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Polizia di Stato festeggia 169mo anniversario con Medaglia d’oro merito civile

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Polizia di Stato festeggia 169mo anniversario con Medaglia d’oro merito civile

ROMA – Oggi ricorre il 169mo anniversario della fondazione della Polizia di Stato. “Anni ricchi di cambiamenti, che vengono ricordati il 10 aprile”, spiega una nota, nel giorno in cui nel 1981 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la Legge 121 che, come evidenziato dalle parole del Capo della Polizia Prefetto Lamberto Giannini, “portava in sé il seme di grandi evoluzioni, ridisegnando una polizia moderna e a forte identità civile”. Per il secondo anno consecutivo, l’emergenza epidemiologica impone la massima sobrietà nelle celebrazioni. Nella mattinata di ieri il Capo della Polizia è stato ricevuto a palazzo del Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dai Vice Capi della Polizia, dai Direttori centrali del Dipartimento della pubblica sicurezza e da una rappresentanza del personale.

Proprio per suggellare questo anniversario il servizio di Guardia d’onore al Palazzo del Quirinale oggi è stato affidato al Reparto a cavallo della Polizia di Stato che per l’occasione ha indossato l’uniforme storico risorgimentale. Questa mattina, inoltre, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese accompagnata dal Capo della Polizia, ha deposto una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti presso la Scuola Superiore di Polizia.

Successivamente nel piazzale della Scuola, dopo la rassegna dello schieramento e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, il ministro dell’Interno ha consegnato la medaglia d’oro al merito civile, conferita dal Presidente della Repubblica, alla Bandiera della Polizia di Stato. Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito per il compito svolto dai Questori, Autorità provinciali di pubblica sicurezza preposte al coordinamento tecnico operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica, con la seguente motivazione:
“Erede di una prestigiosa tradizione risalente a prima dell’Unificazione d’Italia, la Polizia di Stato, con assoluta fedeltà allo Stato e in difesa della collettività, ha assicurato, da centosessantanove anni, il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica facendosi interprete sul territorio dell’alto magistero affidato alle Autorità provinciali di pubblica sicurezza preposte al coordinamento tecnico operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Attraverso le proprie donne e i propri uomini, chiamati a ricoprire questo difficile ed essenziale compito, la Polizia di Stato, nelle fasi anche più drammatiche della storia del Paese, ha contribuito in maniera decisiva alla coesione della Nazione e ha garantito, sin dalla nascita della Repubblica, la tutela delle libertà fondamentali, la salvezza delle Istituzioni democratiche, assicurando altresì i presupposti per il progresso e il benessere collettivo e dei singoli”.

L’attribuzione della medaglia d’oro “corona un delicato lavoro svolto in un ampio lasso di tempo che ha visto cambiare profondamente le sensibilità ed il contesto sociale e culturale, fino ai nostri giorni- conclude la nota- caratterizzati dalla necessità di contemperare il pieno esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali previsti dalla nostra Costituzione Repubblicana, con le eccezionali condizioni imposte dalla pandemia”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cassa Dottori Commercialisti: nuovo bando per contributi assistenziali a favore dei giovani professionisti

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3 milioni e mezzo di euro stanziati per supportare l’avvio degli studi e favorire le aggregazioni

Tornano i contributi assistenziali a supporto dei giovani dottori commercialisti e delle aggregazioni professionali. Nell’ambito delle misure di welfare strategico, il Consiglio di Amministrazione di Cassa Dottori Commercialisti ha infatti approvato il nuovo bando di concorso per il sostegno all’attività professionale.

Il bando prevede lo stanziamento di 3 milioni e mezzo di euro a favore dei neo-iscritti per contribuire all’acquisto o leasing di beni strumentali legati all’avvio dell’attività professionale (hardware ad eccezione degli smartphone, licenze software e mobili da ufficio) o per supportare la costituzione di aggregazioni.

