Vaccini obbligatori, cinture di sicurezza obbligatorie, casco obbligatorio. E vaping libero nei supermercati?

Si racconta che lo svapo sia stato progettato per liberare fumatori e tabagisti dalla dipendenza dal fumo. E credo che – in un certo senso – questo sia vero; poiché credo di ricordare – se la memoria non mi inganna – che le prime sigarette elettroniche apparse in Italia erano vendute col sistema del Multi-level marketing e che la motivazione principale all’acquisto risiedesse proprio nel fatto che, non producendo fumo, grazie alla mancanza di combustione, si sarebbe potuto, perfino, “fumare” dentro un cinema! senza pericolo di infrangere quella legge che vietava (e vieta) il fumo in luoghi chiusi aperti al pubblico.
La trovata era (ed è), che siccome la sigaretta elettronica non produceva (e non produce) fumo ma vapore, si sarebbe potuto eludere (come si eludono) quelle leggi anacronistiche ancora legate al solo fumo prodotto da combustione.
I perfidi sarebbero quindi legittimati a ipotizzare che quella del Multi-level marketing possa essere stata una sorta di test strategico di mercato orchestrato da alcune aziende del tabacco?
Se è vero che talune multinazionali del tabacco sono oggi produttrici di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato non bruciato, è altrettanto vero che è difficile credere nella narrazione che chi continua a produrre le sigarette possa mirare a ridurre la loro vendita, danneggiando se stesso. È invece più verosimile pensare che variare l’offerta sia l’obiettivo più ragionevole, con prodotti che magari – se ritenuti innocui – abbraccino nuovi consumatori, e ulteriori fasce di età.
I sostenitori dell’uso delle sigarette elettroniche – spesso autorevoli (clicca qui) (e guarda qui) – ne decantano anche i potenziali benefici come dispositivi che potrebbero aiutare i fumatori di sigarette tradizionali a smettere, riducendo così i rischi per la salute correlati al tabacco. E certa scienza afferma che “Data la loro introduzione relativamente recente, c’è stato poco tempo per sviluppare un corpus di prove scientifiche sugli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute”.
Ma davvero le sigarette elettroniche sono innocue? L’epidemia mortale di danni polmonari da svapo del 2019-2020 nel Nord America è stata provocata primariamente dalla “vitamina E acetato” nel liquido da svapo contenente THC (Clicca qui per saperne di più).
CHE C’ENTRA L’ARTE CON LE SIGARETTE ELETTRONICHE
Presto detto: all’interno dei Musei Vaticani – ad esempio – è severamente vietato fumare, sia per la protezione dell’arte e dell’architettura in seno ai Musei Vaticani che per fornire un ambiente piacevole e sano ai visitatori. Perciò fumare (qualsiasi tipo) comprese sigarette elettroniche o dispositivi simili, è vietato lungo l’intero percorso museale, tutti gli spazi interni e le aree esterne come l’Octagonal Court. Si legge su https://vaticantourtickets.com/it/: ”Osservando un ambiente privo di fumo, i visitatori possono immergersi completamente nei capolavori del museo senza distrazioni aeree o potenziali danni”.
D’altro canto ci sarà anche un perché se Hong Kong vietarà l’uso delle sigarette elettroniche con pene fino a 7 anni di reclusione e se (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità) 35 PAESI NEL MONDO hanno già vietato la vendita di sigarette elettroniche, segnando un trend crescente a livello globale per la protezione della salute pubblica e anche, o soprattutto, per proteggere i giovanissimi.
Il Governo, il Parlamento e le istituzioni italiane hanno pensato ai nostri ragazzini? La ricerca indipendente è molto preoccupata della diffusione delle sigarette elettroniche, soprattutto tra i giovani (clicca qui)
“Questi prodotti sono spesso presentati come alternative meno dannose (o addirittura non dannose) delle sigarette tradizionali o come strumenti utili per smettere di fumare”, spiega Giulio Formoso, vicepresidente dell’Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre e autore, insieme a Giuseppe Gorini e Silvano Gallus, di un articolo sul tema uscito di recente su Scienza in Rete. “Il marketing punta su questo concetto, in modo che ‘meno pericoloso per il fumatore che non può smettere’ diventi ‘quasi innocuo per tutti’. Tuttavia, le sigarette elettroniche emettono sostanze potenzialmente tossiche mentre il tabacco riscaldato rilascia alcune delle stesse sostanze dannose presenti nel fumo di sigaretta”.
Qual è il fervore del legislatore nostrano quando si tratta di salvaguardare la vita del cittadino e la sua salute? (CLICCA QUI)
UN ESEMPIO PER TUTTI: MATTEO SALVINI DIFENDE LE SIGARETTE ELETTRONICHE DA CUI HA PRESO SOLDI IN CAMPAGNA ELETTORALE. SE NON CI CREDI CLICCA QUI E POI QUI e volendo anche QUI.
Sono davvero molto strani alcuni legislatori nostrani (o sistrani?)quando sanno essere diversamente molto accorti, e accurati con leggi ad hoc. Della serie: devi comprarti il vaccino (lo compro io con le tue tasse); la tua automobile deve essere equipaggiata di cinture di sicurezza (le paghi tu con l’acquisto dell’auto); devi obbligatoriamente indossare un apposito casco protettivo quando sei due ruote con motore a scoppio (o ti multo).
