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Sisma: Pezzopane (Pd), Avanti con stabilizzazioni precari della ricostruzione

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“I lavoratori che da 12 anni operano per la ricostruzione dal terremoto del 2009 nei Comuni, nell’Usrc ed all’Usra, hanno diritto alla loro stabilizzazione. Sono 72 persone splendide, li conosco uno per uno, li ho visti al lavoro, li ho incontrati. Ho faticato per ottenere ogni proroga dei loro contratti, li ho incoraggiati a non mollare. Ho preso con loro un impegno, e l’ho onorato. Ora loro hanno un diritto sancito ed il Sindaco dell’Aquila non può trasformarlo in un favore, né in un gesto di clemenza. I lavoratori hanno la loro dignità! E questo in virtù di una legge approvata questa estate, il Decreto Agosto, votata solo dal centrosinistra, che prevede in una specifica norma la stabilizzazione dei lavoratori della ricostruzione del 2009, del 2012 e del 2016/17. La norma inoltre assegna le risorse: 5 milioni per il 2020, 31 per il 2021 e oltre 80 milioni dal 2022 in poi. È assurdo buttarla in propaganda elettorale. Questa norma è a disposizione subito per L’Aquila e per oltre 150 tra comuni, regioni, enti locali, persino enti parco. Il governo Conte e la maggioranza che lo ha sostenuto hanno votato questa norma in piena emergenza sanitaria. La premessa è stata la riforma Madia del 2017 che ha di fatto annullato il blocco delle stabilizzazioni inserito nella Legge Brunetta approvata da un governo in cui anche la Meloni era Ministro. Ho fatto incontri, riunioni, emendamenti, ordini del giorno, mi sono impegnata con i sindacati che hanno avuto un ruolo decisivo e che ringrazio. Grazie al presidente Conte ho portato a casa una norma che è un grande risultato. La gita a Roma della delegazione di Fratelli d’Italia, che va da Brunetta a farsi la foto teatrale, è l’ennesimo tentativo di occultare il nulla della sua litigiosa ed inconcludente gestione. Brunetta, ministro di un governo a cui Fratelli d’Italia fa una opposizione efferata e ostruzionistica, è tenuto a chiudere il percorso nel più breve tempo possibile, ed io seguirò passo passo come sempre ho fatto. Alla conclusione di tutto, quando i lavoratori firmeranno i contratti, sarà una festa per il territorio, uno scatto di dignità, non una concessione pre elettorale di Fratelli d’Italia”.

Così Stefania Pezzopane, dell’ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, nella conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Stefano Palumbo capogruppo Pd in Consiglio Comunale e Luciano Mucciante ex sindaco di Castel del Monte.

Ecco il calendario delle riaperture decise dal governo

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Il governo ha messo a punto un calendario che possa portare alla graduale ripresa delle attività. Ecco, punto per punto, le date annunciate dal premier Draghi.

ROMA – L’Italia riparte. Grazie alla creazione di un pass per spostarsi liberamente e partecipare agli eventi, il governo ha messo a punto un calendario che possa portare alla graduale ripresa delle attività. Ecco, punto per punto, le date annunciate dal premier Draghi.

LEGGI ANCHE: Draghi: “Dal 26 aprile tornano le zone gialle, rischio ragionato per rilanciare il paese”

Ecco la road map delle principali riaperture decise dal governo:

• Anticipo del ripristino delle zone gialle dal 26/4.
• Consentiti gli spostamenti tra regioni gialle e con il pass anche tra regioni di diverso colore.
• Scuole (dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico): nelle zone gialle e arancioni aperte con didattica in presenza tutte le scuole di ogni ordine e grado.
• Dal 26/4 in zona gialla riaprono ristoranti a pranzo e a cena solo con tavoli all’aperto.
• Dal 26/4 nelle zone gialle Musei riaperti automaticamente.
• Dal 26/4 nelle zone gialle teatri, cinema e spettacoli aperti con misure di limitazione della capienza.
• Dal 15 maggio piscine solo all’aperto.
• Dal 1 giugno ristoranti con tavolo al chiuso solo a pranzo con nuove linee guida.
• Dal 1 giugno palestre con nuove linee guida.
• Dal 1 luglio Fiere e congressi con nuove linee guida
• Dal 1 luglio stabilimenti termali e parchi tematici con nuove linee guida.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Alfonso Raimo

Draghi: “Dal 26 aprile tornano le zone gialle, rischio ragionato per rilanciare il paese”