Il contributo a favore dei singoli professionisti che abbiano acquistato strumentazione per i propri studi sarà pari al 50% delle spese documentate sostenute nell’anno 2021, al netto dell’IVA. Per acquisti di beni strumentali riferibili a  Studi associati o STP il limite del 50% si applica al singolo richiedente in proporzione alla sua percentuale di partecipazione agli utili, come da dichiarazione dei redditi 2021. Il contributo erogato non potrà, comunque, superare il minore importo tra il 50% di quello indicato in sede di presentazione della domanda e 5mila euro, per ciascun richiedente.

Rispetto allo scorso anno rientrano tra le forme aggregative potenzialmente interessate, oltre agli studi associati e alle società tra professionisti (STP) anche le reti tra professionisti (RTP) con contrattoregistrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Per le aggregazioni, l’importo del contributo previsto è pari a 2mila e cinquecento euro per ciascun richiedente fino a un massimo complessivamente erogabile di 10mila euro per studio associato o STP, mentre in caso di RTP tali importi sono pari a 1.000 euro per ciascun richiedente fino a un massimo di 5mila euro per singola RTP.

“Nella definizione del nuovo bando  – spiega Stefano Distilli, Presidente di Cassa Dottori Commercialisti – abbiamo fatto tesoro dell’esperienza dello scorso anno, che ha visto un’ampia partecipazione da parte degli iscritti, anche alla luce della successiva estensione a tutta la platea degli associati, principalmente in chiave di supporto allo smart working ed all’informatizzazione degli studi in fase emergenziale. Quest’anno il bando torna a essere un’iniziativa a supporto dei giovani professionisti che avviano il proprio percorso o che decidono di mettere insieme le proprie competenze per accrescere la competitività sul mercato anche con il modello più flessibile delle Reti Tra Professionisti.”.

Possono partecipare al bando i neo-iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti (ossia coloro che nel 2021 sono ancora in un regime di contribuzione agevolata) con livelli reddituali parametrati a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, che non beneficiano di altri contributi o sussidi erogati da altri soggetti e istituzioni per la medesima fattispecie riconosciuta dalla Cassa.

I giovani dottori commercialisti interessati potranno presentare la domanda tramite il servizio online CSP che sarà disponibile sul sito della Cassa a partire dal 1 dicembre 2021 fino al 15 marzo 2022.

Arriva glAmour, la nuova capsule collection by Prénatal: mini me per donne e bambini

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Pensata per tutte le donne,

con i look mini me, veste mamme e bambini con amore

Dall’incontro tra il know how decennale di Prénatal e la passione artigianale della stilista Cristina Tajariol, nasce glAmour, una collezione 100% made in Italy pensata per tutte le mamme che vogliono abbracciare i propri bambini anche con lo stile e per tutte le donne che amano un look fresco e originale.

glAmour racchiude nel nome la sua essenza, una collezione creata con l’amore e la passione del tailor made italiano, arricchita da un tocco glam per conquistare il suo pubblico. Grintose e accattivanti le proposte per la PE 21.

Due le anime della collezione, “Black and White”, in un gioco continuo tra i due colori non colori, inframmezzati da accenni di rosso carminio, e “Liberty”, con la sua esplosione multicolor.

Nella prima spiccano le intramontabili stripe e un tocco street contemporaneo dato dalle grafiche di Judi Abbot, nota illustratrice di libri per bambini.

In prima linea per la donna, l’eleganza essenziale e pulita dell’abito lungo in optical stripe.

In questa capsule ogni mini capo – 0 a 8 anni – trova il suo perfetto mix&match con il look scelto dalla mamma. Per i più piccoli (0-9 mesi), tenerissimo il pagliaccetto in micro righe bianche e rosse o nella versione in bianco con delicata fantasia a stelline.

Due t-shirt da abbinare o mixare ad altrettanti pantaloncini per i maschietti 3 mesi-8 anni, mentre per le bambine nella stessa fascia di età le proposte spaziano dai romantici abiti, ai leggings a righe bianche e nere, agli shorts bianchi da accompagnare alle t-shirt nelle stesse fantasie.

Nella capsule “Liberty” l’interpretazione floreale ha colori vitaminici e brillanti.

Il gioco dei rosa regala delicatezza e romanticismo all’abito da donna lungo che scopre le spalle, accarezzate dalla leggerezza delle ruches.

