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Vaccino, la Commissione europea avvia azione legale contro Astrazeneca

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Alla base della decisione, presa con il consenso di tutti e 27 gli Stati membri, il mancato rispetto dei termini del contratto sulla puntualità delle consegne

Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – L’azione legale della Commissione europea contro Astrazeneca “è stata avviata venerdì”: lo ha annunciato il portavoce per la Salute e la sicurezza alimentare, Stefan De Keersmaecker, durante un briefing odierno. La ragione dietro l’azione risiede nel “mancato rispetto” da parte della compagnia di “alcuni termini del contratto“. Secondo il portavoce, infatti, Astrazeneca “non sarebbe stata in grado di fornire soluzioni valide” per assicurare “la puntualità delle consegne” delle dosi promesse. “Ciò che ci preme in questi casi è che ci sia una consegna veloce per un numero sufficiente di dosi che spettano ai cittadini europei e che ci spettano da contratto” ha proseguito De Keersmaecker, precisando che la Commissione ha agito con il consenso di tutti e 27 gli Stati membri.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Rieti: Insediamento del Prefetto di Rieti Gennaro Capo

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Gennaro Capo sostituisce l’uscente Prefetto Giuseppina Rggiani andata in pensione

Nell’assumere in data odierna il nuovo incarico di Prefetto di Rieti, il dott. Gennaro Capo desidera rivolgere il suo cordiale saluto alla Cittadinanza, a tutte le Autorità civili, militari ed ecclesiastiche, alle Organizzazioni sindacali, al mondo dell’Associazionismo e del Volontariato, della Cultura, inclusa la Stampa, e dell’Imprenditoria locale.

Il dott. Gennaro Capo, nato a Napoli il 22 dicembre 1961, laureato in giurisprudenza, è stato immesso nei ruoli dell’Amministrazione civile dell’Interno il 3 aprile 1989.

Nel corso della carriera ha prestato servizio al Viminale presso la Direzione Generale del Personale, quindi al Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Segreteria del Capo della Polizia e presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

Nel 2009 è stato collocato in posizione di fuori ruolo presso il Ministero degli Affari Esteri e, in qualità di esperto nazionale, ha prestato servizio per circa nove anni presso la Rappresentanza Permanente d’Italia a Bruxelles dove ha curato per il Ministero dell’Interno i dossier in materia di asilo, immigrazione, frontiere e visti.

Nominato Prefetto nel 2017, ha ricoperto l’incarico di Prefetto di Oristano dal 18 dicembre 2018 al 25 aprile 2021.

Con Modestino Del Signore, se ne và un riferimento indelebile

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “La sua scomparsa rappresenta la perdita di un importante pezzo della nostra memoria storica”

In un mondo che va sempre più nella direzione dell’inaridimento dei rapporti, c’è una particolare linfa,  nei piccoli paesi come Trevi Nel Lazio,  dove tutti si conoscono, e dove  riesci a sentirti meno “numero” e più “persona”. C’è qualcosa di più che rende speciale vivere in questi angoli di terra, come quei punti di riferimento che sono una memoria storica, legati a persone indelebili nella mente e nel cuore, come non dimenticare la storica cartolibreria ed il negozio di barbiere di Modestino Del Signore, che  purtroppo a distanza di un mese dall’aver compiuto 100 anni, è morto lasciando un sensibile vuoto nella storia di Trevi Nel Lazio. “Il sindaco e l’amministratore tutta –si legge in una nota dalla Casa Comunale- esprimono profonda tristezza per la morte di Modesto Del Signore, che da poco più di un mese aveva superato la veneranda età  di 100 primavere. Il suo negozio di cartolibreria, unito alla sua attività di barbiere, ha rappresentato un punto di riferimento sia per intere generazioni di ragazzi, che trovavano materiale e libri per la scuola, sia per le persone, che potevano comprare giornali e riviste. Per tutti Modesto aveva un’attenzione ed un rispetto particolare, in una realtà dove non c’erano né i computer né  i social, e l’informazione viaggiava sui giornali e sulla radio, e spesso provvedeva a conservare articoli, documenti, riviste e libri. Per questo la sua scomparsa rappresenta la perdita di un importante pezzo della nostra memoria storica”.