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“Le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall’inizio: non erano né fondate né giustificate”

ROMA – “Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia. Le decisioni di stamattina anticipano al 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla, ma introducono un cambiamento rispetto al passato nel senso che si da’ precedenza alle attivita’ all’aperto e alle scuole. Tutte le scuole riaprono completamente in presenza nelle zone gialle e arancione“. Così il premier Mario Draghi, in conferenza stampa, spiega la decisione del governo di anticipare il ritorno della zona gialla consentendo, ma solo all’aperto, la ristorazione, le attività sportive e gli spettacoli. Sarà possibile mangiare fuori anche di sera, ma con l’obbligo di rispettare il coprifuoco che resta fissato alle ore 22 mentre ci sarà la ripresa delle attività didattica in presenza per le scuole di ogni ordine e grado in zona gialla ed arancione, ma non in zona rossa.

“Con la decisione di oggi- spiega Draghi- il governo ha preso un rischio, un rischio ragionato fondato sui dati che sono in miglioramento. Ma non in miglioramento drammatico. Sono in miglioramento. Questo rischio, che sicuramente incontra le aspettative dei cittadini, si fonda su una premessa: che questi provvedimenti siano osservati scrupolosamente con mascherine, distanziamenti, e occorrerà una sensibilizzazione particolare da parte delle regioni, delle autorità e delle forze dell’ordine. In questo modo questo rischio ragionato si traduce in un’opporrtunita’ straordinaria”.

“La campagna vaccinale continua ad andare bene, con tante sorprese, negative, ma anche positive”. La probabilità che, dopo le aperture, si debba tornare indietro “è molto bassa”. Si tratta, spiega il premier, di misure che “portano maggiore serenità nel Paese e gettano le basi per il rilancio dell’economia”.

“Il declino delle curve” epidemiologiche, chiarisce Draghi “è continuo e lo è stato nelle ultime settimane. Ma è meno marcato di quanto ci sarebbe potuto aspettare sulla base di varianti diverse. E’ un passo che prendiamo con il sostegno e il conforto dei dati in particolare per le attivita’ all’aperto. Ma poi tutti i comportamenti di cui parlavo prima sono assolutamente necessari”.

DRAGHI: SPERANZA VOLUTO IO, CRITICHE INFONDATE FIN DALL’INIZIO

“Le critiche al ministro Speranza dovevano trovare pace fin dall’inizio: non erano né fondate né giustificate. Come ho detto l’altra volta lo stimo e l’ho voluto io nel governo“, dice Draghi. “Ringrazio il ministro Speranza per tutto il lavoro che precede questa decisione e che l’ha permessa”.

“Non ho fatto nessun appello all’unità non c’è bisogno di farlo. E’ insita nella nascita del governo. Quello che posso dire è che l’atmosfera nel governo e nei consigli dei ministri è eccellente e lo può confermare qualunque ministro di questo governo”, ribadisce il premier.

DRAGHI: 3% DEBITO/PIL NEL 2025, SCOMMETTIAMO SULLA CRESCITA E DEBITO BUONO

“Solo nel 2025 si vedrà il 3%” del rapporto tra deficit e pil: “è una scommessa sulla crescita: se sarà quello che ci attendiamo da tutti i provvedimenti e le riforme, la scommessa la vinciamo senza pensare nemmeno a una manovra correttiva negli anni a venire. Usciremo dal debito con la crescita, una crescita sostenibile. Noi stiamo facendo e faremo debito, questa è una scommessa sul debito buono“. Così Mario Draghi, in conferenza stampa.

“Io e il ministro Giovannini- aggiunge il premier- abbiamo nominato 57 commissari per 57 opere. Opere già finanziate e deliberate, che aspettavano di essere attuate. Abbiamo sentito altri elenchi di opere fantastiche, la domanda era quando le vedremo? Il ministro Giovannini ha preparato per il pomeriggio un cronoprogramma con le aperture dei cantieri, potrete controllore cosa ha detto e cosa farà il governo”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Alfonso Raimo

Riattivata la chirurgia ambulatoriale all’ospedale

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Anagni, Natalia: “Pretendiamo il ripristino di tutti i servizi sanitari chiesti all’ASL”