Il look mini me veste le bambine da 0-8 anni, come nella bellissima immagine che unisce mamma e figlia con gli abiti a fiori. Gli stessi che danno forma alla maglietta da abbinare alla mini gonna in tinta unita fucsia. Per le piccolissime spiccano i pagliaccetti, disponibili in fantasia floreale o vichy in cotone.

glAmour è disponibile sul sito https://www.prenatal.com/glamour/ e in una selezione di punti vendita Prénatal.

Modena, la pandemia alimenta l’abuso di alcol: over 69 a rischio

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Ansia e stress da lockdown innescano il consumo smodato: nel 2020 il servizio Dipendenze patologiche dell’Ausl ha seguito 834 persone e ricevuto 150 nuovi casi

MODENA – Nuovi casi oltre il trend atteso, nell’anno del Covid, per quanto riguarda l’abuso di alcol in particolare a Modena e dintorni. Nel 2020 il servizio Dipendenze patologiche dell’Ausl ha seguito 834 persone e ricevuto 150 nuovi casi: la media di persone registrate alla fine è attorno a quota 900, come negli ultimi anni, anche se appunto ci sono più nuovi accessi. “Con i lockdown dovuti alla pandemia aumenta il rischio di abuso di alcol dovuto a stati di ansia e stress“, è del resto il ritornello oggi in conferenza stampa, organizzata nell’ambito della prevenzione alcologica, cui il mese di aprile viene dedicato in tutta Italia, dopo la campagna locale sulla sana alimentazione. In particolare, la quota provinciale di consumatori di alcol a rischio tra gli over 69 è più alta di quella regionale e nazionale.

Secondo i dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), su una popolazione adulta tra 18 e 69 anni, in provincia di Modena il 71% delle persone consuma alcol anche occasionalmente e il 24% risulta essere un consumatore di alcol potenzialmente a maggior rischio per la salute, pari ad una stima di oltre 113.000 persone in questa fascia d’età. Il consumo di alcol a maggior rischio sociale e comportamentale, inoltre, appare più diffuso nelle classi di età più giovani (58% nei ragazzi di 18-24 anni e 33% nelle ragazze della stessa età), tra gli uomini e nelle persone con un livello di istruzione medio-alto.

Per quanto riguarda l’indagine ‘Passi d’Argento’ 2016-2019, l’indagine sugli stili di vita e fattori di rischio nella popolazione ultra 69enne, in provincia il 57% della popolazione consuma alcol (anche se occasionalmente), pari a poco meno di 70.000 persone. Il 27% (oltre 32.000 modenesi con più di 69 anni) è invece un consumatore potenzialmente a rischio per la salute, in quanto “consuma più di un’unità alcolica al giorno”. La quota provinciale di consumatori di alcol a rischio tra gli over 69 è dunque più alta di quella registrata a livello regionale (20%) ed “è significativamente superiore a quella nazionale” (17%), si puntualizza sui dati in conferenza.

Spiega il dottor Massimo Bigarelli, medico farmacologo, coordinatore del progetto alcologico Ausl: “Tratteremo inoltre il tema dell’abuso di alcol e psicofarmaci in generale e in particolare in questo periodo di pandemia che ha evidenziato fragilità psicologiche preesistenti. Parleremo anche dei malati cronici che dovrebbero ridurre o interrompere l’assunzione di alcol in quanto interferisce con le cure mediche e delle donne gravide, in particolare-precisa Bigarelli- la sindrome feto-alcolica nei neonati di mamme affette da etilismo“. Aggiunge Massimo Brunetti, coordinatore delle attività di promozione della salute: “L’alcol è uno dei temi affrontati all’interno della campagna di promozione della salute dell’Aual. I dati ci dicono che un quarto della popolazione è a rischio di abuso di alcolici e su questo dobbiamo porre molta attenzione, sapendo che la pandemia ha aumentato il problema”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Luca Donigaglia

Allergie, De Pità: “Colpiti 9 milioni di italiani, di più le donne”

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SPECIALE DONNE E SALUTE | Intervista alla Direttrice di Patologia Clinica e malattie infiammatorie autoimmuni della cute presso l’ospedale Cristo Re di Roma