Il Comune dona attrezzature all’Accademia Kronos

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Alatri, Bruni: “Un attestato di fiducia dell’Amministrazione di Alatri ai volontari dell’A.K. per l’ottimo ed importante lavoro che stanno svolgendo”

Sempre più proficua la collaborazione tra l’Accademia Kronos ed i Comuni del territorio, infatti nei giorni scorsi il Comune di Alatri, ha contribuito con l’attività di volontariato, fornendo una serie di attrezzature utili all’attività di contrasto al randagismo sul territorio. Si tratta di diverse gabbie per cattura di animali, un trasportino di grande dimensioni, 180 microchip per la microchippatura gratuita, un lettore di microchip, un laccio accalappiacani ed altro ancora. “Siamo lieti di ricevere questo significativo aiuto che ci permetterà di migliorare ed accrescere il nostro lavoro ed impegno sul territorio – ha sottolineato il coordinatore provinciale il comandante Armando Bruni-, ciò rappresenta un attestato di fiducia che l’Amministrazione di Alatri esterna ai volontari dell’Accademia Kronos per l’ottimo ed importante lavoro che stanno svolgendo, dimostrando preparazione, altruismo e dedizione,  in sinergia sempre con la Polizia Locale e le varie forze dell’ordine, a tutela degli animali e dell’ambiente. Mi preme rivolgere grazie inesauribile e la stima incondizionata dell’Accademia Kronos, all’Amministrazione del Sindaco Morini, ed in particolare al l’Assessore all’Ambiente Roberto Gizzi  che condivide con noi, l’amore e la tutela del territorio ed il Responsabile Comunale del  Settore  Ambiente il geom. Amerigo Brocco, per la disponibilità e sensibilità verso il nostro operato. Continuo a sostenere –ha concluso il comandante Bruni- che la sinergia territoriale tra Enti Istituzionali ed i vari sodalizi di volontariato, rappresenta l’arma vincente per fronteggiare le problematiche territoriali raggiungendo importanti e lodevoli obiettivi”.

Riconosciute in appello mansioni superiori al Comune di Ceprano

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Continua la difesa dei lavoratori del pubblico impiego da parte del CSA Regioni Autonomie Locali di Frosinone che, per una vicenda riguardante un dipendente comunale di Ceprano, ha fatto condannare a Roma dalla Corte di Appello questa municipalità a cui il Giudice ha ordinato il pagamento delle differenze economiche e delle retribuzioni maturate dovute ad un suo lavoratore.  Grazie alla difesa assicurata dagli Avv. Giuliano Risi ed Emiliana Incitti dello Studio Risi di Frosinone, la Presidente dell’organo giudicante, Dott.ssa Maria Antonia Garzia, con sentenza n. 1185/2019 ha riconosciuto le rivendicazioni del dipendente ricorrente, il quale veniva impegnato ed utilizzato dal Comune di Ceprano non per la sua categoria di appartenenza, ma per mansioni ascrivibili a quella superiore. La difesa garantita da questa Organizzazione Sindacale, ha pertanto assicurato al lavoratore il pieno riconoscimento del trattamento economico a lui più favorevole, ritenuto dalla Corte romana discendente “dal principio di adeguatezza sancito dall’Art. 36” della Costituzione. Viva soddisfazione della Segretaria Provinciale tenuta da Paolo Pandolfi che conferma come la CSA sia diventata ormai un punto di riferimento importante per i lavoratori degli Enti locali territoriali. Accurato il lavoro degli Avv. Risi ed Incitti che “hanno ricostruito doverosamente la vicenda, riuscendo a cogliere atteggiamenti e comportamenti che purtroppo nel pubblico impiego sono frequentemente a danno dei lavoratori, ai quali noi come Organizzazione sindacale offriremo sempre la sponda ideale per farsi riconoscere diritti che altrimenti continuerebbero ad essere calpestati”.  Il Comune di Ceprano dovrà ora provvedere al risarcimento per più di 4.000 euro dovuti al lavoratore ricorrente, al quale si aggiungono le spese legali e gli altri oneri previsti.                                                                   