Questa la dichiarazione del Sindaco Daniele Natalia: “Prendiamo atto anche con piacere della riattivazione della chirurgia ambulatoriale presso l’Ospedale di Anagni. Questo era il primo servizio da riattivare tra quelli che avevamo chiesto alla ASL e che ci aspettiamo sia il primo di tanti. Con questo gesto constatiamo la volontà della dottoressa D’Alessandro, Direttore Generale della ASL Frosinone, di dialogare con noi e di ascoltare le istanze della cittadinanza. Tuttavia non trascureremo il mandato che il Consiglio Comunale ci ha affidato per studiare azioni legali ed amministrative nei confronti della Regione Lazio, questo perché se è vero che alla ASL è demandata l’attuazione pratica delle politiche sanitarie, a dare le direttive è la Regione e dell’operato della Pisana non siamo soddisfatti. Pretendiamo il ripristino dei servizi sanitari ed il rispetto del diritto alla salute degli 80.000 cittadini di Anagni e dell’area nord della Provincia”.

ASD NOMENTUM – CAMPO IN ERBA VERA A CASTELCHIODATO

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E’ proprio il patron del Nomentum Calcio, il presidente Simone Ruggeri, a dare la notizia nell’intervista rilasciata al canale societario di youTube NOMENTUM CHANNEL.

Già da tempo abbiamo iniziato a programmare per la prossima stagione sportiva 2021 2022, nella speranza che tutto possa tornare alla normalità ritornare a giocare, vedere gioire i nostri ragazzi, sia nell’agonistica che nella scuola calcio, perchè l’essenza del calcio è il confronto, il potersi confrontare con altre realtà nel rispetto delle regole e dell’avversario, afferma il Presidente Ruggeri.

A proposito della ripartenza, continua Ruggeri, per il secondo polo l’ impianto dell’ università Agraria di Castelchiodato, il campo a 11 sarà rifatto in erba naturale, verranno eseguiti miglioramenti in tutto l’impianto, sarà la casa dell’ asd del Nomentum calcio, dove attualmente stanno facendo un ottimo lavoro il Direttore dell’ Agonistica Claudio Bacich con il suo staff.

Governo, via libera al Def: scostamento da 40 miliardi per sostenere l’economia

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Per il 2021 rapporto debito/pil al 159,8%, deficit all’11,8% e crescita al 4,8%

ROMA – Il governo ha dato il via libera al Def e ad un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi per garantire i ristori per le chiusure del 2021. In questo modo, si legge nel Documento di economia e finanza approvato dal Consiglio dei ministri, il deficit per il 2021 schizza ll’11,8%. La crescita invece, con il tendenziale acquisito al 4,1%, è programmata al 4,5%.

Secondo le previsioni del Def, nel 2022 il pil crescerà del 4,8%, per poi salire del 2,6% nel 2023 e dell’1,8% nel 2024, “tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio”, sostiene Palazzo Chigi. Il deficit, invece, scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/pil tornerà a scendere sotto il 3%.

Il rapporto debito/pil, a quanto si apprende, è invece stimato nel Def al 159,8% nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024.

FRANCO: SCOSTAMENTO DA 40 MLD, SPERO SIA ULTIMO DI TALE PORTATA

“L’auspicio del governo è che, grazie ad andamenti epidemici ed economici sempre più positivi nei prossimi mesi, questo sia l’ultimo intervento di tale portata“. Così il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nella premessa del Def, come si legge in una bozza del documento. Il prossimo decreto a sostegno delle imprese “vedrà la luce a fine aprile”, si legge.

“Il nuovo decreto- insiste il ministro- avrà come destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese, e concentrerà le le risorse sul rafforzamento della resilienza delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone l’equità e l’efficacia”.

La prima esigenza che il governo ha avvertito, prosegue il titolare del Mef “e ancora avverte, è di continuare a sostenere l’economia con grande determinazione, compensando anzitutto i lavoratori e le imprese più danneggiati dalle misure sanitarie che si sono rese necessarie”. Questo “non solo per ragioni di doverosa solidarietà e coesione sociale, ma anche per evitare che la chiusura definitiva di posizioni lavorative e di aziende che in condizioni normali sarebbero in grado di stare sul mercato abbassi il Pil potenziale del Paese”

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

L’Amministrazione del Sindaco Felli illumina la pista ciclabile

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Piglio, Federici: “Un intervento che valorizza il nostro territorio”

