegna (quattro su Cagliari, due su Sassari, due su Nuoro, due su Olbia, uno su Carbonia e uno su Medio Campidano), cinque in Liguria (due su la Spezia, uno ciascuno nei territori di Genova, Savona e Imperia), 17 in Toscana (due su Firenze, uno a Prato, tre su Siena, tre su Pisa, due su Livorno, due su Pistoia, due a Grosseto, uno a Massa ed uno ad Arezzo), cinque nelle Marche (quattro sul territorio di Ancona, uno su Fano). Alcuni di questi sono già stati chiusi da febbraio e per gli altri la deadline è marzo 2021.

Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno ribadito la contrarietà alle chiusure ed sollecitato il tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico. Intanto, il confronto con Douglas è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale l’azienda dovrebbe presentare il piano commerciale e mostrare i criteri utilizzati e quali sono le misure che intende mettere per a salvaguardia occupazionale. I sindacati fin da ora ricordano che “grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto”. Serve “un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un’azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale”, dice la segretaria nazionale della Fisascat, Aurora Blanca. “Chiudere i negozi è una scelta inaccettabile- aggiunge- si tratta di un’azienda che impiega prevalentemente donne e, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese”.

La Cisl soprattutto si aspetta segnali rapidi dal ministero: “È una battaglia contro il tempo ma dobbiamo convogliare tutte le forze affinché le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale”. Per Balnca “urge anche il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali territoriali e una attenzione da parte della clientela che esortiamo in modo solidaristico a continuare ad acquistare i prodotti di bellezza direttamente nei punti vendita. Ogni loro contributo potrà favorire la salvaguardia dei posti di lavoro“.

Mattia Cecchini. fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 23.696 nuovi contagi e 460 decessi. Tasso di positività al 6,7%

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Sono 3.620 le terapie intensive per coronavirus in Italia, 32 in più rispetto a ieri, mentre ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari

ROMA – Sono 23.696 i nuovi casi di Covid in Italia per 349.472 test tra molecolari e antigenici, 460 i decessi. Il rapporto di positività è al 6,7% dal 5,8% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 21.267 per 363.767 tamponi e 460 morti. Sono 3.620 le terapie intensive per Covid in Italia, 32 in più rispetto a ieri. Ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari, 10 in meno nelle ultime 24 ore.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Ugo Cataluddi

Scuola, Lazio verso riapertura da lunedì: dad per le superiori

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LICEO SCIENTIFICO STATALE CAMILLO CAVOUR CORRIDOI INTERNO AULE STUDENTI BANCHI CATTEDRA SEDIE LAVAGNA EMERGENZA CORONAVIRUS CORONA VIRUS COVID 19 COVID19 ALLARME SCUOLE CHIUSE SCUOLA CHIUSA VUOTA DESERTA ISTITUTI SCOLASTICI ISTRUZIONE MISURE ANTICORONAVIRUS

“Personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”, commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi

ROMA – Da quanto si apprende, nel caso in cui il Lazio dovesse tornare in zona arancione, la Regione ha stabilito che da lunedì prossimo riapriranno in presenza asili nido, materne, elementari e medie. Le scuole superiori, invece, proseguiranno l’attività in Dad.

“Con un Lazio ‘arancione‘ le scuole potrebbero riaprire da lunedì, ma personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.

DI BERARDINO: SE LAZIO IN ARANCIONE LUNEDÌ RIAPRONO FINO A MEDIE

“Qualora i dati epidemiologici facciano tornare il Lazio in zona arancione da lunedì 29 Marzo gli asili nido, le materne, le scuole elementari e le medie riapriranno con le attività in presenza. Per quanto riguarda le superiori, queste rimarranno chiuse continuando ad assicurare la didattica a distanza. La decisione riguarda le giornate antecedenti le vacanze di Pasqua, cioè il 29, 30 e 31 marzo e sarà formalizzata nelle prossime ore con un’ordinanza regionale a firma del Presidente della Regione Lazio. La scelta è stata elaborata anche a seguito di un incontro avvenuto questa mattina con tutte le organizzazioni sindacali del comparto scuola che hanno concordato con l’opportunità di continuare con la Dad al 100% fino a Pasqua per gli istituti superiori”. Così in un comunicato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio.

