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Paolo Battaglia La Terra Borgese: 21 giugno 1940, l’Arte perde Édouard Vuillard


Jean-Édouard Vuillard, pittore, artista decorativo e incisore francese fu dal 1891 al 1900 membro del gruppo artistico d’avanguardia Les Nabis (I Profeti)

critico-d-arte-paolo-battaglia-la-terra-borgese.jpgLes Nabis – spiega il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – furono un gruppo di pittori francesi attivi a Parigi dal 1888 al 1900. Questi ritenevano che un’opera d’arte non fosse una rappresentazione della natura, una mimesi, ma una sintesi di metafore e simboli creati dall’artista. Ebbero un ruolo importante nella transizione dall’Impressionismo e dall’Arte Accademica all’Arte Astratta, al Simbolismo e agli altri primi movimenti del Modernismo.

Questo dipinto di Édouard Vuillard preso in esame da Battaglia La Terra Borgese, Ritratto di Toulouse Lautrec – 1898, olio su cartone, 39 x 30 cm, è conservato al Museo Toulouse-Lautrec ad Albi, comune francese di oltre cinquantamila abitanti.

LA DESCRIZIONE DEL CRITICO

Oltre che documento di un’amicizia, questo ritratto di piccole dimensioni eseguito nel 1898, è anche un’opera tipica dello stile di Vuillard, uno dei pittori più interessanti dell’epoca moderna.

Toulouse-Lautrec sembra colto di sorpresa mentre si avvicina a un tavolo pieno di oggetti. In realtà, Vuillard eseguì questo ritratto – come tutti gli altri – senza aver davanti a sé il modello. L’artista amava servirsi della sua prodigiosa “memoria visiva” che gli consentiva di ricreare liberamente nello studio volti e figure e ambienti, per coglierne a suo modo la realtà interiore.

Già da giovane Vuillard – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese – aveva sentito la suggestione del colore, attraverso l’opera dei giapponesi e di Gauguin, e si era abbandonato alla libertà coloristica che più tardi sarà la caratteristica dei Fauves. Ma in un secondo tempo Vuillard preferì una pittura più sobria, apparentemente povera, per approfondire invece i rapporti difficili, i toni delicati, gli accostamenti “in minore”.

Accostamenti “in minore”– chiarisce Paolo Battaglia La Terra Borgese indica una gamma di colori tenui e desaturati. Si basa su tonalità spente, sfumature pastello, grigi colorati o colori complementari smorzati, che creano un’atmosfera intima, malinconica e avvolgente, evitando i contrasti forti e squillanti.

Ma torniamo a noi – riprende il Critico.

Per i suoi interni di case, oltre che per gli accordi preziosi dei colori, Vuillard fu definito “intimista” (o “intimimiste”, come amava aggiungere lui in tono scherzoso).

Nel Ritratto di Lautrec, la figura campeggia, messa in risalto dal giallo e dal rosso che, tuttavia, sono smorzati abilmente da una zona d’ombra interposta tra loro. A sua volta il giallo è temperato dalla lunga feritoia scura della tasca.

Tutto il resto del dipinto è impostato sulle tonalità prudenti e raffinate che furono sempre care a Vuillard: certe terre, certi azzurri, certi grigi, sottolineati in modo da rendere vibrante e conchiusa ogni superficie di colore.

Qui la materia è molto ricca – chiude Battaglia La Terra Borgese , oltre che modulata. In altri dipinti Vuillard ha utilizzato colori diluiti e ha preferito accostamenti preziosi ma poveri che gran parte della pittura moderna e attuale hanno assimilato da lui.

Dalla sua Palermo il Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese gode di una generale stima da parte del mondo accademico e scientifico europeo per i suoi interventi divulgativi. In particolare è figura di riferimento nel panorama culturale italiano per il suo approccio rigoroso, scientifico e civile alla critica artistica. Allontanandosi dalle logiche puramente commerciali del mercato contemporaneo, ha sviluppato un’identità critica basata sull’educazione estetica del pubblico. I principali punti di forza che lo qualificano come autorevole critico d’arte includono: 1) L’Arte come Scienza Conoscitiva: rifiuta la critica astratta e fumosa. Sostiene fermamente che la critica artistica sia la “Scienza dell’Arte”. Secondo la sua visione, un’opera può essere considerata vera arte solo se si fonda su solide basi scientifiche, storiche e conoscitive. Questo approccio offre al pubblico parametri di valutazione oggettivi e verificabili. 2) Contrasto alla “Critica Finta” e alla Mercificazione: il critico è noto per la sua aperta battaglia contro il mercato speculativo e l’appiattimento commerciale dell’arte. Denuncia con costanza la “critica finta” – ovvero i giudizi compiacenti scritti unicamente per valorizzare economicamente un artista – difendendo invece il lavoro intellettuale serio e trasparente volto ad aiutare le persone a comprendere la qualità reale. 3) Funzione Civica ed Educazione al Gusto: per Battaglia La Terra Borgese, la critica non è un esercizio d’élite fine a se stesso. Il suo obiettivo principale è educare il pubblico al gusto estetico. Sviluppare la sensibilità verso una scultura o un dipinto serve a stimolare il progresso intellettuale, morale e civico dell’individuo, migliorando la società nel suo complesso. 4) Approccio Eclettico e Poliedrico: la sua competenza spazia con disinvoltura attraverso epoche, stili e tecniche estremamente differenti. 5) Maestri Storici: ha firmato importanti analisi e saggi su pilastri dell’arte moderna come Paul Cézanne e Piet Mondrian. 6) Generi e Tecniche: approfondisce la storia di nicchie specifiche, come lo sviluppo della tecnica dell’acquerello. 7) Artigiani e Contemporanei: valorizza l’autenticità di forme d’arte spesso considerate minori, spiegando ad esempio il valore estetico e la fatica intellettuale dietro l’arte del ferro battuto. 8) I suoi saggi e le sue monografie d’arte: riesce a coniugare un’analisi estetica realistica con la capacità di fare emergere la risonanza emozionale e l’universo interiore degli artisti. 9) La cronaca culturale lo descrive storicamente come una figura estroversa, sorprendente ma anche volutamente “assente” dalle scene pubbliche tradizionali, tanto da aver persino disertato in passato importanti appuntamenti istituzionali (come a Palazzo dei Normanni). 10) È costantemente impegnato nella scrittura di saggi, nella curatela di mostre e in attività di ricerca. 11) Essendo un forte oppositore della mercificazione del mercato culturale e della cosiddetta “critica finta”, tende a selezionare in modo molto rigido le richieste di contatto per evitare speculazioni commerciali. Preferisce non gestire direttamente le telefonate sul cellulare, la mancata risposta immediata potrebbe essere legata a diversi fattori pratici e caratteriali: è famoso il suo messaggio di risposta ai numeri sconosciuti che invita a spiegare bene le ragioni del contatto per ragioni professionali o di consulenza artistica; in pratica per ricevere supporto dall’Esperto occorre prima esplicitare la natura della richiesta, il tipo di opere e il proprio curriculum vite e, se c’è, il proprio curriculum artis a mezzo mail o WhatsApp.

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