ROMA – L’arrivo della primavera, viene salutato da molti con gioia perché le giornate cominciano ad essere calde e lunghe per altri invece è il periodo peggiore perchè coincide con l’inizio di diversi fastidi come starnuti, occhi lucidi, rossi e naso gocciolante. Reazioni che il corpo emette al contatto con i pollini di fiori e piante. Stiamo parlando delle allergie primaverili. Ma quali sono i numeri del problema in Italia? Ci sono nuovi approcci di cura? E un allergico, in caso di positività al Covid-19, sviluppa un rischio maggiore di contrarre una forma severa di polmonite interstiziale bilaterale? A dare risposte ai quesiti posti dall’agenzia di stampa Dire è Ornella De Pità, Direttrice di Patologia Clinica e malattie infiammatorie autoimmuni della cute presso l’ospedale Cristo Re di Roma.

https://vimeo.com/534825841

La primavera è la stagione per eccellenza in cui si manifestano i sintomi respiratori legati alle allergie stagionali. Quali sono i numeri del problema in Italia? C’è un incidenza o predisposizione maggiore nel sesso femminile oppure no?
“Le allergie sono in forte aumento soprattutto negli ultimi 20 anni si è registrata un’incidenza maggiore. Si considera che circa 9milioni di italiani soffrano di allergia praticamente un italiano su quattro o su 5 ne soffre. Stiamo parlando quindi di un 15-20 % della popolazione che è afflitta da questo problema. Numeri molti elevati ma quelli che arrivano dallo specialista e si curano perciò sono circa la metà stimabili in 4milioni e mezzo. L’incidenza peraltro si registra maggiormente nelle persone giovani, soprattutto tra gli adolescenti e le donne con una percentuale lievemente superiore rispetto agli uomini. Essere affetti da allergia sin da giovani vuol dire essere in una situazione critica per un lungo periodo rispetto a tutte le attività da svolgere”.

Quanto è importante effettuare una diagnosi precoce e quali sono i test di cui si avvale lo specialista?
“Effettuare precocemente una diagnosi al paziente, avviarlo alla terapia utile significa rimetterlo in condizione di andare a scuola, lavorare e svolgere tutte le sue normali attività. Per questo è importantissimo capire subito se si tratta di allergia o di altro. A maggior ragione in questo periodo pandemico nel quale avere raffreddore, naso che cola o fastidi respiratori può essere imbarazzante anche per far capire agli altri che si tratta di allergia e non di altro. Abbiamo a disposizione oggi diversi test sia da effettuare sul paziente nel caso dei noti ‘prick test’ ossia la gocciolina che si mette sul braccio con l’allergene per capire quello incriminato, sia i test su sangue dette ‘Ige specifiche’ per i singoli allergeni che ci consentono di effettuare poi la diagnosi”.

Ci sono terapie di nuova generazione a disposizione? Si può pensare con un protocollo terapeutico di risolvere per sempre il problema?
“Abbiamo diverse terapie forse non sono innovative, ma la modalità con cui vengono effettuate può essere considerata innovativa. Abbiamo terapie topiche di tipo nasale come decongestionanti piuttosto che antistaminici e cortisonici. Questi possono essere prescritti al paziente anche in associazione e questa può essere la novità terapeutica. Ci sono poi gli antistaminici di ultima generazione che danno molti meno problemi al paziente perché danno meno sonnolenza ed effetti collaterali. E poi si deve ricorrere sempre ai cortisonici quando le forme allergiche sono molto gravi. Una soluzione terapeutica definitiva forse non esiste, ma quello che si può fare sono le immunoterapie specifiche quelle che nel linguaggio comune vengono chiamate ‘vaccini’ per gli allergeni. In Italia si usano poco, solo il 6% della popolazione allergia ricorre alla vaccinazione ed invece sono modalità, forse un po’ lunghe e costose, ma che ci portano a delle ottime risoluzioni del problema con periodi lunghi di remissione completa delle patologie”.