Traduzione: se non sei vaccinato: non puoi fare questo, quello e quell’altro; se alla tua macchina mancano le cinture: non puoi usarla; se vai in moto devi indossare il previsto casco omologato: se no ti multo, ti decurto 5 punti dalla patente, ti fermo il veicolo amministrativamente e posso anche sospenderti la patente (quanto filantropico! zelo).
Ma si sa!: tutte leggi acciocché il bene e il benessere del cittadino siano sacri, dunque anche per risparmiare sui costi della sanità, che diversamente graverebbero ulteriormente sulle tasse (tributi) del contribuente.
Ma perché allora se si tratta di sigarette elettroniche, viene meno tutto l’impianto preventivo e protettivo del legislatore?
Eppure la SIF, Società Italiana di Farmacologia è stata molto chiara: l’aerosol inalato con le sigarette elettroniche contiene diverse sostanze tossiche che, se aspirate regolarmente, possono causare infiammazione delle vie respiratorie, danni cardiovascolari e alterazioni del sistema immunitario; e che alcune di esse possono anche interferire con il sistema ormonale.
C’è di più: LO SVAPO È DANNOSO ANCHE PER CHI STA VICINO – chiarisce la SIF -. E anche se gli aerosol producessero meno odore, è vero che rilasciano nell’ambiente sostanze che possono essere tossiche ugualmente per chi le respira indirettamente, INCLUSI BAMBINI, PERSONE FRAGILI E ANIMALI. Ma non finisce qui: allo stesso modo, i prodotti di scarto, che possono contenere batterie, metalli pesanti, plastiche, residui di nicotina e altri agenti tossici, rappresentano un rischio sia per la salute pubblica che per l’ambiente.
L’ho già chiesto e volentieri ripropongo la domanda: perché se si tratta di sigarette elettroniche, viene meno tutto l’impianto preventivo e protettivo del legislatore?
PENSIAMO AI SUPERMERCATI E AI LORO DIPENDENTI.
Nei locali pubblici come supermercati, bar, ristoranti, negozi, l’uso della sigaretta elettronica non è vietato per legge, clicca qui. Tuttavia, i gestori di questi esercizi hanno il diritto di stabilire proprie regole interne riguardo all’uso delle e-cig all’interno dei loro locali.
E tuttavia, dove non arriva la legge dello Stato dovrebbe arrivare la legge morale, quella che obbliga – ad esempio – al saluto quando si entra in un negozio, anche se ciò non è un obbligo di legge.
Ma si sa: ognuno vive della propria cultura, della personale sensibilità e della propria nobiltà d’animo. Capita spesso al supermercato di sentire qualcuno riprendere uno svapatore che con sistematica protervia risponde “ma è vapore…”, parole di cui mi dispiaccio ma che addirittura lo svapatore accompagna con una mimica di miserrima sorpresa. A costui verrebbe da chiedere se svaperebbe nella stanzetta di un neonato, magari suo figlio (tanto è vapore!).
Che cosa dice la legge italiana riguardo alle sigarette elettroniche.
Il Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, all’articolo 4, comma 2, stabilisce il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche in:
Istituti scolastici e formativi: È vietato svapare all’interno di scuole di ogni ordine e grado, università e centri di formazione professionale, comprese le aree all’aperto di pertinenza degli istituti.
Centri per l’impiego e di formazione personale: L’uso delle e-cig è proibito all’interno di questi centri.
Queste restrizioni, è ovvio, sono state introdotte per TUTELARE LA SALUTE DEI MINORI e GARANTIRE AMBIENTI SALUBRI in ambiti educativi e formativi.
DAVVERO STRANE QUESTE LEGGI D’ITALIA
Col Decreto-Legge 12 settembre 2013, n. 104, all’articolo 4, comma 2, si stabilisce dunque il divieto di utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi appena detti per tutelare la salute dei minori e garantire ambienti salubri.
Ma se volessimo dirla con una battuta: non sembra che ai minori sia vietato l’accesso ai supermercati! così come non sembra salubre lasciare rilasciare nell’ambiente di un supermercato sostanze che possono essere tossiche anche per chi le respira indirettamente: donne in gravidanza, neonati, asmatici, allergici, anziani e soprattutto per gli impiegati del supermercato.
Sì i poveri dipendenti dei supermercati. Sorprende che grandi catene di supermercati (anche straniere in Italia) non esercitino il diritto di stabilire proprie regole interne riguardo all’uso delle e-cig all’interno dei loro locali, almeno per salvaguardare la salute dei loro DIPENDENTI, che diversamente dai clienti NON POSSONO ABBANDONARE IL SUPERMERCATO.
La cosa più assurda (forse comica) sarebbe (se non “è”), vedere svapare un vigilante o un commesso dentro il supermercato.
Se i supermercati vietassero questa ignobile pratica (visto che il legislatore latita), garantirebbero un ambiente di lavoro confortevole per tutti i dipendenti ed eviterebbero potenziali conflitti anche tra i clienti.
Domanda: ma queste, sono solo stramberie di alcuni supermercati? E magari, giusto giusto, di quei supermercati che da un lato sventolano attenzione al benessere animale, ma dall’altro dimostrano scarsa cura dei propri dipendenti umani (ma io – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese – si sa: non faccio differenze tra viventi).
Auspico corta vita allo svapo dentro i supermercati – chiude Paolo Battaglia La Terra Borgese -. Il popolino è convinto che “è vapore”. Il legislatore provveda, se non di più, alla dovuta istruzione e informazione, cominciando dalle scuole, scevro da ogni finanziamento, a posto con la coscienza.