La pista ciclabile è un’attrattiva turistica ed anche  una risorsa per gli abitanti di Piglio, e da ieri sera grazie all’intervento promosso dall’amministrazione comunale del Sindaco Mario Felli, potrà essere percorsa in completa sicurezza anche nelle ore serali. Infatti nei giorni  scorsi, con un finanziamento del GAL (Gruppo Azione Locale)  sono stati completati i lavori di manutenzione lungo il tratto pigliese, e si è provveduto anche all’installazione di 76 nuovi punti luce che illuminano, 2,7 km del tratto di Piglio. “La pista ciclabile è il nostro fiore all’occhiello – sottolinea il Sindaco Mario Felli – con quest’ultimo intervento  è stata resa sicura anche nelle ore serali con la nuova illuminazione. Purtroppo stiamo vivendo una situazione particolare a causa del covid, ma siamo ottimisti in una nuova stagione. In una situazione “normale”, la pista ciclabile è percorsa a tutte le ore del giorno e in ogni stagione, anche in inverno, poiché consente di passeggiare nella natura in completa sicurezza, a piedi o in bicicletta, per sport o per hobby. Lungo circa 7 km (il tratto appartenente al Comune di Piglio), , con aree di sosta, ed anche attrezzate per attività fisica all’aperto  e consente di ammirare paesaggi unici della Ciociaria”. “L’installazione dei nuovi punti luce –continua l’Assessore ai Lavori Pubblici Mauro Federici– lungo il nostro tratto di pista ciclabile, è un intervento importante, che valorizza il nostro territorio, e mostra il costante interesse di quest’Amministrazione nell’ottimizzare, le grandi risorse del nostro paese. La pista ciclabile è nata su un tratto ferroviario dell’ex linea Fiuggi-Roma, ed attraversa i Comuni di Fiuggi-Acuto-Piglio-Serrone e Paliano, è  lunga circa 30 Km, di cui circa 7 appartenenti a Piglio, il tratto illuminato è di 2,7 Km, che rende più attrattivo il percorso”.

Le bellezze della Provincia di Rieti su 4 maxi-schermi in città

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Calisse: “Occasione di sviluppo per riaccendere i riflettori sul nostro territorio”

Con il fine di far riscoprire le bellezze del territorio reatino, la Provincia di Rieti intende avviare un’attività di promozione su 4 maxi-schermi digitali in città. Verranno proiettate immagini destinate a valorizzare la bellezza dei luoghi rappresentati, accompagnate da slogan che invitano a riscoprire il fascino del proprio territorio. La campagna di promozione, di durata annuale, avrà quale filo conduttore le quattro stagioni, con un particolare focus sui temi della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il presidente della Provincia di Rieti, Mariano Calisse, ha evidenziato che “la riscoperta dei luoghi di prossimità durante la situazione di emergenza sanitaria che ci troviamo a vivere con il Covid-19, è da leggersi quale occasione di sviluppo in grado di accendere nuovi riflettori sulla qualità della vita in un territorio spesso inesplorato come la Provincia di Rieti. Inoltre la promozione dello sviluppo della comunità è tra i compiti primari dell’Ente che così intende valorizzare le ricchezze e la varietà dei tesori culturali, artistici, architettonici e naturalistici presenti sul suo territorio”.

La Lega, chiede ristori immediati per chi ha subito danni gelate 7/8 aprile

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Roma, Rufa: “Un colpo terribile per le aziende agricole già in crisi, che hanno diritto a risposte immediate”

 E’ emergenza per i raccolti e i prodotti agricoli italiani, dopo le temperature sotto zero delle scorse notti , il 7 e l’8 Aprile, in un momento in cui germogliano i fiori delle piante da frutto o nascono le prime gemme sui filari delle vigne. “Le gelate di questi giorni –sottolinea il sen. Gianfranco Rufa (Lega)-  hanno colpito in maniera pesante frutteti e coltivazioni, con ingenti  danni che si preannunciano di milioni con un ingente  taglio delle produzione. Un colpo terribile per le aziende agricole già in crisi.  E proprio per sostenere le imprese che si trovano,  alle prese con una situazione estremamente difficile che si somma alle difficoltà legate all’emergenza pandemica, la Lega chiede un sistema a livello europeo certo e rapido nel fronteggiare le calamità naturali con ristori alle aziende dell’agroalimentare che subiscono i danni”. “Serve un cambio di passo a livello europeo nella gestione delle risposte alle calamità naturali, attraverso un sistema che assicuri ristori in tempi rapidi per tutte quelle imprese della filiera agroalimentare che subiscono danni dovuti al maltempo. Chiediamo al Governo di farsi carico a livello europeo di questa necessità anche alla luce dei danni ingenti registrati di recente a causa delle gelate del 7/8 aprile scorso, che solo nel nostro Paese rischiano di toccare il miliardo di euro. In molte zone del nostro paese sono andati persi raccolti di kiwi e albicocche per il 95%; di susine per il 90%; di pesche per l’80%; di Mele, mirtilli, nocciole e piccoli frutti del 60%; oltre a danni ingentissimi anche a viti, grano, mais e coltivazioni orticole. Come Lega riteniamo che potrebbe essere il momento di ripensare ad un nuovo sistema di interventi che permetta alle imprese di poter disporre velocemente delle risorse necessarie per fronteggiare tali calamità, anche con il coinvolgimento dell’Unione europea visto che le gelate hanno colpito anche altri Paesi membri.” Lo dichiarano i senatori della Lega in commissione agricoltura: il capogruppo Giorgio Maria Bergesio, il Presidente di Commissione Gianpaolo Vallardi, Gianfranco Rufa e Cristiano Zuliani; firmatari dell’interrogazione al ministro dell’agricoltura.

