lunedì, Gennaio 19, 2026

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Il discorso della vittoria di Zohran Mamdani: “Meno privilegi e più diritti ai lavoratori, New York è vostra”

Ha ringraziato tutti, annunciando la fine di “una politica che abbandona i molti e risponde solo a pochi”. E ha promesso più diritti ai lavoratori di New York dicendo: Questa città è la vostra città”

di Marcella Piretti

BOLOGNA – “Grazie, amici miei. Il sole sarà anche tramontato sulla nostra città stasera, ma come disse una volta Eugene Debs, ‘Vedo l’alba di un giorno migliore per l’umanità‘”: ha esordito così Zorhan Mahmood Mamdani, nuovo sindaco di New York. Mamdani, 34 anni, è il primo sindaco musulmano e immigrato della Grande Mela. E questa viene vista come una novità alquanto ‘dirompente’. Mamdani, socialista, ha stravinto questa tornata elettorale che ha visto una partecipazione record (con due milioni di cittadini al voto), nonostante Donald Trump avesse parlato ripetutamente contro di lui. Nel suo discorso Mamdani, oltre a diverse frecciate ironiche a Trump (a partire dalla frase “So che ci stai guardando, ho tre parole per te: Alza il volume“), ha tuonato contro i privilegi di ricchi, miliardari e proprietari spregiudicati, annunciando che ora si cambia musica. Annunciando la fine di “una politica che abbandona i molti e risponde solo a pochi” e promettendo “una nuova politica“, di “cambiamento“. Ha speso poi parole per i lavoratori (“Se hanno diritti forti, i datori di lavoro prepotenti diventano piccoli piccoli”) e per gli immigrati: “New york rimarrà una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati, e da stanotte guidata da un immigrato. Quindi ascolta bene, presidente Trump, quando dico che per arrivare a tutti noi dovrai passare prima su tutti noi“.

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