Un grido che attraversa l’Italia, dal Nord al Sud: nella “Giornata del mare e della cultura marinara”, Ecoitaliasolidale lancia un appello netto e urgente, fermare le guerre e difendere la vita, il mare e il futuro del pianeta.
L’11 aprile non è solo celebrazione, ma memoria. È il giorno in cui si ricorda il disastro della petroliera Haven: l’11 aprile 1991, al largo tra Genova Voltri e Arenzano, durante operazioni di trasferimento del greggio, una violenta esplosione squarciò la nave, provocando incendi durati giorni e lo sversamento in mare di decine di migliaia di tonnellate di petrolio. Il bilancio fu di cinque vittime e di uno dei più gravi disastri ambientali mai registrati nel Mediterraneo.
E oggi quelle immagini sembrano tornare, sotto altre forme, nei conflitti che segnano il nostro tempo: dall’Ucraina al Medio Oriente. Non ci si può abituare alla distruzione: bombardamenti, città rase al suolo, civili inermi colpiti. Scene che non devono diventare normalità.
Ecoitaliasolidale invita a non voltarsi dall’altra parte: bisogna indignarsi, alzare la voce, dire con forza che non esiste alcuna giustificazione alla distruzione di vite e città. Mai.
Le guerre non devastano solo le popolazioni: colpiscono anche l’ambiente in modo profondo e spesso irreversibile. Mari contaminati, habitat distrutti, sostanze tossiche disperse nell’aria e nelle acque. La guerra lascia dietro di sé territori feriti e un pianeta più fragile.
Per questo il messaggio è chiaro: non può esserci tutela del mare senza pace. Fermare i conflitti significa anche proteggere l’ambiente, la biodiversità e il futuro delle nuove generazioni.
La Giornata del mare diventa così un’occasione per rinnovare un impegno che oggi è anche civile e morale: difendere il mare, ma soprattutto difendere la vita.
È quanto dichiarano Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale di Ecoitaliasolidale, Giorgio Rossi, Responsabile per il Friuli Venezia Giulia e per il Nord Italia, e Giovanni Fabra, Responsabile per la Sicilia.

