Chi e come avrebbe gestito le richieste di rimozione dei contenuti non autorizzati su phica e la “smentita ufficiale”. Intanto sono un centinaio le denunce raccolte per una class action
Autore: Cristina Rossi
ROMA – “Ciao, scrivo per smentire ufficialmente le accuse di estorsione che mi sono state rivolte nei giorni precedenti tramite articoli e inchieste da parte di vari giornali”: così inizia una lunga ‘nota’ che appare in apertura di phica.eu, il sito finito nel ciclone delle polemiche per la pubblicazione di foto non autorizzate e di contenuti sessisti di vittime anche dai nomi altisonanti (influencer, giornaliste, politiche, donne dello spettacolo), nonché al centro di un accertamento della Polizia Postale e di una maxi indagine con ramificazioni in tutta Italia.
Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