Gli Usa chiedono la sospensione del vaccino Johnson&Johnson, rimandata la distribuzione in Europa

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La Fda ha chiesto una pausa nella somministrazione dopo sei casi di coagulazione del sangue. Speranza ha convocato i vertici di Aifa per fare il punto

ROMA – “Raccomandiamo una pausa nella somministrazione del vaccino per un di più di cautela“: lo ha detto Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research dell’agenzia americana Food and Drug Administration (Fda), invocando una sospensione negli Stati Uniti delle inoculazioni con il prodotto di Johnson&Johnson. Le sua dichiarazioni sono state rilanciate oggi dal sito del ‘New York Times’.

All’origine della richiesta, riferisce il quotidiano, ci sarebbero sei casi di coagulazioni di sangue un paio di settimane dopo la vaccinazione. Problemi e disturbi sarebbero stati riscontrati in donne di età compresa tra i 18 e i 48 anniUna di loro è poi deceduta, ricostruisce il New York Times, mentre una seconda è stata ricoverata in condizioni gravi.

Finora, secondo dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), sono circa sette milioni gli americani che hanno ricevuto il vaccino di Johnson&Johnson. In una nota, con le dichiarazioni di Marks insieme con quelle di Anne Schuchat, vicedirettrice dei Cdc, si evidenzia che “a oggi gli eventi avversi sembrano essere estremamente rari”.

SPERANZA INCONTRA I VERTICI DI AIFA PER FARE IL PUNTO

Il ministero della Salute ha convocato immediatamente una riunione con l’Aifa per fare il punto sul vaccino Johnson & Johnson, dopo la notizia della sospensione precauzionale negli Stati Uniti per alcuni rarissimi effetti collaterali gravi. All’incontro dovrebbero partecipare il ministro della Salute, Roberto Speranzae i vertici dell’agenzia del farmacoLo scorso 12 marzo l’Aifa ha approvato il vaccino Johnson & Johnson per l’Italia, per tutte le persone al di sopra dei 18 anni, e proprio oggi arrivano nel nostro Paese le prime 184.000 dosi di vaccino.

JOHNSON&JOHNSON RIMANDA LA DISTRIBUZIONE DEL SIERO IN EUROPA

Johnson&Johnson ha deciso di rimandare la distribuzione del proprio vaccino nel vecchio continente alla luce della sospensione negli Stati Uniti, dopo i 6 casi di trombosi segnalati in donne che avevano ricevuto il siero. “Abbiamo esaminato questi casi con le autorità sanitarie europee. Abbiamo deciso di ritardare in modo proattivo il lancio del nostro vaccino in Europa. Le autorità sanitarie consigliano alle persone che hanno ricevuto in Usa il nostro vaccino e sviluppano forti mal di testa, dolore addominale, dolore alle gambe o mancanza di respiro entro tre settimane dalla vaccinazione di contattare il proprio medico”, dice in una J&J.

“La sicurezza e il benessere delle persone che utilizzano i nostri prodotti è la nostra priorità numero uno. Siamo a conoscenza di una malattia estremamente rara che coinvolge persone con coaguli di sangue in combinazione con piastrine basse in un piccolo numero di individui che hanno ricevuto il nostro vaccino covid-19″, prosegue il comunicato. “I centri statunitensi per il controllo delle malattie e la food and drug administration stanno esaminando i dati che coinvolgono sei casi segnalati su oltre 6,8 milioni di dosi somministrate. Per un eccesso di cautela, il cdc e la fda hanno raccomandato una pausa nell’uso del nostro vaccino”, conclude la nota.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Vincenzo Giardina