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L’area della cascata di Trevi tornerà presto accessibile

Trevi Nel Lazio, Il Sindaco Silvio Grazioli interviene con decisione per il ripristino dei luoghi

Una delle aree più belle e visitate all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è la cascata di Trevi , un luogo incantevole con un’atmosfera unica meta di tanti visitatori durante l’anno. Nella giornata di sabato, purtroppo si è presentato un fatto sgradevole, un privato  vantando a suo dire di diritti sull’area, ha transennato con una recinzione l’accesso per le scale dove inizia il percorso che costeggia il corso d’acqua, di conseguenza limitando l’accesso dei visitatori (nella foto). L’area è posta nel Comune di Trevi Nel Lazio. L’Ente Parco ha segnalato il fatto al Comune, e con un’ordinanza emanata in data odierna, quale “Ingiunzione per la demolizione di opere edilizie eseguite in assenza del titolo abilitativo e ripristino dello stato dei luoghi del viottolo che costeggia il fiume Simbrivio alla confluenza con il fiume Aniene in località Comunacque”, il Sindaco Silvio Grazioli è intervenuto in modo diretto. Nell’ordinanza si specificano alcuni aspetti basilari quali: “…accertato che non sia stata richiesta nessuna autorizzazione nonostante la zona fosse sottoposta a vincolo idrogeologico, archeologico, paesaggistico e di tutela ambientale in quanto sita all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini…considerato che la recinzione è stata realizzata abusivamente e va ad ostruire il passaggio che porta alla cascata di Trevi Nel Lazio…” . Inoltre in considerazione del Regio Decreto 27 luglio 1904, n. 523, noto come Testo Unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche, che disciplina le opere da realizzare vicino ai corsi d’acqua, stabilendo in particolare un divieto di costruzione entro la “fascia di rispetto”, che è tipicamente di dieci metri dalle sponde e si applica ai corsi d’acqua di proprietà pubblica, come sancito dall’articolo 96, lettera f). vieta la costruzione di opere entro una distanza di dieci metri dai corsi d’acqua pubblici.  Il divieto di costruzione è considerato assoluto e inderogabile. In virtù di ciò si ingiunge all’autore del fatto di demolire e rirpistinare lo stato dei luoghi, entro sette giorni dalla data di notifica dell’ordinanza, avvertendo che decorso inutilmente il termine senza l’avvenuta demolizione e la rimessa in ripristino dei luoghi, “….l’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire previa notifica all’interessato costituisce titolo per l’immissione nel possesso al patrimonio del Comune e per la trascrizione nei registri immobiliari…In tale ipotesi l’opera acquisita sarà demolita con ordinanza del Comune a spese dei responsabili dell’abuso….”. “Una vicenda davvero incresciosa -ha sottolineato il commissario dell’Ente Parco dei Monti Simbruini Alberto Foppoli- importante l’intervento del Sindaco Grazioli per ripristinare il naturale accesso all’area, una delle più belle ed uniche all’interno del Parco, che deve essere accessibile a tutti nel rispetto della cura e salvaguardia ambientale”.

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