Un allergico che contrae il Covid-19 sviluppa un rischio maggiore di polmonite interstiziale bilaterale in forma grave oppure no?
“I dati oggi ci dicono che nell’allergico ‘classico’ cioè di lieve e media entità non ci sono rischi maggiori. E’ chiaro che il paziente che soffre di forme asmatiche deve essere più attentamente valutato e seguito non perché vi siano dei rischi maggiori. Anzi sembra quasi, dai dati a disposizione, che l’allergia in qualche modo protegga perché il virus aggredisce meno questi soggetti. No, insomma non ci sono problemi maggiori”.

Quali sono le regole d’oro per ‘difendersi’ dalle allergie stagionali o perlomeno conviverci al meglio?
“Qualche piccolo accorgimento può essere messo in campo. Ad esempio ai soggetti che soffrono di rinite allergica primaverile è sconsigliato andare a correre al parco nelle ore più calde ed è bene andare di prima mattina o il pomeriggio tardi poiché nelle ore centrali della giornata c’è maggiore esplosione di polline. Al ritorno a casa fare subito una doccia e lavare i capelli in maniera di non portare a letto, e sul cuscino, i pollini chepossono essere adesi sulla persona. Usare oggi le mascherine giova al paziente che può schermarsi meglio dall’allergene. Tenere chiuse le finestre nel periodo di maggiore esplosione di polline. Fare delle bonifiche ambientali nel caso di allergia agli acari della polvere che sono uno degli allergeni più comuni. Sono piccole accortezze in grado di migliorare però la vita di questi pazienti”.

Ultimo messaggio chiave da recapitare a grandi e piccoli?
“A volte il paziente, vista la brevità della manifestazione, tende a sottovalutare alcune forme di allergia. Soprattutto questo è rilevante nei giovani perché la manifestazione è più evidente con il passare del tempo. Il messaggio importante che deve arrivare perciò è di fare attenzione se c’è una stretta correlazione tra il sintomo e quello che sta avvenendo. Ad esempio sono al parco e starnutisco maggiormente, in casa e magari c’è polvere potrei essere un soggetto allergico. Queste situazioni tipo devono spingere il paziente a effettuare subito una visita specialistica perché prima si interviene sull’allergia e meglio è”.

Michela Coluzzi.  fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Allarme Uneba-Aiop: “Rsa lombarde perdono un milione al giorno”

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Spese pandemia e calo letti, “La Regione copra tetto legge del 50%”

MILANO – È trascorso un anno da quando le Residenze sanitarie assistenziali lombarde sono state travolte dall’emergenza Covid-19. Dall’inizio della pandemia a febbraio 2020 fino al 31 luglio, secondo i dati riferiti dall’ex assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, le morti nelle Rsa legate al Sars-Cov-2 sono state 3.378. Altre persone sono decedute in seguito, durante l’estate e nel corso dell’autunno. Ora la maggior parte degli ospiti e gli operatori sono stati vaccinati e l’incidenza dei nuovi positivi è iniziata a calare. Ma le Rsa lombarde faticano a riprendersi: gravano sulle spalle dei direttori debiti economici ingenti. “Noi stimiamo che attualmente le perdite si aggirino intorno a un milione al giorno”, spiega Luca Degani, presidente lombardo di ‘Uneba’, associazione di categoria del settore sociosanitario assistenziale ed educativo.

https://vimeo.com/535211973

RSA LOMBARDE IN DIFFICOLTÀ: LE CAUSE

Le difficoltà dipendono da diversi fattori. In primis, dalle spese sanitarie sostenute durante l’emergenza: le residenze assistenziali hanno dovuto acquistare i dispositivi di sicurezza e assistere i malati Covid-19. Secondo Guerrino Nicchio, vice presidente lombardo di ‘Aiop’, associazione che a livello nazionale rappresenta 520 strutture di cura e ricovero private, durante la pandemia si sono accentuate criticità già presenti. “Negli ultimi anni si è elevata molto la prestazione sanitaria all’interno delle Rsa”, precisa.
Gli ospiti hanno avuto bisogno di cure più dispendiose e impegnative: i costi sono aumentati. Fino a febbraio 2020, anche se con difficoltà, si cercava di mantenere gli equilibri. Poi, è arrivata l’emergenza sanitaria e si è ridotta la percentuale di occupazione dei posti letto. “Adesso abbiamo raggiunto una mancata presenza del 20%”, dice Degani. A questo calo hanno contribuito tre fattori: il numero di decessi avuti l’anno scorso, le pratiche di distanziamento applicate per contenere il contagio e il sentimento di sfiducia che si è diffuso tra le famiglie.