“Perché io so io …..”, disse il Marchese del Grillo dal pulpito del web

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C’è un padre ‘noto’ che fa le indagini e decreta quasi in virtù della sua notorietà l’innocenza del gioco fallico e del consenso della ragazza

ROMA – Non c’è solo il tema della ‘cultura dello stupro’ , non c’è solo l’odiosa vittimizzazione secondaria, non c’è nemmeno, come potrebbe essere legittimo, la denuncia di una stortura o anomalia del procedimento giudiziario. C’è un padre famoso che s’infuria perché il figlio, figlio vip, è al centro di questa oscena storia dell’accusa di stupro ai danni di una giovane, nei panni del carnefice. C’è un padre ‘noto’ che fa le indagini e decreta quasi in virtù della sua notorietà l’innocenza del gioco fallico e del consenso della ragazza. C’è proprio il marchese del Grillo che utilizza i social e quindi la potenza mediatica per fare megafono del suo privato. Perchè lui non è un cittadino comune, lui non è mamma Sonia, mamma Laura, mamma Ginevra o un Vannini di Cerveteri, lui è il vip e suo figlio non è uguale agli altri. È l’inaudito disappunto della casta che rigurgita rabbia quando diventa uguale a tutti, come legge vuole, dimostrando persino una feroce ignoranza su quello che ha deciso il legislatore sui tempi della denuncia e non il pm di turno. Dunque Grillo e il suo manipolo del riscatto del popolo mostra il suo vero volto dal superiore pulpito della sua posizione sociale che si era solo bellamente camuffata. …“Perchè io so io- diceva il Marchese del Grillo- e voi non siete un ca…..”.

Silvia Mari fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

È la Giornata della Terra: fermiamo il deserto

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Gli Stati Uniti ospitano una conferenza virtuale con la Cina e gli inquinatori globali. Bene, purché non sia solo una inutile vetrina

ROMA – Un’intervista ad Ankara, prima della pandemia. Sorridente nel caftano azzurro, Ibrahim Thiaw cambia improvvisamente tono ed espressione. Aggrotta le ciglia, fa una pausa, poi elenca numeri e superfici quasi fosse un geometra. “Ci siamo giocati un’area grande come due Cine” scandisce come guardando un punto all’orizzonte.

Thiaw
Ibrahim Thiaw

Per questo signore alto e distinto, originario della Mauritania, i paragoni intercontinentali sono pane quotidiano. Da segretario della Convenzione dell’Onu contro la desertificazione (Unccd), è incaricato di coordinare l’attuazione di un trattato sottoscritto 27 anni fa da 196 Paesi. Nel suo lavoro c’è anche un dolore di bambino: “Mio padre fu portato via di notte; a Niakwar, lungo il fiume Senegal, nel tratto della Mauritania che segna il confine, i militari arrivarono a bordo dei pick-up”. Era il 1989. Dopo gli scontri tra comunità fulani e wolof innescati dalla siccità, il governo mauritano decise di deportare in Mali e in Senegal 60mila persone, sostenendo che per loro non ci fosse più posto. Il padre di Thiaw era tra quelle: morì in un campo profughi.

