Dall’uso eccessivo di Internet alle relazioni affettive: Liberty il nuovo libro di Monica Vincenzi mette al centro un problema sempre più attuale
Non tutte le dipendenze fanno rumore. Alcune si insinuano nella quotidianità, si confondono con le abitudini, diventano parte delle relazioni. Non sembrano un problema finché non lo diventano.
È su questo confine sottile che si muove Liberty, il romanzo di Monica Vincenzi, pubblicato da Armando Editore, che parte da un tema immediatamente riconoscibile – l’uso eccessivo di Internet – per allargarsi a un sistema più complesso di dipendenze: affettive, familiari, identitarie.
Non è solo una storia individuale. È una storia che riguarda il modo in cui certi comportamenti si trasmettono.
Lo suggeriscono anche le parole chiave con cui il libro viene presentato: dipendenze, Internet, famiglia, identità personale, benessere, moderazione. Un lessico che racconta una tensione molto contemporanea: il bisogno di equilibrio in un contesto che spinge costantemente verso l’eccesso.
La vicenda si sviluppa in una provincia immaginaria affacciata sul mare, Borgonuovo, ma il riferimento territoriale è reale. Questo doppio livello chiarisce subito l’intenzione narrativa: usare una storia fittizia per parlare di dinamiche concrete.
Al centro ci sono due famiglie in conflitto da tre generazioni. Non è una semplice rivalità, ma uno scontro tra modelli di vita, tra visioni opposte delle relazioni e dell’amore.
Da una parte legami costruiti su compromessi e apparenze. Dall’altra il tentativo – fragile – di qualcosa di autentico. In mezzo, una relazione che rompe gli equilibri e un segreto familiare che rischia di far emergere ciò che è rimasto nascosto troppo a lungo.
Ma è la copertina a offrire una chiave di lettura ulteriore. Una figura adulta e due bambini camminano verso il mare. Sono di spalle, non cercano lo sguardo del lettore. Non c’è una destinazione chiara. Non è l’immagine di una libertà raggiunta, ma di una libertà cercata.
E soprattutto è un’immagine di trasmissione. Chi guida. Chi segue. Chi eredita.
In questo senso Liberty sposta il discorso dal piano individuale a quello collettivo: quanto delle nostre dipendenze è davvero una scelta? E quanto invece nasce dentro dinamiche familiari, relazioni apprese, modelli che si ripetono nel tempo?
La connessione digitale diventa solo il punto di partenza. Il nodo più profondo è la difficoltà di distinguere tra libertà e bisogno, tra amore e dipendenza, tra scelta e condizionamento.
È qui che il romanzo intercetta una questione reale. Viviamo in un tempo in cui molte forme di dipendenza sono diventate normali: essere sempre connessi, restare in relazioni che non funzionano, confondere l’abitudine con la libertà. Il rischio non è solo l’eccesso, ma la perdita di consapevolezza.
Liberty prova a raccontare proprio questo spazio invisibile. Quello che non si vede. Ma che, spesso, si trasmette.
Il romanzo sarà presentato il 21 maggio al Caffè Letterario Horafelix, un’occasione per approfondire i temi del libro e confrontarsi con l’autrice.
Per aggiornamenti e dettagli sull’evento, è possibile seguire i canali social di Monica Vincenzi.
Monica Vincenzi è pedagogista clinica, laureata in Pedagogia a Bologna e specializzata in Mediazione Relazionale a Firenze. Ha insegnato materie letterarie nella scuola statale e svolge attività professionale nell’ambito educativo e relazionale. È iscritta agli Albi italiano ed europeo dei pedagogisti clinici.

Nella sua produzione alterna saggistica e narrativa, muovendosi tra analisi simbolica e dinamiche familiari: dalla rilettura della Divina Commedia in Finalmente Beatrice ai temi dei copioni familiari in Alle origini, fino ai lavori dedicati a figure come Federico Fellini e Giuseppe Verdi. Accanto a questi, ha sviluppato un percorso narrativo con romanzi come Onde, Congiunzioni geometriche e Liberty, in cui tornano con continuità i temi delle relazioni, dell’identità e dei legami intergenerazionali.