Per Federica Trapletti, membro del sindacato dei pensionati della Cgil, quest’ultimo elemento è da tenere in considerazione in modo particolare, perché potrebbe provocare effetti duraturi nel tempo. “Ora le famiglie riflettono di più su come accudire i propri cari”, commenta. Non è facile scalfire l’immagine delle Rsa come luoghi in cui gli anziani muoiono da soli. Anche perché ancora oggi in molti casi non è possibile ricevere visite dei propri parenti. Nonostante il via libera del governo e della Regione, alcuni responsabili delle strutture non hanno riaperto le residenze per paura di diffondere il contagio. “Prima c’erano le liste d’attesa, ora invece si cercano nuovi ospiti”, ripete Trapletti. Nelle Rsa accreditate, sia pubbliche sia private (circa 700 in Lombardia), una parte delle spese viene sostenuta dal Pirellone.

Ogni posto letto costa in media 100 euro al giorno: di questi, circa 60 sono coperti dagli utenti e 40 dalla Regione. Secondo quanto stabilito dal ministero della Salute, le quota messa a disposizione dal fondo sanitario regionale dovrebbe raggiungere il 50% del costo giornaliero di un posto letto. La Lombardia non rispetta, quindi, le regole nazionali. Da tempo le Rsa chiedono un adeguamento, anche per poter ridurre le rette, che sono considerate da molti parenti troppo dispendiose (si pagano, in media, 1.800 euro al mese). Il pericolo è che, a fronte di queste ulteriori difficoltà, le strutture siano obbligate a chiedere alle famiglie ancora più soldi.

La Regione ha cercato di intervenire, ma le associazioni di categoria lamentano finanziamenti inadeguati rispetto alle perdite. “A dicembre è stata approvata una legge regionale in cui è stato stabilito di aumentare di 12 euro per il 2020 la tariffa giornaliera erogata dalla Regione per ogni posto letto. Si tratta di circa 80 milioni. A questo provvedimento ne è seguito un altro in cui è stato deciso di garantire alle Rsa 40 euro al giorno per tutti i giorni in cui sono stati ospitati pazienti Covid. Queste risorse servono, però, soltanto a garantire il riconoscimento dei finanziamenti precedentemente stabiliti nel budget del 2020”, sintetizza Luca Degani di Uneba.

Di fatto, quindi, con questi due provvedimenti la Regione assicura alle strutture soltanto il contributo economico già previsto nel bilancio. “L’unica delibera che ha influito in modo strutturale sulle risorse erogate alle Rsa è quella in cui è stato previsto un incremento di un euro sulla quota corrisposta dalla Regione. E’ stato un riconoscimento per gli 11 anni di mancato adeguamento”, continua Degani. Per raggiungere il tetto del 50% previsto dalle norme nazionali, i finanziamenti sarebbero dovuti essere molti di più. Questo continua a incidere sulla qualità dell’assistenza fornita dalle strutture e sulla possibilità di accedervi. Le associazioni nelle prossime settimane incontreranno probabilmente l’assessora Letizia Moratti. “Chiederemo alla Regione di fare un ulteriore sforzo economico, perché diverse strutture rischiano di chiudere”, spiega ancora Guerrino Nicchio di ‘Aiop’. Se realmente dovesse accadere, per la Regione sarebbe un problema visto che le altre forme di assistenza agli anziani (come quella domiciliare) non sono abbastanza sviluppate.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». di Marialaura Iazzetti

Per Joe Biden è l’ora del giudizio universale

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Quanti assassini a piede libero. Ma l’America non è al di sopra di ogni sospetto

ROMA – Putin è “un assassino”; Xi Jinping, invece, un aspirante genocida: che si tratti dell’oppositore russo Aleksej Navalnyj o degli uiguri dello Xinjiang, Joe Biden parlerebbe a nome dei diritti umani universali. Tutto bene e tutto giusto, secondo i “democratici” di Washington. Che dovrebbero però essere conseguenti, andando fino in fondo. Se i diritti valgono per tutti, valgono pure per l’America.