Oggi nei tribunali mauritani continuano ad arrivare, da parte di chi spera di tornare, richieste di risarcimento e petizioni per i terreni lungo il fiume. Oggi, nella Giornata della Terra, questa storia ci riguarda. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, ogni anno le persone costrette a lasciare le proprie case da cambiamenti e fattori climatici sono in media 23 milioni. Dovrebbero tenerne conto, i 40 capi di governo che oggi saranno ospiti in videoconferenza del presidente americano Joe Biden. Bene la trattativa tra i Grandi inquinatori. Purché non sia solo “interessi nazionali”, lotta per la supremazia o inutile vetrina.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Vincenzo Giardina

Purtroppo non è già ieri: meriteremmo infatti di restarci, per un Po

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Ci farebbe bene ripiombare a ieri, giornata che ‘tolleriamo’ una volta, non ogni giorno: ne sopportiamo il carico di entusiasmi e paure solo ogni tanto

BOLOGNA – Buongiorno, ben svegliati: un’altra Giornata della Terra è alle spalle. Ricordandone quelli che sono già echi, anche se a distanza di poco tempo, è stata intensa e ricca di spunti e suggestioni, parole importanti, impegni solenni… Ed è giusto e bene che sia così. C’è solo un particolare: meriteremmo di riviverla in loop a lungo. Di risvegliarci oggi, domani e dopodomani e così via, restando a ieri. In fondo, non è quello che succede già quando si finisce a parlare di coprifuoco sì-coprifuoco no, superlega sì-superlega no, dei tormenti del Pd…? Si riparte da ieri: ed è una cosa più facile in cui continuare a ‘sguazzare’ oggi; anche se sono questioni faticose, tantissimo ad esempio quella delle riaperture e degli equilibri da cercare (già sapendo che tutti contenti non lo saranno; ci sono le ragioni della scienza e quelle dei bilanci personali e ormai le prime non convincono più le altre…). E invece con la Giornate (della Terra, del Clima…) cosa fatta, capo ha: arrivederci alla prossima. Ecco perché farebbe bene ripiombare a ieri: perché è una giornata che ‘tolleriamo’ una volta, non ogni giorno: ne sopportiamo il carico di entusiasmi e paure che si contrappongono, ma poi superlega, coprifuoco e primarie riprendono il sopravvento. La Giornata della Terra dura un giorno, basta e avanza. È più scomoda delle scaramucce quotidiane che legittimamente assorbono pensieri ed energie.

Serve un esempio: andiamo sul Poil Grande fiumeuno dei termometri ambientali di tanta parte d’Italia. Esattamente un mese prima della Giornata della Terra, il 22 marzo era la Giornata mondiale dell’acqua e quel giorno proprio all’inizio della primavera, quando le coltivazioni hanno bisogno di acqua per crescere, il Po era in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad inizio agosto, e pari al 24% in meno rispetto a marzo. E senz’acqua non si seminae senza mais e soia negli allevamenti non si mangiaE se l’acqua manca adesso, anzi un mese fa, figurarsi d’estate. Sette giorni dopo l’acqua era ancora meno (-45%). Ed era già allarme in quattro regioni: Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, alla Lombardia, un’area di 3.000 kmq che conta 85 Comuni. Un po’ di pioggia ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Ma il 20 apriledue giorni prima della Giornata della Terraera di nuovo allarme siccità: il Po aveva il 30% di acqua meno rispetto a quella attesa in questo periodo. Per alcune zone si è parlato di “manifesta aridità quasi a carattere endemico” e intanto ha fatto capolino il caldo. Si spera nella tanta neve che gli sciatori non hanno visto e che può sciogliersi dando una mano. Succede così che ieri, nella Giornata della Terra, anche il Po ha provato a farsi sentire, a dire che “Non c’è più tempo” per intervenire la rotta sul clima e salvare l”astronave Terra’. L’Autorità distrettuale del Po ha rilanciato ieri, e “con rinnovata convinzione”, il manifesto per l’ambiente “Non c’è più tempo” che indica come limitare le emissioni in atmosfera. E ha ‘detto’ di essere non solo un problema, ma anche un ‘riserva’ di tante possibili soluzioni. Ha fatto notizia? Ieri, un po’. Del resto oggi è la giornata del libro e il primo comunicato stampa che arriva in redazione dice a riga 1: “Per le librerie è sempre più crisi”. Che è in effetti un altro problema triste e serio.

