giovedì, Maggio 21, 2026
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Fiumicino. Legalità nelle scuole dopo Falcone

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Commemorazione per Giovanni Falcone nella Scuola della Polizia Penitenziaria di Fiumicino

A Fiumicino studenti, istituzioni e forze dell’ordine insieme per ricordare Giovanni Falcone e rilanciare la cultura della legalità.

La legalità entra nelle scuole di Fiumicino attraverso la memoria di Giovanni Falcone e delle vittime di mafia. Nell’Aula Magna della Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone” si è svolta la VI edizione di “Uomini in Divisa, risorsa per la comunità”, iniziativa dedicata agli uomini dello Stato che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata.

L’evento ha coinvolto istituzioni, forze dell’ordine, forze armate e numerose scolaresche del territorio. Una giornata che ha trasformato il ricordo delle stragi mafiose in un messaggio concreto rivolto soprattutto ai giovani: la legalità non è soltanto un principio astratto, ma una responsabilità quotidiana che riguarda cittadini, famiglie, scuola e comunità.

Presenti il sindaco di Fiumicino Mario Baccini, l’assessore Monica Picca, Donato Capece, presidente nazionale Anppe e segretario generale Sappe Polizia Penitenziaria, Augusto Zaccariello, dirigente generale del Corpo di Polizia Penitenziaria, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali e associative del comparto sicurezza.

La manifestazione è stata organizzata da Luigi Zaccaria, vicepresidente Anppe sezione Roma-Ostia, ed è stata accompagnata dalla Banda Musicale del Corpo di Polizia Penitenziaria e dalla Gendarmeria Vaticana.

Al centro della commemorazione il ricordo del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Durante l’incontro è stato ricordato anche Pasquale Di Lorenzo, agente della Polizia Penitenziaria ucciso da Cosa nostra nel 1992. Il suo nome resta uno dei simboli del sacrificio silenzioso degli uomini dello Stato impegnati nel contrasto alla mafia e nella difesa della legalità.

Nel suo intervento, il sindaco Mario Baccini ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa e l’importanza di trasmettere ai più giovani il significato dell’impegno istituzionale.

“Falcone ci ha insegnato che la mafia si combatte ogni giorno attraverso la cultura della legalità, il rispetto delle regole e il coraggio delle istituzioni”, ha dichiarato il primo cittadino.

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Baccini ha poi evidenziato come il ricordo delle vittime di mafia debba diventare uno strumento educativo permanente, soprattutto per le nuove generazioni.

“A nome dell’Amministrazione comunale desidero esprimere gratitudine alle Forze dell’Ordine per il lavoro costante svolto sul territorio con professionalità e spirito di servizio a tutela della sicurezza pubblica”, ha aggiunto.

La presenza degli studenti ha dato un significato particolare alla giornata. In un tempo in cui il rischio è quello di vivere la memoria civile solo come una ricorrenza simbolica, l’incontro di Fiumicino ha cercato di trasformare il ricordo in consapevolezza concreta.

Per il territorio, eventi come questo rappresentano anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni. La sicurezza pubblica non dipende soltanto dall’azione repressiva, ma anche dalla costruzione di una cultura della legalità capace di coinvolgere scuola, famiglie e associazioni.

La scelta della Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria come luogo della commemorazione assume quindi un valore preciso: ricordare chi ha servito lo Stato e trasmettere ai giovani il senso del dovere, della responsabilità collettiva e del rispetto delle regole.

A Fiumicino la memoria di Falcone diventa così un messaggio rivolto al presente. Perché la legalità non si celebra soltanto nelle cerimonie ufficiali, ma nelle scelte quotidiane di una comunità.

Il significato più forte della giornata è arrivato proprio ai giovani presenti in aula. Il sacrificio di Falcone e degli uomini della scorta resta un riferimento per chi continua a credere nel servizio allo Stato, nella responsabilità e nella tutela della comunità.