Di Venerdì santo, in realtà, è arrivata una buona notizia: la revoca da parte degli Stati Uniti delle sanzioni nei confronti di Fatou Bensouda, la procuratrice della Corte penale internazionale finita nel mirino per aver osato aprire un’inchiesta su crimini di guerra che sarebbero stati commessi in Afghanistan anche da militari Usa.

C’è un però: l’America, democratica e repubblicana, continua a non riconoscere la giurisdizione del tribunale nato a Roma e con sede all’Aja. Il rifiuto è un’arma in più nelle mani di assassini e genocidi in giro per il mondo. La loro tesi è che a processo vanno solo ex presidenti o ribelli africani: altro che giustizia universale. E va a finire che hanno pure ragione.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». – Vincenzo Giardina

Il principe Filippo paladino dell’ambiente ante litteram: il ricordo del Wwf

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Il principe Filippo, scomparso a 99 anni, fu tra i padri fondatori del Wwf. Il ricordo di Fulco Pratesi e quel viaggio in Abruzzo negli anni Settanta…

ROMA – Il Wwf Italia ricorda il principe Filippo d’Edimbugo, “paladino dell’ambiente ante litteram e tra i padri fondatori del Wwf“. Filippo infatti fu presidente del WWF Internazionale dal 1981 al 1996 e fino ad oggi ne era presidente emerito. 

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Corte dei Conti: “Condono cartelle esattoriali? Aiuto a chi non ha bisogno”

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Questa scelta, inserita nel Decreto Sostegni, per la Corte “non appare condivisibile” perché incide in modo significativo sulla futura azione di riscossione dei crediti pubblici

ROMA – La Corte dei Conti critica il condono delle cartelle esattoriali fino a 5 mila euro. È quanto emerge dalla memoria che le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti hanno inviato alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato sul Decreto Sostegni.

Il decreto interviene a favore degli operatori economici con ulteriori slittamenti nei tempi di pagamento di debiti fiscali e l’annullamento di quelli di importo limitato, risalenti al decennio 2000-2010.

Una scelta, spiega la Corte, “che non appare condivisibile: nel primo caso perché, pur giustificate dalla crisi socio-economica, possono incidere in modo significativo sulla futura azione di riscossione dei crediti pubblici ritardando attività operative fortemente condizionate dal requisito della tempestività; nel secondo perché, oltre a dare adito a perplessità sul piano della coerenza con le finalità complessive del provvedimento, risolvendosi in un beneficio erogato a un vastissimo numero di soggetti, molti dei quali presumibilmente non colpiti sul piano economico dalla crisi, genera disorientamento e amarezza per coloro che tempestivamente adempiono e può rappresentare una spinta ulteriore a sottrarsi al pagamento spontaneo per molti altri“.

la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it».
Luca Monticelli
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Covid, Daniele De Rossi ai tifosi: “Ho polmonite bilaterale interstiziale”

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L’ex Capitano dell’AS Roma da ieri ricoverato per il Covid all’Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma

ROMA – “Sono venuto perché avevo troppi sintomi che non andavano via e anzi peggioravano. Ieri mattina mi sono alzato dalla sedia normalmente e ho avuto un mezzo mancamento, mi fischiavano le orecchie, sentivo tutto ovattato, ho mezzo barcollato e ho chiesto di fare un controllo. Sono venuto qui (allo Spallanzani, ndr) e ho una polmonite interstiziale bilaterale, non ad un livello gravissimo ma c’è. Era meglio non ce l’avessi. Soprattutto mi hanno detto se non fossi venuto, insomma… Non è uno stadio al limite, ma neanche un Covid da curare a domicilio”. Queste le parole di Daniele De Rossi, l’ex Capitano dell’AS Roma da ieri ricoverato per il Covid all’Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, in un audio di cui è venuto in possesso l’Agenzia Dire con cui ha voluto rassicurare i suoi tifosi sulle sue condizioni di salute.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it».