Ma allora davvero meriteremmo di risvegliarci ieri e rivivere tutta l’intensità e la ‘portata’ di quella Giornata. Ieri, per esempio, il segretario del Distretto del Po, Meuccio Berselli ha detto: “Le attuali ripercussioni territoriali causate dai mutamenti climatici mettono sempre più spesso a repentaglio presenza e gestione virtuosa dell’acqua nonostante l’avanzamento delle tecnologie disponibili”. E sta parlando uno che ha a che fare con parecchia acqua. Poi il climatologo Luca Mercalli, ospite dell’Autorità del Po, ha lodato l’impegno alla riduzione degli sprechi domestici “che sicuramente dovrebbe diventare un’abitudine consolidata per tutti, ma la risorsa idrica da salvaguardare con grande attenzione è proprio quella presente in natura: dei laghi, fiumi e falde acquifere sotterranee. Quello è il nostro irrinunciabile capitale, la nostra riserva più importante che dobbiamo tenerci cara”. Ha fatto notizia? Un po’, ieri. Ma così passa anche meno la diffusione dei progetti e studi che si fanno ad esempio sugli alberi vicini al Po per contenere la CO2… Ecco perché per un po’ dovremmo risvegliarci e restare a ieri.

“È già ieri” è un film in cui un famoso conduttore tv, specializzato in zoologia, arrogante ed egocentrico (non ama il lavoro che fa, non sopporta nessuno) viene spedito su un’isola per un servizio su un raro stormo di cicogne: non riesce a ripartire, rimane bloccato lì e ogni giorno rivive lo stesso giorno: fa di tutto per vincere la monotonia, ma alla fine deve per forza confrontarsi con questioni a cui prima non dava alcun peso né importanza. Solo così spezza il sortilegio. Il Po ieri ci ha detto che le cose non vanno beneche “non c’è più tempo” (che l’acqua -mica solo la sua- “deve essere governata con prudenza e in modo consapevole da tutti, sia sotto il profilo ambientale che rispetto a quello sociale ed economico”). Ma noi siamo già in un ‘altro’ tempo: abbiamo sistemato nuovi impegni, sfoggiato risultati e possiamo rituffarci nei coprifuochi e nelle superleghe… Aspettando la prossima Giornata: non manca tanto, il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’Ambiente. Anche allora sembrerà già ieri.

Intanto, Buona giornata della Giornata Senza Superlega.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Mattia Cecchini

Calcio, Perez: “Superlega rimandata, agire subito o molti club falliranno”

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“Ci sono 4 miliardi di tifosi di calcio sparsi in tutto il mondo e la metà di loro sono fan dei club della Superlega”, dice il presidente del Real Madrid

ROMA – La Superlega esiste, così come i partner che la compongono. Quello che abbiamo fatto è stato concederci qualche settimana per riflettere sul veleno con cui alcune persone, che non vogliono perdere i propri privilegi, hanno manipolato il progetto”. Lo ha detto il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, in una intervista ad As.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Migranti, l’arcivescovo di Palermo: “Respingimenti scandalosi”

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Lorefice dopo l’ennesima strage di migranti avvenuta al largo delle coste libiche: “Ci perdonino tutti coloro che hanno perso la vita in questi anni”

PALERMO – “A ferire la coscienza umana e cristiana non è solo l’assoluta indifferenza in cui tutto questo è avvenuto, non è solo l’assoluta indifferenza con cui gran parte dei principali organi di stampa nazionali ne hanno dato conto, trattando la tragica fine di queste vite come una notizia di second’ordine o peggio di ordinaria routine: è anche e soprattutto il grave rimpallo di responsabilità tra la Libia, Malta, l’Italia e l’Unione Europea a cui si assiste nelle ricostruzioni di queste ore”. A dirlo è l’arcivescovo di Palermo, Calogero Lorefice, dopo l’ennesima strage di migranti avvenuta al largo delle coste libiche.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»