“Inoltre, a partire da lunedì 29 marzo e per tutto il mese di Aprile, la Regione Lazio consentirà agli studenti di effettuare i tamponi senza ricetta medica negli hub regionali. Con queste soluzioni crediamo di rispondere in modo adeguato alle esigenze delle famiglie e soprattutto di favorire gli studenti più piccoli, evidentemente più in difficoltà nell’apprendimento tramite computer. Fermo restando l’intenzione di tenere aperte le scuole il più possibile, nostra priorità da sempre, la chiusura degli istituti di secondo grado per le giornate antecedenti la Pasqua sono da attribuire anche a motivazioni di tipo organizzativo”, conclude Di Berardino.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Carlotta Di Santo

Il Caso Catalent, per le 29 milioni di dosi di Astrazeneca, lascia molte perplessità

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Anagni, Rufa: “Una grande beffa verso coloro che attendono il vaccino”

Dopo le 250 mila fiale assegnate all’Australia e bloccate dal Governo Draghi, in questi ultimi giorni sono balzate alla cronaca le 29 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca contese tra l’Europa e Regno Unito, prodotte nello stabilimento Catalent di Anagni.  La Comunità Europea  sospetta che la società le tenesse nascoste per cercare di recapitarle al Regno Unito, ed ora chiede chiarezza.  Ma l’azienda è soprattutto un fiore all’occhiello del polo farmaceutico laziale (il primo in Italia per export), a cavallo tra Latina e Frosinone (con propaggini nella zona sud in provincia di Roma). L’azienda ad Anagni è arrivata a infialare 1,5 milioni di dosi al giorno e lo stabilimento ora occupa circa 800 addetti, con 150-200 assunti proprio per far fronte alle nuove commessi (di questi il 30-40% a tempo indeterminato).  Il senatore della Lega Gianfranco Rufa, ha commentato la questione come un fatto importante che va chiarito nel più breve tempo possibile. “E’ una fase importante    – ha commentato il sen. Rufa-  dove si cerca di fare più vaccini possibili ogni giorno, e due sono gli elementi base propedeutici per raggiungere l’importante obiettivo di avere più persone vaccinate possibili: gli operatori sanitari per fare i vaccini e le dosi di vaccini. Sapere che proprio in Italia, in provincia di Frosinone , c’è un’azienda che rappresenta per certo un’eccellenza a livello farmaceutico, che ha al suo 29 milioni di dosi disponibili, ma non per l’Italia, sarebbe un grandissimo paradosso ed una beffa verso quelle persone, quegli anziani ottantenni, quei malati con patologie gravi che aspettano con ansia di vaccinarsi.  L’Europa e l’azienda Catalent, come ha bene sottolineato il senatore Matteo Salvini, devono dare immediatamente delle  risposte per fare chiarezza sulla vicenda”. La questione però lascia comunque un po’ di perplessità, un dubbio che non è passato inosservato al sen. Rufa, che evidenzia l’obbligatorietà del DDTo altri documenti, soprattutto in questo caso. “ Il modulo DDT (documento di trasporto) –afferma il sen. Rufa– è un documento che certifica un trasferimento di merce dal cedente venditore al cessionario, obbligato per tutte le partite iva, in caso contrario conseguente multa. Ora qui si parla di 29 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca, che nell’azienda anagnina vengono infialate, la domanda è la seguente:  c’è o no un DDT o altra documentazione, che certifica l’assegnazione di questa produzione?  I dubbi sulla destinazione di queste 29 MILIONI DI DOSI, ci sono e sono tanti, speriamo che si faccia il prima possibile chiarezza e che comunque quelle dosi non vadano fuori dai confini nazionali!!!”. Insieme al sen. Rufa sono per la chiarezza della questione gli altri esponenti della Lega, l’on. Francesca Gerardi e l’on. Francesco Zicchieri.